Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte undicesima: mimetizzarsi nell’ambiente

Mimetizzarsi nell’ambiente circostante è un sistema assolutamente naturale se siete una salamandra. Se non lo siete il rischio di passare da imbecilli è piuttosto elevato ma, in ogni caso, se può servire a sopravvivere vale la pena provarci. La prima cosa da fare è scegliere con cura l’ambiente in cui effettuare la mimetizzazione: talvolta il nemico si attarda e la mimetizzazione può dover durare a lungo, per cui è bene evitare di mimetizzarsi in luoghi insani o dove possano accadere cose terribili, come il bagno di Salvini o la camera da letto di Donald Trump. Mimetizzarsi vicino ad una televisione può essere di aiuto per passare il tempo a patto che il nemico non sia Al Bano, perché se decide di rivedere le proprie performance al festival di Sanremo vi toccherebbe rivederle con lui, e non è detto che riusciate a sopravvivere al trauma. Secondo il Formaggio Svizzero il posto più piacevole dove provare a mimetizzarsi potrebbe essere l’appartamento di Carlo Calenda, un uomo raffinato, svizzero per mentalità e frequentazioni, che certamente potrebbe intrattenerci con squisite dissertazioni sull’attuale stato dell’economia italiana, o sull’opportunità di allearsi o meno con i cinque stelle. Secondo noi sarebbe preferibile mimetizzarsi nella gabbia degli orsi polari allo zoo di Pistoia: sono fotogenici e nessuno di loro ha mai fatto amicizia con Lapo Elkann o preso accordi con Matteo Renzi. Ma è questione di gusti.