
“Formaggio senza orecchino di perla” è un imbarazzante dipinto che il Regista fece nel 2003 dopo aver visto il film “La ragazza con l’orecchino di perla”. Nelle indicazioni del Regista, l’emmental avrebbe dovuto guardare con grazia verso il pittore ostentando un bellissimo orecchino che, con i suoi riflessi “perlacei”, avrebbe soffuso un alone di leggiadria facendolo trascendere dalla sua condizione di misero latticino. Purtroppo la presenza di troppi verbi complessi (ostentare, soffondere, trascendere) e la mancanza di verbi facili (mangiare, saltellare, dormire), misero in crisi il povero latticino che, non sapendo bene cosa fare, scelse di assumere un atteggiamento esageratamente disinvolto, piuttosto inappropriato per il personaggio. Secondo il Regista, il dipinto sarebbe comunque interessante per alcuni aneddoti che potrebbero appassionare la critica più esigente: 1) durante l’esecuzione del dipinto il pittore, chinandosi a raccogliere l’orecchino caduto, sbatté la testa sul tavolo e perse i sensi per circa quattro ore; 2) in quelle quattro ore il latticino, per non deludere ulteriormente l’amico, rimase perfettamente immobile, sciogliendosi parzialmente e diventando tutt’uno con il mobile; 3) al suo risveglio il pittore dovette effettuare un certosino lavoro di spatola per liberare il formaggio; 4) stimolato dall’aroma scaturito dal certosino lavoro, dopo appena cinque minuti il pittore cominciò a salivare copiosamente; 5) la tensione fece svenire il latticino; 6) chinandosi per soccorrere l’amico, il pittore sbatté nuovamente la testa sul tavolo e svenne per altre quattro ore. Sono aneddoti come questo, spiega il Regista, che fanno la storia dell’arte.

“Uovo santificabile con aureola, zampirone e candela votiva” è un quadro che il Regista dipinse pochi giorni dopo aver dipinto “Uovo papabile con mitra e zampirone”. Deluso per la mancata nomina dell'Uovo al soglio pontificio, il Regista contestò la decisione del conclave e lo propose per la beatificazione, rendendolo di fatto il primo embrione di pollo destinato ad ascendere al paradiso e ad essere indicato come esempio di rettitudine e morigeratezza. Per renderlo idoneo alla carica, l'artista lo sottopose al martirio non cuocendolo alla coque, come sarebbe stato sensato fare, ma incollando sul guscio alcuni stuzzicadenti e dotandolo di un'aureola, ausilio indispensabile per essere accettati come santi e vedere il proprio nome stampato sui calendari. In realtà di tutto questo non ci sarebbe stato bisogno: nella cucina del Regista la deplorevole pratica del martirio era da sempre portata avanti e non solo verso le uova, ma verso qualunque cosa potesse vagamente risultare commestibile; le testimonianze raccolte nel corso degli anni, purtroppo, non lasciano adito a dubbi ( clicca qui ). Il dipinto, per quanto realistico e ben eseguito, non sortì l'effetto sperato. Forse perché il Vaticano non voleva creare un pericoloso precedente, forse perché non si riteneva l'Uovo all'altezza del ruolo, forse perché l'embrione di pollo non risultava essere abbastanza morto ma nemmeno abbastanza vivo, fatto sta che il sogno del Regista di vedere un membro del proprio team ai vertici dello Stato Vaticano rimase lettera morta.

“Uovo papabile con mitra e zampirone” è un quadro che il Regista dipinse nel 2025 quando ancora sembrava possibile che l'Uovo potesse ascendere al soglio pontificio e diventare Papa. Se ci fosse riuscito si sarebbe chiamato Papa Pio XIII, per onorare la prima parola che tutti i pulcini pronunciano appena escono dal guscio e perché tutti gli altri Pii, dal primo al dodicesimo, erano già stati presi. Il dipinto vorrebbe esprimere il disappunto dell'embrione per la mancata nomina, ma la sua espressione contenta ci fa supporre che il significato della parola “disappunto” gli sfugga, così come sappiamo gli è sconosciuto il senso delle parole “mantecare”, “ussaro” e “opinabile”. Questa ignoranza, secondo il Regista, potrebbe giustificare la decisione del conclave di eleggere al suo posto il cardinale Prevost, un porporato ben introdotto che, oltre a sapersi allacciare le scarpe e giocare a tennis, sa pronunciare la parola “disappunto” in ben cinque lingue, tra cui il latino. Il dipinto è impreziosito dalla presenza di uno zampirone, un ausilio che il Regista, nella sua ansia di apparire brillante, ha pomposamente ribattezzato “incenso 2.0”. In realtà, il ricorso allo zampirone fu un ripiego obbligato perché tutto l'incenso disponibile venne usato per deodorare il bagno nella terribile “notte in bianco del '96”, quando l'artista, in preda ad un attacco di depressione immotivata, cercò di gratificarsi divorando un panetto di burro scaduto da oltre otto mesi e un vasetto di acciughe deperite da almeno sette anni. Il lato positivo della faccia fu che la depressione, almeno, divenne motivata.

Natura morta con Formaggio Svizzero, Forchetta Psicotica e Carte Perdute è un dipinto molto sofferto in cui il Regista affronta il tema del proprio rapporto con il cibo e con le posate, ma anche delle posate con il cibo, del cibo con le donne, delle donne con le posate, dei re con i formaggi e, più in generale, del Regista con le donne e con i re. È come se l'artista avesse voluto finalmente mettersi a nudo di fronte al proprio pubblico e il pubblico avesse preferito evitare lo spettacolo, lasciandolo solo con la sua sofferenza. E difatti, a pesare nel dipinto non sono semplicemente lo sguardo disperato della Donna di Cuori o l'espressione accigliata della Forchetta Psicotica, ma soprattutto le assenze. Dove sono gli altri protagonisti del suo immaginario? Dove sono l'Uovo, la Piccola Bicicletta Neorealista e il Wurstel Esagerato? A giudicare da un'altro quadro del periodo sono su un canotto, a prendere il sole e divertirsi in qualche spiaggia dei mari del sud ( clicca qui ). Incuranti del dramma che si svolgeva a casa, i membri del team hanno preferito levare le tende e lasciare il Regista ad affrontare tutti quei temi da solo. Decisamente, troppi temi. Il fatto di essere un artista poliedrico non vuol dire che si possano affrontare tante domande diverse in una volta. Se avesse saputo cosa vuol dire poliedrico, probabilmente non l'avrebbe fatto. Avrebbe affrontato un tema alla volta, dandogli il giusto rilievo, e avrebbe lasciato che gli altri temi se la sbrigassero da soli. Oppure se ne sarebbe andato nei mari del sud col resto del proprio immaginario, a prendere il sole e divertirsi. Chi può dirlo?

Due giorni dopo aver girato “La Forchetta Psicotica e lo spirito dei passati passati” il Regista decise che era il momento di girare pagina e di tornare a indagare sul tema più caro al neo-neo-neo-neorealismo italiano: come poter aggiungere un nuovo “neo” al già cospicuo patrimonio di prefissi, senza apparire maniacale e affetto da accumulo compulsiva. In breve tempo gira “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, un'opera complessa che narra del disincanto, della morte, della povertà, dell'amicizia, del tradimento, del malessere, della malattia e, infine, del futuro distopico, tema aggiunto all'ultimo momento per apparire più sofisticato e strizzare l'occhio al pubblico giovanile. Girato interamente a colori, secondo il Regista il film si distingue dagli altri per la profusione di mezzi impiegati, e cioè per le 30 monete da un euro piazzate sulla scena a rappresentare l'accumulazione capitalista, ma anche la disponibilità dell'autore a corrompere chiunque pur di ottenere quanto desiderato. “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, ci ricorda il Regista, è un film che vuol essere leggero ma anche pesante, profondo ma anche superficiale, drammatico ma anche divertente, a colori ma anche in bianco e nero, bello ma anche brutto, alto ma anche basso, bagnato ma anche asciutto, su ma anche giù. Se un film come questo non merita un ulteriore prefisso “neo” da aggiungere alla già nutrita schiera di prefissi che connotano il neo-neo-neo-neorealismo italiano, allora non sappiamo proprio cosa lo può meritare.
-
Formaggio senza orecchino di perla ma con candela

“Formaggio senza orecchino di perla” è un imbarazzante dipinto che il Regista fece nel 2003 dopo aver visto il film “La ragazza con l’orecchino di perla”. Nelle indicazioni del Regista, l’emmental avrebbe dovuto guardare con grazia verso il pittore ostentando un bellissimo orecchino che, con i suoi riflessi “perlacei”, avrebbe soffuso un alone di leggiadria facendolo trascendere dalla sua condizione di misero latticino. Purtroppo la presenza di troppi verbi complessi (ostentare, soffondere, trascendere) e la mancanza di verbi facili (mangiare, saltellare, dormire), misero in crisi il povero latticino che, non sapendo bene cosa fare, scelse di assumere un atteggiamento esageratamente disinvolto, piuttosto inappropriato per il personaggio. Secondo il Regista, il dipinto sarebbe comunque interessante per alcuni aneddoti che potrebbero appassionare la critica più esigente: 1) durante l’esecuzione del dipinto il pittore, chinandosi a raccogliere l’orecchino caduto, sbatté la testa sul tavolo e perse i sensi per circa quattro ore; 2) in quelle quattro ore il latticino, per non deludere ulteriormente l’amico, rimase perfettamente immobile, sciogliendosi parzialmente e diventando tutt’uno con il mobile; 3) al suo risveglio il pittore dovette effettuare un certosino lavoro di spatola per liberare il formaggio; 4) stimolato dall’aroma scaturito dal certosino lavoro, dopo appena cinque minuti il pittore cominciò a salivare copiosamente; 5) la tensione fece svenire il latticino; 6) chinandosi per soccorrere l’amico, il pittore sbatté nuovamente la testa sul tavolo e svenne per altre quattro ore. Sono aneddoti come questo, spiega il Regista, che fanno la storia dell’arte.
In Briciole -
Uovo santificabile con aureola, zampirone e candela votiva

“Uovo santificabile con aureola, zampirone e candela votiva” è un quadro che il Regista dipinse pochi giorni dopo aver dipinto “Uovo papabile con mitra e zampirone”. Deluso per la mancata nomina dell'Uovo al soglio pontificio, il Regista contestò la decisione del conclave e lo propose per la beatificazione, rendendolo di fatto il primo embrione di pollo destinato ad ascendere al paradiso e ad essere indicato come esempio di rettitudine e morigeratezza. Per renderlo idoneo alla carica, l'artista lo sottopose al martirio non cuocendolo alla coque, come sarebbe stato sensato fare, ma incollando sul guscio alcuni stuzzicadenti e dotandolo di un'aureola, ausilio indispensabile per essere accettati come santi e vedere il proprio nome stampato sui calendari. In realtà di tutto questo non ci sarebbe stato bisogno: nella cucina del Regista la deplorevole pratica del martirio era da sempre portata avanti e non solo verso le uova, ma verso qualunque cosa potesse vagamente risultare commestibile; le testimonianze raccolte nel corso degli anni, purtroppo, non lasciano adito a dubbi ( clicca qui ). Il dipinto, per quanto realistico e ben eseguito, non sortì l'effetto sperato. Forse perché il Vaticano non voleva creare un pericoloso precedente, forse perché non si riteneva l'Uovo all'altezza del ruolo, forse perché l'embrione di pollo non risultava essere abbastanza morto ma nemmeno abbastanza vivo, fatto sta che il sogno del Regista di vedere un membro del proprio team ai vertici dello Stato Vaticano rimase lettera morta.
In Briciole -
Uovo papabile con mitra e zampirone

“Uovo papabile con mitra e zampirone” è un quadro che il Regista dipinse nel 2025 quando ancora sembrava possibile che l'Uovo potesse ascendere al soglio pontificio e diventare Papa. Se ci fosse riuscito si sarebbe chiamato Papa Pio XIII, per onorare la prima parola che tutti i pulcini pronunciano appena escono dal guscio e perché tutti gli altri Pii, dal primo al dodicesimo, erano già stati presi. Il dipinto vorrebbe esprimere il disappunto dell'embrione per la mancata nomina, ma la sua espressione contenta ci fa supporre che il significato della parola “disappunto” gli sfugga, così come sappiamo gli è sconosciuto il senso delle parole “mantecare”, “ussaro” e “opinabile”. Questa ignoranza, secondo il Regista, potrebbe giustificare la decisione del conclave di eleggere al suo posto il cardinale Prevost, un porporato ben introdotto che, oltre a sapersi allacciare le scarpe e giocare a tennis, sa pronunciare la parola “disappunto” in ben cinque lingue, tra cui il latino. Il dipinto è impreziosito dalla presenza di uno zampirone, un ausilio che il Regista, nella sua ansia di apparire brillante, ha pomposamente ribattezzato “incenso 2.0”. In realtà, il ricorso allo zampirone fu un ripiego obbligato perché tutto l'incenso disponibile venne usato per deodorare il bagno nella terribile “notte in bianco del '96”, quando l'artista, in preda ad un attacco di depressione immotivata, cercò di gratificarsi divorando un panetto di burro scaduto da oltre otto mesi e un vasetto di acciughe deperite da almeno sette anni. Il lato positivo della faccia fu che la depressione, almeno, divenne motivata.
In Briciole -
Natura morta con Formaggio Svizzero, Forchetta Psicotica e Carte Perdute

Natura morta con Formaggio Svizzero, Forchetta Psicotica e Carte Perdute è un dipinto molto sofferto in cui il Regista affronta il tema del proprio rapporto con il cibo e con le posate, ma anche delle posate con il cibo, del cibo con le donne, delle donne con le posate, dei re con i formaggi e, più in generale, del Regista con le donne e con i re. È come se l'artista avesse voluto finalmente mettersi a nudo di fronte al proprio pubblico e il pubblico avesse preferito evitare lo spettacolo, lasciandolo solo con la sua sofferenza. E difatti, a pesare nel dipinto non sono semplicemente lo sguardo disperato della Donna di Cuori o l'espressione accigliata della Forchetta Psicotica, ma soprattutto le assenze. Dove sono gli altri protagonisti del suo immaginario? Dove sono l'Uovo, la Piccola Bicicletta Neorealista e il Wurstel Esagerato? A giudicare da un'altro quadro del periodo sono su un canotto, a prendere il sole e divertirsi in qualche spiaggia dei mari del sud ( clicca qui ). Incuranti del dramma che si svolgeva a casa, i membri del team hanno preferito levare le tende e lasciare il Regista ad affrontare tutti quei temi da solo. Decisamente, troppi temi. Il fatto di essere un artista poliedrico non vuol dire che si possano affrontare tante domande diverse in una volta. Se avesse saputo cosa vuol dire poliedrico, probabilmente non l'avrebbe fatto. Avrebbe affrontato un tema alla volta, dandogli il giusto rilievo, e avrebbe lasciato che gli altri temi se la sbrigassero da soli. Oppure se ne sarebbe andato nei mari del sud col resto del proprio immaginario, a prendere il sole e divertirsi. Chi può dirlo?
In Briciole -
Il Regista gira “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche” e supera se stesso

Due giorni dopo aver girato “La Forchetta Psicotica e lo spirito dei passati passati” il Regista decise che era il momento di girare pagina e di tornare a indagare sul tema più caro al neo-neo-neo-neorealismo italiano: come poter aggiungere un nuovo “neo” al già cospicuo patrimonio di prefissi, senza apparire maniacale e affetto da accumulo compulsiva. In breve tempo gira “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, un'opera complessa che narra del disincanto, della morte, della povertà, dell'amicizia, del tradimento, del malessere, della malattia e, infine, del futuro distopico, tema aggiunto all'ultimo momento per apparire più sofisticato e strizzare l'occhio al pubblico giovanile. Girato interamente a colori, secondo il Regista il film si distingue dagli altri per la profusione di mezzi impiegati, e cioè per le 30 monete da un euro piazzate sulla scena a rappresentare l'accumulazione capitalista, ma anche la disponibilità dell'autore a corrompere chiunque pur di ottenere quanto desiderato. “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, ci ricorda il Regista, è un film che vuol essere leggero ma anche pesante, profondo ma anche superficiale, drammatico ma anche divertente, a colori ma anche in bianco e nero, bello ma anche brutto, alto ma anche basso, bagnato ma anche asciutto, su ma anche giù. Se un film come questo non merita un ulteriore prefisso “neo” da aggiungere alla già nutrita schiera di prefissi che connotano il neo-neo-neo-neorealismo italiano, allora non sappiamo proprio cosa lo può meritare.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna sbarca sul monte Ararat e si salva dal diluvio universale

In una versione della Bibbia poco apprezzata dalla Chiesa, quando Dio decise di cancellare la razza umana con il diluvio e chiese a Noè di costruire un'arca per portare in salvo gli animali, il patriarca disobbedì ed imbarcò una coppia di Cassettoni della Nonna a cui era particolarmente affezionato. Cosa se ne facesse Noè di un cassettone, non è ben chiaro. Per quanto ne sappiamo possedeva soltanto una tunica logora ed un lungo bastone nodoso, che portava con sé per darsi importanza ed apparire più saggio di quello che era realmente. Secondo il Regista l’unica cosa che avrebbe avuto senso proteggere dall'umidità e dalla polvere era la lunga barba bianca, un accessorio che a quel tempo era considerato indispensabile per acquisire il titolo di patriarca ed essere preso seriamente dal popolo eletto. Un’altra possibilità, poco esplorata dai teologi, è che su richiesta di Dio fosse stato il cassettone a costruire l’Arca, per poi portare in salvo almeno una coppia di patriarchi e salvaguardare la specie a rischio di estinzione. Difatti, spiega il Regista, già prima del diluvio i patriarchi in cattività, invece di preoccuparsi per la discendenza, passavano il loro tempo a scagliarsi anatemi a vicenda, a indicarsi l’un l’altro la strada per la redenzione, o a ricordarsi che dovevano morire. Purtroppo, in quell’epoca socialmente arretrata, dove la “questione femminile” era ancora mal posta, i patriarchi erano tutti maschi e una volta liberati sul monte Ararat non furono in grado di riprodursi, condannando la specie all’estinzione. E questo, secondo il Regista, spiega perché al giorno di oggi non si trovano più patriarchi in giro.
In Briciole -
San Giorgio combatte contro il Cassettone della Nonna e salva la Cappadocia

Le leggende raccontano che ben prima di uccidere il drago, San Giorgio uccise un Cassettone della Nonna che terrorizzava un villaggio di contadini in Cappadocia. A quel tempo terrorizzare dei contadini in Cappadocia era estremamente semplice: il cassettone non aveva fatto niente, si era dimostrato un arredo piacevole e funzionale, ma la gente era convinta che la biancheria pulita deposta al suo interno fosse destinata a finire all'inferno, addosso a chissà quale demone. Per ingraziarsi il suppellettile alcuni avevano preso l’abitudine di offrirgli dei sacrifici, stipandoci dentro dei piccoli oggetti, della frutta o addirittura dei vitelli. Poi la cosa era degenerata: qualcuno aveva proposto di stiparci dentro una vergine e il capo villaggio aveva deciso d’intervenire, andando a chiamare San Giorgio. Il santo combatté per tre giorni contro il mobile e alla fine riuscì a smontarlo, e a disperdere i suoi resti nella foresta, in modo che nessuno fosse più in grado di riassembrarlo. Un ulteriore leggenda vuole che parecchi secoli dopo, un turista svedese in vacanza da quelle parti, li ritrovasse e li portasse con sé in Svezia per cercare di rimontarlo e farne un suppellettile grazioso ed economico per arredare la propria dimora. La cosa piacque molto e in poco tempo la maledizione del cassettone, col suo carico di brugole, pittogrammi ed assurde istruzioni per il montaggio, si propagò dalla Svezia in tutto il mondo. Ma questa è soltanto un’altra diceria a cui il Regista non vuole dare credito.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero rischia la vita sul set di ER - Medici in prima linea

Nel 1994 il Formaggio Svizzero partecipò ad un provino per entrare a far parte del cast di ER - Medici in prima linea. La produzione cercava un attore che interpretasse la parte del dottor Doug Ross, un pediatra dongiovanni affetto da un incurabile narcisismo. L'emmental fece subito una buona impressione per via degli occhiali, dell'atteggiamento sbarazzino e del fatto che piaceva un po' a tutte le donne, anche se per le ragioni sbagliate. La sua interpretazione lasciò il segno per la competenza che pareva avere come medico e, anche se non era in grado di dire trentatre, indossare un camice bianco o infilarsi lo stetoscopio nei buchi giusti, l'empatia che provava sembrava genuina. Purtroppo, ogni volta si avvicinava ad un paziente per praticare la respirazione bocca a bocca e salvargli la vita, il malato si rianimava e lo stringeva tra le labbra, cercando di deglutirlo con gli occhiali e tutto il resto. Anche se la scena era certamente di forte impatto, la produzione temeva che il sindacato degli attori avesse qualcosa da dire e, pur di trattenerlo del cast, gli proponeva il ruolo di tampone emostatico, un attrezzo di scena di cui si faceva grande uso. Il Formaggio Svizzero ringraziò ma rifiutò: la sua integrità di attore veniva anzitutto.
In Briciole -
Il Regista incontra il fantasma del vecchio padre

