Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte quinta: eccellere in qualcosa

Quando si parla di prima, seconda o terza guerra mondiale non si può prescindere dall’esperienza di Invicto. Passato indenne dalla prima e dalla seconda, l’impavido aeroplanino può insegnarci a sopravvivere alla terza e, se l’Europa decidesse di affidarsi alla lungimiranza politica di Macron, pure alla quarta, alla quinta e alla sesta. Il trucco è compiere delle impressionanti acrobazie aeree, oppure, se non siamo dei provetti piloti, eccellere nelle cose che sappiamo fare meglio. Così come nessuno farebbe del male ad una creatura coccolosa o ad uno svizzero, nessuno si libererebbe di un professionista affermato, in qualunque campo esso eserciti. Per quanto mi riguarda, ancora non mi è ben chiaro cosa se ne farebbe il nemico di toscani inconcludenti, di parlatori a vanvera o d’imbonitori da stadio, ma nel caso ci fosse bisogno di figure professionali di questo tipo io probabilmente mi salverei. Poi mi toccherebbe condividere l’ufficio con Renzi, ma questo è un problema che affronterei in seguito.