La Bottiglia di Ketchup

Il Regista

Diplomato al Liceo Artistico di Firenze, il Regista si avvicina al mondo delle gif quando, per una serie di circostanze fortuite, la moglie gli da di imbecille per sette volte consecutive. Grazie a questo evento fortunato scopre che la ripetizione di un fatto ne muta la percezione, generando un significato alternativo. Questo vuol dire che per girare un film non occorrono grandi produzioni ma bastano pochi secondi di riprese che, reiterate un numero indefinito di volte, danno vita ad una narrazione variabile e complessa. Per verificare la propria teoria e rinsaldare il legame domestico propone alla moglie di girare una gif porno, probabilmente la prima che sia mai stata creata. Per tranquillizzarla le spiega che le riprese dovrebbero durare al massimo tre secondi e che quindi coi tempi usuali ci starebbero abbondantemente: basta non esagerare con i preliminari. La moglie reagisce alle proposte del marito cercando di colpirlo alla testa con un pezzo di emmental appena tolto dal frigo. Il modo aggraziato con cui il formaggio precipita a terra dopo averlo urtato alla fronte provoca nel Regista una seconda illuminazione, se possibile ancora più devastante della prima: gli oggetti hanno una personalità propria e, almeno per quanto riguarda i latticini svizzeri, sono pure bravi a fare capriole. Nel giro di poche ore scrive il soggetto per un film ambientato nel mondo dello sport e scrittura il formaggio come protagonista. E’ l’inizio di un’avventura che perdura ancora oggi.

L'Uovo (Happy Egg)

Il Regista lo nota per puro caso mentre, indagando sulla data di scadenza impressa sul guscio, valuta i pro e i contro di un possibile ricovero al pronto soccorso per intossicazione alimentare. Strappato a un tragico destino - le sorelle verranno assodate di lì a poco in quanto ora di pranzo - e sottoposto ad un provino, l’uovo rivela la sua duplice natura di talentuoso attore e ingrediente per maionese. Di natura ottimista, ama trascorrere le sue giornate a dondolare su se stesso e a sorridere al prossimo, un po’ perché è convinto che soltanto la gentilezza possa salvare il mondo e un po’ perché il pennarello utilizzato dal Regista per farlo apparire felice era indelebile. Invicto, l’intrepido aeroplanino, l’ha voluto come navigatore nelle sue storiche trasvolate: la sua spontanea indole di uccello, e la conseguente propensione alla migrazione, a suo avviso lo rendeva idoneo ad indicare il sud nei mesi invernali ed il nord in quelli estivi. Non ha mai funzionato.

L'Uovo (The Egg)

L'Uovo
La Forchetta Psicotica

La Forchetta Psicotica

La forchetta psicotica è il classico “villain” del grande schermo e rappresenta il lato oscuro di ognuno di noi, la mente dietro il delitto, la posata che nessuno vorrebbe avere nel proprio servizio. Specializzata in ruoli che comportano l’apparecchiatura e il veicolamento del cibo dal piatto alla bocca, è regina incontrastata del neo-neo-neorealismo italiano, una corrente cinematografica inaugurata dal Regista e finalizzata ad essere inserita nel Guinness dei Primati come “corrente cinematografica dal nome più lungo”. Prodotta in Cina, il Regista sospetta che faccia parte di una cellula di posate dormienti introdotte nella sua cucina per prendere possesso dei mezzi di produzione e sovvertire l’ordine delle cose. Secondo il medico del Regista, l’attuale ordine delle cose - consistente in sei pasti principali e un numero imprecisato di spuntini - se non sovvertito in fretta potrebbe minare irreparabilmente la salute del proprio paziente.