Ogni tanto al Regista appare il fantasma del padre, un vecchio ricurvo con una lunga barba bianca. Il Regista trova che quella lunga barba bianca gli stia molto bene, che gli conferisca un’aria da vecchio saggio, e che se il padre se la fosse fatta crescere quando era ancora in vita, la sua educazione sarebbe stata migliore. Probabilmente da ragazzo gli avrebbe dato ascolto, avrebbe seguito i suoi saggi consigli e avrebbe avuto successo nella vita. Invece di finire in psicanalisi sarebbe diventato ingegnere, o medico, e a sdraiarsi sul divano sarebbe stato il suo psichiatra mentre lui, seduto in poltrona, gli avrebbe dispensato consigli, attingendo al patrimonio di aforismi lasciatogli dal padre. Mentre il Regista insegue questi pensieri, il vecchio padre insegue i propri :
- Ma dove sono?
- Chi è questo tizio?
- Sarà Calenda?
- O sono io Calenda?
- Se sono io Calenda perché non sono in giro a salvare il mondo?
- E perché ho la barba lunga?
- Non posso andare in giro a salvare il mondo conciato così
- Chi si farebbe salvare da un barbone malrasato come me?
- Non c’è da meravigliarsi se non mi schiodo dal 2%
- Non c’è da meravigliarsi se finisco alleato a Renzi
- Ma dove ho già visto questo tizio?
- Sarà mica Renzi?
Le incomprensioni generazionali sono difficili da comporre.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna riscuote un discreto successo presso i vichinghi

Nell’anno 624 d.C i vichinghi razziarono il villaggio di Polingsort, in Scozia, e rubarono un Cassettone della Nonna che gli abitanti del luogo usavano per conservare kilt e cornamuse, in modo da averne a sufficienza anche durante gli anni di carestia. La presenza di un cassettone cambiò completamente la vita dei vichinghi, rendendo le loro scorrerie più gradevoli e proficue. Prima di allora, non avendo un posto dove riporre le scorte, già nel primo giorno di scorribanda i guerrieri nordici erano obbligati a mangiare tutti gli alimenti deperibili, accompagnandoli con la birra portata per festeggiare ogni razzia andata a buon fine. Siccome non avevano un posto dove tenerli, indossavano tutti i vestiti di ricambio uno sull’altro e quando un guerriero cadeva in mare (e con tutto l’alcool consumato capitava spesso) andava subito a fondo. E poi non era in grado di risalire perché tutte le asce di scorta, e gli elmi con le corna che impilava sulla testa, facevano da zavorra. Grazie al cassettone questo disagio ebbe termine e poterono arrivare più lontano per depredare e massacrare popoli di cui nemmeno sospettavano l’esistenza (clicca qui). Già nell'ottavo secolo ogni guerriero aveva la sua bella scorta di cassettoni pronti ad accompagnarlo in ogni scorreria, e la produzione di mobili era in continuo aumento. Secondo il Regista ogni volta che entriamo in una Ikea, il nostro pensiero dovrebbe andare agli abitanti del villaggio di Polingsort, in Scozia, dove tutto questo ebbe inizio.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna viene martirizzato ma causa lo stesso il crollo dell’impero romano

Questo dipinto, eseguito da un testimone nel 303 d.C., mostra la grande persecuzione dei Cassettoni della Nonna inaugurata dall’imperatore Diocleziano. Già in passato c’erano state delle tensioni tra i cassettoni e i romani: nel 256 l'imperatore Valeriano li accusò di collaborare col nemico per rammollire l’animo dei romani e molti mobili vennero portati al colosseo per essere sbranati dalle bestie feroci. La cosa non funzionò perché gli animali tendevano a vederli più come rifugio che come cibo: i leoni ci si accoccolavano sopra o li usavano per assopirsi all’ombra mentre gli orsi, più pragmatici, ci si ibernavano dentro. Con Diocleziano le cose peggiorarono. Deciso a stroncare la minaccia che i cassettoni rappresentavano, l’imperatore li fece combattere nelle arene contro i gladiatori, guerrieri analfabeti che mai avevano conosciuto il piacere d’indossare della biancheria pulita, conservata in un luogo profumato e asciutto. Si calcola che in appena tre mesi settemila cassettoni vennero smontati e i loro resti esposti al pubblico ludibrio. Altrettanti vennero caricati a forza sulle galee e costretti a remare fino al termine della loro esistenza (clicca qui). Essendo dei cassettoni si trattava di un tempo insolitamente lungo e questo, unito al fatto che erano privi di arti e di mani prensili, portò al blocco dei commerci, alla crisi economica ed alla fine dell’impero, avvenuta nel 476 d.C. Al Regista piace ripetere che bisogna conoscere la storia per non compiere gli stessi errori.
In Briciole -
La salma del Cassettone della Nonna si schiera con i morti nella grande “apocalisse zombie” del ‘68

Il Regista assicura che quest’immagine venne scattata durante la grande “apocalisse zombie” del ‘68. Quell’anno, molto prima che i documentari di Romero sulla minaccia zombie ci rendessero edotti dei rischi connessi ad uno scorretto smaltimento dei deceduti, a Firenze ci fu un apocalisse zombie di cui le cronache, tutte prese dalle rivolte giovanili, tardarono a parlare. Nella notte del sedici settembre i fiorentini morti uscirono dalle tombe e si misero a mangiare i fiorentini vivi, mentre i fiorentini vivi, forse per un fatto di superiorità culturale, continuarono a mangiare lampredotto, evitando le necessarie ritorsioni e creando una disparità nei consumi che in breve tempo li avrebbe posti in inferiorità numerica, favorendo il trionfo delle salme. Ad arginare la rivolta dei deceduti fu la scarsa qualità dei mezzi di supporto: vecchi cassettoni in disuso, con il loro carico di mensole tarlate, pomelli usurati e cerniere arrugginite, arrivarono dalle discariche per aiutare le salme a stipare provviste in previsione di future avanzate. I fiorentini morti però, che già in vita non erano granchè, non seppero usarli nel migliore dei modi e invece di stiparci gli avanzi dei fiorentini vivi, ci stiparono sé stessi, rendendosi di fatto inoperosi e vulnerabili al contrattacco dei sopravvissuti. Ai fiorentini vivi fu sufficiente riseppellire i cassettoni carichi di resti nei cimiteri per far tornare tutto come prima e riprendersi la città. Racconta il Regista che già all’alba del diciassette settembre i turisti tornarono ad affollare strade e musei e di quella spaventosa notte non restò che un flebile ricordo.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna attraversa le Alpi con Annibale e si stabilisce in Italia

Quest'antica riproduzione testimonia il ruolo che il Cassettone della Nonna ebbe nelle guerre puniche. Se nel 218 a.C. Annibale riuscì a dilagare in Italia fu proprio grazie all’apporto di questo straordinario suppellettile che gli consentì di gestire intelligentemente i cambi di stagione, alternando al momento opportuno gli abiti pesanti a quelli più leggeri. I romani, che non conoscevano l’uso del cassettone, quando li videro scendere dalle Alpi ben protetti dal freddo, col loro carico di calzini pesanti, biancheria pulita e turbanti inamidati, rimasero sconvolti. A quel tempo le case di Roma erano terribilmente spartane: le cassettiere non erano ancora state inventate e i romani impilavano i vestiti di ricambio sui pavimenti impolverati oppure, i più meticolosi e attenti alla cura della persona, li indossavano uno sull’altro e andavano a passeggio per il Foro sembrando molto più grassi di quello che erano realmente. Questa situazione rendeva ingestibili i cambi di stagione, ed era facile vedere un senatore romano indossare in pieno inverno una tunica estiva o un generale dell’esercito guidare un assalto, nel bel mezzo di agosto, con un mantello di lana svolazzante sulle spalle. Fu grazie ad Annibale ed alla sua fortunata spedizione che Roma poté fare quel salto tecnologico che la portò ad essere la dominatrice che ancora oggi ricordiamo.
In Briciole -
Il difficile ruolo delle “luci dentro il tunnel”

Anche Beatrix sogna di essere la famosa “luce in fondo al tunnel” e immagina di usare le proprie doti per aiutare la Lampada Bipolare ad uscire dallo stato di prostrazione in cui si trova. Con il suo fascio di luce “luminosissimo” trascinerebbe la compagna fuori dal baratro in cui la ritiene precipitata e la salverebbe, restituendola a nuova vita. Il problema è che, così facendo, la Lampada Bipolare si troverebbe a svolgere lo sgradevole ruolo di “luce dentro il tunnel”, e nessuno è veramente preparato ad affrontare una mansione così impegnativa. Per fare del suo meglio emetterebbe delle flebili luci colorate, alternando tonalità calde a tonalità fredde nella speranza di azzeccarne almeno una e di essere di conforto a chi, fuori dal tunnel, aspetta con trepidazione che la situazione migliori. Secondo il Regista, che ha studiato a fondo la questione ed essendo stato sottoposto a tre “Trattamenti Sanitari Obbligatori” di psicologia se ne intende abbastanza, questo stato di cose è destinato a perdurare finché ci sarà qualcuno in grado di pagare la bolletta della luce, poi il buio cadrà su di loro e su tutti quanti. Questi sono il genere di pensieri profondi che fanno li lui un grande artista e che lo condurranno dritto dritto al quarto “Trattamento Sanitario Obbligatorio".
In Briciole -
I diari di Invicto: il ritrovamento dell’Emmentalopithecus

Durante l’esplorazione del polo sud, dopo aver scovato i resti perfettamente conservati di un mobile Ikea, Invicto ed il suo fido compagno d’avventura trovarono un rarissimo esemplare di Emmentalopithecus, il progenitore di tutti i formaggi svizzeri. Nel pleistocene i latticini erano diffusi in tutto l’arco alpino e conducevano una vita prospera, senza nemici naturali perché gli animali si dividevano tra carnivori ed erbivori, e nessuno era veramente interessato ai formaggi. Poi dall’Africa erano arrivati i nostri progenitori, i Sapiens. Costretti dalla fame, nella spasmodica ricerca di cibo, gli umani si erano spinti a nord e questo aveva messo in grosse difficoltà i latticini che, in quanto ottimi ed economici ingredienti per toast, non riuscivano a rapportarsi da pari con i nuovi arrivati. Per aggirare l’onda umana che rischiava di travolgerli, decisero di raggiungere l’Africa che, a rigor di logica, doveva essere rimasta disabitata e facile da conquistare. Agli albori della storia, però, la natura pratica degli svizzeri non era sviluppata come oggi e nessuno pensò a circoscrivere il concetto di “sud” e di dargli un limite. È per questo che, secondo Invicto, quell'esemplare di Emmentalopithecus si era spinto fino a quelle lande fredde e desertiche. Se la scienza è diventata quello che è, lo dobbiamo al coraggio e alla perseveranza di esploratori come Invicto, ed al suo inseparabile compagno d’avventura, l’Uovo.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero spreca l’occasione di essere venduto per sei milioni di dollari

Il “Formaggio Svizzero” è un’opera di Maurizio Cattelan che riuscì a rimanere esposta su una parete del Guggenheim Museum di New York per circa cinque minuti, prima di agitarsi troppo, staccarsi e precipitare al suolo. Nel settembre del 2019, l’emmental e Cattelan decisero di collaborare per una performance da tenersi al celebre museo. Con questa operazione Cattelan voleva denunciare i meccanismi che regolano il mercato artistico mentre il latticino, che attraversava un periodo di crisi, sperava di ottenere un po’ di visibilità e di non essere addentato da qualche visitatore digiuno di arte e di lipidi. I problemi sorsero quando l’emmental chiese all’artista di non essere appeso a testa in giù e Cattelan, poco esperto di fisiologia degli emmental, non pensò di chiedergli quale fosse esattamente la testa e quali i piedi, casomai ci fossero. La giustificazione postuma del formaggio al suo cedimento, “Mi stava andando il sangue alle tempie e temevo di perdere i sensi”, non convinse l’artista, che ruppe il sodalizio e sostituì il collaboratore con una banana, ugualmente gialla, ma meno problematica. Se il Formaggio Svizzero avesse resistito, nel 2024 un imprenditore cinese lo avrebbe acquistato e, per sei milioni di dollari, ci avrebbe pasteggiato davanti alle telecamere.
In Briciole -
La Fata madrina delle Arti continua a creare problemi in Toscana

Per amor di cronaca occorre ricordare che la Fata madrina delle Arti che cercò di profondere nel Regista i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione fu la stessa che, per instradarlo alla sublime arte della Buona Politica, pochi anni dopo cercò di infondere gli stessi doni al giovane Matteo Renzi. Non è ben chiaro se fu una pura coincidenza, oppure esistesse un disegno divino, fatto sta che anche in questo caso si verificarono dei pesanti disguidi che pregiudicarono il buon esito dell’operazione e resero incerto il futuro dell'Italia. Nonostante i 974 colpi inferti con la bacchetta magica e i 387 abracadabra pronunciati, poco o niente dei doni trasmessi venne recepito: essi scivolarono sul capo del bambino come fosse impermeabile a certi principi, si mescolarono alla polvere e si dispersero al suolo, contaminando le falde acquifere locali. È difficile stabilire con esattezza quanto i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione, mescolati agli scarichi industriali e al liquame agricolo, possano aver inquinato l’ambiente e pregiudicato la qualità della vita a venire, ma pochi mesi dopo, in quella terra infausta, nacque Dario Nardella. Così va il mondo.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno organizza il primo e ultimo Eat-In della sua vita

Lasciati i Beatles, nel marzo del 1969 la Scatoletta di Tonno si ritiró in una camera dell'Hilton Hotel di Amsterdam e organizzó un Eat-In, un evento di protesta per attirare l'attenzione sulla rivoluzione proletaria. Per una settimana il pesce si fece trovare al centro di una tavola imbandita a rilasciare interviste e lanciare proclami marxisti, circondata da giornalisti e fotografi provenienti da ogni parte del mondo. Ma quando una scatoletta di tonno si pone al centro di una tavola apparecchiata a parlare di bisogni primari da soddisfare, è facile che venga fraintesa da chi si è alzato all’alba per farle una fotografia o per raccogliere una sua dichiarazione, e l’evento rischiò più volte di sfociare nel dramma. Per una pura coincidenza, negli stessi giorni, John Lennon e Yoko Ono organizzarono nello stesso albergo un Bed-In, una forma di protesta simile ma più sensata, soprattutto se sulla confezione porti stampate delle informazioni nutrizionali ed emani un vago sentore di pesce. La protesta della coppia verteva sulla pace nel mondo, un fine che interessava parzialmente alla scatoletta ma che poteva andare bene nell’ottica della rivincita delle classi subalterne e del non fare venire idee strane a chi, per intervistarti, ha saltato la prima colazione. I tre rimasero insieme per quasi una settimana a parlare di pace e a cantare "Give Peace a Chance", poi, una mattina, Yoko si fece portare del riso e chiese al piccolo trancio di tonno se aveva voglia di farsi un riposino adagiandosi sui piccoli chicchi appena intiepiditi. Per la scatoletta fu il segnale di levare le tende e di portare altrove il suo slancio rivoluzionario. E così fece.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno incanta Yoko Ono e fa arrabbiare Paul McCartney

A proposito di musica. Sul finire degli anni sessanta, mentre il Regista cresceva anagraficamente, intellettualmente ed artisticamente, la Scatoletta di Tonno raggiungeva Londra per portarvi la rivoluzione comunista, e diventava amica intima di Yoko Ono. Secondo i biografi dei Beatles il legame tra i due era inevitabile ma destinato a durare poco, e a finire drammaticamente, un po’ perché entrambe erano attratte da John Lennon e un po’ perché la scatoletta era un pesce e a Yoko piaceva il sushi. Sul ruolo che la conserva ebbe nella rottura del celebre quartetto le cose non sono ben chiare: sappiamo che Paul era infastidito dalla scatoletta perché temeva che la sua presenza in sala di registrazione potesse distogliere il gruppo dalla dovuta concentrazione. In effetti, notarono in molti, ogni qual volta appariva il pesce la salivazione di George Harrison raggiungeva livelli preoccupanti e cantare ritornelli come “Sergeant Pepper’s lonely, Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band!” era diventato pressoché impossibile. Alla fine Paul si risolse a mandare via il pesce; probabilmente sperava che la giapponese Yoko, a lui legata da vincoli affettivi e culinari, scegliesse di seguirlo e abbandonasse definitivamente John Lennon. Come sappiamo, non andò così. Ma questa è un'altra storia.
In Briciole -
L’Impianto Fonico pone dei paletti all’estro artistico del Regista

Il discutibile intervento delle Fate madrine delle Arti creò non pochi problemi al Regista e alla sua famiglia. Invaso dai sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione, ma male informato su quali sponde travasare la propria creatività, al Regista non restò che esplorare i propri talenti, cercando di comprendere su quali valeva la pena focalizzare le proprie energie e su quali era il caso di soprassedere. Secondo l’Impianto Fonico, un microfono per Karaoke che i genitori del Regista regalarono al figlio, era il caso di soprassedere dal bel canto, una pratica artistica che il Regista cercò di approfondire per circa cinque minuti, prima di essere fulminato da una scarica elettrica rilasciata dallo stesso microfono. Le ragioni che spinsero l’impianto ad un gesto del genere non sono ben chiare: forse il suo essere “made in china” non gli fece apprezzare la natura melodica della composizione? Forse la scelta dell’artista di eseguire “San Martino campanaro” in un’inedita versione funk non fu delle più felici? Forse i gorgoglii ed il vago sentore di bruciato che il bambino emetteva dopo ogni scarica elettrica erano più apprezzati dell’accozzaglia di note profuse durante il canto? Difficile dirlo. Fatto sta che il Regista fu costretto ad abbandonare il bel canto ed il mondo perse un indiscutibile talento.
In Briciole -
Le Fate madrine delle Arti non concordano sulle qualità del Regista e litigano di brutto

Alla riunione del Consiglio di Amministrazione delle Fate madrine delle Arti si discusse a lungo sulla possibilità di profondere nel Regista i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione. Secondo alcuni report il candidato non era idoneo a riceverli: la sua instabilità emotiva non avrebbe retto all’impatto di una creatività senza confini e le sue elaborazioni artistiche, col passare degli anni, sarebbero diventate sempre più assurde, minacciando l’equilibrio cosmico e portando l’universo sull’orlo del collasso. Per limitare al minimo i rischi bisognava circoscrivergli le abilità, forzandolo a dedicarsi ad arti minori quali l’origami, l’arte di costruire casette con gli stuzzicadenti, l’arte di accatastare il purè nel piatto per farlo sembrare la faccia della zia Ada. Secondo altri report, invece, il Regista sarebbe stato un faro per l’umanità, e le sue elaborazioni avrebbero contribuito a risvegliare le coscienze rendendo evidenti alcune verità, scomode ma indiscutibili: Calenda non è un grande politico, Taylor Swift è insopportabile, la reunion gli Oasis dovrebbero farla nella cucina di casa loro, con tanti coltelli in giro e senza neppure la mamma a fare da paciere. I diversi punti di vista accesero interminabili scontri che durarono millenni e portarono comunque l’universo sull’orlo del collasso. Alla fine prevalse il buon senso ed al Regista vennero accordati i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione, seppure circoscritti ad ambiti ben definiti. Quali furono questi ambiti non venne mai rivelato. Neppure al Regista.
In Briciole -
La Fata madrina delle Arti consacra il Regista ad un futuro come artista

Mentre aspettava la nascita del figlio, la madre del Regista ricevette la visita della “Fata madrina delle Arti”, una creatura celeste che aveva il compito di annunciare alle mamme la venuta di un grande artista. Dopo averle dato la lieta notizia, la fata pronunciò la parola “Abracadabra!” e con la bacchetta magica le toccó per tre volte il ventre, profondendo nel pargolo i sacri doni della Sensibilità e dell'Ispirazione. Purtroppo le fate madrine degli anni sessanta non erano preparate come quelle di oggi: il reclutamento era improvvisato, non erano previsti colloqui e nessuno si preoccupava di controllare la fedina penale. Il risultato era che spesso le fate madrine erano impreparate e i tocchi inferti con troppa forza finivano per causare gravi traumi ai piccoli, rendendoli fragili ed insicuri. Probabilmente, sostiene il Regista, se qualcuno si fosse preso la briga di fare un test delle urine alla fata madrina di Jim Morrison, il cantante sarebbe ancora vivo e i Doors suonerebbero ancora insieme. Nel nostro caso uno dei colpi sferrati mancò il bersaglio e parte dei doni della Sensibilità e dell'Ispirazione finirono sulla poltrona, un mobilio di seconda mano che pochi anni dopo, grazie alla svista, venne selezionato come oggetto di scena ed ebbe un discreto successo in una stagione del “Grande Fratello”. Un’altra versione della storia vuole che a fare visita alla madre del Regista non fu la “Fata madrina delle Arti” ma un killer prezzolato, pagato dalla congregazione delle Fate Madrine per privare il bambino di ogni abilità ed evitare di macchiare il buon nome della loro associazione. Ma queste sono soltanto squallide dicerie a cui il Regista non ha mai voluto dar peso.
In Briciole -
Beatrix ed il Formaggio Svizzero si incontrano casualmente nella Fossa delle Marianne

