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Tradotto a Guantanamo, il Formaggio Svizzero viene invitato a riconvertirsi al cristianesimo

102A Ambasciata americana

 

Fuggito dalla prigione iraniana, l'emmental ha cercato rifugio presso l'ambasciata americana, chiedendo asilo politico e protezione. Malauguratamente, nessuno dei funzionari presenti aveva mai sentito parlare della Svizzera o aveva simpatia per delle fette di formaggio disarticolate dal contesto di un hamburger. Per questo, ma anche per il colorito giallastro e per i troppi buchi che riaprivano la scottante questione dei “gender”, in breve è stato sospettato di terrorismo e tradotto in manette a Guantanamo. Quì è stato gettato in una oscura cella sotteranea e minacciato di tortura se non avesse abiurato alla propria fede e fatto i nomi dei propri complici, svelando i loro malsani piani per la conquista del mondo cristiano. Per sciogliergli la lingua lo hanno legato ad una tavola e provato a torturarlo con delle leggere scosse elettriche applicate ai testicoli. Per fortuna, per via della strana anatomia dei formaggi che non contempla apparati sessuali ma affida la riproduzione ad una sorta di partenogenesi casearia, la cosa si è rivelata più complessa del dovuto ed il Formaggio Svizzero ha potuto approfittare di un attimo di smarrimento degli aguzzini per elaborare un astuto piano di fuga e metterlo in pratica (clicca qui). L’esperienza per l’emmental si è rivelata più traumatizzante del dovuto e per adesso abbiamo dovuto accantonare i nostri progetti di collaborare all’esportazione della pace, della democrazia e dell’amore universale. Ma, sappiano i malvagi dell’una o dell’altra parte, che non demorderemo.