La Piccola Bicicletta Neorealista

Piccola, ingenua, neorealista, capace di attirare su di sé disastri, come un buco nero i fotoni, è affetta da un inguaribile fiducia nel genere umano e sogna, un giorno, di evolversi in bicicletta da corsa ed essere pedalata da Gino Bartali. La sua natura neorealista la costringe in ruoli intensi e drammatici, come in “Ladra di biciclette", una pellicola impegnata dove interpreta la parte di un povero mezzo di trasporto costretto dall’indigenza a rubarsi da solo. Di origine lombarda, per la sua arrendevolezza si sospetta che possa essere stata progettata come bicicletta pieghevole e aver passato buona parte della sua vita nel baule di un auto. Questo spiegherebbe, a detta del Regista, il suo amore per gli spazi aperti e la luce sempre accesa. La sua migliore amica è una barca disfunzionale chiamata Titanic.

La Piccola Bicicletta Neorealista
Titanic

Titanic

Soprannominata Titanic per la maestosità del portamento e per la capacità a inabissarsi anche in mancanza di abissi, a soli tre anni viene dichiarata inabile al galleggiamento e ormeggiata nei pressi di uno stabilimento balneare viareggino in qualità di mascotte. Esposta alle intemperie estate ed inverno, a sette anni appare abbastanza vecchia da essere scambiata - dal noto regista di gif fiorentino - per un reperto archeologico di origine vichinga e inserita nel cast di “Titanic”, un rifacimento in chiave neorealista del film di James Cameron in cui si narra del naufragio di un transatlantico monoposto nelle limacciose acque del fiume Po. Sul set conosce “la piccola bicicletta neorealista” e si lega a lei in un sodalizio artistico che perdura ancora oggi e che la porterà, nel giro di pochi giorni, ad essere affondata al largo di Chioggia da un cubetto di ghiaccio del peso di sette chili.

Il Cubetto di Ghiaccio

Prodotto dal Regista nel proprio frigorifero, ha partecipato in qualità di comparsa all’adattamento neorealista del film “Titanic”. Nella pellicola svolgeva il ruolo centrale di iceberg, il freddo pezzo di ghiaccio che in una gelida notte d’inverno colpiva ed affondava la maestosa nave. Impressionato dalla sua interpretazione e volendolo come protagonista per una riedizione del documentario “La marcia dei pinguini”, il Regista riusciva a riprodurlo nuovamente nel proprio congelatore, in una versione fin troppo maggiorata che avrebbe compromesso definitivamente l’equilibrio statico dell’elettrodomestico. Ingaggiato per il ruolo di grandine nella pellicola “La tempesta perfetta” e di banchisa polare per il remake del film “La cosa”, l’attore terminerà la propria carriera sciogliendosi nel soggiorno del Regista e provocando un corto circuito che passerà alla storia come “Il grande black out del’98”.

Il Cubetto di Ghiaccio
La Bottiglia di Ketchup

La Bottiglia di Ketchup

Abbandonata nel frigo di casa per otto anni il Regista la nota per pure caso mentre, alla ricerca di un patè di olive smarrito tre anni prima, inciampa nel suo tappo. Colpito dalla naturalezza con cui la bottiglietta resiste ai suoi tentativi di apertura, il Regista dopo un primo discutibile tentativo di ottenere un rimborso dal supermercato sotto casa, la vuole nella parte del sergente Williams nel remake casalingo del film “La collina del disonore”, di Sidney Lumet. Il successo è immediato: il suo atteggiamento sciolto, il sentore piccante e il portamento cristallino dell’involucro ci restituiscono un’interpretazione memorabile e le fanno ottenere la parte da protagonista in “Superketchup”, prima GIF italiana ad essere ambientata nel mondo dei supereroi. Dimenticata dal Regista sul davanzale della finestra di cucina, attualmente spera di non essere scambiata per un trancio di pizza ed essere portata via da qualche piccione affamato.