Beatrix ed il Formaggio Svizzero si conobbero nel 2002 sul fondo dell’Oceano Pacifico. Il Formaggio Svizzero aveva intenzione di presentarsi al provino per il ruolo di SpongeBob e per calarsi meglio nella parte aveva cominciato a frequentare gli abissi marini. Fautore del metodo Stanislavskij, in un primo momento per comprendere appieno la vita emotiva delle spugne si era infilato nella cabina doccia del Regista ed era rimasto immobile per ore tra il bagnoschiuma e lo shampoo. L’interpretazione era stata strepitosa: alla prima doccia, senza sospettare niente, l’artista l’aveva afferrato, insaponato e se lo era strofinato vigorosamente sul petto e sotto le ascelle. L'esperienza permise al latticino di farsi un'idea abbastanza precisa su come potesse essere la vita emotiva delle spugne, ed al Regista di acquisire una fragranza da involtino che lo aiutó a diradare ulteriormente la già scarna cerchia sociale. Come secondo effetto, la disavventura nella doccia spinse l’emmental a gettarsi nella Fossa delle Marianne per vedere se trecento tonnellate d’acqua potessero in qualche modo lavare via il ricordo della performance, risultare gratificante e spiegare la gioia di vivere che SpongeBob e la sua specie, nonostante tutto, continuavano ad avere. Qui incontrò Beatrix, che era stata mandata dall’Onu per verificare lo stato dei fondali marini ed entrare in contatto con quelle sfortunate creature. L’incontro fu eccezionale, soprattutto se consideriamo che proprio in quel momento passò la Scatoletta di Tonno, che si stava spostando dalla piattaforma americana a quella asiatica per portare la rivoluzione proletaria in quelle lande lontane, Il Regista avrebbe voluto esserci.
In Briciole -
La Forchetta Psicotica e lo spirito dei pasti passati

Sul finire degli anni novanta il Regista decise che era il momento di girare il proprio capolavoro, un’opera toccante che commuovesse le platee e le facesse pensare, rendendole migliori di quello che effettivamente erano. Toccare le corde profonde del pubblico e spingerlo a riflettere su sé stesso era una sua antica ambizione, e se aveva scelto di diventare regista neo-neo-neo-neorealista non era soltanto per un insano impulso ad accumulare prefissi, ma anche per il bisogno di essere riconosciuto come “maestro di vita”. Nella pellicola “La Forchetta Psicotica e lo spirito dei pasti passati”, il Regista tratta il tema del rimorso e dell’espiazione, facendo incontrare ad una vecchia forchetta in disuso i fantasmi dei cibi passati: vecchie pietanze che in gioventù la posata aveva portato alla bocca di affamati carnefici, rendendosi di fatto complice della loro dipartita. Tendenzialmente autobiografica, nella pellicola il Regista finalmente si confessa e ci parla di pasti che effettivamente consumò e che lo segnarono profondamente: un uovo al padellino che gli andó di traverso nell’agosto del 1993 ed una pizza ai funghi che nel dicembre del 1988 mangió con troppa foga, s'incanaló in tutte le direzioni e gli otturò il naso per otto anni.
In Briciole -
Invicto ed Il Cassettone dallo spazio profondo

Nei suoi diari Invicto racconta di quando, nell’aprile del 1912, durante l’esplorazione del polo sud incappò nei resti mummificati di una camera da letto, rimasta imprigionata tra i ghiacci per milioni e milioni di anni. Invicto era giunto in quelle lande gelate sulle orme di Amundsen, il celebre esploratore che, soltanto quattro mesi prima, era riuscito a raggiungere l’estremo sud e a piantarci la bandiera norvegese. Se l’intrepido aeroplanino non arrivò per primo fu per colpa del navigatore, un embrione di pollo il cui istinto migratorio era risultato compromesso da un corredo genetico inappropriato, contenente istruzioni relative al volo ma tendenzialmente interessato a far razzolare la specie nell’aia, renderla gradevole al palato e farla combaciare meravigliosamente con patate e rosmarino. Secondo Invicto il suppellettile ibernato doveva provenire dallo spazio profondo e doveva aver raggiunto il nostro pianeta per colonizzarlo, imporsi come specie dominante e costringerci a passare le domeniche in coda a delle casse, con degli inutili tappetini da bagno in una mano e delle polpette vegetariane nell’altra. Secondo l’Uovo, invece, esso doveva essere fondamentalmente buono, perché soltanto una creatura piena d’amore sarebbe riuscita ad attraversare lo spazio profondo per aiutarci a organizzare meglio i calzini rendendo ordinate le nostre abitazioni. Alla fine i due decisero di tornare indietro e di non risvegliare l’inatteso ospite di cui, effettivamente, sapevano molto poco. Per quello che sappiamo, la creatura si trova ancora lì.
In Briciole -
Il Regista e il Cassettone della Nonna

Non è raro che al Regista capiti di alzarsi nel cuore della notte, e di trovare il proprio cassettone piantato davanti alla televisione accesa con una lattina di birra posata sul ripiano superiore e un vago sentore di pop corn proveniente dai cassetti. Scartata l'ipotesi che il cassettone possa soffrire d’insonnia, secondo l’artista l'unica spiegazione plausibile è che al suo interno si sia evoluta una colonia di tarli senzienti, una specie abbastanza evoluta dal decidere di passare la notte a guardare la tv ma non abbastanza da comprendere che leggere un libro è meglio. A far progredire gli insetti sarebbe stato il contatto con gli essere umani che, per milioni e milioni di anni, si sono affaccendati intorno al mobile per deporre e prelevare oggetti. Nelle epoche primordiali dovevano essere banali avanzi: bucce di banane che le neandertaliane indaffarate stipavano nei ripiani per via del cambio di stagione o perché andate fuori moda; poi furono frammenti di selce, pelli d’orso e vasellame. La cosa a quel punto divenne più complessa: il progredire della specie umana comportò l’evoluzione dei tarli, come se l’intelligenza e la consapevolezza di sé potessero trasmettersi con l'accumulo di cianfrusaglie. Poi, sul finire del ventesimo secolo, il Regista cominciò a stiparci se stesso, incastrandosi nei ripiani con la vaga idea di emulare il Doctor Who alle prese col Tardis, e la cosa cominciò a degenerare. Segnati dal comportamento dell’artista fiorentino, i tarli cominciarono a bere, a guardare i varietà televisivi e ad apprezzare le prese di posizione di Calenda, come se la cosa li riguardasse e potesse avere influenza sul loro destino. Secondo il Regista fu solo l’inizio del loro declino.
In Briciole -
Il mondo non lo capisce e il Regista finisce in Trattamento Sanitario Obbligatorio

La prima volta che il Regista venne coinvolto in un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) fu nel febbraio del 2002. Qualcuno lo aveva visto parlottare sommessamente con un formaggio nello scomparto frigo del supermercato ed era intervenuta la vigilanza perché si riteneva che stesse compiendo un furto. Fu un colossale fraintendimento: il Regista in realtà non stava prendendo niente, ma era lì per deporre. Voleva che un trancio di emmental di sua conoscenza andasse alla scoperta delle proprie radici e se aveva scelto il comparto frigo di quel supermercato era perché gli ricordava un po’ la Svizzera: tutto costava molto caro, faceva freddo e, se stavi fermo per più di cinque minuti, ti annoiavi. Se il suo amico fosse stato un Camembert, spiegò, lo avrebbe portato nel reparto dei vini a fare amicizia con uno Chardonnay. Quando gli chiesero di svuotare le tasche rinvennero una scatoletta di tonno ed un uovo che, a detta del sospettato, avevano ugualmente diritto alla socializzazione. A salvare il Regista dall’arresto fu il sorriso mal tratteggiato col pennarello sul guscio dell’uovo e alcuni degli ingredienti della conserva che, secondo Wikipedia, se combinati fra di loro sarebbero dovuti esplodere, radendo al suolo il comparto frigo e rendendo l’intero supermercato infrequentabile per almeno duemila anni. Il poveretto venne comunque denunciato all’autorità e invitato a non tornare: fu un momento molto difficile nella sua vita. E anche in quella del Formaggio Svizzero, dell’Uovo e della Scatoletta di tonno.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero rende omaggio agli antenati

Una volta al mese il Formaggio Svizzero si fa accompagnare al cimitero delle Porte Sante, dietro l'Abbazia di San Miniato al Monte, a rendere omaggio ai parenti che non ci sono più e che in quel luogo hanno trovato riposo. Qui, ad esempio, si trova il memoriale di Helvetica Caseus, il capostipite dei formaggi svizzeri toscani, un prodotto caseario innovatore che venne in Italia per respirare l’atmosfera rinascimentale e farsi contagiare dalla modernità. Qui conobbe il grande Leonardo da Vinci ed ebbe la fortuna di diventarne amico. Il genio toscano, dopo averlo attentamente studiato, gli praticò dei fori sul corpo - a quel tempo ancora liscio e compatto - in modo da renderlo più leggero e consentire al vento, soffiando fra le fenditure, di eseguire una spinta verso l’alto. In questa maniera, gli assicurò, avrebbe esaudito quella che secondo lui era la grande vocazione dei latticini di tutto il mondo, l’unica vera ragione per cui erano stati pastorizzati: volare. Secondo il Formaggio Svizzero, il suo antenato aderì alla proposta entusiasticamente e da lì a tre giorni venne risucchiato da una corrente ascensionale esagerata e finí in orbita intorno al pianeta. Ancora oggi, se ci si affaccia da un oblò della Stazione Spaziale Internazionale, è possibile assistere a un insolito fenomeno che i tecnici della NASA non riescono del tutto a spiegare (clicca qui). Secondo il Formaggio Svizzero, se soltanto il suo antenato avesse deciso di brevettare il sistema dei fori prima di decollare dal pianeta, la sua famiglia sarebbe diventata ricchissima, almeno come quella di Bill Gates. Così è la vita.
In Briciole -
Beatrix scende sulla luna e trova un alieno. Ma era solo la Scatoletta di Tonno

Nel luglio del 1969 Beatrix, incaricata dall’Onu di indagare sulla possibile presenza di alieni sulla superficie lunare, venne aggregata alla missione Apollo 11 e scese sul satellite per dare il suo necessario contributo. Dopo un breve ricerca trovò, appartata in una cratere, una piccola “scatoletta di tonno rumena, dichiaratamente bolscevica”, un’insolita forma di vita che, secondo la scienza ufficiale, non sarebbe dovuta esistere nemmeno sulla terra. La scatoletta sembrava essere in buona salute e a parte l’incongrua avvertenza: “Solo per uso esterno, evitare il contatto con gli occhi”, stampata sull’etichetta, non presentava alcuna anomalia. A quanto raccontò, nel 1961 si era offerta volontaria per partecipare alla missione di Yuri Gagarin e diventare la prima scatoletta di tonno comunista a raggiungere lo spazio, Poco dopo la partenza, però, si era verificata un’insolita anomalia non prevista dai protocolli, né dai piani di volo: Gagarin aveva comunicato, “mi farò uno spuntino”, e aveva cercato di mangiarla. Presa dal panico, la conserva era riuscita a farsi espellere dalla navicella e, dopo un volo durato appena cinque giorni, era finita sulla luna. Dopo una breve consultazione con Cape Canaveral, il tonno venne messo agli arresti e rinchiuso nella dispensa dell’Apollo finché, il 24 luglio del 1969, non ammarò nell’Oceano Pacifico insieme al resto dell’equipaggio. Durante la manovra di trasbordo, però, riuscì a divincolarsi dalle mani dell’ufficiale incaricato delle indagini e si tuffò in mare. Dato che, in quanto pesce, era nel suo ambiente naturale, nessuno pensò a seguirla. Di lei, per molti anni, non si ebbero notizie.
In Briciole -
In Friends di discute di comunismo, plusvalore, e corazzata Potemkin

Negli stessi anni in cui il Formaggio Svizzero frequentava il set di Friends, anche un altro membro del Team partecipava alla sit-com. Durante la sesta stagione vi fu un vistoso calo di ascolti e alla Warner Bros ritennero che fosse dovuto ai toni troppo disimpegnati e alla superficialità dei personaggi. Per dare un po’ di spessore si pensò di intellettualizzare i dialoghi introducendo i temi dell’alienazione sul lavoro e della rivoluzione proletaria. In un primo momento ci si accontentò di far dire le parole “plusvalore” e “corazzata Potemkin” al personaggio di Joey Tribbiani, ma la cosa non funzionava, e allora si scelse di inserire un nuovo personaggio: una scatoletta di tonno anarchica, imparentata con il giovane italo americano e giunta negli states per fomentare la rivolta proletaria. Per interpretare il tonno, in un primo momento, venne chiamato Dustin Hoffman che, seguendo il metodo Stanislavskij, cercò di immedesimarsi nel personaggio facendosi mescolare con della maionese e spalmare su delle fette di vitello appositamente predisposte. Il risultato non fu dei migliori, nè per Dustin, nè per il vitello, e si finì per chiamare una scatoletta che, avendo già lavorato nel cinema, pareva avere tutte le carte in tavola per gestire la situazione. Purtroppo il provino non andò tanto bene: presa dal furore ideologico la piccola conserva cominciò a saltellare per il set, intonando l'internazionale ed invitando Jennifer Aniston ad affrettarsi in Vietnam per adottare qualche bambino, prima che la sua futura rivale, Angelina Jolie, si accaparrasse gli ultimi disponibili. Venne cacciata dal set e non fu più richiamata.
In Briciole -
La Forchetta Psicotica gira il suo primo cinepanettone

In questo divertente film, finalmente, il neo-neo-neo-neorealismo incontra la commedia all’italiana dando vita ad una contaminazione che cambierà la storia del cinema. Non pago di averci fatto riflettere sulle disavventure di una forchetta psicotica, di aver prodotto il primo film neorealista per l’infanzia, di aver fatto passare una nottata in bianco ai redattori del Guinness dei Primati incaricati di compiere verifiche sul fondatore del “genere cinematografico col nome più lungo e difficile da pronunciare”, il Regista gira il primo “Cinepanettone neo-neo-neo-neorealista” della storia e si appresta ad entrare nel cuore degli italiani. Girato interamente a colori, il film affronta in chiave comica i temi irrisolti della malattia mentale, della povertà e del colesterolo, offrendo alle anime più votate all’introspezione parecchi spunti di riflessione. L’artista fiorentino, ad esempio, passò una settimana a ragionare sulla possibilità di aggiungere un “neo” alla definizione di cinepanettone (trasformando il nuovo genere in “neocinepanettone neo-neo-neo-neorealista”), o di accontentarsi di un semplice trasferimento di prefissi (coniando l’espressione “neo-neo-neo-cinepanettone neorealista”), per far risaltare la propria modestia e conquistare la simpatia dei puristi del linguaggio. Alla fine si risolse di lasciare tutto come stava, per non coltivare la propria vanità e non compromettere la propria candidatura al Guinness dei Primati. A suo avviso, i tempi non erano ancora maturi per troppe innovazioni culturali in una volta sola.
In Briciole -
Beatrix diventa la prima lampada a scendere sulla luna

Nel febbraio del 1969 la NASA chiese a Beatrix di partecipare alla missione di Apollo 11 e di essere la prima lampada da tavolo a scendere sulla luna. Il suo incarico era di controllare che nei piccoli crateri che costellavano la superficie del satellite non si nascondessero minacciose forme di vita aliene o, peggio ancora, piccole spie russe. A quei tempi la corsa allo spazio era appena cominciata e gli americani volevano essere i primi a stabilire buone relazioni con gli extraterrestri. Nel 1959 i russi avevano spedito nella stratosfera una cagnolina, la tenera Laika, e per non essere da meno alla NASA avevano progettato di mettere in orbita un micetto che giocava con un gomitolo di lana, o un mazzo di fiori con dei cioccolatini, o Shirley Temple. Poi era prevalso il realismo e avevano deciso di mandare Armstrong, con la speranza che gli alieni lo confondessero con il più famoso jazzista e ne rimanessero piacevolmente impressionati. Negli anni sessanta, spiega Beatrix, degli alieni si sapeva poco o nulla: quanti erano? Che idee politiche avevano? Preferivano i Beatles o i Rolling Stones? Il fatto che la luna fosse un posto così spoglio e freddo, faceva pensare che vi avesse trionfato il comunismo e che tutti gli abitanti si fossero nascosti in qualche cratere a stampare opuscoli sovversivi e a tramare per infrangere il sogno americano. Occorreva organizzare una missione per andare a vedere come stavano effettivamente le cose ed intervenire prima che il marxismo trionfasse e che tutti fossimo obbligati a guardare “La corazzata Potemkin” invece del “Mago di Oz”. Per queste ragioni il 20 luglio del 1969 i primi uomini sbarcarono sul satellite; ed una piccola lampada di nome Beatrix era con loro.
In Briciole -
Il Trenino delle Meraviglie torna a far parlare di sé

Nella splendida cornice della stazione di “Firenze - Campo di Marte”, il Trenino delle Meraviglie, nella speranza di portare in questo mondo un po’ di giustizia proletaria, torna a scagliarsi contro un treno “pieno di signori” mentre il Regista, nella speranza di non essere investito da qualche regionale di passaggio, torna a confondere il nord con il sud e a dare una propria interpretazione del tabellone delle partenze. Nel tentativo di instradare correttamente l’amico rivoluzionario, questa volta l’artista fiorentino decide di mettersi in gioco e - incurante del freddo, della polfer e dell’artrosi - si cala sui binari per indagare sulla crescita del muschio che, come recita il Manuale delle Giovani Marmotte, germogliando a nord aiuta gli avventurosi a restare sulla retta via. Purtroppo la buona manutenzione della stazione vanifica la ricerca, e lo sconforto, sommato ad una visione troppo idealizzata della vita nel selvaggio West, lo spinge a indagare posando l’orecchio sulla rotaia, nella convinzione che Zagor, o l’ultimo dei Mohicani, in una situazione simile si sarebbero comportati così. Ma il fatto che avrebbero fatto una cosa del genere, se da un lato potrebbe spiegare l’attuale scarsità di Mohicani, dall’altro non giustifica un comportamento simile. Se il freddo non avesse costretto l’artista a rinunciare al progetto, probabilmente avremmo avuto il ribaltamento della trama, con la locomotiva proletaria spazzata via dal primo Frecciargento di passaggio ed il neo-neo-neo-neorealismo italiano privato del suo più grande artefice. Sarebbe stato un peccato.
In Briciole -
Il Regista incontra il proprio scheletro e s’interroga sulla vita e sulla morte

Come tutti sanno, le tecniche telepatiche sono difficili da controllare e talvolta può capitare che, per un sovraccarico alla linea o per un qualsiasi rallentamento nei flussi neuronali, il messaggio arrivi in ritardo o alla persona sbagliata. Al Regista, ad esempio, una volta capitò di convocare sé stesso bambino - per darsi qualche lezione di vita e rendersi migliore come persona - e di trovarsi a fare i conti col “sé stesso morto e sepolto”, una versione ancora più deteriorata e, se possibile, assurda dell’originale. Quando questo accadde, dopo qualche minuto di comprensibile imbarazzo, nel Regista subentrò la curiosità e alle domande scontate (Dio c'è? Siamo finiti in Paradiso?), seguirono quelle meno ovvie (Abbiamo chiesto l’autografo a Gandhi? Dove ce le infiliamo le supposte?) ed altre decisamente complesse (Farci le radiografie dev’essere facile, il ticket ce lo fanno pagare lo stesso?). La domanda più importante (Come siamo morti?), rimase sospesa nell’aria. Il Regista non la pose perché era convinto di conoscere già la risposta, e non voleva avere conferme ad ipotesi che lo spaventavano. Secondo un calcolo probabilistico, abbastanza plausibile, il modo in cui lascerà questo mondo dovrebbe essere uno dei seguenti: 1) Occlusione arteriosa 2) Intossicazione alimentare 3) Picchiato da Calenda 4) Picchiato dai Pooh 5) Picchiato da uno svizzero 6) Picchiato dal formaggio di uno svizzero 7) Picchiato dal "sé stesso morto e sepolto” se non la smette di fare considerazioni stupide.
In Briciole -
Ma l’Uovo è veramente saggio come sembra?

