Il Formaggio Svizzero boicotta la cultura russa e, nello specifico, la barba di Dostoevskij

Per dimostrare la nostra fedeltà atlantica, non paghi di aver sbeffeggiato Putin, Kim Jong-un, Xi Jinping e tutta quella marmaglia vetero comunista, radical chic, tardo ideologica e non so cos’altro, stanotte abbiamo sferrato un micidiale attacco contro Fedor Dostoevskij, scelto come rappresentante di quella mediocre cultura russa che da sempre, con tutti quei romanzi pieni di fatti complicati e nomi impronunciabili, minaccia l’occidente. L’idea è di colpirne uno per educarne cento, e se tra quei cento da educare c’è Lev Tolstoj si capisce la portata storica del nostro lavoro. L’impresa non era scevra da rischi: non sapevamo cosa potesse celarsi dietro quell’imponente barba, qualcuno dice un drone, qualcuno dice un missile ipersonico, qualcuno, meglio informato, dice il collo. Non potevamo far altro che andare a vedere e per farlo abbiamo scelto il Formaggio Svizzero, un emmental che secondo noi, in quanto spuntino, sarebbe riuscito ad avvicinarsi alla bocca della vittima senza destare troppi sospetti. L’impresa è andata benissimo: dopo avergli unto la barba, condannandolo a farsi perlomeno uno shampoo, il latticino si è accasciato esausto al suolo, pago dell’impresa compiuta. Che Cechov, Turgenev, Lermontov e tutti quegli altri scribacchini con il cognome che terminano per “v”, stiano avvertiti! Stiamo arrivando e non avremo pietà!