Il Trenino delle Meraviglie

Il Trenino delle Meraviglie

Compagno di giochi del Regista, appare spesso nelle sue animazioni in qualità di mezzo di trasporto. Originariamente faceva parte di un set che comprendeva una stazione fatta col lego (scomparsa durante il “Fallimentare Trasloco” del ‘72), un ponte progettato dal Regista stesso e realizzato con degli stuzzicadenti (incendiato durante il “Tragico Barbecue” del ‘98) e dei soldatini di plastica ingaggiati come figuranti (ingeriti durante la “Disastrosa Pre Adolescenza”, protrattasi dal ‘76 ad oggi). L'artista fiorentino è convinto che sia discendente della mitica locomotiva cantata da Francesco Guccini nell'omonima canzone. A supportare questa tesi c'è la vaga somiglianza con la celebre motrice e il desiderio del Regista di vivere una vita interessante; a discapito vi sono le dimensioni, le leggi della fisica ed il buonsenso (smarrito durante la “Disfunzionale Infanzia” inaugurata nel ‘65 e mai portata a termine). Utilizzato spesso per trasportare gli attori da un set all’altro, diventa protagonista nel film "Assassinio sull'Orient Express", una pellicola assurda, anche per gli standard del Regista, in cui l'assassino è il treno stesso.

Il Monolite Alieno

Nessuno conosce l'esatta origine di questa creatura. Dal film “2001, odissea nello spazio” sappiamo che in un passato remoto giunse sulla terra e invitò i nostri antenati, le scimmie, a saltellare sul posto agitando in alto le braccia. Questo ci fa supporre che sia un insegnante di pilates benevolo, proveniente da un mondo lontano allo scopo di rendere longilinei i nostri antenati e farli evolvere in Schwarzenegger. Il Regista ha valutato anche la possibilità che fosse l'avanguardia di un invasione aliena, ma recenti studi hanno dimostrato che, data la forma a parallelepipedo, l'unica maniera che avrebbe avuto per danneggiare qualcuno era di perdere l’equilibrio e caderci sopra. E se l’avesse mancato non avrebbe avuto altre possibilità, a meno che la vittima non fosse abbastanza imbecille da farsi commuovere e aiutare l’aggressore a rialzarsi. In pratica, l’unico essere umano che correva il rischio da un'invasione di questi alieni, era il Regista stesso. Attualmente il monolite risiede nel salotto del Regista, rivestendo il ruolo di tavolo da pranzo.

Il Monolite Alieno
Il Formaggio Svizzero

Il Formaggio Svizzero

Il formaggio svizzero fu il protagonista di una serie di lungometraggi ad ambientazione sportiva che il Regista volle girare agli inizi della sua carriera. Utilizzato essenzialmente per farcire panini, l’emmental venne portato all’attenzione del Regista dalla moglie che, nel tentativo di tramortirlo, glielo scagliò contro in una burrascosa sera d’ottobre. Colpito in senso fisico e metaforico dall’estrema duttilità del latticino, volle metterlo alla prova scritturandolo per un documentario dedicato a Jane Fonda e alla sua passione per l’aerobica (clicca quì). Da buon elvetico dette prova di serietà e impegno arrivando sempre puntuale alle riprese e accettando di buon grado tutte le proposte del Regista. La sua già citata duttilità, come attore e come formaggio, gli fece guadagnare il ruolo di protagonista per una serie di pellicole girate in ambito olimpico e, purtroppo, per la grande farcitura dei toast che nell'ottobre del 1993 segnò la fine della sua carriera. In questa clip lo vogliamo ricordare nell’ultima scena che lo vide protagonista: la grande parata del portiere che nel rifacimento di “Fuga per la Vittoria”, portò la squadra Alleata al trionfo e all’evasione (clicca quì).

Il Palloncino Rosa

Gonfiato dal regista stesso nel luglio del 2004, il palloncino rosa avrebbe dovuto interpretare uno dei fratelli Montgolfier in un film biografico intitolato “Montgolfier: I fratelli volanti”. Purtroppo la faticosa operazione di insufflaggio dell’aria all’interno del primo protagonista, indispensabile per renderlo prestante e di bell’aspetto, privò il regista di ogni energia residua per gonfiare il secondo, convincendolo a desistere dall’operazione. Dopo aver valutato la possibilità di rivedere la trama e riscrivere la storia dell'aeronautica con una gif intitolata “Montgolfier: Il figlio unico volante”, decise di accantonare la pellicola per dedicarsi a progetti meno stressanti. In un pomeriggio scrisse e diresse “La vera storia del dirigibile Hindenburg e del suo catastrofico incendio”, appassionante pellicola storica ricca di effetti speciali, magari artigianali, ma abbastanza realistici da consentirgli di incendiare un lampadario e due poltrone del salotto.

