Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte decima: affidarsi alla benevolenza divina

Affidarsi alla benevolenza divina è un trucco antico come il mondo e non ha mai funzionato. Milioni di essere umani sono morti sul campo di battaglia invocando il nome del proprio Dio ed il fatto che siano morti non testimonia a favore di quest’ultimo. Probabilmente l’errore di fondo sta nell’abitudine ad affidarsi alla benevolenza del proprio Creatore mentre avrebbe molto più senso affidarsi a quella del Creatore di tutti gli altri. Il nostro Dio sa tutto di noi, ci osserva da quando siamo nati, e se nei nostri confronti gli fosse rimasto un briciolo di stima non ci avrebbe mai cacciati in una guerra mondiale, o ci avrebbe dotato del fisico di uno Schwarzenegger per poter farvi fronte con qualche speranza di sopravvivenza. Il Dio dei nostri avversari, invece, ci conosce ben poco, può ancora illudersi sulle nostre qualità e, in un ottica di marketing, avvertire la necessità di reclutare nuovi adepti piuttosto che spendersi per quelli già fidelizzati. La cosa peggiore che ci potrebbe succedere sarebbe di finire nel paradiso di qualcun altro, essere guardati con sospetto, magari disprezzati, e tenuti a mostrare i documenti ogni qualvolta un’entità superiore lo richieda. Ma in fin dei conti si tratta dell’eternità: alla fine ci faremo l’abitudine.