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Tradotto a Guantanamo, il Formaggio Svizzero viene invitato a riconvertirsi al cristianesimo

102A Ambasciata americana

 

Fuggito dalla prigione iraniana, l'emmental ha cercato rifugio presso l'ambasciata americana, chiedendo asilo politico e protezione. Malauguratamente, nessuno dei funzionari presenti aveva mai sentito parlare della Svizzera o aveva simpatia per delle fette di formaggio disarticolate dal contesto di un hamburger. Per questo, ma anche per il colorito giallastro e per i troppi buchi che riaprivano la scottante questione dei “gender”, in breve è stato sospettato di terrorismo e tradotto in manette a Guantanamo. Quì è stato gettato in una oscura cella sotteranea e minacciato di tortura se non avesse abiurato alla propria fede e fatto i nomi dei propri complici, svelando i loro malsani piani per la conquista del mondo cristiano. Per sciogliergli la lingua lo hanno legato ad una tavola e provato a torturarlo con delle leggere scosse elettriche applicate ai testicoli. Per fortuna, per via della strana anatomia dei formaggi che non contempla apparati sessuali ma affida la riproduzione ad una sorta di partenogenesi casearia, la cosa si è rivelata più complessa del dovuto ed il Formaggio Svizzero ha potuto approfittare di un attimo di smarrimento degli aguzzini per elaborare un astuto piano di fuga e metterlo in pratica (clicca qui). L’esperienza per l’emmental si è rivelata più traumatizzante del dovuto e per adesso abbiamo dovuto accantonare i nostri progetti di collaborare all’esportazione della pace, della democrazia e dell’amore universale. Ma, sappiano i malvagi dell’una o dell’altra parte, che non demorderemo.

Tradotto in un carcere, il Formaggio Svizzero viene obbligato a convertirsi all’Islam

102A Prigione in Iran

 

Come avremmo dovuto aspettarci, il nemico si è dimostrato non solo coriaceo ma anche crudele. Dopo aver gettato il latticino in una cupa prigione sotterranea, l'hanno incatenato ad una parete e minacciato di tortura se non avesse subito abiurato alla propria fede ed abbracciato il loro credo, pieno di severi dogmi e curiose abitudini alimentari. Il povero emmental si è preso cinque minuti per rifletterci e poi ha accettato, rivelando un ingiustificabile debolezza morale, inaccettabile in chi proviene dalla terra che ha dato i natali a Jean-Jacques Rousseau, Guglielmo Tell e a tutte le Guardie Svizzere. A questo punto i carcerieri, avendo capito che con lui se la sarebbero giocata facile, hanno cercato di approfittarne pretendendo che abiurasse anche alla musica rock, alle minigonne, agli spritz e a tutte quelle abitudini peccaminose che, nel loro immaginario, rendevano inopportuno l'essere occidentale. Al termine dell'interrogatorio il latticino era pronto ad essere più musulmano di Maometto e si è dichiarato disposto ad inginocchiarsi verso la Mecca se soltanto qualcuno gli avesse detto in che direzione era e lo avesse dotato di un paio di menischi, indispensabili per adempiere correttamente alla funzione. Per fortuna, un leggero calo nell'attenzione dei carcerieri gli ha dato l'opportunità di elaborare un laborioso piano di fuga che ha subito messo in pratica (clicca qui), riuscendo in breve a riottenere l'agognata libertà e a ritornare alle voluttuose pratiche alimentari occidentali che, nel suo specifico caso, riguardavano l'essere utilizzato come ingrediente per una quattro formaggi. Ma, come tutti sanno, la strada per la libertà è lastricata di rinunce e sofferenza, e mai facile da percorrere.

Il Formaggio Svizzero si infiltra in Iran per carpire il loro segreti e sventare i loro miseri piani

 101A Attacco Iran

 

Stanchi di stare ad aspettare lo scoppio della terza guerra mondiale, abbiamo deciso di renderci utili per diventare parte attiva nello scacchiere mondiale e dare il nostro piccolo contributo alla pace. Per aiutare il governo a capire da che parte stare e fargli fare bella figura a livello internazionale, abbiamo infiltrato il Formaggio Svizzero in un laboratorio di ricerca iraniano, incaricandolo di fraternizzare con gli scienziati per studiare le loro mosse e carpirne i segreti più reconditi (clicca qui). Poi, se lo avesse ritenuto opportuno, gli abbiamo concesso di compiere qualche atto di sabotaggio per stravolgere i loro miseri piani e condannarli alla sconfitta. Purtroppo, non essendo in grado di riconoscere un progetto per l’assemblamento di un’arma nucleare da quello per il montaggio di un comodino ikea, ha preferito ritenerlo opportuno dopo neanche cinque minuti e, nell’ansia di far bene il proprio lavoro, ha messo in atto delle strategie di sabotaggio abbastanza discutibili che hanno portato l’intelligence nemica a smascherarlo e farlo prigioniero (clicca qui). Già il tentare di far fare bella figura a Tajani era un’impresa ai limiti dell’impossibile, ma il riuscire a farlo senza l’appoggio del membro migliore del nostro Team  è qualcosa che va al di là delle nostre forze. Dobbiamo ammetterlo: il nemico si sta dimostrando più coriaceo del previsto.