Il Palloncino Rosa
La Scatoletta di Tonno

La Scatoletta di Tonno

Comprata dalla moglie durante un viaggio a Bucarest e abbandonata in dispensa, il Regista l’osserva con diffidenza per quattordici anni finché, spinto dalla necessità di scritturarla per una serie di film dedicati agli squali, rompe gli indugi e l’apre. A frenare per tutto questo tempo l’impeto del Regista, era stato il contraddittorio atteggiamento del tonno che sulla confezione si atteggiava in pose da polpo, e la scritta “Made in China”, ben in evidenza accanto all’immagine. A rendere ancora più manifesta la sensazione di estraneità erano le scritte, “Materiale non commestibile: 42%”, nella lista degli ingredienti e, “Altamente infiammabile”, fra le avvertenze. Secondo alcuni esperti di Altroconsumo, inoltre, la lista delle avvertenze stessa non avrebbe dovuto esserci; insieme al segnale di pericolo di radioattività e all’invito ad indossare un casco se in transito nelle vicinanze (clicca quì). Tra l’altro, il Regista era pronto a giurare che gli pareva di sentire un ticchettio sospetto provenire dalla scatoletta ogni volta che entrava in dispensa e che una volta, durante una passeggiata in campagna, ebbe la netta sensazione di essere seguito da un oggetto piccolo, cilindrico e rotolante.

Il Palloncino Rosso

Il Palloncino Rosso è una piccola sfera di gomma che con le sue traiettorie assurde e i suoi rimbalzi imprevedibili contribuì a rendere sgradevole l’infanzia del Regista. Nemico giurato del mobilio di casa, la sua caparbietà nel voler prendere iniziative autonome e non conformi alle leggi della fisica e alle regole basilari del gioco del calcio, valsero al Regista l’esclusione perpetua dalle polisportive della città di Firenze e l’interdizione dal quartiere di Coverciano, dove ha sede l’importante Federazione del Gioco del Calcio. Diventato adulto e maturo, il Regista imparò a gestirne gli slanci emotivi privandolo dell’aria necessaria a mantenersi sferico e di bell’aspetto, e costringendolo a trascinarsi invece di rotolare. Diventato ulteriormente più adulto e maturo, il Regista volle dargli un’altra possibilità rendendolo protagonista di un ultimo palleggio, una magnifica  esibizione che gli valse la perdita di un lampadario, di una specchiera, di un servizio di piatti e di ciò che rimaneva della propria autostima.

Il Palloncino Rosso
Invicto

Invicto

Piccolo aeroplano di plastica che il Regista ebbe in dono per il suo terzo compleanno e con cui conobbe “l’ebbrezza del volo e del vento tra i capelli”. Ciò avvenne durante la trasvolata dei “pianerottoli maledetti”, quando, cercando di cavalcarlo, riuscì a rotolare in un’unica soluzione - senza neppure una sosta per il riposo o il rifornimento - dal terzo al primo piano del condominio in cui viveva. Sequestrato dai genitori e rinchiuso in soffitta, l’aeroplanino tornò nelle disposizioni del Regista sedici anni dopo, quando ormai era abbastanza certo che la statura raggiunta e la ragionevolezza acquisita gli avrebbero impedito di tentare per una seconda volta un qualche genere di trasvolata. Dati i trascorsi, il Regista lo utilizza prevalentemente per le produzioni che comportano il volo, il precipitare, o il coprirsi di ridicolo di fronte alla famiglia e ai vicini di casa.

