Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte sesta: andare a zig zag

Il sesto consiglio che ci sentiamo di dare a chi vuole sopravvivere alla terza guerra mondiale è di muoversi a zig zag. A casa, sul lavoro, sbrigando le faccenda domestiche o guardando la televisione, evitate di restare fermi e ondeggiate, svoltando a destra e sinistra. Non abbiate paura di infilarvi nella porta sbagliata o di sbattere contro un palo, è sempre meglio che essere raggiunti da una pallottola vagante, da una chiamata alla leva o da un commento motivazionale di Paolo Mieli. La Piccola Bicicletta Neorealista, che in questo campo vanta una grande esperienza, ci spiega che per muoversi a zig zag in maniera appropriata occorre alternare improvvisi cambi di rotta: prima a destra e poi a sinistra, oppure, se ci viene più facile, prima a sinistra e poi a destra. Se girassimo esclusivamente in un senso, sostiene, finiremo per muoverci in cerchio ottenendo il cosiddetto “auto-accerchiamento” (clicca qui), una tecnica assurda, utilizzata quotidianamente da Matteo Renzi per ridursi nello stato in cui si è ridotto. Ovviamente, così come ci si può muovere a destra e a sinistra, così si può andare in su e giù, alternando brusche salite a precipitose discese secondo uno schema consolidato che la Piccola Bicicletta ci illustra in questa breve clip (clicca qui). Questo sinuoso movimento, che in natura ritroviamo nell’andatura aggraziata degli stambecchi altoatesini, nell’indice di gradimento di Al Bano e nel mio tasso glicemico, può condurvi lontano ed aiutarvi a sopravvivere a questo tragico periodo storico.