Valide alternative al Festival di Sanremo. Capitolo tredicesimo: guardare i membri del Team affrontare con grazia una ripida scalinata

100A Verso Sanremo 13

 

Qualcuno mi ha fatto notare che uno spettacolo non può dirsi tale senza una scalinata che complichi la vita degli ospiti. A me pare di aver complicato abbastanza la vita dei miei ospiti (clicca qui) e talvolta di aver perfino esagerato (clicca qui), ma riconosco che una scalinata che accompagni i concorrenti nell’arena può dar lustro alla scena e rendere tutto più avvincente. Per tenervi inchiodati alla poltrona, quindi, come valida alternativa al festival vi proponiamo di passare i prossimi cinque giorni a guardare i membri del Team scendere da un improvvisato gradino, analizzando scrupolosamente i vari stili: da quello impetuoso (clicca qui) a quello rovinoso (clicca qui), da quello imbarazzante (clicca qui) a quello bizzarro (clicca qui). È molto raro trovare uno spettacolo capace di abbinare l’emozione del grande show al fascino intramontabile dell’approfondimento scientifico, ma noi pensiamo di esserci riusciti. Buona visione!

Valide alternative al Festival di Sanremo. Capitolo quattordicesimo: guardare la Forchetta Psicotica dar fuori di matto

99 Verso Sanremo 13

 

Rinunciare a guardare il Festival di Sanremo è un passo importante e per aiutarvi a compierlo vi proponiamo un’alternativa difficile ma necessaria: passare i prossimi cinque giorni a guardare la Forchetta Psicotica dar fuori di matto. Non sappiamo cosa possa aver provocato il suo tracollo e neppure ci sentiamo di giudicarla: l’aver passato la vita ad entrare ed uscire dalla bocca delle persone ci sembra una ragione abbastanza valida. Ma se lei ci va in depressione per un trauma come questo, allora cosa dovrebbero dire tutti gli altri? Quanti Lexotan dovrebbe prendere il filo interdentale di Bruno Vespa? E quante sedute psicanalitiche dovrebbe farsi lo spazzolino da denti di Donald Trump? Per non parlare del deodorante ascellare di Matteo Salvini o, per rimanere in tema canoro, del gel per capelli di Achille Lauro. Ma noi non siamo qui per fare una classifica del disagio, altrimenti dovremmo far parlare i calzini di Jannik Sinner e poi tacere per sempre. Noi siamo qui per dare valore al vostro tempo ed offrirvi delle alternative di classe all’ennesimo festival della canzone italiana.

Valide alternative al Festival di Sanremo. Capitolo tredicesimo: guardare il Pacco Misterioso cantare una versione punk di “Sarà perché ti amo”

 98 Verso Sanremo 12

 

Certamente chi guarda il Festival di Sanremo lo fa per lo spettacolo, per le belle scenografie, per la simpatia di Carlo Conti e per l’umorismo di Fiorello, ma in quella rassegna anche la musica ha il suo peso. Per questo, in questa validissima alternativa al Festival, assisteremo all’esibizione del Pacco Misterioso che canterà “Sarà perché ti amo”, la celeberrima hit dei Ricchi e Poveri, in una tormentata versione punk che non mancherà di stupire e, probabilmente, di infartare le anime meno propense alla rivolta sociale. A rappresentare degnamente lo spirito punk ci sarà un borchiatissimo Uovo, una creatura selvaggia la cui pericolosità sociale è testimoniata dall’altissimo livello di colesterolo presente in ogni centimetro quadrato del suo pur modesto corpo. E al suo fianco ci sarà il Formaggio Svizzero, un’anima rude che viene da un paese in cui, perfino nelle danze tradizionali, per divertirsi ci si prende a schiaffi. Non volevamo arrivare a tanto, ma pur d’intrattenervi in maniera altrettanto degna siamo disposti a proporvi questo.

