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Il Team s’impegna a sventare la sostituzione etnica e a salvare il paese dalla deriva terzomondista

 22 Copertina Il team e la sostituzione etnica

 

Siamo in una qualunque cittadina italiana, in una delle bellissime piazze che impreziosiscono i nostri borghi. Dopo una giornata di duro lavoro, un gruppo di spensierati cittadini si gode le meritate ore di riposo: c’è chi sorridente si guarda in giro, godendo della bellezza del luogo; chi discute animatamente di calcio, esibendo le proprie doti di stratega; chi saltella sul posto, lanciando invettive a questo o quel governo (clicca qui). Quand’ecco che, inaspettata e crudele, una perversa “sostituzione etnica” si compie, provvedendo a cancellare ogni residuo d’italianità da quel, mai più ridente, borgo (clicca qui).

É domenica e in un piccolo ma decoroso appartamento italiano una giovane palla si prepara per il dì di festa, come già gloriosamente fece, nei tempi andati, la marchigiana donzelletta che veniva dalla campagna. La piccola freme, impaziente di allietare i giovani virgulti che in quella casa crescono, e di insegnare loro i fondamenti del calcio, il gagliardo sport nazionale che tanto lustro ha dato al nostro paese (clicca qui). Ma ecco che nell’incustodito focolare prorompe l’infame “sostituzione etnica”, che svilisce la povera sfera, relegandola alla memoria, e impone ai fanciulli nuovi complicati svaghi (clicca qui).

 Siamo sui marciapiedi di una qualsiasi città italiana, una povera forchetta cerca di raggranellare i soldi per consentirsi un magro pasto e risalire la china a cui il fato l’ha condotta. L’italica gente, col cuore traboccante di carità cristiana, passando le allunga qualche moneta, nella speranza di restituirle la dignità perduta e tornare a vederla, ancora una volta, arrotolare spaghetti per il proprio e l’altrui diletto (clicca qui). Ma ecco che un’implacabile “sostituzione etnica" si fa avanti, privandola del diritto di accattonare serenamente, e relegandola all'obsolescenza e all’oblio (clicca qui).

 Con questi pochi video spero di riuscire ad allarmare gli italiani sui rischi di una incontrollata immigrazione, e di convincere la destra sulla qualità delle mie doti comunicative. Se hanno pagato nove milioni di euro per gli spot promozionali con la Venere del Botticelli, quanto sarebbero disposti a pagare per roba di alto valore come questa? (clicca qui).