Una volta alcuni ammiratori dell’Uovo vennero colti dal dubbio e si posero delle domande cruciali: è un vero saggio? Sa davvero cose che noi non sappiamo? Può veramente indicarci la strada per la felicità? Secondo molti, l’unica maniera per affrontare seriamente la questione era chiederlo direttamente a lui. E le sue risposte, effettivamente, fecero parecchia chiarezza sulla questione.
-
Perchè chiedete a me se sono saggio?
-
Non avete già la risposta? Non sapete che essa si trova dentro di voi?
-
Dovete smettere di chiedere in giro, e imparare a guardare nel vostro profondo
-
Già che ci siete, guardate un po’ se trovate anche le ragioni che vi hanno spinto a guardare X Factor, a diventare un follower della Ferragni, o a votare Calenda
-
Se avete votato per Calenda, dovrete scavare molto
-
Magari fatevi aiutare da qualcuno, che sò, un prete, o uno psichiatra
-
Oppure imparate a prendere la vita con leggerezza: smettete di porvi domande e mettetevi un cappello natalizio
-
Un cappello natalizio costa meno di una seduta dallo psichiatra, ha il pompon e vi tiene calde le orecchie
-
Il vostro psichiatra ha il pompon? Vi tiene calde le orecchie? Vi avvolge la testa in un caldo abbraccio?
-
Se lo fa non è un vero psichiatra
-
Saltate giù dal divano e mettetevi a correre, probabilmente siete in pericolo
-
Fermatevi soltanto quando vi sentirete al sicuro, magari vicino ad un poliziotto
-
Se gli raccontate quello che vi é successo, probabilmente vi porta lui da un vero psichiatra
Vi voglio bene!
In Briciole -
-
Il Regista tira su di morale sé stesso bambino e non è una bella idea

Col passare del tempo il “Regista bambino” ha imparato a controllare le tecniche telepatiche del “Regista adulto”, e ha cominciato ad usarle per convocarlo nel suo presente e farsi fare un resoconto di ciò che l’aspetta. Per non turbare il piccolo, e non creargli ulteriori tare psicologiche, il Regista gli mente pietosamente, inventando trame alternative alla propria insipida vita. E non solo. “Jurassic Park è il film più difficile che abbiamo mai girato: le comparse continuavano a dare di matto e a mangiarsi le maestranze. Alla fine sul libro paga eravamo rimasti proprio in pochi, ma ciò nonostante è risultato essere uno dei film più costosi della storia”, “Ho dovuto fare tre remake perchè quella scimmia gigante continuava a scivolarmi dall’Empire State Building. Il quarto lo abbiamo girato in una palude e abbiamo risolto”, “Ho conosciuto Jessica Rabbit sul set di “Chi ha incastrato Roger Rabbit” ed è stato amore a prima vista. Non abbiamo avuto figli perché, dato i nostri pregressi, temevamo nascesse Pippo”, “Non volevo far affogare DiCaprio, è che avevamo un budget limitato e non potevamo permetterci una tavola più grande. Quindi, o lui o la Winslet”, “Non è stato niente di personale, siamo andati per ordine alfabetico ed è toccato a lui. Se la Winslet si fosse chiamata Cinslet, DiCaprio sarebbe ancora vivo”. Il bambino lo ascolta felice, si esalta e sogna del proprio meraviglioso futuro. È così che il Regista è entrato nel proprio loop.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero tenta la fortuna con Friends

Nel 1998 il Formaggio Svizzero si sottopose ad un provino per interpretare il ruolo di Chandler, il ragazzo spiritoso del telefilm Friends. Durante l’audizione, per fare sfoggio del proprio senso dell’umorismo, raccontò delle barzellette piuttosto oscene sui tassi d’interesse bancario e sul modo in cui a volte si ammosciano, ed altre si innalzano, lasciando sempre qualcuno insoddisfatto. Questo tipico umorismo svizzero fece larga impressione sul regista e lo convinse ad affidargli la parte di Joey Tribbiani, il ragazzo italo americano ignorante come un tubero e con seri disturbi cognitivi. Le prime riprese andarono molto bene, poi sorsero dei dissidi insanabili con l’attrice che interpretava Monica Geller, una perfezionista che per il ruolo della chef si era preparata con il metodo Stanislavskij ed ogni volta che si trovava sola con l’emmental gli veniva di cucinarlo. Per ovviare al problema venne fatto un cambio e gli fu affidato il ruolo di Ross, un personaggio che per l’uso scellerato che faceva della brillantina veniva sempre deriso dagli altri. Purtroppo il gel per capelli, mischiato alla naturale oleosità casearia, resero l’attore ingestibile: nelle scene della caffetteria finiva sempre per scivolare giù dal divano e slittare fin sulla strada, e la particolare lucentezza acquisita lo rendeva appetibile ben oltre il sensato. Un paio di volte qualche comparsa lo scambiò per una tartina e quando capitava si doveva aspettare almeno un paio di ore per riaverlo in scena. E questo quando le funzioni intestinali degli attori erano regolari, altrimenti occorreva anche più tempo. Alla fine la produzione fu costretta a licenziarlo e il cast di Friends divenne quello che conosciamo. Fu un vero peccato.
In Briciole -
La lampada Beatrix affronta il lato utilitaristico della Forza

Anche Beatrix venne coinvolta nella saga di Star Wars. Uno degli incarichi più impegnativi della sua lunga carriera all’ONU, racconta, si svolse sul pianeta Dagobah, dove venne mandata per rallegrare l’ambiente e fare un po’ di chiarezza sulla questione della Forza. Che cos’era esattamente? Era una fonte di energia rinnovabile? Era pulita e sostenibile? Poteva essere usata per sostituire i carburanti fossili? Si sapeva che un suo uso indiscriminato aveva causato la morte per soffocamento di diversi ammiragli intergalattici. Questi spiacevoli effetti collaterali potevano essere eliminati? E se no, quanti ammiragli intergalattici saremmo stati disposti a sacrificare per salvare il pianeta dal surriscaldamento globale? Per dare una risposta a tutte queste domande, Beatrix aveva fatto amicizia con il maestro Yoda, un abitante di Dagobah che di mestiere faceva il carroattrezzi e sbarcava il lunario liberando i veicoli rimasti impantanati nelle paludi del pianeta. Per svolgere il proprio lavoro, Yoda usava la Forza, e si faceva aiutare da due relitti: Luke Skywalker, uno judoka che si era dimenticato di togliersi il Kimono, ed R2 D2, un frigobar con le rotelle che aveva imparato a fischiare e non riusciva più a smettere. La missione finì in un nulla di fatto perché la Forza, oltre a danneggiare gli ammiragli intergalattici, come effetto collaterale spingeva le persone a parlare come i bigliettini dei Baci, e non si voleva contribuire al degrado culturale della Federazione, nè dare spunti gratuiti ai creativi della Perugina.
In Briciole -
Il passato di Beatrix è più complesso di quello che uno si aspetterebbe

Beatrix racconta che in passato ha lavorato come “Portatrice di luce” per l’Onu. Il suo compito era di raggiungere gli angoli più reconditi del pianeta per portare un po’ di luce, e rischiarare le tenebre, in modo che le situazioni fossero più chiare e le questioni importanti accertate. Uno dei lavori più impegnativi, racconta, si svolse nel 1972, a Washington, quando cercò di fare chiarezza sotto un tavolino dello studio ovale dove, a suo parere, si stavano addensando troppe ombre sospette. Erano gli anni del Watergate e Beatrix sospettava che Nixon fosse un poco di buono. Già a quel tempo la piccola diplomatica amava la Lampada Bipolare e l’avrebbe vista bene a comandare sul mondo libero. Nei momenti di euforia avrebbe spronato gli americani a dare del loro meglio, mentre nei momenti di depressione li avrebbe invitati ad abbattersi e ad avvoltolarsi nelle coperte, prendendo un Lexotan per favorire il sonno. Grazie a queste lungimiranti politiche, la guerra in Iraq non ci sarebbe mai stata: dopo l’attacco alle torri gemelle trecento milioni di americani si sarebbero messi a letto abbracciati ad un peluche, o avrebbero messo mano al telecomando per guardare qualche replica di Friends. I soldati si sarebbero chiusi nelle loro tende ad ascoltare “Take Me Home, Country Roads”, e se qualcuno avesse proposto di invadere l’Afghanistan, o di produrre un disco di “99 cent”, lo avrebbero picchiato. Secondo Beatrix, il mondo sarebbe stato un posto decisamente migliore con la Lampada Bipolare al comando.
In Briciole -
Beatrix chiede consiglio all’Uovo per salvare la Lampada Bipolare da se stessa

L’amore di Beatrix non è sufficiente a salvare la Lampada Bipolare dal baratro in cui sprofonda quando la vita gli pare non abbia più senso. Una volta, per aiutare l'amico, Beatrix chiese consiglio all’Uovo, l’unico membro del team a custodire il segreto della felicità. L’Uovo, che era sempre disponibile ad aiutare il prossimo, le elencò alcune semplici regole da seguire per raggiungere la serenità:
-
Sii ovale
-
Indossa un cappello natalizio
-
D’estate evita di mettere i calzini, a meno che tu non viva al polo nord
-
Non vivere al polo nord
-
Se proprio ti piacciono i poli meglio vivere al polo sud, perché si trova in basso e fa più caldo
-
Se sei abbastanza ovale puoi raggiungere il polo sud rotolando
-
Dal polo nord è tutta discesa e dovresti farcela senza troppo sforzo
-
Evita di passare dall’Inghilterra perché in quel paese con le uova ci fanno colazione
-
Evita anche il Canada e tutti i paesi che espongono foto di re Carlo
-
Adesso il re è Carlo perchè la regina Elisabetta è morta
-
Non l’ho uccisa io
-
Probabilmente sono state tutte le uova che ha mangiato per colazione
-
Ho perso il filo del discorso, cosa mi stavi chiedendo?
A questo punto Beatrix realizzò qual era il segreto della felicità dell’Uovo, ma sentì di amare troppo la Lampada Bipolare per rivelarglielo.
In Briciole -
-
Il Corpo Astrale del Wurstel Esagerato giunge sulla Terra

Negli stessi anni in cui il Wurstel Esagerato cercava di raggiungere il Piano Astrale per acquisire consapevolezza e migliorare come individuo e come salsicciotto, il suo corpo astrale lo lasciava per raggiungere Hollywood e cercare il successo nel mondo del cinema, della musica, o della droga. Di indole curiosa, poco avvezzo alla meditazione ed alle pratiche spirituali, il Corpo Astrale del Wurstel Esagerato era stanco della consapevolezza che lo impregnava e che gli impediva di realizzarsi come mascalzone, o come partecipante di reality show, o come cognato della Meloni. Ogni tanto nel Piano Astrale giungeva qualche nuova anima eletta che era finalmente riuscita ad elevarsi al di sopra delle proprie bassezze: ”Basta,” proclamava in genere, “ho smesso di essere ossessionato dal successo!”, oppure, “Basta, ho finito di masturbarmi!”. o anche, “Basta, non voterò più Renzi!”. Al giovane salsicciotto tutte quelle sconcezze sembravano interessanti e avrebbe dato qualsiasi cosa per diventare preda di bassi istinti, degenerare e finire intervistato in qualche talk show. Tutto quello che voleva era vivere una vita intensa e bruciarsi in un’istante, come aveva fatto Jim Morrison, o vivere una vita mediocre e bruciarsi in una trentina di anni, come stava facendo Carlo Calenda. Doveva raggiungere il Piano Terreno e giocarsela il tutto per tutto, e quale luogo migliore se non la Los Angeles degli anni settanta?
In Briciole -
Il Regista incontra il Monolite Alieno

Il Regista conobbe il Monolite Alieno in un negozio IKEA. Aveva pensato di approfittare dell’esposizione di poltrone per sedersi gratuitamente, sfoggiando un atteggiamento benevole ma distaccato, quando lo vide, allineato su una parete insieme ad altri assi. L’extraterrestre si trovava nel reparto “Piani e Tavoli” e fingeva di essere un ripiano per scrivanie: un pezzo componibile per l’arredo di camerette per bambini. Sulle strategie d’approccio aliene ci sarebbe molto di cui discutere, ma il sistema di fingersi complemento d’arredo in un megastore svedese al Regista parve più sensato di quello adottato con Stanley Kubrick e la sua troupe, che vennero aspettati nel Pleistocene per tre milioni di anni e infine raggiunti sulla Luna, nel fondo di un cratere. Le probabilità di incontrare creature bisognose di evolversi in qualcosa di meglio erano decisamente più alte in un centro commerciale scandinavo, o ad una convention di Fratelli d’Italia, o sul set di X Factor, piuttosto che in delle lande desolate frequentate da scimmie inquiete e registi impegnati. Per essergli d’aiuto il Regista sborsò cinquanta euro e lo portò a casa propria, affinché facesse pratica con alcuni membri del proprio team, bisognosi di migliorare le proprie qualità e rilanciare le proprie carriere. Il monolite accettò di farsi caricare nella macchina del Regista perché pensò che con quell'umano ci sarebbe stato molto da lavorare, perchè nella fretta di non farselo scappare il Regista era riuscito ad ammaccarlo e perché l'esperienza con Kubrick gli era piaciuta molto e sperava di ripeterla. Fu l’errore più grande di tutta la sua lunga vita.
In Briciole -
Il sorriso enigmatico dell’Uovo suscita nel Regista riflessioni che si sente in dovere di condividere

Osservando con attenzione l’Uovo nel suo dondolare placido e assorto, una domanda sorge spontanea: “È possibile che sia parente della Monna Lisa, quella dipinta da Leonardo da Vinci?”. La domanda non è oziosa, visto che entrambi sono originari della Toscana ed entrambi hanno un sorriso enigmatico. Sul sorriso della Gioconda molto è stato detto e scritto, ma sul sorriso dell’Uovo nessuno ha mai osato pronunciarsi, probabilmente perchè quella smorfia è molto più misteriosa della prima, essendo disegnata sul guscio di un embrione e appartenendo ad una creatura che, tutto sommato, ha ben poco di che essere contenta. Il suo sorriso, sostiene il Regista, parla ad ognuno di noi e suscita pensieri profondi, suggerendo domande a cui non è facile dare risposta. Perchè è felice? Sa di essere un uovo? Sa che conosciamo almeno mille modi per cucinarlo? Perchè non scappa? Fa uso di droghe? E se sì, come fa a spararsele in vena? Posso farmele anch’io? Queste sono soltanto alcune delle questioni che, nel corso degli anni, il Regista si è posto e a cui non è ancora riuscito a dare risposta. “Ogni volta che lo guardo,” dice l’artista fiorentino, “mi ricorda che la vita è un attimo: un momento ci sei e il momento dopo non ci sei più. Almeno, non nelle forme in cui c’eri prima. In altre forme ci sei ancora, ma sei più gustoso, e digeribile, e abbinato ad ingredienti con cui non avresti mai pensato di poter avere una relazione. E questo non è necessariamente un bene per te. Magari per altri sì, ma per te no”. “Queste sono cose che fanno pensare e che mi sento in dovere di condividere,” è la conclusione del Regista.
In Briciole -
Il Regista azzarda qualche ipotesi sulla Svizzera

Una domanda che molti lettori fanno al Regista è: “Ma il Monolite Alieno ed il Formaggio Svizzero sono parenti?". In effetti, il fatto che entrambi siano dei parallelepipedi lascia molto a cui pensare e non sarebbe corretto liquidare la cosa come una mera coincidenza, non meritevole di ulteriori indagini. Sappiamo che entrambi vengono da luoghi strani e inaccessibili: il Monolite dalle profondità dello spazio e il latticino dalla Svizzera. Applicando i principi scientifici, per la nota “proprietà transitiva”, è plausibile che anche il piccolo paese montano venga dallo spazio profondo e sia giunto a noi, milioni di anni fa, al seguito di qualche cometa. Volendo approfondire la questione, data la particolare coincidenza temporale, possiamo ipotizzare che la Svizzera facesse parte del meteorite che colpì la terra provocando l’estinzione dei dinosauri, e che il suo arrivo sia stato essenziale per la diffusione della nostra specie, dei latticini bucherellati e dello yodel, il famoso canto montano che, di fatto, di umano ha ben poco. Il Regista trova questa teoria piuttosto plausibile e azzarda altre ipotesi: “Durante la caduta il meteorite si è frantumato ed un pezzo è caduto sull’Italia, generando il Molise. Questo spiegherebbe perché di quella regione sappiamo così poco e perché non so nemmeno dove stia”. È un peccato che il Regista abbia scelto di esprimersi attraverso le arti figurative piuttosto che intraprendere la carriera scientifica.
In Briciole -
Il Regista prende per buoni i propri consigli

Nei suoi tentativi di comunicare telepaticamente con “Sé tesso bambino” per darsi qualche consiglio e correggere la traiettoria della propria esistenza, talvolta il Regista confonde il passato con il futuro e si ritrova di fronte a “Sé stesso anziano”: una propria versione rugosa, piuttosto avanti con gli anni e affetta da demenza senile. Trattandosi di sé stesso, per una sorta di autostima tardiva e ingiustificata, invece di approfittare dei suoi evidenti problemi di cataratta per dileguarsi, considera che potrebbe essere l’occasione giusta per avere qualche consiglio e si dispone ad ascoltarlo. confidando di avere qualche dritta per vivere al meglio il tempo che gli resta. Purtroppo la demenza senile non è una patologia che si può prendere alla leggera, meno che mai se insiste su una mente già restia a fare i conti con la realtà: “Tutto sommato Calenda è stato il miglior politico che abbiamo mai avuto in Italia”, esordisce il vecchio, contento di avere una platea disposta ad ascoltarlo; “Riguardati tutte le stagioni di Hanna Montana, é il meglio che la televisione abbia mai prodotto!”; “La Fiorentina ci ha sempre dato tante soddisfazioni!”; “Ogni minuto trascorso ad ascoltare la musica dei Pooh è ben speso!“; “Ma quali problemi cardiaci! Due pacchetti di sigarette al giorno non hanno mai ammazzato nessuno!”. Questi sono soltanto alcuni dei consigli che l'anziano provvede a dispensare al Regista e che il Regista si affretta ad annotare su un taccuino, perchè li trova “stimolanti” e pensa che un giorno potranno tornargli utili. I primi sintomi della demenza senile possono manifestarsi precocemente e sono difficili da cogliere.
In Briciole -
I diari di Invicto offrono spunti di riflessione veramente importanti

Nei suoi diari Invicto racconta delle sue avventure e delle cose fantastiche che ha visto e che non può dimenticare. Alcune delle pagine più interessanti riguardano il “Piano Astrale”, il “luogo della mente” che esplorò nel 1936 in compagnia dell’Uovo e nel quale soggiornò per ben cinquemila anni, tempo locale. Tra i tanti aneddoti che racconta, il più curioso riguarda il “Cassettone della Nonna Astrale”, un’estrapolazione metafisica del Cassettone della Nonna che rappresenta l’unico oggetto d’arredo consentito in quel luogo spirituale. Come ci sia arrivato non è ben chiaro, da quel che sappiamo le aspirazioni ad una vita meditativa non sono frequenti in quella tipologia di mobilio, eppure esso è riuscito a diffondersi in tutti quei territori e a rappresentare l’unico posto in cui sia possibile riporre della roba per preservarla dalla polvere e proteggerla dalle tarme. Secondo i saggi del luogo esso è l'abitante più antico del Piano Astrale e questo ai loro occhi lo nobilita parecchio, al punto che in molti invece che riporci dentro qualcosa ci si rinchiudono, sperando di trarre ispirazione da quell’ambiente “antico e saggio” e di avere qualche consiglio per evolversi ulteriormente. In realtà, in quanto cassettiera tarlata, il Cassettone non ritiene di avere particolari saggezze da condividere e questo è un vero peccato, perchè se almeno consigliasse loro, “tirate via la naftalina prima di chiudere l’anta” o “non accalcatevi in troppi” o “se qualcuno ha mangiato fagioli lasciate aperto uno spiraglio”, tutti si evolverebbero meglio e con più dignità.
In Briciole -
All'Uovo viene chiesto di diventare Dalai Lama ma rinuncia per eccesso di saggezza

Sostiene L’Uovo che negli anni ‘70 un’equipe di monaci buddisti, altamente specializzati, lo identificò come la reincarnazione del Lama Gebek, un monaco tibetano vissuto nel XIII secolo. Pare che il Lama morì rotolando giù dai monti per uno sbilanciamento dovuto ai venti forti e alla forma ovoidale che, pur essendo perfetta, certamente non aiuta a mantenersi saldi quando i monsoni soffiano e la forza di gravità si fa sentire. Raggiunto l’Uovo alla casa del Regista, gli chiesero di dire alcune cose sagge per aiutare le anime dei fedeli ad evolversi e lasciare una volta per tutte il piano terreno. L’embrione si prese cinque secondi per meditare sulla faccenda, poi disse:
-
Bisogna amarsi l’un l'altro
-
Bisogna amarsi l’un l'altro ma anche l’altro con l’uno
-
Se tornate sui monti copritevi bene
-
Magari mettetevi una sciarpa, o dei guanti, ma tenetevi lontani dalle termocoperte
-
Le termocoperte mi assodano
I monaci restarono un po’ a meditarci sopra, poi giunsero alla conclusione di avere sbagliato indirizzo, o reincarnazione, o tutte e due le cose insieme, visto i risultati ottenuti. Mentre li guardava andar via, l’Uovo pensò che forse aveva perso l’occasione per condividere la propria saggezza con gli altri e farli star meglio. Una gallina nepalese, sua prozia da parte di madre, una volta era riuscita a far star meglio alcune persone ma ci era riuscita facendoli stare sazi, e della cosa non c’era da andare tanto orgogliosi. La saggezza, sosteneva la madre, è una cosa importante ma che non sempre va condivisa.
In Briciole -
-
Invicto e l'Uovo esplorano il piano astrale molto prima del Wurstel Esagerato e del Dottor Strange

Nel 1936, in un momento di ripensamento della propria esistenza, Invicto propose all’Uovo di andare alla scoperta dei “piani astrali”, dei misteriosi “luoghi della mente” in cui nessun avventuriero aveva ancora osato inoltrarsi. Per l’Uovo era un’occasione unica: da tempo avrebbe voluto esplorare la propria interiorità per scoprire qualcosa di più su sé stesso e sul tuorlo, la sua parte più intima di cui la gente diceva un gran bene e con cui tutti cercavano di entrare in contatto, soprattutto per colazione. I due partirono la mattina del 16 agosto e viaggiarono per soli cinque minuti perché, secondo alcuni saggi orientali, per entrambi in quella parte dell’universo non c’era molto da esplorare. La cosa non è esatta: se consideriamo che cinque minuti nel piano astrale equivalgono a cinquemila anni nella nostra realtà, possiamo affermare che i due avventurieri rimasero fuori casa per un tempo spropositato. Per mantenersi furono costretti ad organizzare, per gli abitanti di quelle contrade astrali, degli spettacoli acrobatici abbastanza simpatici (clicca qui) ma che, pur con tutte le varianti del caso (clicca qui), dopo cinque millenni di repliche finirono per risultare insopportabili, anche a quel pubblico di anime contemplative che fino a quel momento della propria pazienza s’erano fatte un vanto. Privati dei mezzi di sostentamento dovettero lasciare il piano astrale e rientrare nella nostra realtà, spossati nel fisico ma rinvigoriti nell'anima, pronti per nuove fantastiche avventure.
In Briciole -
Il Regista dialoga con sé stesso bambino e si commuove