Valide alternative al Festival di Sanremo. Capitolo dodicesimo: guardare l’Uovo incontrare la vecchia madre

97 Verso Sanremo 11

 

Il Festival di Sanremo non è semplicemente il festival della canzone italiana, è il festival dei sentimenti, delle emozioni, dell’amore incondizionato, declamato e cantato in tutte le maniere possibili. Per questo, per esserne all’altezza, vi proponiamo un incontro straziante, qualcosa che vi terrà incollati alla poltrona, sovrastati dal peso dei buoni sentimenti. L’Uovo, dopo tanti anni di assenza, tornerà alla fattoria che lo vide nascere e finalmente incontrerà la vecchia madre, la gallina che lo depose nel pollaio e lo abbandonò, preferendogli del mangime che qualcuno andava spargendo nell’aia. La sciagurata si allontanò per soddisfare le proprie voglie, pur sapendo che il suo destino, in quanto uovo fresco di giornata deposto in una batteria d’allevamento, non sarebbe stato dei più rosei. L’Uovo giura di averla perdonata, di aver compreso le ragioni del suo gesto e di voler guardare avanti, per vivere insieme quel poco di tempo che le rimane. Ma noi, che siamo semplici spettatori, riusciremo a perdonarla? Dopo aver visto questa validissima alternativa al Festival di Sanremo, saremo ancora in grado di scaldarci una spinacina, o impanare una cotoletta, senza sentirci a disagio ed avvertire un moto di repulsione nei suoi confronti?  L’unica maniera per scoprirlo è guardare quest’ultima profonda, commovente, straziante, dolcissima, dodicesima alternativa al Festival.

Valide alternative al Festival di Sanremo. Capitolo undicesimo: guardare il Formaggio Svizzero farsi un selfie con una foca

96A Verso Sanremo 10

 

Il Festival di Sanremo è alle porte e come tutti gli anni vogliamo proporvi delle valide alternative: degli spettacoli altrettanto piacevoli da guardare e che, nel contempo, abbiano lo stesso spessore artistico ed intellettuale.  In questa occasione vi proponiamo di guardare il Formaggio Svizzero farsi un selfie con una foca o, se preferite considerare la questione in un'ottica woke e dare pari dignità alla creatura artica, guardare la foca farsi un selfie con il Formaggio Svizzero. Siccome il Festival di Sanremo durerà cinque giorni, il latticino ha accettato di far durare la ripresa il più possibile e per farlo ci delizierà con dei siparietti esilaranti, piccoli spunti comici che non ci faranno rimpiangere il palcoscenico della città ligure (clicca qui). Sperando che la foca non si spazientisca, che la notte artica non cali e che il Formaggio Svizzero sopravviva al proprio senso dell’umorismo, buona visione!

Il Team mi critica ma io sto solo facendo il bene del mondo

95 Ovalis Perfectus

 

Nel Team si sta formando una dolorosa fronda di chi pensa che attaccare il Molise non sia stata una bella idea. Sono anime belle che ritengono che nello scacchiere mondiale debba prevalere il diritto internazionale e non la legge del più forte. Poveri ingenui. Una volta preso il Molise avremo il controllo mondiale sulla produzione di campane, merletti e zampogne, ed il resto va da sè. Se la Cina, la Russia, o uno qualsiasi di quegli imperi del male volessero delle zampogne da inserire nelle proprie orchestre, magari per suonare gli inni nazionali alle olimpiadi e far bella figura agli occhi del mondo, sarebbero costretti a rivolgersi a noi e a quel punto li avremmo in pugno. Potremmo fargli fare quello che vogliamo, anche ricattarli, ma a fin di bene: noi vi diamo le zampogne, ma voi vi prendete anche la democrazia. Mandate a casa gli attuali governi ed eleggete un Trump, o un Draghi, o, se siete meno fortunati, un Macron. Prendere o lasciare. 

Le anime belle che mi circondano tutto questo non lo capiscono. Per loro anche rapire il Papa è stato sbagliato. Ma noi abbiamo provveduto a sostituirlo con un Papa migliore: più bello, più buono ed anche più ovale. Egli finalmente porterà la democrazia in Vaticano ed anche l’ultimo dei chierichetti potrà dire la propria ed aspirare a diventare Vescovo, o Cardinale, o addirittura Papa. E un giorno, chissà, se proprio lo vorrà e si impegnerà a fondo, magari diventerà Arcangelo, o Spirito Santo. Non sono molto ferrato in teologia, ma da quelle parti ci insegnano a non porre mai limiti alla provvidenza.