Il Cassettone della Nonna

Apprezzato mobilio di famiglia fin dai tempi della prima guerra mondiale, il Regista sospetta che in tempi remoti abbia fatto parte dell’arredo funebre della tomba di Tutankhamon. In tal modo si riuscirebbe a spiegare la maledizione che da sempre l’accompagna, in particolare nella gestione degli sportelli, incapaci di chiudersi senza schiacciare tarsi e metatarsi, o fratturare falangi. Nel corso del tempo il Regista ha imparato ad apprezzarne il curioso senso dell’umorismo, che lo spinge a far crollare i ripiani interni indipendentemente dal peso appoggiato sopra, e l'innegabile senso dell’ospitalità, che gli ha permesso di diventare sede della più popolosa comunità di tarli dell’emisfero boreale. Tarli altrettanto problematici che, di loro spontanea iniziativa, senza che nessuno glielo abbia mai chiesto, durante la notte si divertono a spostare il mobile da una stanza all’altra della casa.

Il Cassettone della Nonna
L'Impianto Fonico

L'Impianto Fonico

L’impianto fonico è un microfono giocattolo di elevata caratura morale e di indubbio estro artistico che il Regista ebbe in regalo a otto anni affinché coltivasse la sua insana passione per il bel canto. Probabilmente per una confusa conformazione delle corde vocali, o per una esagerata produzione salivare, o per i gusti musicali irrisolti che lo spingevano ad eseguire “San Martino campanaro” in un'inopportuna versione funk, i suoi tentativi finirono per innervosire il microfono che imparò a gestire in maniera autonoma l'energia elettrica che lo alimentava e a scaricare sul bambino piccole scosse di avvertimento, certamente non letali ma comunque sufficienti  per convincerlo a desistere. Messo a riposo, l’impianto fonico è saltuariamente utilizzato dal Regista per i ruoli che comportano l’amplificazione della voce o la postura fallica.

Donald Trump

 Il Regista dice di averlo conosciuto nel 2002 a Viareggio. Pare che i due fossero in coda, uno dietro all’altro, presso una gelateria sul lungomare e che quando si accorsero di aver ordinato gli stessi identici gusti - pistacchio, lampone e vaniglia - entrambi siano scoppiati a ridere come pazzi, poi, però, Trump dette uno schiaffo al Regista e minacciò di far radere al suolo la cittadina toscana per costruire un mega casinò, o un grattacielo, o un ricovero per i propri parrucchini. Non era certo della cosa, disse, ancora ci doveva pensare. I due si piacquero subito: Trump del Regista apprezzava la franchezza e l’estrema abilità con la macchina da ripresa, mentre il Regista di Trump apprezzava che avesse soltanto due mani. Quando glielo disse i due scoppiarono nuovamente a ridere, ma poi Trump dette un altro schiaffo al Regista, gli strappò il gelato dalle mani e volò via col proprio elicottero. Ad essere sinceri non siamo sicuri che la storia sia vera, ma l’ex presidente americano è apparso davvero in alcune pellicole del Regista, per cui è possibile che sia veramente successo.

Donald Trump
Le Carte Perdute

Le Carte Perdute

Le "carte perdute" sono delle carte da gioco che i genitori del Regista nascosero al figlio per dissuaderlo dal perseverare nello studio della briscola ed evitare di minare ulteriormente la già precaria armonia familiare. Recuperate vent'anni dopo dal cassetto dei calzini del padre, il Regista cercò di riunirle alle restanti carte che nel frattempo, per una faccenda di orgoglio professionale, avevano organizzato una diserzione di massa dall’appartamento e si erano dileguate. Per il Regista esse compongono un microcosmo complesso ed intrigante, essendo presenti: un monarca assoluto ma benevolo (il Re di Fiori), un guerriero nobile e possente (il Fante di Picche) e una bellissima regina, inquieta e lasciva (la Regina di Cuori). Per le carte perdute il Regista rappresenta un’affronto intollerabile da passare a fil di spada il prima possibile.

