Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte seconda: siate coccolosi

Il secondo sistema che suggeriamo per sopravvivere alla terza guerra mondiale è mostrarsi coccolosi. Nessun avversario, per quanto possa essere malvagio o determinato all'annientamento del nemico, farebbe del male di proposito ad un panda, ad un pinguino o ad un Carlo Calenda. Sono creature tenere, che la natura ha dotato di un aspetto ciccioso e inoffensivo proprio per consentirgli di sopravvivere negli ambienti più strani, come il Polo Sud, le foreste del Sichuan o il Parlamento Europeo. Ovviamente la coccolosità è un dono della natura, e chi non ne è dotato difficilmente diventerà protagonista di un documentario del National Geographics o verrà invitato nei talk show per dare la propria buffa opinione sui fatti del giorno. Ma chiunque, praticandola quotidianamente, può cercare di migliorare le proprie performance e mirare a diventare protagonista di un film Disney, o accordarsi con Matteo Renzi per ridurre ulteriormente le proprie chance di contare qualcosa.
Se siete Bruno Vespa la coccolosità non fa per voi: per quanto le vostre guance possano risultare pienotte, e il vostro sguardo smarrito e vuoto, non riuscirete mai a raggiungere il grado di coccolosità necessario per far passare ai vostri detrattori la voglia di mettervi le mani addosso.