Con un blitz da manuale, il Team impone un proprio rappresentante in Vaticano e ottiene il monopolio sui paramenti sacri

94 Prendiamoci il Molise parte terza

 

A quanto pare chi sosteneva che il Molise esiste realmente aveva ragione. Ho trovato una mappa dell’Italia ed in bella vista c’era il Molise, incuneato tra l'Abruzzo e la Puglia. Da quanto tempo stesse lì, non lo so: ci sono delle lacune nelle mie conoscenze geografiche che fanno paura e che devo assolutamente colmare se voglio continuare a guidare il Team. Nel frattempo, per dare alla nostra missione un briciolo di senso, ho chiesto alla truppa inviata in Molise di fare una piccola deviazione e di raggiungere lo Stato Vaticano, per rapire il Papa e portarlo a Firenze. Individuare il Pontefice non dovrebbe essere difficile: il Vaticano è uno stato piccolissimo abitato solo da preti ed il Papa dovrebbe essere quello affacciato alla terrazza, vestito tutto di bianco e col cappello più alto. È vero che lo stato è presidiato da delle guardie svizzere con l’alabarda e delle piume di struzzo sull’elmetto, ma quanto possono essere affidabili delle guardie che nel terzo millennio ti presidiano uno stato con delle alabarde e ti spiumano uno struzzo per addobbarsi il cappello? E poi sono svizzere e a guidare la nostra missione c’è un loro conterraneo, per lui non dovrebbe essere difficile infiltrarsi e attirare la loro attenzione facendo leva sul cameratismo, o sull’appetito. Una volta preso il Papa, lo sostituiremo con un Papa compiacente, disposto a scendere a compromessi con noi e a concederci in esclusiva i diritti per lo sfruttamento delle loro risorse. Quali siano queste risorse non è ben chiaro. I francobolli? I paramenti? Gli incensi? Certo non saranno risorse importanti come quelle del Molise, regione ricca di zampogne e merletti, ma avranno il loro valore e ci permetteranno di farci valere nel consesso internazionale. Ad esempio: una volta ottenuto il monopolio dei paramenti sacri, qualsiasi stato bisognoso di vesti liturgiche dovrà rivolgersi a Tajani per averne un po’, soddisfare la richiesta interna e scongiurare il malcontento popolare. A questo punto vedremo chi è più ridicolo, se Tajani o gli altri.

Il Team si lancia alla conquista del Molise per fare proprie le sue risorse naturali. E affanculo il diritto internazionale

93 Prendiamoci il Molise parte seconda

 

Pare che conquistare il Molise sarà più facile di quello che credevo. A dar retta a Google, il Molise è “una regione a statuto ordinario situata al confine con l’Abruzzo, di cui un tempo faceva parte”. Quindi, se localizziamo l’Abruzzo sul navigatore, poi trovare il Molise viene da sé: ci basterebbe raggiungere la meta e poi costeggiarne i confini finché non salta fuori. Riconoscerlo non dovrebbe essere difficile perché Google ci da anche una sua breve descrizione: “la regione è caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e collinare che si affaccia sul Mar Adriatico con una breve costa sabbiosa, una natura incontaminata, borghi storici, tradizioni e un'economia che unisce agricoltura, allevamento e turismo”. Se identifichiamo un tratto di territorio con una breve costa sabbiosa, una natura incontaminata e dei borghi storici con delle tradizioni, il gioco è fatto. 

Anche la notizia che l’economia si basa sull’agricoltura, l’allevamento e il turismo gioca a nostro favore. Se l’attacchiamo con cosa si difendono? Ci tirano addosso le zappe? Ci aizzano le mucche? Ci scatenano contro i turisti? In poco tempo potremmo raggiungere Campobasso, che a quanto pare è il capoluogo, rapire il presidente della regione e portarlo altrove per processarlo. L’accusa potrebbe essere di averci complicato l’esistenza staccandosi dall’Abruzzo e facendo così aumentare il numero di regioni di cui dover memorizzare il nome del capoluogo. Poi tutte le risorse molisane sarebbero finalmente nostre: sempre secondo Google potremmo mettere le mani su un ricco patrimonio artigianale fatto di campane, zampogne, merletti, coltelli, lavorazione del legno e ferro battuto. Per non parlare dei cereali, degli ortaggi e del crescente turismo balneare. Con tutto questo ben di Dio il governo italiano potrebbe farsi bello agli occhi del mondo ed acquistare quel posto al sole che decisamente merita. Ci dispiace per il Molise ma è la legge del più forte. E, come suggerito nel titolo, affanculo il diritto internazionale.

