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Il senso civico del Formaggio Svizzero si scontra con la realtà

Il Formaggio Svizzero e le elezioni comunali

 

Ogni volta che si avvicina la data delle elezioni il Formaggio Svizzero viene assalito dal senso civico e si sconforta: ancora non ha deciso cosa votare e ha paura di non riuscire a dare il suo contributo alla crescita della società. Per tirarlo su di morale gli dico che nessuno ha grandi aspettative nei suoi confronti e che a parte Alessandro Borghese e Benedetta Parodi, in Italia nessuno nutre tanta considerazione per il proprio pasto. Quando poi ha scoperto che Abramo Lincoln era uno dei candidati, non ha retto all'emozione ed è crollato a terra. Lincoln, mi ha spiegato, è il più grande svizzero di tutti i tempi, sia come centimetri d’altezza che come fama. La gente crede che fosse americano per via dei vestiti eleganti che amava indossare al posto dei classici pantaloncini alla zuava tenuti su con le bretelle, ma in realtà era nato a Lugano e cresciuto nel Canton Ticino. Quando il vento dell'illuminismo soffiò in Svizzera - forse perchè era il luganese più alto di tutti o perché il cappello a cilindro che indossava gli volava a terra al minimo refolo - fu il primo ad intercettarlo e a sentire il bisogno di fare qualcosa per i più sventurati. In una infuocata conferenza stampa dichiarò che la situazione era insostenibile e propose di abolire la schiavitù in tutto il territorio della federazione, anche a costo di far scoppiare una guerra civile. Siccome la schiavitù non la prevedeva nessuno, si calcolò che la guerra sarebbe durata cinque minuti e che gli eserciti partiti per il fronte non sarebbero arrivati da nessuna parte, creando delle situazioni logistiche difficili da sbrogliare. Essendo un popolo pragmatico, gli svizzeri si risolsero a rendere l’asservimento legale, individuando delle classi inferiori da sottomettere per poi, in un secondo momento, liberare. Per far le cose per bene venne indetto un referendum e il popolo venne invitato a pronunciarsi su chi dovesse essere considerato inferiore e ridotto in catene, e chi, in quanto superiore, lasciato libero di fare quello che gli pareva. I risultati furono abbastanza sorprendenti: al primo posto tra la gente da soggiogare si piazzarono “Gli abitanti dei grigioni” con un buon 36%, poi seguirono “I luganesi” con il 28%, “Quelli che fanno lo Jodel” con il 16%, “Heidi” con il 2% e “Le caprette che ci fanno ciao” con l’un per cento. I restanti voti andarono ai “Non so” (8%) e ai “Lo so ma non te lo dico” (6%). Poi venne fuori che “Le caprette che ci fanno ciao” le aveva votate solo l'Heidi, che in quanto minorenne non avrebbe neanche dovuto presentarsi ai seggi, e il referendum venne invalidato. A questo punto ci si accorse che, stanco di aspettare, Lincoln aveva lasciato il paese ed era andato oltreoceano per soddisfare la propria sete di giustizia e trovare qualcuno in grado di apprezzare il suo vestiario.

 Anche questa volta non so quanto di vero ci possa essere nei racconti del latticino. Se non mi avesse giurato sulla testa di George Washington, il più grande ginevrino di tutti i tempi, che le cose erano andate realmente così, probabilmente non avrei riportato le sue parole e saremmo restati a parlare di Renzi o Salvini, o uno qualunque di quei personaggi abbastanza realistici e altrettanto assurdi.