Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte terza: siate svizzeri

Da sempre neutrale, la Svizzera potrebbe essere il paese ideale in cui riparare per evitare la guerra. Purtroppo le piccole dimensioni del paese e l’alto costo della vita non consentono un facile trasferimento, e per chi dispone di un basso reddito le speranze di ottenere un passaporto elvetico sono limitate. Per chi è condannato a vivere in Italia resta comunque la possibilità di diventare svizzeri nel cuore, assumendo un atteggiamento alpino che confonda il nemico e lo spinga ad aprire un conto corrente invece che a spararvi o farvi prigionieri.
Secondo il Formaggio Svizzero, che discende da un'antica famiglia di latticini montani, la cosa potrebbe essere alla portata di tutti perché, essenzialmente, la Svizzera non è un luogo geografico ma un luogo della mente. Essa si trova in ognuno di noi e non è necessario indossare dei pantaloncini alla zuava, esibire un orologio al polso o gorgheggiare uno yodel per farla venire alla luce. Per essere svizzeri, nell'anima prima che nel corpo, non bisogna percorrere grandi distanze, arrampicarsi su vette inaccessibili o spendere un botto per bere un caffè, ma bisogna sedersi nella posizione del loto e svuotare la mente di ogni pensiero. L’obiettivo è concentrarsi abbastanza per raggiungere la pace interiore e permettere all’essenza svizzera infusa in ognuno di noi di manifestarsi. Quando con gli occhi della mente vedremo una guardia con l’alabarda tenere d’occhio il Papa, o un tizio in calzamaglia scura scagliare frecce su una mela posata sulla testa di un bambino, o una ragazzina iperattiva scambiare convenevoli con delle caprette, l’avremo trovata. Volete sopravvivere alla terza guerra mondiale? Siate svizzeri!