Il Team vorrebbe annettere il Molise all’Italia per far bella figura col governo

92 Prendiamoci il Molise parte prima

 

Appena ho saputo del blitz americano sul Venezuela, non ho voluto sentire ragioni e ho dato l'ordine: “Prendiamoci il Molise!”. Le reazioni del mio team sono state varie: alcuni hanno fatto domande sensate: “Cos’è il Molise?”; altri sono stati interlocutori: “Dove si trova?”; altri decisamente pedanti: “Il Molise è già nostro”. Non mi interessa di chi sia, ho spiegato, ma di chi sarà. In questo clima di libera tutti, in questa giungla dove ognuno fa quel che vuole e vige la legge del più forte, se riuscissimo a portare a casa un risultato importante come un’occupazione territoriale faremo una gran bella figura col governo e faremo vedere al mondo di cosa siamo capaci. L’alternativa sarebbe stata prendere San Marino, ma pare che sia arroccato su un monte ed alla prima folata di vento il Formaggio Svizzero, oleoso com’è, mi sarebbe scivolato a valle lasciando sguarnito il presidio. In breve tempo ho stilato un piano d’attacco in quattro punti che tenesse conto del diritto internazionale, o di quel che ne rimaneva:

  1. Scoprire dov’è il Molise
  2. Verificare che nella dieta dei molisani non ci fossero latticini
  3. Mandare il Formaggio Svizzero a trattare la resa
  4. Ottenere la resa

Per giustificare l’attacco diremo che il Molise minacciava la nostra identità nazionale: il fatto di non essere neppure certi della sua esistenza ci rende vulnerabili e poco credibili come nazione, e questo non è accettabile. Suppongo che su questo punto anche Tajani possa essere d'accordo con noi. Quando lo intervistano ha sempre lo sguardo perso di chi non sa qual è il capoluogo del Molise e ha paura che glielo chiedano. Se gli risolviamo il problema, probabilmente ce ne sarà grato in eterno.  

Il Monolite Alieno sale in cattedra e ci ragguaglia sulla vita sessuale delle colate laviche

91A Quarta lezione Educazione relazionale

 

Se le opposizioni credevano che il governo fosse formato da una congrega di benpensanti, incapaci di affrontare certi temi con coraggio e scioltezza, si sbagliavano di grosso. La prossima lezione sarà tenuta dal Monolite Alieno, una creatura colta e disinibita che ci intrigherà con una conferenza dal titolo provocante: “Gli approcci amorosi delle estrusione laviche nel sistema binario di Sirio”. Quante volte ci sarà capitato di sentir dire: “Le piriti non ci sanno fare”, “i basalti sono noiosi”, “le estrusioni magmatiche non sanno divertirsi”. Niente di più falso: in questa entusiasmante lezione vi mostreremo che anche nel mondo della mineralogia i rapporti interpersonali sanno essere “ardenti”, e non solo per via delle colate laviche e dei lapilli, ma anche per il desiderio di darsi all’altro in modo sano e naturale. Se pensavate che la geologia fosse una scienza noiosa vi ricrederete: le pietre sono creature appassionate e per rendersene conto basta curiosare un po’ per il web, e con un po’ di pazienza troveremo immagini talmente spinte da lasciare ben poco alla fantasia (clicca qui). Credo che con questa lezione le opposizioni capiranno finalmente con chi hanno a che fare.

Il Team si appresta a dare spessore storico ai corsi di educazione relazionale

 Scatoletta Tonno 01

 

Negli ultimi giorni abbiamo riflettuto a lungo su come migliorare ulteriormente il corso di educazione relazionale che abbiamo intenzione di proporre al governo. Probabilmente ciò che gli manca è una prospettiva storica, una traccia che dia rilievo al valore intellettuale dell’atto amoroso e lo faccia apprezzare anche a quella parte della corteccia cerebrale che non ne vuole sapere di istinti, fremiti ed irrefrenabili pulsioni. Ecco quindi la terza lezione, una gemma storiografica che entusiasmerà adulti e ragazzi e avrà per titolo “Le posizioni sessuali delle scatolette di tonno rumene nella Russia del terzo Comintern". A tenerla sarà la Scatoletta di Tonno e per aumentare la suspance vi anticipiamo la terza posizione, probabilmente la più audace, quella che è universalmente nota come “la sublime ruota del piacere”, (clicca qui). Considerata da sempre come il cavallo di battaglia delle conserve slave, la posizione ha origini antiche e nel corsi dei secoli ha trascinato nella lussuria le più caste tra le donne, come ben si può vedere dallo sguardo colmo di lascivia e incontenibile desiderio catturato in questo questo breve filmato di repertorio (clicca qui). Siamo certi che appena vedrà quest’anteprima, perfino il ministro Giuli proverà un brivido lungo la schiena e desidererà saperne di più su questo appassionante argomento.

