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Una turpe storia

39A Una turpe storia

 

Per attirare l’attenzione della stampa, abbiamo pensato di dare in pasto all’opinione pubblica una turpe storia. Un delitto feroce che riempia le pagine dei giornali facendoci sentire impauriti e migliori; un fatto di cronaca che abbia una vittima innocente e un carnefice malvagio, con dei misteri da svelare ma senza troppe zone d’ombra a sfumare il profilo della colpa. E che finalmente ci faccia conoscere al mondo.

Nella nostra turpe storia un giovane embrione di pollo, ancora nel fiore degli anni, è stato ucciso ed il suo corpo assodato e smembrato. Al suo fianco, una scatoletta di tonno dal passato misterioso è stata accoltellata e l’unico sopravvissuto alla mattanza, un formaggio svizzero di passaggio, non è imputabile per via della mancanza di un pollice opponibile e della storica neutralità che vuole gli elvetici estranei alle tribolazioni del continente. Purtroppo la natura embrionale della giovane vittima non ci permette di ascriverlo ad una specifica categoria, sessuale o sociale, cosa che ci avrebbe aiutato a posizionarci correttamente in questa storia dalle tinte fosche e a prendere rapidamente posizione, assegnando a ragion veduta i torti e le ragioni. 

Della vittima sappiamo che era molto amata e che aveva avuto un’infanzia felice, come ci racconta questa vecchia foto che la ritrae con la madre e le sorelle durante una spensierata vacanza a Pisa (clicca qui). Sappiamo che era una giovane piena di speranza e che grazie al duro impegno era riuscita ad eccellere nello studio, imboccando una carriera brillante che l’avrebbe portata ai vertici della sua categoria, facendola diventare quello che i suoi genitori non erano mai riusciti ad essere (clicca qui). E se il fato non avesse deciso diversamente chissà quali traguardi importanti avrebbe raggiunto, e quali impronte indelebili avrebbe potuto lasciare nel corso degli eventi (clicca qui).

Nessuno sa da dove venga la scatoletta. La sua presenza sul luogo del delitto resta un mistero, ma gli inquirenti sperano di avere presto qualche indizio dall’autopsia e dalla lettura degli ingredienti e delle modalità di conservazione stampate sull’etichetta. Da quel poco che è filtrato, il suo passato è avvolto nell’ombra e voci non confermate la vogliono protagonista di turpi fatti avvenuti in passato (clicca qui). Se queste voci fossero confermate, e la sua presenza su altri storici luoghi del delitto fosse provata (clicca qui), finalmente si potrebbe far luce su alcuni fatti drammatici che da tempi immemori attendono di essere chiariti (clicca qui).

Non vogliamo sembrare cinici, ma con una storia come questa non possiamo continuare ad essere ignorati dalla grande stampa. Gli elementi per destare l’interesse del grande pubblico ci sono tutti: una giovane creatura strappata agli affetti familiari, uno straniero misterioso dal passato torbido, un latticino svizzero con gli occhiali. Stiamo anche considerando la possibilità di sparigliare ulteriormente le carte, aggiungendo elementi di disturbo per infittire il mistero e lasciare tutti col fiato sospeso (clicca qui). Cosa si può volere di più?