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Il Trenino delle Meraviglie non si arrenderà mai

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Al Trenino delle Meraviglie non va bene che i fascisti abbiano vinto le elezioni. Come discendente diretto della locomotiva cantata da Francesco Guccini, che nei primi anni del secolo scorso si scagliò contro i ricchi ed i potenti, ha promesso che non troverà pace fino a che non riuscirà a raggiungere i responsabili di questo tracollo elettorale e ad esplodere contro il cielo eruttando lapilli e lava. Dato che parliamo di un trenino di legno che corre in circolo su dei binari di plastica, la cosa potrebbe andare per le lunghe.

Per calmare la sua ira e mostrarle che il male non è mai brutto come lo dipingono, ho chiesto al Re di Fiori di parlare con lui per esporre le ragioni di una destra moderna, che guarda al futuro con spirito costruttivo e all’opposizione con bontà d’animo. Il Re, che da sincero democratico accetta sempre di buon grado di parlare ai propri sudditi, ha cercato di tranquillizzarlo (clicca qui) promettendogli che con loro al governo le cose andranno meglio: ci saranno ordine e disciplina, una strenua difesa del suolo patrio ed i treni arriveranno sempre in orario. Anche perchè, quelli che non lo faranno, saranno passati per le armi. Il Trenino delle Meraviglie ha meditato sulle parole del sovrano e poi, con una capacità di sintesi rara in un giocattolo di legno del secolo scorso, ha obiettato “Non passerete!” e ha cercato di spianarlo, impresa ardua se indirizzata ad una carta da gioco dello spessore di 0.2 millimetri. 

Tutto sommato il dibattito è stato interessante, roba che è raro vedere in televisione e mai, comunque, nelle fasce protette. Mi pare che si aprano spiragli di discussione fra le forze in campo: nemici che soltanto fino a poco tempo fa si rivolgevano la parola soltanto per ingiuriarsi, adesso si confrontano fornendoci spunti di riflessione importanti che abbiamo il dovere di cogliere. Se anche tu vuoi cogliere l’importante spunto di riflessione, clicca qui.