L’Uovo partecipa ai corsi di educazione relazionale e da il meglio di sé

89A Seconda lezione Educazione Relazionale

 

Questa volta alzeremo l’asticella e nei nostri corsi di educazione relazionale parleremo esplicitamente di sesso: con parole chiare ed immagini esaustive faremo il possibile per spiegare i concetti base della riproduzione alle nuove generazioni, alle vecchie e al ministro Valditara. Il prossimo seminario sarà quindi affidato ad una creatura esperta come l’Uovo, e avrà come titolo evocativo “I sei migliori orgasmi della mia vita”. Come si evince si parlerà della vita sessuale degli embrioni di pollo, un tema scottante e d’attualità che ci aiuterà ad avvicinarci alla materia senza pregiudizi e, nel contempo, a comprendere meglio la fisiologia delle nostre frittate. 

Per prima cosa dobbiamo avvertirvi che potreste sentirvi a disagio: gli argomenti trattati sono estremamente “intriganti” e può capitare di sentirsi eccitati o di veder risvegliati desideri che non sapevate di avere. Non c’è niente di cui vergognarsi, è tutto perfettamente naturale, ma se ciò non dovesse essere di vostro gradimento, per provare a raffreddare gli eventuali ardori concentratevi sullo schermo e, quando vi sentirete pronti, cliccate qui. Questo dovrebbe bastare a farvi passare le voglie per almeno un paio di anni ma, casomai non fosse sufficiente, in qualsiasi momento sentitevi liberi di ripetere la procedura. 

Il corso di divide in due parti. Nella prima parte, che avrà per titolo "Kamasutra per ovipari”, vi illustreremo con dovizia di dettagli il modo in cui la vostra colazione si diverte quando voi non ci siete (clicca qui). E nella seconda, per accontentare le anime più attente ai valori tradizionali della fede e della famiglia, mostreremo le meravigliose conseguenze dell’amore, una commovente sintesi di quelli che sono i veri frutti della passione (clicca qui). Grazie della lezione Uovo, ci sentiamo già persone migliori!

Anche la Scatoletta di Tonno da il suo contributo alla chiamata alle armi

88 La Scatoletta di Tonno e il riarmo

 

Ancora una volta la nostra inventiva è destinata a lasciare un segno nella storia di questo paese. Non soddisfatti di aver iniziato l’Uovo alla guerra psicologica, non paghi di aver inventato un drone capace di sganciare bombe al lattosio, abbiamo modificato la Scatoletta di Tonno trasformandola in un sofisticato cavallo di Troia. Con i suoi colori sgargianti, i suoi font seducenti e le sue dettagliatissime tabelle nutrizionali attirerà il fronte avverso in una trappola mortale, costringendolo a fare i conti con la sua fame atavica e le sue voglie di insalate di riso e salse tonnate. La speranza è che, nella fretta di consumare il pasto, il nemico apra la scatoletta tirando la levetta sbagliata e finisca per farla esplodere, coprendosi di ridicolo e di frammenti di tonno. Ovviamente anche questo sofisticato ordigno bellico ha i suoi difetti: i soldati vegani, ad esempio, sopravviverebbero, e poi ci rinfaccerebbero che avevano ragione loro e non la finirebbero più di farci la predica. Ma quelli a lungo andare sono destinati a destabilizzare il fronte interno: far convivere in una trincea un battaglione di onnivori con dei vegani pronti a recriminare sul contenuto di ogni singola gavetta, è un invito all’ammutinamento. Sono fiducioso, questa volta il governo non può continuare ad ignorarci.

I corsi di educazione relazionale partono alla grande e il Team si prepara a fare il botto

 24A Addio Silvio

 

Per far contenti il ministro Valditara ed il governo, il primo corso di educazione relazionale per le scuole sarà tenuto dal Formaggio Svizzero, un latticino casto la cui comprovata serietà non può essere messa in discussione. Per mostrare l’approccio scientificamente corretto alla questione, e conquistare la fiducia delle giovani generazioni, la prima lezione verterà su un tema molto sentito dalle fasce adolescenziali e avrà per titolo “L’onanismo nei latticini alpini”. Senza troppi fronzoli, e con il supporto delle più avanzate tecnologie multimediali, l’emmental ci parlerà del suo rapporto con la natura e ci illustrerà, in maniera abbastanza esplicita, l’approccio caseario alla conoscenza di sé (clicca qui). In realtà non sappiamo se in qualche sperduta valle alpina si pratichino veramente quelle attività solitarie, non siamo nemmeno sicuri che la cosa riguardi il ministero dell’istruzione e non piuttosto quello dell’agricoltura, ma in ogni caso siamo felici di servire il paese e se dal governo ci volessero contattare per altre interessanti lezioni, noi siamo qui. Ad majora! Semper!