Il Wurstel Esagerato

 Il Wurstel Esagerato è una confezione di salsicciotti che il Regista comprò nel febbraio del ‘93 ma che non ebbe mai il coraggio di mangiare. Ad attrarre il Regista nell’incauto acquisto, oltre all’aggettivo “esagerato” e alla bella confezione, furono i “Valori nutrizionali medi” che per 100 grammi di prodotto promettevano 880 grammi di grassi, 630 grammi di proteine e ben 3 chili di carboidrati. Secondo i calcoli del Regista, le 7468 chilocalorie allocate in ogni millimetro quadrato gli avrebbero consentito di acquisire dei superpoteri, trasformandolo in un supereroe disfunzionale, obeso e diabetico, dalle capacità incerte e del peso di un paio di tonnellate. Spaventato da questa prospettiva, il Regista rinunciò al pasto e, grazie ai 320 grammi di nitrito di sodio indicato come conservante e alla quantità spropositata di polifosfati aggiunti, riuscì a mantenere la confezione immacolata per almeno tre decadi, a perenne monito della propria dabbenaggine.

Il Wurstel Esagerato
Il Wurstel Esagerato

Il Corpo Astrale del Wurstel Esagerato

Di indole spirituale e in perenne ricerca di un equilibrio interiore, nel corso degli anni il Wurstel Esagerato ha sperimentato diversi stati di coscienza finché, su un piano astrale di dubbia fattura, non ha incontrato il proprio Corpo Astrale, una confezione di salsicciotti semitrasparente capace di levitare nell’aria nonostante i dodici chili di peso dichiarati sulla confezione. L’incontro fu favorito dal fatto che, mentre il Wurstel Esagerato cercava di elevarsi al di là della grezza materialità di cui era costituito, il suo Corpo Astrale tentava di abbandonare lo stato di pura spiritualità per raggiungere un piano più “divertente” e “meglio organizzato”, dove fosse possibile abbonarsi a Netflix, bere birra, ruttare e magari conoscere Silvio Berlusconi, quel simpatico barzellettiere che sicuramente avrebbe potuto dargli qualche dritta sull’organizzazione di festini hard.

La Lampada Bipolare

La Lampada Bipolare

Piazzata dai genitori del Regista sul comodino del figlio, dopo appena tre mesi di frequentazione con l’infante cominciò a manifestare segni di squilibrio, diventando la prima lampada al mondo in grado di proiettare fasci di buio anziché fasci di luce. A danneggiare irrimediabilmente la salute dell’elettrodomestico, fu l’abitudine del Regista di emettere sgradevoli suoni gutturali per riprodurre i verbi onomatopeici dei fumetti che andava leggendo. In particolare, risultavano insopportabili il fragoroso “Crash” e l’irritante “Boing”, che il Regista amava ripetere una trentina di volte per sottolineare la natura molleggiante della parola. Abbandonata in una scatola di cartone, la poveretta riuscì a raggiungere un certo equilibrio emotivo fino al giorno in cui, recuperata dalla soffitta, non venne piazzata davanti alla televisione ed assistette impotente alle quattro puntate di "Firenze secondo me", il documentario scritto e diretto da Matteo Renzi. Secondo alcuni tecnici il corto circuito che la colse fu irreversibile. Ancora oggi è preda di gravi nevrosi che la rendono idonea per la messa in scena di caratteri borderline o per la realizzazione di pellicole biografiche sull'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Flashback

Il Regista è convinto che Flashback sia una rappresentazione onirica della Piccola bicicletta neorealista. Come una sorta di memoria felliniana, l’apparizione del triciclo dovrebbe ricordarci che anche la piccola bicicletta ha avuto un'infanzia felice e spensierata, molto prima che il neorealismo italiano la condannasse alla sconfitta facendola preda di furti proletari e trascinandola in vicende miserevoli. Da quello che sappiamo, invece, Flashback non è altro che un piccolo triciclo che i genitori del Regista regalarono al figlio per consolarlo della perdita di Invicto, il vagabondo dell’aria. Malauguratamente il Regista, reduce dalla visione di ET, volle emulare il volo in bicicletta del protagonista del film lanciandosi per la seconda volta dal pianerottolo del condominio e sfracellandosi, per la seconda volta, tre piani più sotto. Sequestrato dai parenti, venne relegato in soffitta insieme ad Invicto, il dominatore dei cieli, e alla Lampada Bipolare.

