Ritorno a Pisa

Se il governo continua ad ignorarci, noi non ignoreremo il governo. Consci del momento storico che stiamo vivendo, siamo tornati a Pisa per portare a termine il lavoro cominciato dalle forze dell’ordine ed educare le nuove generazioni al rispetto delle istituzioni. In Piazza dei Miracoli, davanti alla Torre di Pisa, assunta come metafora del manganello alzato, abbiamo isolato un bambino facinoroso e gli abbiamo impartito una lezione che non scorderà tanto facilmente. E se a Pisa le forze dell’ordine hanno agito nell’intento di “colpirne uno per educarne cento”, noi abbiamo rilanciato e nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse ci siamo apprestati a colpirne mezzo per educarne mille.
Purtroppo, come spesso accade ai ragazzi di quell'età, l'infante era affamato e ha scambiato il nostro manganellatore per quello che effettivamente era: un ottimo antipasto. Ignorando le più elementari regole che dovrebbero vincolare il comportamento dell’educando, il pargolo ha bypassato la catena gerarchica ed afferrato l’educatore se lo è portato alla bocca per soddisfare i propri bisogni primari e, nel contempo, sfidare il potere costituito e gettare scompiglio nella piazza. Soltanto l’intervento della madre, accorsa al grido di, “Cosa stai facendo! Butta quello schifo per terra!”, ha evitato che il paese piombasse nell’anarchia e ha salvato il latticino da una fine prematura.
Nella speranza che le istituzioni abbiano comunque apprezzato il nostro tentativo, e che il comportamento del bambino non sia causa di uno scontro diplomatico con la Confederazione Svizzera, noi continuiamo nella nostra missione di creatori di contenuti e se qualcuno nel governo avesse bisogno di rinverdire la propria immagine, noi ci siamo.