Il Team si reinventa come gang giovanile per seminare il terrore in città

86A Il Team e i Maranza

 

Gestire una gang di “maranza”, cioè di giovani teppisti, non è una cosa facile. Quando ho chiesto al Formaggio Svizzero, alla Scatoletta di Tonno e all'Uovo se avevano voglia di formarne una per seminare il panico e devastare la città, li ho visti preoccupati. “Dobbiamo calpestare le aiuole?” ha chiesto il latticino, “Gettare mozziconi per terra, introdurre biciclette?”. Non necessariamente, ho risposto, ma sarebbe meglio. “Sugli autobus possiamo continuare ad obliterare il biglietto e cedere il posto agli anziani?” ha voluto sapere l’Uovo. Meglio di no, ho spiegato, ma per spregio potreste prenotare le fermate e poi non scendere. “E la rivoluzione proletaria?” si è informata la Scatoletta di Tonno, “Possiamo inventare slogan e riunirci di nascosto negli scantinati?”. Sì, ho concesso, ma non avrebbe molto senso. “Io non me la sento di attraversare fuori dalle strisce”, ha chiarito l’emmental. “E voglio continuare a fare la raccolta differenziata”, ha concluso.

Quando abbiamo letto che le nostre città erano preda di gang giovanili, abbiamo deciso di lanciarci nel business del malessere adolescenziale e mettere su una squadra di teppisti. Ci rendiamo conto che la cosa non è conforme agli standard etici che ci eravamo prefissati, ma se vogliamo attirare su di noi l’attenzione dei media dobbiamo adeguarci ai trend del momento e menare qualcuno. Per farci le ossa abbiamo sequestrato dalla cucina un vecchio macinapepe e l’abbiamo bullizzato a lungo, cercando di apparire abbastanza deviati da attirare l’attenzione della stampa ed impressionare l’opinione pubblica. Purtroppo il vecchio arnese si è dimostrato più coriaceo del previsto, e dopo un attimo di tentennamento ha reagito malamente, mettendo ko il latticino e costringendo i suoi sodali ad una resa incondizionata (clicca qui). Peccato, perché con i suoi tatuaggi il Formaggio Svizzero aveva fatto un ottimo lavoro riuscendo ad inquietare un pochino tutti, soprattutto per lo sguardo estraniato di Hello Kitty ed i sintomi della varicella sulla Pimpa. C’è del lavoro da fare ma mi sembra che siamo sulla buona strada.

Il Team viene in soccorso del governo ed organizza il primo corso di educazione relazionale per le scuole

85C Il Team e Valditara

 

La polemica sull’educazione sessuale nelle scuole che ha coinvolto il governo ci ha dato l’occasione di mostrare di cosa è capace il nostro Team quando decide di impegnarsi in qualcosa di importante. Senza volerci sostituire a nessuno, e nel pieno rispetto delle sensibilità individuali, siamo pronti a farci carico dell'educazione relazionale delle nuove generazioni, proponendo dei corsi severi rigorosamente modellati sui valori fondanti dell’attuale maggioranza.

Per tranquillizzare il ministro Valditara la prima lezione sarà tenuta dal Formaggio Svizzero, una creatura casta che ha avuto due sole erezioni nella vita, ed ancora se ne rammarica. La prima avvenne nel febbraio del 2003 e durò circa tre secondi, un tempo modesto, secondo alcuni, ma sufficiente a segnare irrimediabilmente il vissuto del latticino (clicca qui). La seconda fu un incontenibile inturgidimento che si verificò, senza alcun preavviso, nel giugno del 2007, in un momento inopportuno che vide coinvolti diversi sfortunati testimoni (clicca qui). E per finire, come epilogo della triste vicenda, all’involontario ingrossamento seguì un poderoso orgasmo, che ebbe luogo il 7 novembre del 2013 e durò circa quattro secondi. “I quattro secondi più lunghi della mia vita”, ebbe a dire il Formaggio Svizzero, che non si riprese più dall’evento e dal quel giorno non fu più lo stesso (clicca qui). 

Come potete vedere, i nostri corsi saranno tenuti da personale preparato, la cui levatura morale non può essere messa in discussione. Il ministro Valditara ed i membri del governo possono dormire sonni tranquilli.

La confessione di essere l’omicida di Garlasco non serve a nulla e il latticino mi va in depressione

31A Fedez e Formaggio

 

Ha aspettato per tutto il giorno davanti alla porta di casa che venissero a prenderlo, ma non si è presentato nessuno. Per rendere solenne il momento aveva preparato anche una frase importante da pronunciare: “Un brutto passo per me”, avrebbe detto nel momento di varcare la soglia del carcere, “un grande balzo per l’italianità”. Purtroppo la sua confessione non è servita a niente, nonostante la profusione di prove presentate nessuno l’ha preso seriamente e, per quanto riguarda quell’omicidio, siamo punto e a capo.

