Il Regista si propone come genio visionario e lascia la propria impronta nella storia

La fascinazione che la destra italiana ha per Elon Musk, il multimiliardario americano proprietario di Tesla, ci ha convinto a rivedere i nostri progetti e a proporci come geni visionari, intenzionati a lasciare la propria impronta nella storia. La prima visione geniale che abbiamo avuto ci ha suggerito di radiocomandare il Formaggio Svizzero per farlo girare su se stesso e sbatterlo contro una parete di calcestruzzo del peso di otto tonnellate. Siamo ragionevolmente certi che nessuno prima di noi abbia mai pensato di fare una cosa del genere, ma siccome con gli svizzeri non si può mai sapere, abbiamo anche cercato di rivoluzionare il concetto di volo aerospaziale facendolo volteggiare nel nostro bel salotto alla folle altezza di un paio di metri (clicca qui). Il successo dell’operazione ci ha spinto ad andare oltre e, nel pionieristico tentativo di creare una rete satellitare toscana, abbiamo cercato di mettere in orbita l’emmental per mostrare al mondo di che pasta è fatta l’ingegneristica fiorentina (clicca qui). Purtroppo il concetto di orbita spaziale di noi toscani pecca del provincialismo tipico di chi ha scelto di rinunciare al proprio avvenire per specchiarsi nella grandezza del proprio passato e, dopo un paio di giravolte malriuscite, il latticino si è schiantato al suolo, lasciando la propria impronta indelebile non nella storia, ma nell’asfalto di Piazzale Michelangelo. Peccato. Ma se qualcuno pensa che questo possa farci desistere dal cambiare il mondo, possibilmente in meglio, si sbaglia di grosso.