Talvolta il Regista si siede su una sedia, chiude gli occhi e cerca di parlare con sé stesso bambino. Spera di riuscire ad entrare in contatto con lui, abbattendo la barriera del tempo, per dargli qualche consiglio e modificare la traiettoria della propria esistenza, che non considera troppo significativa o degna di essere vissuta. I consigli che desidera dare sono tutti improntati al buon senso e potrebbero sortire effetti benefici sul futuro del pargolo e dell’umanità intera: “Sii buono!”, “Abbi cura di te!”, “Lotta per un mondo migliore!”. Appena lo vede, però, si fa prendere dall’emozione, gli viene un groppo in gola e trattenendo a stento le lacrime dice, "La mamma è morta!", "Ti verranno le emorroidi!", “Prenderai parecchie multe!”, "Renzi diventerà sindaco!” ed infine, "Iron Man morirà per via del guanto di Thanatos!". Grazie a questi preziosi interventi si sono create delle linee temporali alternative, in ognuna delle quali il Regista fa ampio uso di sostanze stupefacenti e vaga per la città, cercando di mettere sull’avviso i propri concittadini su un certo Matteo Renzi e facendo domande assurde su un gigante ceruleo chiamato Thanatos. Quello che ci insegna questa storia, profonda e importante, è che non si scherza con il tempo.
In Briciole -
Gli antenati del Cassettone della Nonna ci rivelano qualcosa del nostro passato

Nel 1996, a Ouarzazate in Marocco, venne rinvenuto un gigantesco pomello d’avorio, segno indiscutibile che in quella zona, circa 165 milioni di anni fa, fosse prosperato il Cassettosaurus, diretto progenitore dei nostri Cassettoni della Nonna. Si trattava di un armadio enorme, alto almeno cinquanta metri e del peso di 32 tonnellate, talmente capiente da poter contenere un intero Tyrannosaurus rex. Secondo il professor Albert Cunningham dell’Università di Manchester, l’avere la possibilità di nascondersi in degli armadi influenzò non poco il comportamento dei tirannosauri e questo potrebbe aiutarci a comprendere meglio la loro natura e fare luce sul mistero della loro scomparsa. L’ipotesi più plausibile è che non fu un meteorite ad ucciderli ma la loro strategia di sopravvivenza. “Può darsi che vedendo il meteorite cadere,” spiega il professor Cunningham, “siano stati presi dal panico e abbiano cercato rifugio in quei cassettoni. Il loro cervello, troppo piccolo per elaborare una strategia complessa, si rivelò inidoneo a gestire la situazione e suggerì di asserragliarsi dentro, senza raccomandare di lasciare aperto uno spiraglio per l’aria”. L’ipotesi è interessante e in effetti al loro interno vennero rinvenute delle carcasse di Tirannosauro disposte nella posizione di chi si mette sulla punta delle zampe e muove gli artigli a tentoni per cercare la maniglia al buio. È sorprendente come il ritrovamento di un semplice pomello possa aiutarci a comprendere meglio il pianeta in cui viviamo.
In Briciole -
Il Wurstel Esagerato si fa amare da tutti e si tiene lontano dai guai e dai barbecue

Una volta entrato nel movimento hippy, il Wurstel Esagerato ci mise pochissimo tempo per ambientarsi e farsi amare da tutti. La cosa, in effetti, non richiedeva un impegno spropositato o particolari competenze, visto che amare il prossimo era la ragione fondativa del movimento e fra gli aderenti non si parlava d’altro. Il punto è che in lui c’era davvero qualcosa che lo rendeva diverso e che spingeva la gente a dargli fiducia, e a chiedere i suoi consigli. Probabilmente erano gli occhiali da intellettuale impegnato ed il fatto che non si era mai visto un wurstel fare del male a qualcuno, non in tempi brevi almeno. Per giudicare i fatti bisogna capire che gli hippy non riuscivano a considerare l’aumento della pressione arteriosa come una reale minaccia. E questo, probabilmente, era per via della giovane età e perché l’accumulo di colesterolo nel sangue non era una cosa che potevano vedere a occhio nudo. Almeno, non senza prima sciogliersi un acido in vena. Il Wurstel Esagerato era una creatura sincera e incapace di mentire al prossimo, un po' per la confezione trasparente e un po' per la lista degli ingredienti che specificava in maniera chiara con chi si aveva a che fare e quali erano i rischi di una relazione troppo approfondita. Quel che stupisce veramente non è che sia riuscito a farsi accettare in tempi tanto brevi, in fin dei conti la società americana è sempre stata di larghe vedute in fatto di additivi, polifosfati e grassi, ma che l’abbia fatto alle proprie condizioni. Se non fosse stato così, oggi non saremmo qui a parlarne.
In Briciole -
Il Wurstel Esagerato comincia l’esplorazione dei piani astrali

L'esplorazione dei piani astrali per raggiungere la pace interiore, un tempo richiedeva un notevole impegno ed una buona dose di coraggio. Negli anni ‘60 le cose non erano facili come oggi: a quel tempo non c’erano internet e i film degli Avengers ad aiutarci nella ricerca interiore, il Dottor Strange non aveva ancora iniziato ad agitare le mani ed il suo mantello magico era appeso a chissà quale attaccapanni. Per ottenere la consapevolezza, il Wurstel Esagerato dovette impegnarsi a fondo e mostrarsi pronto a sacrificare ogni cosa. I primi passi li mosse in California in quanto, negli anni sessanta, tutti i piani astrali di una certa rilevanza si trovavano da quelle parti. A San Francisco entrò in contatto con il movimento hippy e si unì ad una comunità che predicava il libero amore e la pace nel mondo. Ma essere un appetibile pacco di salsicciotti fra quei figli dei fiori, fumatori di hashish e marijuana, non era facile. Per sopravvivere il Wurstel Esagerato dovette contare sulla propria innata simpatia e sulla tenuta della propria confezione, che per fortuna risultava essere troppo complessa per quel manipolo di sognatori strafatti. E questo fu solo l’inizio della storia.
In Briciole -
Il Regista tenta di entrare nel Guinness dei Primati ma non ci riesce

Negli anni ‘80, il Regista ed alcuni membri del Team decisero di entrare nel Guinness dei Primati per attirare l’attenzione della stampa e diventare famosi. Il primo a cimentarsi nell’impresa fu il Formaggio Svizzero che volle affrontare la fondamentale questione, mai posta prima, su quante volte un trancio di groviera potesse avvitarsi su se stesso prima di annodarsi irrimediabilmente e stramazzare al suolo (clicca qui). La risposta fu che poteva farlo una volta soltanto e che gli sarebbe servita una settimana intera per riprendersi dalla giravolta e tornare ad essere appetibile. Il secondo record fu ancora più delicato e trattava su quanti buchi potesse sostenere un groviera prima di indebolirsi e collassare su se stesso. Al latticino bastò l’aggiunta di un unico foro, neppure particolarmente grande, per rimanere traumatizzato e dover ricorrere ad uno psicoterapeuta per risolvere i gravi problemi d’identità sorti (clicca qui). L’ultimo tentativo riguardò il Regista, e verteva su quanti chiodi potesse conficcare in un pezzo di groviera prima di sentirsi imbecille e riconsiderare la propria esistenza (clicca qui). Non ci fu un limite.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno e Sigmund Freud

La Scatoletta di Tonno e Sigmund Freud si conobbero a Vienna nel 1904. Il pesce era arrivato nella capitale austriaca per instaurare la dittatura del proletariato e qualcuno gli aveva suggerito di rivolgersi al padre della psicoanalisi per cercare di arginare i propri slanci emotivi che, alla lunga, avrebbero potuto nuocere alla causa. Freud aveva accettato di prenderlo in cura ed in breve era rimasto affascinato dalla personalità del piccolo trancio e dal fatto che potesse avere così tanti problemi pur non avendo una madre castrante o un apparato sessuale compiuto. “Come è possibile”, scriveva all’amico Jung, “che una creatura tanto piccola, priva di disfunzioni erettili e ansie da prestazione, possa avere delle problematiche tanto radicate?”. Il tentativo di individuare l’origine delle frustrazioni proprio nella mancanza di un pene non convinse la scatoletta, che già da tempi non sospetti vantava “proficui rapporti intimi” con insospettabili dame dell’alta società europea (clicca qui), e non solo (clicca qui). In realtà la piccola conserva mal sopportava le tediose sedute nello studio del medico viennese. A suo dire si trattava di insopportabili perdite di tempo, perché ciò di cui gli individui avevano veramente bisogno era di una robusta e sana rivoluzione proletaria. Soltanto la collettivizzazione dei mezzi di produzione, infatti, avrebbe potuto modificare le dinamiche umane, permettendo alle coppie di vivere una serena vita sessuale corroborata da un sano quanto raffinato immaginario erotico (clicca qui).
In Briciole -
Invicto e l'Uovo si travestono da pesce strano per affrontare la Fossa delle Marianne

Nell'ottobre del 1974, per fare qualcosa di diverso ed entrare definitivamente nella storia dell'aeronautica, Invicto e l’Uovo decisero di esplorare le profondità marine e si infilarono nella Fossa delle Marianne, la più grande depressione oceanica del pianeta. Invicto aveva già avuto un’esperienza in campo sottomarino per via di un'ammaraggio esagerato che fece qualche anno prima a Viareggio, quando per un’emergenza cercò di atterrare sulla spiaggia ma prese male la mira e si conficcò in una buca che un bambino aveva scavato sul bagnasciuga e non aveva provveduto a segnalare. L'avventura non presentava particolari difficoltà: entrambi erano già stati nello spazio e per raggiungere la Fossa delle Marianne si trattava di individuare la posizione esatta del cielo e andare nella direzione opposta. Il vero problema sarebbe stato dato dalla pressione dell'acqua che nei fondali oceanici può risultare molto alta e creare grossi problemi di salute; l'Uovo lo sapeva bene perché una sua prozia una volta era stata cucinata in una pentola a pressione e l'esperienza l'aveva parecchio segnata, nel fisico e nella mente (ma soprattutto nel fisico, perché la mente era rimasta praticamente uguale). Per il resto ci sarebbe stato il problema dei pesci strani che affollavano le profondità marine e di cui si sapeva poco sulle abitudini alimentari e sulle tecniche di educazione della prole. L’Uovo era terrorizzato dall’idea di finire in una covata di pesci e di schiudersi dopo alcuni mesi, ritrovandosi ricoperto di squame, con branchie e pinne al posto di polmoni e ali. Per fortuna non successe niente di tutto questo, e dopo quattro ore di esplorazione tornarono a riveder le stelle.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero si affida alla chirurgia plastica anche se non sarebbe stato il caso

Pochi mesi dopo lo splendido spettacolo di “Luminarie e Suoni” organizzato con la Lampada Bipolare, il Formaggio Svizzero decise di prendere il toro per le corna e chiese di essere sottoposto ad un radicale intervento di “chirurgia plastica”, indispensabile per eliminare i fori sul proprio corpo e rendersi “bello e slanciato" come un trancio di fontina o, al limite, “molliccio ma raffinato" come un camembert. Purtroppo lo chiese al Regista, l’unico membro del Team in grado di vantare una certa esperienza in campo medico perché, più di una volta, era stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio e faceva largo uso di farmaci antidepressivi. Commosso dalla richiesta e desideroso di aiutare l’amico, il Regista si impegnò duramente facendosi “aiutare” da un donatore inconsapevole, un gorgonzola che gli era d’avanzo e che da diversi mesi stazionava in uno scomparto del frigo. Preso dall’estro creativo, e dimentico del fine ultimo dell’intervento, in breve decise di coinvolgere altri “donatori”, tra cui un taleggio, uno yogurt scaduto da tre settimane e un’antica sottiletta, avanzo del pranzo di nozze, che aveva conservato nel congelatore per insindacabili questioni affettive e perché ben mimetizzata fra i ripiani mal lavati dell’elettrodomestico. Il risultato finale fece comprendere al latticino l’importanza di accettarsi per quello che si è: belli o brutti, alti o bassi, provenienti da luoghi sensati o da altitudini assurde, dove arcieri sconsiderati scagliano frecce verso mele poste sulla testa dei propri figli.
In Briciole -
Lo spettacolo di “Luminarie e Suoni” del Formaggio Svizzero e della Lampada Bipolare suscita giudizi contrastanti

La sera del 3 settembre 2004, la Lampada Bipolare e il Formaggio Svizzero presentarono ad un pubblico particolarmente difficile un loro spettacolo di luminarie e suoni intitolato “La depressione: cos'è e come combatterla”. Il pubblico era difficile perché si trattava essenzialmente della Scatoletta di Tonno, una conserva marxista poco avvezza ai travagli interiori e alle performance artistiche. A suo avviso non c’era nulla al mondo che non si potesse curare con una buona “rivoluzione proletaria” e una rapida “presa del Palazzo d’Inverno”. Le problematiche psicologiche, sosteneva, non erano altro che devianze borghesi, patologie sciocche inventate da scienziati privi di scrupoli per gente annoiata che non sapeva come spendere il proprio danaro. Per la Lampada Bipolare ed il Formaggio Svizzero, invece, poter mostrare al mondo la propria disperazione e condividere le tecniche per combatterla, era di primaria importanza. La Lampada Bipolare, sofferente per la continua alternanza di luce ed ombra che la condannava ad una vita di eccessi emotivi, sperava di trovare solidarietà e comprensione. Mentre il Formaggio Svizzero, turbato da tutti quei buchi che lo rendevano differente da tutti gli altri formaggi, soffriva del corrispettivo caseario dell'invidia del pene e sperava di trovare uno psicanalista disponibile a farsi carico delle sue problematiche. Non riuscì mai a trovarlo.
In Briciole -
Invicto e l’Uovo tornano nel multiverso e ci restano a lungo

La mancata ascesa dell'Uovo al soglio pontificio ebbe degli importanti risvolti. Per consolare l'amico della mancata nomina, Invicto lo invitò ad una nuova avventura ai limiti dell'impossibile: tornare nel multiverso e trovare una versione eticamente attrezzata di Donald Trump. L'impresa sembrava veramente difficile: si trattava di individuare, tra i miliardi e miliardi di pianeti simili al nostro, quello che contenesse un Donald Trump buono, ben disposto verso i poveri e, possibilmente, pettinato decentemente. Per riuscire nell’intento dovettero correre rischi indicibili, affrontando il discutibile Stalin-Trump nella gelida Russia di Terra 297.543 ed il palloso Francesco Giuseppe-Trump nella sofisticata Austria di Terra 348.576 (clicca qui). Poi, finalmente, quando tutto sembrava perduto, rintracciarono il Trump decente su Terra-254.568.329, una versione particolarmente malmessa del nostro pianeta. Incurante del caldo e del freddo, indifferente alla pioggia e al fango, l’ex presidente si era assunto la gravosa responsabilità d’informare i cittadini sui rischi dati da un dissesto idrogeologico fuori controllo e dall’inerzia delle amministrazioni nell’affrontare tali problematiche (clicca qui). Non era il Trump “buono” che avevano in mente, non aveva esattamente tutte le doti che si erano prefissi di trovare, ma pareva abbastanza ben disposto verso il prossimo da porre fine alla complessa ricerca e giustificare l’immediato rientro.
In Briciole -
De Rerum Ovarum

“De Rerum Ovarum” sarebbe stata la prima enciclica che papa Pio XIII avrebbe scritto se lo avessero nominato al soglio pontificio. Essa avrebbe trattato principalmente del rapporto tra i fedeli e le uova. Basata sul principio biblico del “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, avrebbe invitato i fedeli a smettere di strapazzare le uova per colazione e le uova a smettere di distribuire salmonellosi in giro. Nella sua parte più specificatamente teologica avrebbe posto una parola definitiva sulla distinzione tra “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”. In definitiva, avrebbe sostenuto il pontefice, non esistono colesteroli malvagi ma solo colesteroli che sbagliano, o perché traviati dalle difficoltà della vita o per via di cattivi maestri. Questo significa che tutti i colesteroli potranno legittimamente aspirare al paradiso, insieme alle lecitine, alle vitamine e a tutti quegli elementi che operano per il bene dell’umanità, se dimostreranno che il loro ospite è stato ammazzato da qualcun’altro o è morto per cause naturali. Nell’ultima parte dell’enciclica avrebbe tentato di portare un po’ di chiarezza sull’annosa questione se sia nato prima l’uovo o la gallina: nella visione del pontefice il primato sarebbe spettato alla gallina perchè se è facile immaginare una gallina intenta a covare un uovo, non è possibile raffigurarsi un uovo occupato a covare una gallina. Almeno, non in una versione in cui la gallina sia contenta del fatto (clicca qui).
In Briciole -
Il Conclave ci ripensa e l’Uovo non diventa Papa

Sostiene l'Uovo che quando Benedetto XVI decise di lasciare il soglio pontificio, in conclave si discusse molto della possibilità di offrirgli la carica. Secondo molti cardinali l’ascesa di un uovo al soglio pontificio avrebbe mostrato al mondo intero che la Chiesa era capace di aprirsi al cambiamento mentre secondo altri, più ancorati alle vecchie tradizioni, mettere un uovo a benedire altre uova sarebbe stata una contraddizione teologica insostenibile che avrebbe sconcertato le masse e gettato nel discredito le istituzioni. Alla fine il suo nome venne scartato ma se fosse stato eletto avrebbe scelto di chiamarsi Papa Pio XIII, in onore della parola “pio” che è la prima parola che ogni pulcino impara a conoscere prima di crescere intellettualmente e aggiungere “coccodè” al proprio vocabolario. Come Papa sarebbe stato di larghe vedute e avrebbe semplificato la dottrina portando i comandamenti da dieci ad uno. “Sii vegano” sarebbe stata l’unica volontà divina da seguire perché essa racchiude in sé il principio ecumenico fondamentale di smettere di cucinare frittate o quiche lorraine. Alla fine il conclave scelse Jorge Maria Bergoglio perché era più bello a vedersi, parlava diverse lingue e aveva una testa in grado di sostenere il peso della mitra, il cappello papale alto come quindici uova messe una sull’altra e pesante come una gallina faraona. E’ un peccato che la Chiesa abbia perso un’occasione come questa.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna si evolve nel Precambriano e si dispone ad affrontare le ere successive

Secondo recenti studi, le più antiche forme d’arredamento apparvero sulla terra circa tre miliardi di anni fa. Si trattava di Cassettoni della Nonna estremamente piccoli, non più grandi di una decina di micron, detti “organismi unisportellari” per via dell’unica maniglia che offrivano come appiglio a chi volesse stiparci qualcosa dentro. Date le dimensioni erano in grado di contenere soltanto qualche procariota anoressico o dei protozoi smilzi, e per via che il primo pollice opponibile sarebbe apparso soltanto due miliardi di anni dopo, nessuno era veramente in grado di aprire gli sportelli per stiparceli dentro. Come si riproducessero non è ben chiaro: Ikea sarebbe stata fondata molto tempo dopo e anche se qualche azienda avesse preso il suo posto, nessuno era abbastanza evoluto per comprendere il funzionamento di una chiave a brugola o per dare un senso alle istruzioni di montaggio. Probabilmente, esattamente come succede ancora oggi, al momento opportuno qualche elemento dell’assemblaggio, montato troppo frettolosamente o piazzato alla rinfusa, si staccava e fluttuava da qualche parte, perdendosi nell’ambiente circostante. Il frammento smarrito dopo un po’ di tempo si rigenerava, colonizzando ogni anfratto con le sue forme semplici, ma funzionali, pronto ad accogliere qualsiasi cianfrusaglia e a crollare addosso al primo malcapitato che si fosse attardato nelle sue vicinanze. L’era “dell’arredamento pratico ed economico” era cominciata.
In Briciole -
L'ira funesta del Pacco Misterioso accende gli animi e sconcerta il pubblico

La conquista della Luna, da parte di Invicto e del suo fidato compagno d’avventura l’Uovo, suscitò le ire del Pacco Misterioso e del suo staff. Il famoso anchorman, che aveva negato l’allunaggio del ‘69 dichiarando in diretta televisiva, “Bla, bla, bla! Cazzate! Bla, bla! Ma quando mai? Bla, bla!”, reagì con sdegno alle accuse di cospirazionismo e imbastì una campagna d’informazione per screditare l’operato dei due avventurieri e minarne il prestigio. Grazie ad alcune riprese inedite effettuate durante la loro spedizione lunare, fece luce su alcuni aspetti torbidi della personalità dell’Uovo, riuscendo a metterne in dubbio l’operato e l’effettiva moralità (clicca qui). E, per quanto riguarda Invicto, mandò in onda un vecchio filmato che lo riprendeva durante un atterraggio non particolarmente riuscito che fece in gioventù, e che causò gravi danni ad uno sfortunato passante (clicca qui). Per tutta risposta il dinamico duo organizzò uno spettacolare atterraggio, durante un raffinato “special” dedicato all’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America (clicca qui), che impressionò il pubblico a casa e li riportò agli onori della cronaca. Pare che la diatriba fra le tre star non sia ancora giunta al suo epilogo.
In Briciole -
Il Regista e l’incredibile “Attacco del sussidiario del ‘75”