Flashback
Il Pacco Misterioso

Il Pacco Misterioso

Il Pacco Misterioso è una scatola che il Regista trovò abbandonata davanti al portone di casa nel lontano 1998. Di origine sconosciuta, il Regista sospetta che sia stata lasciata dalla moglie e che possa contenere frammenti della loro vita coniugale insieme ad altre cose, altrettanto misteriose, di marca “Fuck you!”, come il logo su un lato della scatola suggerisce. Sistemata in soffitta, la scatola non è mai stata aperta da nessuno anche se il Regista ogni tanto si siede accanto, e l’accarezza con fare altrettanto misterioso. Alcuni testimoni giurano di aver sentito dei lamenti provenire dal suo interno, il che fa supporre che possa contenere rimpianti e recriminazioni, cose difficilissime da gestire. Altri sostengono di aver udito risate e sospiri, che fanno immaginare la presenza di ricordi e nostalgie, cose altrettanto difficili da sostenere e, soprattutto, impossibili da arginare. Per queste ragioni in molti ritengono che la scatola debba restare chiusa, ed il mistero non essere mai risolto.

Beatrix

Nell'ottobre del 1993 il Regista trovò in un mercato delle pulci una giovane abat jour che in qualche modo gli ricordava la Lampada Bipolare. Pensò che la vicinanza di una propria simile potesse arginare il senso di solitudine dell’amica e che fra le due potesse nascere un sentimento profondo, destinato ad unirle per sempre. In un primo momento la chiamò Beatrice, in onore della donna che fece innamorare il sommo poeta, ma poi, dopo la lettura dei libri di Harry Potter, decise di ribattezzarla col nome di Beatrix, per onorare anche la bella strega apparentata con Sirius Black. Secondo il Regista, Bellatrix Lestrange era un personaggio controverso, votato al bene ma reso malvagio dalle cattive frequentazioni e dalle traversie della vita. In realtà la strega non la controverteva nessuno e le uniche traversie della vita, che ne avevano segnato negativamente il percorso, riguardavano l’operato del parrucchiere e la scelta dello stilista con cui rifarsi il guardaroba. Il Regista, probabilmente, era vittima di un tardivo innamoramento, quel sentimento travolgente che non possiamo arginare e che può condurci a scelte infelici e inappropriate.

Il Wurstel Esagerato
Il Pacco Misterioso

Golia

Coraggioso, instancabile, multifunzionale, Golia è l’eroe che tutti avrebbero voluto per amico ma che soltanto il Regista ebbe la fortuna di avere. Comprato dai genitori per convincere il figlio a restare a mollo nella vasca da bagno e renderlo socialmente presentabile, Golia si dimostrò un amico fidato, capace di grandi prodezze sia per mare che per terra. Già l’essere riuscito a catturare l’attenzione del bambino sembrò a tutti un fatto lodevole, ma l’averlo anche reso profumato e gradevole alla vista, parve un miracolo irripetibile, degno di essere trascritto negli annali di famiglia. Gli annali di famiglia sono un testo importante nella vita del Regista, in quanto gli ricordano le date salienti della sua crescita, umana e spirituale. Ad esempio: negli annali sono segnati il giorno che imparò a fermarsi col semaforo rosso e ad attraversare col verde, ed il giorno in cui venne per la prima volta investito da un'autovettura. Il fatto che le due date coincidessero dovrebbero farlo riflettere sull’importanza degli annali, e sul caso di cercare sul dizionario il significato della parola "saliente".