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Addio Silvio

24A Addio Silvio

 

Silvio Berlusconi ci ha lasciato e per celebrare degnamente la sua scomparsa ho chiesto ad alcuni membri del Team di esprimersi liberamente per ricordarlo e per aiutarci ad elaborare il lutto. 

La Scatoletta di Tonno conobbe Silvio negli anni cinquanta, durante una crociera nel Mar Mediterraneo. Il piccolo trancio di pesce si era infiltrato clandestinamente a bordo della nave per fomentare un’ammutinamento e dar via alla rivoluzione proletaria. In quanto abitante degli oceani sperava di riuscire a passare inosservata in quell’ambiente marino, per confondersi con l’equipaggio ed istruirli sulla necessità di conquistare il sol dell’avvenire (clicca qui). Il futuro imprenditore, già a quel tempo fervente anticomunista, l’aveva denunciata al comandante e la poveretta era stata costretta a lanciarsi in mare, confidando che gli istinti primordiali di pesce avrebbero prevalso permettendogli di raggiungere la riva a nuoto. Non andò così: la mancanza di branchie e di pinne si fece pesantemente sentire e la poveretta passò sette anni sul fondo del mare, finché un pescatore di perle genovese, abbastanza confuso e piuttosto fuori posto, non la scambiò per un’ostrica e la portò a terra

Anche l'Uovo ha voluto congedarsi da Silvio rassicurandoci sul suo destino. Forse per la loro fragilità intrinseca, o forse perché non hanno nulla di meglio da fare, le uova hanno riflettuto molto sulla vita e sono giunte alla conclusione che nulla finisce veramente, perché dopo la morte c'è la frittata. Il testo religioso da cui hanno tratto questo importante insegnamento s’intitola “101 modi per cucinare le uova”, e seguendo i suoi dettami, con poco impegno ed una modica spesa, riusciremo ad evolverci in qualcosa di migliore oltre che a “mettere in tavola la famiglia” e a “stupire gli amici”. Voci incontrollate narrano di successive fasi, definite da terminologie complesse quali “transito intestinale” ed “evacuazione”, ma probabilmente si tratta soltanto di sciocche superstizioni, messe in giro per spaventare i piccoli e spingerli a stare buoni. “Silvio,” ci rassicura l’Uovo, “è in una botte di ferro”.

Il Formaggio Svizzero si è lasciato andare ad una danza propiziatoria, tipica delle zone alpine, che ha lo scopo di accompagnare le anime dei defunti alla loro ultima meta: Lugano. “Quando un uomo giusto come Silvio muore,” ci ha spiegato il latticino, “abbandona il suo corpo materiale e va a Lugano, dove verrà accolto da trenta vergini luganesi che si prenderanno cura di lui facendogli conoscere il più sottile piacere della vita: lo Yodel. Poi lo vestiranno con dei pantaloncini alla zuava e lo condurranno presso un grande prato verde, dove potrà salterellare giocoso in mezzo a delle caprette che, se vorranno, gli faranno Ciao! Quelli di indole più riflessiva, invece, potranno stendersi sull’erba a contemplare il cielo, divertendosi a riconoscere le forme più strane nelle nuvole di passaggio, che in Svizzera, comunque, hanno tutte l’aspetto di Guglielmo Tell”.

Non so quanto tutte queste storie possano essere vere, ma raccontarle  mi sembra un’ottimo modo per ricordare il grande statista scomparso. Addio Silvio.