Il terribile “Rigore del ‘74” (clicca qui) ebbe un effetto devastante sulla vita del Regista. Sono di quell'anno, infatti, la prima fatwa ufficiale emessa da un'istituzione italiana nei confronti di un proprio cittadino (il Comune di Firenze invitò i propri concittadini a picchiarlo con vigore, qualora lo incontrassero) e i tentativi di emulazione che alcuni oggetti di uso comune intrapresero per complicargli l’esistenza. Grazie all’impiego del solito manichino siamo riusciti a ricreare l’ambientazione del terribile “Attacco del sussidiario del ‘75”, un momento drammatico nell’infanzia del Regista, quando un libro di scienze che avrebbe dovuto educarlo ad una visione razionale della vita, invece di acculturarlo tentò di strangolarlo. Non sappiamo perché lo fece, non dubitiamo che in quanto compendio del sapere umano avrà avuto le sue buone ragioni, fatto sta che da quel giorno i risultati scolastici del nostro artista preferito ebbero un crollo da cui non si sarebbe mai più ripreso. E quando tentò di raccontare l’accaduto nessuno gli credette.
In Briciole -
La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi

Ogni cinque anni il Regista riguarda le proprie opere neorealiste e si dispiace per lo scarso successo che hanno riscosso presso la critica ed il grande pubblico. In queste occasioni il Regista si sente incompreso e triste, e medita di trasferirsi in Francia dove i grandi artisti sono amati e coccolati, o negli Stati Uniti dove i registi guadagnano un sacco di soldi anche se girano “Ace Ventura” o fanno lavorare Jack Black. Per reagire a questo stato d’animo progetta nuove pellicole neo-neo-neo-neorealiste che gli consentano di fare breccia nel cuore degli spettatori e di conquistare un nuovo “neo” da aggiungere al già cospicuo bottino di prefissi. Una delle pellicole più interessanti è senza dubbio “La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi”, un film socialmente impegnato in cui il Regista denuncia i rischi della dipendenza da nicotina e richiama i tabagisti ad una maggiore attenzione verso l’ambiente. Cosa abbia spinto un fumatore accanito come il Regista ad impegnarsi in questa particolare lotta, è una cosa che sfugge ai più: forse l’essersi incendiato le scarpe? Forse l’aver dato fuoco al divano del salotto? Forse l’aver fatto esplodere il locale caldaie della cantina? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in un bagno del boeing 767 che lo portava a New York? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in una cella del JFK Airport di New York dove era stato rinchiuso per l’aver fatto scattare l’allarme antincendio a bordo del boing? Forse l’aver fatto scattare l’allarme antincendio in un bagno del boeing 767 che lo riportava a casa? Nessuno può saperlo veramente ma “La Forchetta Psicotica fa amicizia con un mozzicone di sigaretta ma finisce male per entrambi” resta uno dei capisaldi della cinematografia neo-neo-neo-neorealista.
In Briciole -
Invicto e l’Uovo smentiscono le teorie cospirazioniste del Pacco Misterioso

Per ribadire l'importanza di un rigoroso approccio scientifico alla realtà e confutare le teorie cospirazioniste che negavano l’avvenuto sbarco dell’uomo sulla Luna, Invicto e l’Uovo partirono per il nostro satellite il 7 luglio del 1970 e vi giunsero il giorno seguente, dopo circa sedici ore di volo. Per chi era già stato su Marte l’impresa era piuttosto semplice: la Luna era visibile ad occhio nudo e per via della sua forma a falce era abbastanza impossibile confonderla con gli altri pianeti del sistema solare. Ovviamente era fondamentale partire nei giorni di Luna piena, quando il suo completo sviluppo sferico avrebbe facilitato la ricerca di un parcheggio. Nei giorni di mezza Luna non solo avrebbero avuto meno spazio per l’atterraggio, ma il rischio di infilzarsi su una delle punte sarebbe stato troppo alto. L’allunaggio non presentò particolari problemi: era importante evitare di sbattere contro l’asta della bandiera lasciata dagli americani e cercare di non infilarsi nell’orma di Neil Armstrong per non rischiare di ribaltarsi o di rimanere impantanati. Poi, per il resto, bastava evitare che l'Uovo rimbalzasse troppo a lungo sulla superficie lunare, affinché non diventasse zabaione, e il gioco era fatto.
In Briciole -
Il migliore anchorman del mondo

Chi ha i capelli bianchi certamente ricorderà lo straordinario successo che ebbe il Pacco Misterioso come conduttore televisivo. Partito in sordina da una sconosciuta emittente di provincia, in breve si fece notare per lo stile criptico e un po’ spregiudicato con cui riusciva a sintetizzare le notizie. Storico fu il suo primo servizio sportivo su un evento considerato marginale e che vedeva coinvolti un muro ed un formaggio svizzero; il successo che ebbe fu travolgente e lo proiettò nell’olimpo dei grandi anchorman della storia, insieme a Walter Cronkite e David Letterman (clicca qui). A contribuire alla sua fama fu l'alone di mistero che lo circondava: nessuno sapeva da dove venisse e, soprattutto, cosa potesse contenere. Si diceva che al suo interno potessero esserci i diari di Licio Gelli, o la rivelazione di chi potesse essere il mandante dell'omicidio di John Fitzgerald Kennedy. Alcuni arrivarono ad ipotizzare che potesse contenere la famosa “area 51”, di cui tutti parlavano, insieme al Santo Graal e al mostro di Loch Ness. Il Pacco Misterioso fu anche il primo ad avere il coraggio di mettere in dubbio lo sbarco dell’uomo sulla Luna, o l’effettiva sfericità della Terra, di cui propose una visione alternativa che accontentasse un po’ tutti, patiti della scienza e terrapiattisti (clicca qui). Come non essergli grati per il contributo dato all’informazione?
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero si propone come SpongeBob ma non viene preso seriamente

Nell’ansia di raggiungere il successo, il Formaggio Svizzero partecipò ai provini per il ruolo di SpongeBob, il simpatico protagonista di tanti cartoni animati. Per essere sicuro di essere preso, si spacciò per spugna, consegnando un dettagliato curriculum vitae in cui rivendicava le proprie ascendenze marinare, sia da parte di padre che di madre. L’aspetto da emmental, spiegò ai produttori, era dovuto ad un antenato mediterraneo che aveva lasciato l’ambiente marino per emigrare in Svizzera, in cerca di fortuna dopo aver perso il lavoro per via dell’avvento delle spugne sintetiche. Per risultare credibile come frequentatore degli abissi, si presentò alle riprese con maschera e boccaglio, facendo allarmare il regista che già si era insospettito quando, osservandolo attentamente durante il provino, gli era venuta un’improvvisa voglia di prepararsi un toast al prosciutto. Con il latticino come protagonista vennero girati due episodi ma alla fine la produzione decise di non mandarli in onda: si ritenne che come gioviale spugna parlante non fosse molto attendibile, e si voleva mantenere una certa aderenza alla realtà per non minare la fiducia delle nuove generazioni nella scienza. Fu la prima volta che l’emmental fu contento di perdere un lavoro.
In Briciole -
A proposito di Banksy

Nel 1992 la Scatoletta di Tonno chiese all’artista di dipingere un murale per invitare la classe operaia a sollevarsi contro il padronato, abbattere il capitalismo e conquistare il sol dell’avvenire. Banksy accettò con entusiasmo ed elaborò un progetto in cui un capitalista, in giacca e cravatta, teneva all’amo una povera scatoletta che si dibatteva disperata per liberarsi dal giogo del tiranno e provare ad imporre la dittatura del proletariato. Il graffito non piacque alla committente, perché ci vedeva un chiaro riferimento alla propria origine ittica e pensava che la propria condizione di pesce in scatola potesse indebolirla nel confronto dialettico con la classe dominante. Quindi propose all’artista un murale alternativo in cui una locomotiva rivoluzionaria, ispirata dalla canzone di Guccini, si lanciava contro il tiranno per poi esplodere contro il cielo eruttando lapilli e lava. Il progetto piacque molto a Banksy e venne realizzato in tempi brevi ma, forse per un suo errore nel calcolo della prospettiva, o per l’eccessiva irruenza rivoluzionaria della locomotiva, qualcosa andò storto e non venne intenso e drammatico come avrebbe voluto (clicca qui). Si racconta che, ancora oggi, la piccola scatoletta ed il poliedrico artista siano alla ricerca di un progetto da sviluppare e portare a termine insieme.
In Briciole -
Come Banksy, meglio di Banksy

Sul finire degli anni ‘80, sui muri di molte città europee cominciarono ad apparire dei bellissimi murales colorati rappresentanti dei formaggi traforati colti nell’atto di spalmarsi sulle pareti. L’ignoto autore probabilmente cercava di portare l’attenzione del mondo sulla triste condizione dei latticini elvetici, condannati a vivere un'esistenza grama fra impervie montagne ed oscure vallate, con la salute minata dai numerosi fori e la prospettiva di finire i propri giorni come farcitura di toast o come ingredienti per insalate di riso. L’aspettativa di vita degli emmental era molto bassa e l’avere come eroe nazionale Guglielmo Tell, e come compatriota l’iperattiva Heidi, certamente non la rendeva più facile. La precisione sorprendente con cui erano stati realizzati suggeriva che l'artista fosse un appassionato di quel genere alimentare e che avesse passato molto tempo a sezionare i tranci, per studiarne l'anatomia o per prepararsi una quattro formaggi. Purtroppo, ancora oggi, non conosciamo l'identità di quel genio. Ma grazie alla prontezza di riflessi di un videomaker fiorentino, che passando per caso ebbe la fortuna di riprendere l’artista all’opera, conosciamo la sua particolare tecnica di lavoro che, speriamo, possa essere utilizzata dagli writer dei giorni nostri per creare nuovi capolavori (clicca qui).
In Briciole -
L’Uovo resta fedele al Team e rinuncia alla Corona d’Inghilterra

Sostiene l’Uovo di essere arrivato ad un passo dal salire al trono d’Inghilterra e che, se non avesse rinunciato alla nomina, ci sarebbe salito col nome di Re Eggs I, detto l’Allegro Buontempone. Pare infatti che una sua prozia fosse una gallina di nobili origini che la regina Elisabetta faceva ruzzare nel cortile di Buckingham Palace per garantire al marito un uovo fresco tutte le mattine, e a se stessa una piacevole compagnia con cui trascorrere le tediose domeniche estive. Per gratitudine nei suoi confronti, che per tanti anni aveva garantito il giusto apporto calorico a lei e alla sua famiglia, la volle nominare erede al trono, futura Regina d’Inghilterra e capostipite di una nuova dinastia di sovrani: gli Eggsor di Windsor. Purtroppo, durante una caccia alla volpe che si tenne proprio nel castello di famiglia, forse per via dell’eleganza nel portamento, o forse per via dello sguardo astuto che aveva quando camminava per l’aia, un cane dislessico la scambiò per una volpe e l’uccise, seppellendone i resti sulle rive del Tamigi. Non sappiamo se questa storia sia vera, ma un'altra cosa che accomuna l’Uovo a Re Carlo, oltre alla fissità nello sguardo e all’aria di non capire bene ciò che gli sta accadendo intorno, è la passione per Camilla, una donna che l’Uovo considera “procace” e che avrebbe voluto chiedere in moglie, se soltanto avesse avuto il dono della favella, di un paio di gambe per correrle dietro, e di una mano per aprirle la portiera dell'auto al momento di riaccompagnarla a casa.
In Briciole -
Il rapporto problematico del Regista con il Palloncino Rosso ha radici antiche

Per giustificare la debacle calcistica del ‘74, il Regista dette la colpa alla palla, al fato avverso ed al pessimo rapporto che le forme sferiche avevano con la sua famiglia. Fin dai tempi degli assiro babilonesi, si giustificò con gli amici, i suoi antenati furono perseguitati dalle palle; un suo prozio sumero, ad esempio, dovette espatriare dalla Mesopotamia per sfuggire allo stalkeraggio di una sfera. E a quel tempo le forme non erano smussate come oggi ma essenzialmente cuneiformi, e quindi difficili da disincastrare se trovavano la strada per qualche orifizio (clicca qui). Poche generazioni dopo la stessa sorte toccò ad un suo parente musicista, un etrusco che durante una parata musicale, per colpa dell’assalto di una palla, si trovò ad ingoiare il piffero che stava suonando (clicca qui). Le cose cominciarono a migliorare soltanto nel medioevo, ma semplicemente perché a quel tempo si tendeva ad indossare armature di metallo e questo pesante materiale, progettato per resistere alle frecce, ai colpi di maglio e ai fendenti di spada, era in grado di sopportare meglio i ripetuti assalti delle palle di cuoio (clicca qui). Secondo il Regista fu proprio per ovviare a questo inconveniente che le sfere abbandonarono il rivestimento in pelle e si evolsero in palle da cannone. Le spiegazioni date dall’amico non convinsero del tutto i compagni di squadra, che decisero comunque di dargli una seconda chance. Possibilità che il giovane calciatore si giocò definitivamente nell’ottobre del ‘76, quando si verificò uno spiacevole incidente che il Regista, tendenzialmente, è portato ad ingigantire nel ricordo (clicca qui)
In Briciole -
Il Regista ed il famoso “Rigore del ‘74”

Con l’ausilio di alcuni manichini siamo riusciti a ricostruire il famoso “Rigore del ‘74”, che il Regista ebbe modo di calciare nell’aprile di quell’anno e con il quale riuscì a imporsi all’attenzione del mondo intero. La tecnica del Regista fu da manuale: dopo aver osservato attentamente la piccola palla, come se cercasse di decifrarne l’intrinseca natura per fondersi con essa e piegarla ai propri voleri, la colpì con un movimento semplice ma preciso, indirizzandola verso la porta avversa. La palla, però, fraintendendo le intenzioni del Regista, e in un senso più generale le leggi della fisica ed il galateo del gioco del calcio, optò per una piccola variante e colpì in pieno volto il giocatore stesso. Il rigore riuscì comunque a mettere in seria difficoltà la squadra avversaria, al cui portiere occorsero ben sette ore e un'intera confezione di Valium per riuscire a smettere di ridere. L’incidente del 1974 ricorda molto da vicino il fatidico “Palleggio del ‘76”, un momento topico nella vita del Regista e nella storia dell’umanità in cui, per la prima volta, un artefatto umano si ribellava agli ordini del suo creatore e agiva con volontà propria, dimostrando un’insospettabile verve creativa (clicca qui).
In Briciole -
Invicto e L’Uovo raggiungono il pianeta Marte

Se il Mars Rover ha raggiunto Marte e la missione della Nasa ha avuto successo, lo dobbiamo essenzialmente ad Invicto ed al suo inseparabile compagno di viaggio, l’Uovo. È grazie a pionieri come loro se traguardi come questo sono diventati possibili. Invicto partì per Marte il 14 settembre del 1952, decollando dalla base aerea di Los Palos alle 12:03. Ci mise sei giorni a raggiungere il pianeta rosso e solo quattro per tornare, ma la strada a quel punto era tutta in discesa e si trattava solo di scalare le marce. A quel tempo navigare nello spazio non era facile come oggi: non c’era Google Maps, non c’era Waze e non c’erano nemmeno gli smartphone. A complicare tutto erano i quattro punti cardinali, che nello spazio aumentavano a dismisura, diventando sei: Nord, Sud, Est, Ovest, Su e Giù. Poi c’erano i meteoriti, che vagavano per la galassia senza catarifrangenti e senza che nessuno provvedesse a segnalarli; e le comete, che per istinto naturale ti veniva da seguire per vedere se arrivavi da Gesù Bambino. I pianeti a quel tempo si assomigliavano tutti: non c’era la fotografia a colori ad aiutarci a riconoscerli, tutti erano dello stesso grigino e, a parte Saturno con i suoi strani anelli, era facile confondersi e dirigersi verso Mercurio piuttosto che su Marte. Se si fossero sbagliati e avessero raggiunto Mercurio il calore del sole avrebbe assodato l’uovo e quella che avrebbe dovuto essere una bella avventura sarebbe diventata una tragedia, almeno per l’Uovo. Per fortuna tutto andò bene: i nostri amici tornarono a casa e le immagini di Marte che portarono con sé convinsero il mondo scientifico che la strada per le stelle era finalmente aperta (clicca qui).
In Briciole -
Le origini aliene del Cassettone della Nonna sconvolgono il mondo scientifico, il Regista e pure noi

Le straordinarie riprese arrivate dal Mars Rover e diffuse recentemente dalla Nasa, dimostrano inequivocabilmente come Il Cassettone della Nonna abbia, in un lontano passato, colonizzato il pianeta Marte. Non sappiamo esattamente come abbia fatto ad evolversi: se sia stato assemblato da qualcuno o si sia assemblato da solo. Sappiamo che si diffuse abbastanza da poter usare il termine “arredare” per descrivere il suo dislocamento, e che dovesse contenere principalmente pietre, dato che su quel pianeta non si produce altro. Secondo alcuni studiosi esso può essere stato piazzato lì da qualche civiltà avanzata, intenzionata a metter su famiglia. Quei cassettoni, in qualità di mobili, sarebbero stati un principio di “focolare domestico” che si sarebbe dovuto realizzare nell’arco di pochi millenni con l’aggiunta di qualche tavolo, delle mensole e dei divani. Qualcosa però ha impedito che ciò avvenisse, e in tutto il mondo ci si interroga su cosa possa essere stato. L’ipotesi avanzata dal Regista, che non ci fossero divani perché si trattava di gente con il sedere innestato direttamente sui piedi, non ha convinto del tutto il mondo scientifico. In molti obiettano che in questo caso nessuno sarebbe riuscito ad arrivare agli sportelli più alti e tutti avrebbero finito per stipare le pietre nei pochi ripiani accessibili, riempiendoli in breve tempo e rendendo molto difficile il loro recupero. La discussione avrebbe sicuramente infiammato il mondo accademico se dal Mars Rover non fosse giunto un nuovo filmato, se possibile ancora più sconvolgente del primo, che avrebbe messo in discussione tutto ciò che abbiamo sempre pensato sull’origine della vita nel nostro sistema solare (clicca qui).
In Briciole -
Invicto e l’Uovo circumnavigano Matteo Renzi ed entrano nella storia

Il 18 Febbraio del 2016, Invicto annunciò al mondo di essere pronto ad una nuova impresa: dopo aver raggiunto il polo sud (clicca qui), aver compiuto la prima trasvolata atlantica a testa in giù (clicca qui) e aver esplorato il multiverso (clicca qui), avrebbe circumnavigato Matteo Renzi per un numero imprecisato di volte, finchè gli avesse retto il fiato (a lui o a Matteo Renzi) o finché non avesse finito il carburante. Il piccolo aeroplanino non era nuovo a questo genere di avventure, il 18 luglio del 1936 era riuscito a circumnavigare il presidente del consiglio del Regno d’Italia, Benito Mussolini (clicca qui), ripetendo un’impresa che aveva già svolto con successo nel maggio del 1800, quando, sfidando le intemperie e la buona sorte, era riuscito a circumnavigare il futuro Imperatore dei francesi e Re d’Italia, Napoleone Bonaparte (clicca qui). Ma circumnavigare Matteo Renzi era considerata da tutti un’impresa impossibile. Il politico fiorentino non stava mai fermo, sempre in rotta di collisione con qualcuno, o pronto a schizzare da una poltrona all’altra, non offriva mai l’occasione di circumnavigarlo, o semplicemente di passargli accanto, senza essere travolti. Come avrebbe fatto Invicto? Come avrebbe potuto, un innocente aeroplanino di legno, riuscire a satellitargli intorno senza essere coinvolto in una baruffa parlamentare, in un incontro alla Leopolda, o nel crollo di un governo? Ebbene, non solo riuscì nell’intento, ma si prodigò anche in fantastiche evoluzioni (clicca qui), che culminarono con un pericolosissimo e mai osato “giro della morte”, un’acrobazia folle a cui nessuno era mai sopravvissuto (clicca qui). Con questa impresa, ai limiti dell’inverosimile, Invicto ed il suo amico erano entrati nella storia.
In Briciole -
La spirale "Fuck you!": la variante svizzera

La versione svizzera della spirale "Fuck you!" (cliccate qui) é molto simile all’originale, ma si differenzia per il comportamento remissivo di uno dei concorrenti. Per innescarla occorre che uno dei due partecipanti soffra di scarsa autostima e concordi con la cattiva opinione che tutti hanno di lui. Una volta appurata la problematicità dell’avversario, il concorrente intellettualmente più attrezzato può decidere di abbandonare la competizione e “spezzare la spirale”, oppure insistere nel confronto e trascinarlo fino al cosiddetto “esaurimento neuronale”, un momento topico in cui i pochi neuroni coinvolti nel processo hanno un sussulto d'orgoglio e decidono di dedicarsi a questioni piú complesse, come imparare una seconda lingua o cercare di dare un senso alle azioni di Matteo Salvini. Quando questo si verifica, i concorrenti si accasciano su se stessi sentendosi imbecilli e, se lo sono veramente, possono riprendersi e dar vita alla variante svizzera, una spirale moralmente più accettabile ma ugualmente letale (clicca qui), che si può concludere soltanto con l’esaurimento nervoso degli spettatori e un loro brutale intervento sui concorrenti.
In Briciole -
Il codice genetico del Cassettone della Nonna viene svelato dall’Università di Göteborg e desta scalpore

