Il Team indottrina un “pacifinto” e lo rende migliore, come individuo e come cittadino

Galvanizzati dalle sprezzanti parole di Calenda verso i “pacifinti”, abbiamo deciso di passare dalle parole ai fatti e individuato un “pacifinto” in un nanetto da giardino che da anni occupa abusivamente degli spazi condominiali, lo abbiamo circondato per dargli una lezione, indottrinarlo e insegnargli a stare dalla parte giusta della storia.
L’impresa non era facile: la cronaca ci insegna che questo genere di “pacifinti” in genere si muovono in gruppi di sette e il rischio di trovarsi in inferiorità numerica, essere sopraffatti e deportati a lavorare come schiavi in qualche miniera o, peggio ancora, essere costretti ad ascoltarli mentre cantano “Andiam a lavorar”, era forte. Per evitare ogni rischio gli abbiamo fatto la posta per una settimana e poi, quando siamo stati certi che fosse solo, lo abbiamo accerchiato senza pietà, impedendogli di reagire, di chiamare aiuto o di mettersi a cantare una qualsiasi insulsa canzoncina. In via del tutto eccezionale il Formaggio Svizzero ha accettato di derogare alla sua tradizionale neutralità e si è assunto il compito di educarlo alla belligeranza, prima con delle lezioni teoriche poi con degli esempi pratici. Alla fine, a furia di prenderlo a capocciate, è riuscito ad ungergli la barba, condannandolo ad avere il sentore di un involtino al formaggio che lo accompagnerà per il resto della sua triste vita.
Ci dispiace usare questi sistemi, ma se dobbiamo affrontare questo o quel nemico non possiamo avere pietà. In una società libera e democratica come la nostra, ogni forma di dissenso va minimizzata, ridicolizzata, ghettizzata e costretta ad odorare come le mani di Cracco quando prepara una quattro formaggi. Così è la vita.