A tarda sera mi ha guardato sconsolato e ha chiesto, “Perchè non mi considerano? Cosa c’è che non va in me?”. “Nulla”, gli ho detto per consolarlo, “a parte che sei un formaggio coi buchi e che per via dell’aspetto sono abituati a prenderti in considerazione soltanto all’ora dei pasti”. La cosa non l’ha fatto stare meglio, anzi. Si è adagiato su se stesso come uno squacquerone qualsiasi e ha cominciato a sbuffare come una mozzarella in cottura. Per tirarlo su ho cercato di coinvolgerlo in una questione fondamentale, che ha tutte le potenzialità per raccogliere l’attenzione della stampa e diventare un caso nazionale: “Senti”, gli ho chiesto, “riesci a farti dei tatuaggi più nobili e pregni di significato di quelli che si fa Calenda?”. Ci ha pensato a lungo e alla fine si è lanciato: “Sarà molto difficile, ma ci provo”, ha detto. Dopo appena cinque minuti si è presentato con un volto di donna tatuato sul novanta per cento del corpo (clicca qui). “Con questo tatuaggio voglio celebrare la persona che più di ogni altra, con il suo fare sbarazzino e la vivace intraprendenza, è riuscita a dare spessore ai nostri sogni e a forgiare la nostra identità, di svizzeri e di europei”, ha dichiarato solenne. “La von der Leyen ha dato spessore hai tuoi sogni?”, ho chiesto. “Come, questa non è Heidi?”, ha domandato. “Cazzo!”.

Il Formaggio Svizzero si sacrifica per tutti noi e si consegna alla giustizia

83 Il Formaggio Svizzero si sacrifica

 

Il Formaggio Svizzero ci ha pensato a lungo prima di prendere la decisione e noi abbiamo cercato in tutti i modi di farlo desistere: lo abbiamo implorato, lo abbiamo supplicato, ma non c’è stato niente da fare. Per salvare il paese da se stesso e permettere a sessanta milioni di italiani di guardare avanti ha deciso di sacrificarsi e fare ciò che nessuno di noi, fino ad oggi, ha avuto il coraggio di fare. “Chiara Poggi l’ho uccisa io”, ha dichiarato. 

Come amici e come Team abbiamo cercato di fargli cambiare idea: “Non dire stronzate”, gli abbiamo detto, “a quel tempo non eri ancora stato confezionato”; “Non avresti avuto il tempo”, abbiamo calcolato, “dopo mezz’ora che stai fuori dal frigo, ti afflosci”; “Non hai le impronte digitali”, gli abbiamo rivelato, “sei privo di pollice opponibile, non porti scarpe da ginnastica e ti manca un DNA plausibile”. Poi abbiamo capito: aveva deciso di immolarsi per fare in modo che il paese potesse voltare pagina e tornare a credere nel futuro. Lo ha fatto per i nostri bambini, per i nostri anziani, per il nostro palinsesto televisivo, per la procura di Pavia e per i poveri cronisti stazionati da diciotto anni davanti alle sue porte, con il caldo o con il freddo, con il sole o con la pioggia. Lo ha fatto per riportare le truppe a casa. Quindi anche noi abbiamo fatto quello che andava fatto e con tutta la forza del nostro Team abbiamo “indagato” e, infine, “trovato” le prove che chiuderanno la faccenda una volta per tutte inchiodando l’emmental alle sue "responsabilità". 

Per prima cosa fate molta attenzione a questo video: è stato ripreso nella villetta di Garlasco da una telecamera nascosta, il giorno stesso dell’omicidio, nelle ore in cui la casa era già piena di inquirenti e la polizia scientifica frugava in cerca di indizi (clicca qui). L’assassino ha agito nell'ombra ed è stato bravo ad occultare ogni prova, ma ha commesso un piccolo errore che, grazie ad un’altra telecamera nascosta, siamo riusciti a registrare (clicca qui). Quindi tutte le prove portano al latticino, ma se davvero fosse stato lui può aver fatto tutto da solo? Può essere, ma guardate questa fotografia scattata da un fotografo di passaggio nella dispensa della vittima il giorno prima dell’omicidio (clicca qui). Poi guardate questo video ripreso da una telecamera cinque minuti dopo l'uscita del fotografo (clicca qui). E per finire: quest’ultimo scatto è stato ripreso da un ignaro passante nella cucina della casa e precisamente nel cassetto delle posate (clicca qui). Credo che ormai ci siano abbastanza prove per chiudere la faccenda una volta per tutte e ascoltare Mentana, Bruno Vespa e tutti gli altri, parlare finalmente d’altro. Grazie del sacrificio Formaggio Svizzero! Grazie Scatoletta di Tonno, grazie Forchetta Psicotica!