Quello che vedete è un frammento del DNA del Cassettone della Nonna, filmato nei laboratori dell’Università di Göteborg, in Svezia. Questo eccezionale documento dimostra, come il Regista aveva ipotizzato già da molto tempo, che in realtà il Cassettone della Nonna è l'antenato unico di tutti i mobili e gli elettrodomestici che arredano le nostre case. Esso non solo racchiude in sé tutte le informazioni necessarie per dare forma ai propri pomelli, alle viti e agli sportelli, ma anche alle poltrone, ai tostapane e ai ventilatori. Spiega il Regista: “Probabilmente l’apparizione del Cassettone della Nonna sul nostro pianeta è anteriore a qualunque altra forma di vita, compresi i nostri progenitori, le scimmie. Questo significa che per milioni di anni nessuno ci ha deposto niente dentro, e quando finalmente qualcuno ha cominciato a farlo si trattava di bucce di banana e pidocchi, cose di relativa poca importanza. Tutto questo deve essere stato tremendamente frustrante per il mobile, e questo spiega perché mi crolla addosso con così tanta frequenza”. C’è poi l’aspetto etico da considerare. “Adesso è chiaro che i mobili Ikea non sono il frutto della creatività scandinava, come ci vogliono far credere, ma sono il prodotto di una manipolazione genetica incontrollata, effettuata da un team di scienziati pazzi che giocano a fare gli dei,” spiega il Regista. “Ciò ha portato alla proliferazione di mobili assurdi, dai nomi difficilissimi da pronunciare e impossibili da montare. Occorre intervenire prima che sia troppo tardi". “La prima cosa da fare", conclude l'artista, "è proibire le chiavi a brugola e legiferare per vietare i nomi che recano tutti quei puntini sopra le vocali (le dieresi, n.d.r.). Già ci sono gli accenti a complicarci la vita”.
In Briciole -
Il color grigio perla della Lampada Bipolare peggiora le cose sul pianeta Tatooile

Il color grigio perla emesso dalla Lampada Bipolare gettò nella costernazione gli abitanti del pianeta Tatooile. L’accordo che avevano fatto, di rinunciare alla scienza per descrivere l’universo, pareva non aver funzionato, e il mondo era tornato sull’orlo della guerra civile. Gli alieni tentacolari accusarono gli alieni paffuti di ordire una trama per gettare nello sconforto l’intero pianeta e gli alieni paffuti, scuotendo la testa per negare l’accusa, fecero ballonzolare le dieci guance risultando troppo buffi per essere credibili. Per scongiurare la catastrofe un vecchio saggio suggerì di vedere il bicchiere mezzo pieno: il color grigio perla era elegante, s’intonava con tutto ed aveva una tonalità rilassante che poteva placare gli animi. Visto che si era scelto di tornare ad un'epoca sciocca di credenze e superstizioni, la proposta del saggio parve sensata a tutti: gli alieni tentacolari proposero agli alieni paffuti di fare una tregua e gli alieni paffuti, annuendo con decisione, fecero sbattere le guance l’una contro l’altra producendo un buffo rumore che stemperò l'atmosfera e divertì tutti. Qualche studioso, rimasto fedele ai principi della scienza, scrisse sconsolato che, perlomeno, si era toccato il fondo del ridicolo e a questo punto non si poteva che risalire la china. Fu allora che il Formaggio Svizzero decise di tirare su di morale la Lampada Bipolare facendogli un serio discorsetto sulle difficoltà della vita e sulla necessità di tener dritta la schiena per affrontarle.
In Briciole -
Il Pacco Misterioso diventa elegiaco

Talvolta il Pacco Misterioso diventa elegiaco e si sente di declamare versi poetici per rendere partecipi gli altri della propria malinconia. Cosa spinga la scatola ad abbandonare il solito spirito inverecondo è un mistero a cui nessuno sa dare risposta. L’unica ipotesi logica, secondo il Regista, è che al suo interno qualcuno vi abbia stipato Corrado Augias e Vittorio Sgarbi, il primo noto come scrittore dall’animo gentile mentre il secondo come critico d’arte dal passato torbido. Quando il critico è distratto, lo scrittore si mette a declamare versi per alzare il livello culturale dell’ambiente e portare il suo contributo al miglioramento della società, poi, quando ha finito di esprimersi, il secondo si attiva per ammorbare l’atmosfera e non farsi rubare l’audience. Insieme i due sono come lo ying e lo yang dell’intrattenimento e danno vita ad un delicato equilibrio cosmico che se si rompesse segnerebbe la fine dell’universo come lo conosciamo, lasciando campo a palinsesti malvagi, dominati da presentatrici come Maria de Filippi, conduttori come Bruno Vespa, programmi come Italia’s Got Talent e ospiti d’onore come Matteo Renzi. Dobbiamo essere grati al Pacco Misterioso e al suo contenuto per quello che stanno facendo per noi.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno tenta di sovvertire l’ordine borghese ad Hollywood

Il Formaggio Svizzero ed il Pacco Misterioso non furono gli unici dello staff del Regista a frequentare il set di Star Wars, anche la Scatoletta di Tonno, quando seppe che ad Hollywood stavano girando un film politico contro lo strapotere imperiale, volle essere della partita. Non era la prima volta che si occupava di cinema: in Russia aveva partecipato alle riprese di "La corazzata Potemkin" interpretando l'importante ruolo di "cuneo", un blocco d’emergenza che una madre disperata piazzava sotto le ruote della carrozzina del figlio per impedirgli di cadere dalle scale. Contravvenendo agli ordini del regista volle dare una propria interpretazione del personaggio, rendendolo più incisivo ma anche creando non pochi problemi logistici alla troupe, alla madre e al bambino (clicca qui). Giunta nella città delle stelle riuscì ad infiltrarsi fra le fila delle comparse e operó per indottrinare un giovane attore dall’aspetto piacente, Luke Skywalker, detto “il Cavaliere Jedi” per i modi garbati e il bel taglio di capelli. In breve cercò di convincerlo della bontà del progetto marxista e gli propose di non fermarsi con l’abbattimento della Morte Nera, qualunque cosa fosse, ma di procedere con la ridistribuzione dei mezzi di produzione e lo smantellamento del sistema capitalistico. Ma la sua presenza non passò inosservata, quando avvicinò C-3P0 e R2D2 per proporgli un patto di solidarietà fra scatolette di latta finalizzato a sovvertire l’ordine borghese (clicca qui), venne notato da un figurante repubblicano e cacciato dal set. L’avventura hollywoodiana della piccola scatoletta era appena cominciata.
In Briciole -
L’umore altalenante della Lampada Bipolare minaccia la pace galattica

Lo scontro fra il professor Pzdorf, alieno tentacolare alto sette metri, e il professor Frooze, alieno paffuto dal volto ammortizzato da ben dieci guance, ebbe gravi conseguenze sul pianeta Tatooile. Pareva a tutti che l'offesa dovesse essere lavata con il sangue, nel caso del dottor Frooze, o con l'inchiostro, nel caso del dottor Pzdorf, e si giunse sull'orlo della guerra. Per scongiurarla venne convocato un simposio scientifico che stabilisse una volta per tutte se quella lontana luce indicasse la presenza di una gigante blu o di una nana rossa. Per calmare gli animi e ristabilire l’armonia fra i popoli venne stabilito che indicasse entrambe le cose e vennero riscritte le leggi basilari della fisica, adattandole alle sopraggiunte esigenze. La legge di gravitazione universale, ritenuta responsabile del diverbio, venne cancellata e il terra piattismo, archiviato da almeno due millenni, tornò in auge. Fu un giorno molto triste per i razionalisti di entrambi gli schieramenti: i principi scientifici che avevano permesso alle loro specie di emanciparsi dall’ignoranza erano stati spazzati via e l’oscurità era ripiombata sul loro mondo. Come unico sollievo vi era la consapevolezza che, perlomeno, una guerra devastatrice era stata evitata. Fu in quel momento che la lampada Bipolare si percepì amorfa e decise di farlo sapere all'universo emettendo un'insolito colore grigio perla.
In Briciole -
La Lampada Bipolare manda messaggi agli extraterrestri

Talvolta, quando è particolarmente malinconica, la Lampada Bipolare si sente di partecipare all’illuminazione della Via Lattea, la galassia che ci accoglie. È convinta che le luci delle stelle siano emesse da altre lampade, che da distanze siderali cercano di comunicare l'una con l'altra, e vuole partecipare a questa comunione di spiriti affini. Nei momenti di depressione, quando la disperazione è incontenibile, illumina la notte con brevi lampi blu intervallati da oscurità profonde, più eloquenti di qualunque lamento; nei momenti di euforia, quando sente di voler trasmettere agli altri la propria gioia, emette intensi fasci di luce rossa, accendendosi e spegnendosi come una lucciola in primavera. La consola pensare che, qualunque sia il suo stato d’animo, altrove qualcuno noterà la sua presenza e l’accoglierà in sé, rendendola partecipe del nobile disegno dell’universo. Sul pianeta Tatooile, all’annuale congresso di astronomia, il professor Pzdorf (appartenente ad una specie dotata di ben sedici tentacoli) prese a schiaffi il professor Frooze (appartenente ad una sfortunata specie fornita di dieci guance) mentre litigavano sulla catalogazione della nostra stella: “È una nana rossa!”, sosteneva il professor Pzdorf. “No! È una gigante blu!”, insisteva il professor Frooze.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero partecipa a Star Wars e affronta Darth Vader

Il Formaggio Svizzero e il Cassettone della Nonna s'incrociarono casualmente sul set di Guerre Stellari. Il Cassettone era stato ingaggiato per interpretare il mobilio di Darth Vader mentre l'emmental, avendo già raggiunto una certa notorietà, era stato chiamato ad interpretare R2D1, il fratello minore di R2D2. Del Cassettone della Nonna non c’è molto da dire: nel progetto di George Lucas svolgeva il ruolo di un fidato portabiancheria destinato ad accompagnare il malvagio Darth Vader nei suoi spostamenti per la galassia. Ma l'idea che il crudele cavaliere nero avesse bisogno di un mobile dove riporre le mutande perché incline a cambiarle tutti i giorni sembrava un controsenso e il suo personaggio venne cancellato dopo pochi ciak. Mentre sul Formaggio Svizzero gli aneddoti si sprecano. Nelle intenzioni degli sceneggiatori il latticino avrebbe dovuto interpretare il ruolo di protagonista, vestendo i panni di un giovane robot, R2D1 Skywalker, dotato del potere della “Forza” e destinato a combattere il male. Le scene dello scontro con Darth Vader furono davvero epiche (clicca qui) ma la scena madre, quando il perfido cavaliere nero guardava l’emmental in faccia e gli rivelava, “R2D1, io sono tuo padre!”, non risultò credibile: un po’ per l'acquolina in bocca che venne a Darth Vader mentre guardava il figlio ma anche perché il latticino una faccia vera e propria non ce l’aveva. Il giovane emmental venne licenziato e la sceneggiatura riscritta, ma questo non segnò la fine della carriera dell’emmental a Hollywood.
In Briciole -
I Giganteschi cassettoni dell’Isola di Pasqua

Un importante testimonianza sul ruolo dei cassettoni nella storia dell’umanità viene dall’Isola di Pasqua. In questo luogo, milioni di anni fa, un’antica civiltà realizzò delle enormi sculture di pietra, alte anche dieci metri, rappresentanti dei cassettoni. È opinione diffusa fra gli studiosi che questi enormi contenitori, decisamente sovradimensionati, dovessero appartenere a degli isolani molto alti, oppure a degli isolani molto bassi ma problematici, probabilmente affetti da un forte disturbo di accumulo compulsivo ossessivo. Una terza ipotesi, ancora al vaglio degli esperti, è che nei tempi passati sull’isola si fosse evoluta una razza di cassettoni senzienti, una specie abbastanza avanzata da sentire la necessità di costruire oggetti dove riporre la propria roba ma non abbastanza da rendersi conto che costruirli in un altra forma sarebbe stato meglio. Averli modellati del tutto identici a loro dovette essere fonte di grande imbarazzo e generare una sorta di trauma ogni volta che dovevano aprirli per deporvi dentro qualcosa. Tutto questo in tempi abbastanza brevi dovette portarli alla depressione e all’estinzione. Naturalmente queste sono solo supposizioni, può anche darsi che quei monoliti siano semplici estrusioni laviche e che la loro forma sia dovuta all’azione di fenomeni naturali, come il vento e la pioggia. La cosa non dovrebbe stupirci visto che nel corso dei millenni la natura ha provveduto a generare cose ben più strane, come l’ornitorinco, il baobab, o Carlo Calenda.
In Briciole -
La spirale "Fuck you!"

La spirale "Fuck you!" é un protocollo di comunicazione che può instaurarsi fra due soggetti quando almeno uno dei contendenti trascende dall’oggetto del diverbio e l’altro è un imbecille. Per essere attivato, il primo dei contendenti deve esclamare, “Fuck you!”, mentre il secondo, una volta afferrato il senso dell’offesa, deve rispondere: “No! Fuck you a te!”. I protocolli della spirale sono estremamente rigidi e prevedono l’insulto iniziale e la risposta consequenziale con poche comprensibili varianti. Per accelerare il ritmo del diverbio, ad esempio, è concesso il colloquiale “No! Fuck you tu!”, o la sua abbreviazione (“Fuck you tu!”). Non è concesso invece l’uso del “Lei”, in quanto un “No! Fuck you a lei!” porterebbe il senso del ridicolo oltre ogni limite e l’universo collasserebbe su se stesso, facendo estinguere ogni forma di vita. Nella spirale "Fuck you!" non esiste una durata prefissata, può durare cinque minuti come svariate ore. Ci sono stati casi di protocolli durati anni e terminati solo a seguito della morte di uno dei partecipanti. Ma secondo alcuni esperti, se i due contendenti dovessero morire in contemporanea e reincarnarsi a non piú di trenta centimetri di distanza, allora potrebbero anche ricominciare ad offendersi, e per l’intero corso della nuova esistenza: di settant’anni se reincarnati in esseri umani, di centottanta anni se reincarnati in tartarughe giganti delle Galapagos, di due settimane se reincarnati in moscerini della frutta.
In Briciole -
Invicto e l’Uovo esplorano il Multiverso

Contrariamente a quello che tutti pensano, i primi ad esplorare il Multiverso non furono il Doctor Strange e l’Uomo Ragno ma Invicto ed il suo inseparabile amico l’Uovo. Il primo viaggio lo fecero nel 1932 ed ebbe termine dopo appena cinque minuti, quando l’Uovo incontrò una versione appetitosa di sé stesso e rimase traumatizzato (clicca qui). Gli occorsero ventisei anni per riprendersi dallo spavento e trovare il coraggio per una seconda spedizione, che si svolse nel 1948 e durò circa sette ore. A quel tempo il Multiverso non era affollato come adesso ed era possibile viaggiare per giorni prima d’incontrare Stan Lee o uno dei Fantastici Quattro. I due amici ebbero la fortuna d’imbattersi in una versione avanzatissima di sé stessi (clicca qui) e questo ebbe un’effetto dirompente sulla loro autostima e li spinse a progettare il terzo viaggio che si svolse nell’ottobre del 2007, ben 75 anni dopo il primo. In quell’occasione incrociarono una versione abbastanza complessa di Carlo Calenda, fisiologicamente molto diverso ma concettualmente indistinguibile dall’originale (clicca qui). Non ebbero più il coraggio di ritentare.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero e le Gemme dell’Infinito

Quando il Formaggio Svizzero si presentò alla Marvel per un provino tutti tirarono un respiro di sollievo: finalmente avevano trovato l’interprete ideale per il ruolo di Thanos, il distruttore di mondi. La testa squadrata, il colorito malaticcio, la provenienza da un posto strano: tutto pareva indicare di aver trovato l'interprete perfetto. Quel latticino traforato, con tutti quei buchi già predisposti ad accogliere le gemme dell’infinito, avrebbe fatto risparmiare all’azienda un sacco di soldi sull’incastonatura delle pietre e consentito agli autori di usarne un numero spropositato, aumentando la suspance e infittendo la trama di ulteriori elementi perturbanti, senza intaccare il bilancio nemmeno di un dollaro. A chi importava se il suo curriculum non sembrava essere all’altezza? Aveva lavorato come ingrediente per soufflè in Titanic ed era stato addentato da Kate Winslet, e questo era più che sufficiente. Le riprese durarono otto mesi e la sua recitazione conquistò tutta la troupe finché nella scena finale, quella con il fatale schiocco che avrebbe dovuto annichilire metà universo, qualcosa andò storto e il pathos raggiunto ebbe un improvviso crollo (clicca qui). Il latticino venne licenziato e le riprese dovettero essere rifatte con un nuovo protagonista. Sarebbe stata la fine della carriera hollywoodiana per il Formaggio Svizzero?
In Briciole -
Invicto e l’Uovo raggiungono il polo sud

Come tutti sanno, Roald Amundsen conquistò il polo sud il 14 dicembre del 1911, ma quello che pochi sanno è che la stessa meta fu raggiunta, appena quattro mesi dopo, da un’altra coppia di intrepidi esploratori: il piccolo aeroplanino Invicto e il suo inseparabile navigatore, l’Uovo. Se non furono loro a raggiungere per primi il ragguardevole traguardo fu perché il navigatore si confuse e si diresse a nord anziché a sud, costringendo il piccolo mezzo di trasporto a circumnavigare l’intero globo per raggiungere la destinazione. Prima di allora nessun oviparo si era spinto tanto a sud, a parte quello contenuto in un sandwich di tonno che Amundsen si fece per festeggiare la riuscita della spedizione, e all'uovo che un pinguino disfunzionale depose nel marzo del 1864 sulla vetta del monte Vinson e che rotolò a valle alla prima folata di vento. Per rendere più complessa la sfida, Invicto decise di rinunciare a bussole e mappe e si affidò all'istinto migratorio dell’amico che, in quanto embrione di pennuto, l'istinto per raggiungere il sud ce l’aveva tatuato nei cromosomi. Per fortuna di entrambi i poli magnetici sono solo due e se ti capita di oltrepassare il primo, poi è sufficiente continuare a volare dritto per giungere al secondo. Il viaggio fu periglioso: come in precedenti avventure vari uccelli di passaggio (un gabbiano, un albatro e un pinguino) cercarono di approfittare dell’estrema disponibilità dell’Uovo per covarlo e sfogare su di lui i loro insopprimibili istinti materni. Inoltre, alla prima gelata, l’elica si bloccò costringendo gli avventurieri a pensare seriamente di dover tornare indietro (clicca qui). Ma, grazie alla pervicacia del piccolo mezzo di trasporto e al coraggio del suo inseparabile amico, l’impresa fu compiuta e il 16 aprile del 1912 i due eroi arrivarono al polo sud.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna affronta il pleistocene

L’immagine che vedete proviene dalle grotte di Lascaux, in Francia, e dimostra l’enorme confusione che regnava nella preistoria sull’effettiva funzione dei cassettoni. Per quanto già dal pleistocene si fosse capito che i cassettoni andassero usati per riporci la roba piuttosto che come fonte proteica, ancora nel seicentomila avanti cristo era facile imbattersi in scene di caccia come quelle dipinte a Lascaux. La ragione di tanto astio verso quella tipologia di mobile era probabilmente dovuta a ricordi ancestrali, frammenti di memoria di quando i nostri progenitori vivevano sugli alberi e i cassettoni, posti in bilico sui rami e fissati male al tronco, precipitavano di sotto trascinando con sé l’intera famiglia. Il primo cassettone di cui si abbia notizia venne costruito tre milioni di anni fa a Olduvai, in Somalia, per arredare l’albero di una coppia di australopitechi intenzionata a mettere su famiglia. A quel tempo la funzione basilare di questi oggetti era di non cadere sulla testa di nessuno e occorsero circa due milioni di anni prima che qualcuno osasse riporci dentro qualcosa. Alcuni ritrovamenti ci dicono che i primi oggetti custoditi al loro interno furono dei frammenti di selce, utilizzati per costruire delle rudimentali frecce, e delle lische di pesce che, secondo alcuni studiosi, i capofamiglia collezionavano nella speranza di riuscire con il tempo a costruirsi delle balene personali. Il cassettone rappresentato sulle pareti delle grotte di Lascaux era già molto avanzato e conteneva piatti d’argilla, bicchieri d’osso e un rudimentale telecomando di pietra, che qualcuno doveva aver scolpito per provare a cambiare i dipinti quando, nelle lunghe sere d’Inverno, la tribù si riuniva davanti alla parete per guardarla.
In Briciole -
Le fantastiche acrobazie di Invicto

Il video che circola in rete sulle spettacolari acrobazie aeree di Invicto è certamente uno dei migliori che il Regista abbia mai girato. La maestria dell'aeroplano, l’impavida sicurezza con cui l’Uovo volteggia sulle sue ali, tutto in questo filmato contribuisce a lasciare lo spettatore senza fiato, rapito dalla magia dell’evento. Ebbene, per quanto possa sembrare incredibile, esso è il frutto di un paziente lavoro al computer: una raffinata opera di cesellatura effettuata per ottenere il risultato ottimale. Grazie alle straordinarie conoscenze informatiche di cui dispone, il Regista è riuscito ad elaborare degli effetti speciali estremamente sofisticati, ritoccando l’opera soltanto dove occorreva, senza snaturarne il senso. In anteprima vi diamo la possibilità di vedere il video originale per comprendere la portata del lavoro effettuato ed apprezzare ancora di più la bravura del piccolo aeroplano e del suo fido amico (clicca qui).
In Briciole -
Invicto compie la prima traversata oceanica precedendo Charles Lindbergh

Con questo video vogliamo rendere giustizia all’Uovo e ad Invicto che il 18 maggio del 1927 compirono la prima trasvolata atlantica della storia andando e tornando da Parigi e, infine, non paghi dell’impresa, riandandoci una terza volta a testa in giù. Pochi pionieri dell’aviazione riuscirono in un’impresa simile e non ci pare giusto che nella storia dell'aeronautica sia menzionato soltanto Charles Lindbergh, il pilota americano che il 21 maggio dello stesso anno partì per fare una sola traversata, ci mise due giorni e volò solamente a testa in su. Invicto partì dal Roosevelt Field, nei pressi di New York, la mattina del 18 maggio alle 8 e 27 minuti e tornò tre ore dopo, alle 11 e 34. Fece ricaricare la molla dell'elica dai propri meccanici, incollare l'Uovo al sedile con del vinavil che era d’avanzo, e ripartì per Parigi intorno a mezzogiorno, volando capovolto per l’intero tragitto. Atterrò all'aeroporto Charles de Gaulle quattro ore dopo e se ci mise più tempo è soltanto perché un gabbiano di passaggio scambiò il passeggero per un proprio figlio e ci si sedette sopra per covarlo. I due eroi, dopo qualche giorno di meritato riposo, rientrarono a New York recando con sé un souvenir a testimonianza dell’impresa compiuta (clicca qui). Tutto questo è abbondantemente documentato.
In Briciole -
Il Formaggio Svizzero e la Warner Bros

Nel lontano 1949 il Formaggio Svizzero tenne un provino a Los Angeles per interpretare il ruolo di Willy il Coyote nella fortunata serie di cartoni animati della Warner Bros. Il latticino fece un’ottima impressione ma venne scartato in quanto si riteneva irrealistico che uno svizzero, cresciuto fra le vette alpine, potesse precipitare tanto spesso dalle montagne. Venne comunque tenuto in considerazione per il ruolo di Beep Beep, il simpatico pennuto vittima delle attenzioni del coyote. In molti, ai piani alti della Warner Bros, convennero che la sua lunga esperienza come pietanza potesse aiutarlo ad entrare facilmente nel personaggio. Le prime riprese si svolsero sotto il sole cocente del deserto di Sonora e durarono circa trenta secondi: il tempo di piazzare la prima telecamera, infatti, fu più che sufficiente per vedere il co-protagonista della serie trasformarsi in una fonduta di tre etti. Al suo posto venne assunto uno struzzo che passava casualmente da quelle parti, e al giovane emmental non restò che accettare di fare da controfigura per le scene più pericolose, cioè quasi tutte.
In Briciole -
Natura morta con Calenda

“Natura morta con Calenda” è un dipinto realizzato dal Regista in gioventù e rappresenta, probabilmente, il suo più importante contributo alle arti figurative. Esso contiene tutti gli elementi caratteristici della sua poetica: le uova, le scatolette di tonno, i formaggi svizzeri e Carlo Calenda. Secondo alcuni storici dell’arte, in realtà, l’ex ministro e l'artista ebbero un solo fugace incontro, senza alcuna conseguenza: Calenda apparve in televisione durante un telegiornale e il Regista, senza neanche stare ad ascoltare cosa avesse da dire, si tolse le scarpe e gliele lanciò, mancando l’elettrodomestico di un paio di metri. Secondo gli stessi storici fu proprio il fatto che possedesse solo due scarpe a rendere l’incontro fugace, e il fatto che avesse una pessima mira spiega la mancanza di conseguenze. Ovviamente questa è una semplice supposizione, dato che parliamo del Regista può anche darsi che fu la televisione a decidere di spostarsi di un paio di metri, o che (e questa è l’ipotesi più probabile) le sue scarpe cercarono di approfittare dell’inaspettata libertà per tentare una disperata fuga, dal Regista e da Calenda. La verità probabilmente non la conosceremo mai: la storia non è mai stata una scienza esatta.
In Briciole -
Le principali cause di morte dei palloncini

Secondo un recente studio, la vita media di un palloncino nella casa del Regista è di appena due minuti e trentasette secondi. La cifra è spaventosamente bassa se consideriamo che un qualsiasi palloncino, posto in un ambiente controllato e privo di predatori naturali, può sopravvivere dei mesi prima di sgonfiarsi. Lo stesso studio, per fortuna, analizzando gli stati emotivi dei palloncini ci suggerisce una serie di cause che possono spiegare la situazione.
Depressione - Si verifica quando il palloncino, aspettandosi di divenire oggetto del gioco di un bambino, si ritrova fra le mani di un adulto che lo infila in un forno a microonde per vedere se riesce a farlo volare scaldandone l'aria.
Implosione - È molto rara in natura ma può verificarsi quando l'adulto è particolarmente stupido, si confonde e per gonfiare il palloncino aspira invece di espirare. In tal caso il palloncino può essere risucchiato in gola e implodere.
Disturbo post traumatico da stress - È praticamente inevitabile quando l'adulto cerca di tenerlo in equilibrio sul naso per imitare il comportamento delle foche dei cartoni animati.
Gastrite - È molto difficile che un palloncino possa soffrirne, ma può manifestarsi quando l'adulto trova divertente esclamare "Bum!" ogni volta che lo sfiora con un dito.
Suicidio - Il Palloncino può decidere di porre fine alle proprie sofferenze, e sacrificarsi per salvare il resto dell'umanità, facendosi esplodere fra le mani dell'adulto nel tentativo di procurargli un infarto.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna e i segreti della tomba di Tutankhamon

Sappiamo che il Cassettone della Nonna fece parte dell’arredo funebre della tomba di Tutankhamon e che per gli antichi egizi fu talmente sacro da essere usato solamente per contenere gatti. Si racconta che quando Howard Carter, il grande archeologo inglese, giunse davanti al mobile, un eclisse di sole oscurò il deserto ed un alito di vento gelato attraversò le antiche sale della piramide, spegnendo le poche torce accese. Al chiarore della luce di una candela, l’inglese riuscì ad intravedere un ideogramma misterioso il cui significato si perdeva nella notte dei tempi e che, pronunciato ad alta voce, dovette risuonare più o meno così: “Ikea - Made in Sweden”. All’interno del cassettone venne trovato un antico papiro contenente dei geroglifici che, fu chiaro fin da subito, invocavano sui presenti un ulteriore maledizione senza speranza: “leggere attentamente le istruzioni per il montaggio. Il produttore non é responsabile per eventuali errori commessi durante la procedura ”. Ignorando l'anatema e il vistoso cartello “Non capovolgere”, Carter fece smontare il mobile per spedirlo in Inghilterra, dove un'equipe di esperti egittologi lo avrebbe rimontato con l'ausilio di una chiave a brugola ritrovata in un apposito sarcofago, ma la nave che conteneva le viti affondò, insieme alle istruzioni per il montaggio, ad un pacco di polpettine vegetariane perfettamente conservate e al numero verde da chiamare in caso di bisogno. Del resto del mobile non si seppe più nulla.
In Briciole -
Il Cassettone della Nonna va ad Hollywood

Ci sono testimonianze abbastanza plausibili che il Cassettone della Nonna si trovasse sul luogo del naufragio del Titanic la notte del 15 aprile 1912. Come ci sia arrivato non è certo: secondo alcuni storici potrebbe aver fatto parte dell’arredo originale della nave ed essere riuscito a salvarsi in quanto scialuppa in sé, mentre secondo altri doveva essere parte del mobilio dell’iceberg e scivolò in mare per via del pavimento ghiacciato. Una terza teoria, piuttosto azzardata, vuole che il cassettone passasse da quelle parti proprio in quel momento e che rimase coinvolto per puro caso. Le teorie cospirazioniste che sostengono che non ci fu nessun iceberg ma che fu proprio il Cassettone della Nonna ad affondare la nave, non ci interessano. Sappiamo che restò in balia delle onde per quattro settimane e che alla fine si arenò sulla spiaggia di Santa Monica, in California. Come abbia fatto in sole quattro settimane a circumnavigare il globo non è ancora stato chiarito. Secondo alcuni scienziati i tarli che l’abitavano, presi dal panico, potrebbero essersi sollevati in volo e aver sorvolato il continente americano senza neppure rendersene conto, ma è anche plausibile che abbiano scelto di atterrare in California per via del clima amichevole, della pubblicità ingannevole e delle opportunità che la nascente industria cinematografica offriva loro. La ricerca storiografica deve ancora approfondire la questione.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno conosce Andy Warhol

Nel febbraio del 1968 la Scatoletta di Tonno si trovava a New York per organizzare la rivoluzione marxista sul suolo americano ed abbattere la dittatura capitalista. In poche settimane grazie alle sue doti intellettuali, al fascino bohemien e alla dicitura “contiene alcaloidi” stampata sull’etichetta, riuscì a farsi accettare dai circoli del Village e conobbe Andy Warhol, il padre della Pop Art. Il pittore rimase affascinato dalla vitalità della piccola conserva e le chiese se le andava di posare per una serie di dipinti che aveva intenzione di fare sul ruolo delle scatolette di tonno rumene nella società americana. Il trancio di pesce accettò, attirato dall’idea di avere un’ampia platea a cui esporre i propri progetti, ma nel giugno dello stesso anno l’attentato dell’attivista Valerie Solanas, che irruppe nello studio di Warhol, sparò a lui e al suo compagno e cercò di aprirla per integrare il proprio fabbisogno di proteine, le fece riconsiderare la proposta. Lasciato il pittore, accettò l’invito di Lou Reed, che da tempo era in cerca di un nuovo batterista per i Velvet Underground, e si trasferì a casa del musicista. Ma questa è un’altra storia.
In Briciole -
Il Monolite Alieno si innamora

Qualche anno fa, in una delle sue prime visite sul pianeta terra, il Monolite Alieno cercò di far amicizia con il manichino di una vetrina. Non conosceva gli esseri umani e la presenza di arti, il generale buongusto nel vestire ed il prezzo spropositatamente alto richiesto per godere della sua compagnia, lo avevano tratto in inganno, facendogli credere di trovarsi di fronte ad un esponente della specie dominante del pianeta. Non conoscendo gli usi e costumi locali, organizzò un primo contatto con l'affascinante creatura comprandola su Amazon e facendosela spedire sull'astronave. La struttura rigida e lo sguardo vacuo dell'ospite gli piacquero molto e fra i due si instaurò un rapporto silenzioso che l'alieno scambiò per platonico facendolo durare ben oltre il dovuto. Occorsero diciotto settimane per realizzare che l'amico era un manichino inanimato ed altrettante per accettare il fatto che, presso i propri simili, l'umano denominato Carlo Calenda godesse di maggior credito del suo ospite. Questo gli fece capire quanto quel piccolo pianeta, abitato da quelle piccole creature, avesse bisogno del suo aiuto.
In Briciole -
La Lampada Bipolare e la “luce in fondo al tunnel”

La Lampada Bipolare pensa di essere la famosa “luce in fondo al tunnel” di cui tutti parlano. La cosa le crea grossi problemi perchè talvolta si sente schiacciare sotto il peso di questa responsabilità ed il pensiero di tutta quella gente che confida in lei per ritrovare la serenità perduta, la spaventa e l’abbatte. In queste occasioni concentra tutti i watt di cui dispone in un unico lampo e s’accende come un riflettore dello stadio, confidando che le persone perdute possano seguire la strada da lei indicata per trovare la via d'uscita ai propri problemi. In molti però ritengono che ritrovarsi catapultati nel soggiorno del Regista possa non essere il toccasana di cui tanti hanno bisogno. E lo scoprire che accanto alla “luce in fondo al tunnel” ci sia il “latticino in fondo al tunnel”, il “salsicciotto in fondo al tunnel” e, soprattutto, il “corpo astrale del salsicciotto in fondo al tunnel” possa generare sgomento e confusione e indurre le menti più provate in atti sconsiderati. Per cui l’avvertimento che ci sentiamo di dare è il seguente: se finalmente vi sembra di scorgere una luce in fondo al tunnel, andate da un’altra parte.
In Briciole -
Il Monolite Alieno tenta di far evolvere i toscani

Nel suo esplorare l’universo in cerca di forme di vita senzienti, molto prima di essere incaricato da Stanley Kubrick di far evolvere i propri antenati scimpanzé, il Monolite Alieno giunse nella città di Siena e cercò di convincere un abitante del luogo ad alzare le braccia ed agitarle freneticamente, come primo passo per un lungo e felice percorso evolutivo. L’incontro si svolse in modalità telepatica e durò circa sedici ore, al termine del quale il senese chiese al monolite da quale contrada provenisse e di che colore era il suo cavallo. Non era la prima volta che il monolite incontrava creature restie a farsi evolvere: trecento anni prima, in una lontana città chiamata Pisa, un livornese di passaggio gli chiese se era la torre pendente e come avesse fatto a raddrizzarsi; e in una città vicina, l’allora sindaco che rispondeva al nome di Matteo Renzi, dopo appena cinque minuti di contatto riuscì a farlo involvere in ciò che inizialmente era: una roccia di basalto inanimata del peso di dieci tonnellate. Gli occorsero circa due milioni di anni per riacquistare le proprie capacità e trenta secondi per rendersi conto che certi pianeti era bene lasciarli al proprio destino. Poi conobbe il Regista e la sua vita cambiò. Non necessariamente in meglio..
In Briciole -
La diffidenza della Scatoletta di Tonno verso la scienza ha ragioni psicologiche

L'amicizia tra Albert Einstein e la Scatoletta di Tonno non dovrebbe stupire nessuno. I due si conobbero nel febbraio del 1903 all'ufficio brevetti di Berna, dove la Scatoletta di Tonno si era presentata per registrare un nuovo sistema di governo che prevedeva l’abolizione della proprietà privata e la dittatura del proletariato. Il giovane Einstein, che lavorava all’ufficio, rimase impressionato dalla perspicacia del piccolo trancio di pesce e volle condividere con lui alcuni dubbi che aveva sullo scorrere del tempo e sulla possibilità che questo potesse variare a seconda delle condizioni. Il tonno era abbastanza d'accordo: anche a lui pareva che il tempo rallentasse ogni qualvolta qualcuno gli parlava di matematica e accelerasse quando gli proponevano una birra. Non è che la scatoletta odiasse la scienza: nel 1663 si era schierata a fianco di Galileo Galilei nel sostenere le tesi dell’eliocentrismo e per questo era stata accusata di eresia e condannata a diventare parte di un panino che il cardinale Bellarmino progettava di farsi con l’arrivo della bella stagione. A salvarla era stata l’apertura a strappo, un'apertura molto avanzata per l’epoca che i tecnici della Santa Inquisizione non riuscirono a forzare, nonostante i ripetuti, anche sofisticati, tentativi (clicca qui). L’esperienza l’aveva però segnata profondamente.
In Briciole -
La Scatoletta di Tonno e Piet Mondrian

Questo breve video è l’unica testimonianza che rimane del profondo legame che unì la Scatoletta di Tonno a Piet Mondrian, il famoso pittore astrattista. Trasferitasi a Parigi per propagandare gli ideali socialisti e fuggire alle dubbie avances di un cuoco moscovita, il trancio di pesce legò rapidamente con l’artista olandese e andò a coabitare con lui nel suo studio di Rue de Coulmiers. Della scatoletta l’artista apprezzava l’armonia cromatica e la passione che profondeva nel trasmettere le proprie idee, mentre del pittore il pesce amava il fatto che stesse poco in casa e si cibasse prevalentemente di lenticchie. Il rapporto si interruppe bruscamente quando l’olandese, da sempre critico verso le forme tondeggianti, cercò di convincerla a passare a geometrie più squadrate, portando ad esempio una scatola di scarpe che aveva conosciuto a Montmartre. La scatoletta, da sempre restia ai compromessi, abbandonò l’artista e si trasferì a Berna, a casa di Albert Einstein, un vecchio amico con cui diversi anni prima aveva collaborato in un progetto segreto per il calcolo dei volumi dei contenitori per alimenti (clicca qui). I due non ebbero più occasione di incontrarsi.
In Briciole -
La Forchetta Psicotica e l’Uovo fanno amicizia

Con questo nuovo capitolo della saga della Forchetta Psicotica, il Regista compie un salto di qualità e si candida a diventare il nuovo Rossellini. Non pago di risvegliare la coscienza critica degli adulti, egli decide d'intervenire anche su quella dei più piccini proponendo la prima pellicola neorealista per l'infanzia. In questa preoccupante animazione, la forchetta psicotica incontra l'Uovo, un buffo embrione di gallina che con la sua spontanea simpatia cercherà di sollevare il morale della povera posata finchè quest’ultima, in preda ai propri irrefrenabili istinti da attrezzo da cucina, non provvederà a romperne il guscio per raggiungere il tuorlo ed elaborarlo in maionese. Rendendosi conto di avere a che fare con un pubblico composto per lo più da bambini sotto gli otto anni, il Regista decide comunque di lasciare un messaggio di speranza mostrando come, anche dopo un triste epilogo, l’amore e l’amicizia possano trionfare (clicca qui).
In Briciole -
La coscienza sociale della Forchetta Psicotica si risveglia

Incapace di dormire sugli allori, il Regista decide di proseguire nella sua ricerca e produce il seguito del fortunato film che gli valse l’aggiunta di un ulteriore neo alla già complessa definizione di neo-neo-neorealismo. In pochi giorni gira “La coscienza sociale della Forchetta Psicotica si risveglia”, un’animazione dalle forti venature politiche in cui la protagonista, ispirata da una scatoletta di tonno marxista, si risveglia dal proprio torpore ideologico e intraprende un doloroso percorso di riscatto sociale. Il film non ci dice in cosa possa consistere il riscatto sociale di una forchetta, se nel diventare cucchiaio o evolversi in mestolo, ma si addentra piuttosto nel complesso rapporto fra posate e cibo. Con le sue riflessioni il Regista sembra farci notare che finire sul marciapiede ad elemosinare un boccone, per una forchetta che proprio sul trasporto del cibo si era costruita una carriera, è una contraddizione insanabile che soltanto un rapporto dialettico con un trancio di pesce può risolvere. Altrimenti, l’alternativa più plausibile è che il Regista non abbia la benché minima idea di quello che sta facendo e che nei suoi film si accontenti di appaiare oggetti alla rinfusa per vedere se riesce a creare qualcosa d’interessante da spacciare come arte. Ma questo, ovviamente, non è possibile se consideriamo che stiamo parlando del fondatore di un movimento importante come il neo-neo-neo-neorealismo.
In Briciole -
La Forchetta Psicotica ha un crollo emotivo e finisce sul marciapiede a chiedere l’elemosina

In questa dolorosa animazione neo-neo-neorealista una povera forchetta, afflitta da un curioso tic che la rende inabile al lavoro, è costretta a chiedere la carità sui marciapiedi di Firenze. Non conosciamo il suo dramma, non sappiamo cosa l’abbia ridotta in quello stato; in questa pellicola il Regista non vuole scendere nei dettagli. Con la sua telecamera desidera mostrarci la realtà pura e semplice, toccarci il cuore e renderci migliori come individui e come cittadini. Nel girare questa scena il Regista, nel pieno della propria maturità artistica, si commosse talmente tanto che pensò di meritare almeno un altro neo da aggiungere alla denominazione di neo-neo-neorealismo, facendolo diventare di fatto il movimento cinematografico col nome più lungo e difficile da pronunciare. In una notte insonne scrisse una lettera all’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences di Los Angeles per perorare la propria causa e ai giurati del Guinness dei Primati per vedere riconosciuto il proprio record. In entrambi i casi non ebbe risposta, anche se voci ben informate sostengono che a Dublino si discusse a lungo sulla possibilità di aggiungere all’elenco dei primati l’inedita categoria di “richiesta più stupida del mondo”.
In Briciole -
Il Trenino delle Meraviglie si scaglia contro un treno di signori ma lo manca di un soffio e finisce a Bergamo

In questa potente animazione, ricca di metafore e di simbolismi, il Trenino delle Meraviglie, l’impavido difensore dei diseredati, compie il proprio dovere scagliandosi contro un treno pieno di signori, magnificamente interpretato da un Frecciargento in sosta. Colpisce l’impegno profuso dai due treni che in pochi fotogrammi riescono a comunicare agli spettatori le emozioni provate: la rabbia incontrollata della locomotiva, il terrore cieco del Frecciargento, la consapevolezza di entrambi che la fine è ormai vicina. Colpisce anche come il Regista, incapace di leggere il tabellone delle partenze e troppo stupido per rendersene conto, abbia piazzato la locomotiva sul binario sbagliato, consentendole di instradarsi verso Bergamo senza fare nulla per fermarla. Azzeccatissimo quindi il titolo, che con il suo sfacciato realismo gli consente di spacciarsi come innovatore, proponendosi come fondatore di un nuovo genere: il neo-neo-neorealismo italiano.
In Briciole