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Ricomincio da capo

Rricomincio da capo

 

Volevo fare una versione impegnata della commedia con Bill Murray “Ricomincio da capo”. Nel film si narra di un presentatore televisivo che, catturato in un loop temporale, è condannato a risvegliarsi ogni giorno nello stesso albergo per rivivere gli stessi accadimenti vissuti il giorno precedente. Come protagonista della nuova versione ho pensato subito di coinvolgere il mio amico uovo perché mi sembrava che la sua vita, così intensa e piena di imprevisti, potesse fornirmi molti spunti narrativi. E’ strano, ma mi sbagliavo. 

Ho scoperto che il mio amico passa delle giornate noiosissime, svegliandosi e andando a dormire sempre nello stesso posto: lo scomparto delle uova. Il massimo dell’avventura lo vive quando apro lo sportello per prendere qualcosa da mangiare e per non farlo sentire escluso gli agito una padella sotto il naso. Non ha nessun amico, un po’ per la naturale ritrosia di chi è privo di apparato fonatorio e un po’ perché la mia compulsività nei confronti del cibo non gli lascia il tempo di farne. L’altro giorno, per esempio, credo abbia stretto amicizia con uno yogurt probiotico che avevo riposto accanto a lui, ma poi mi sono saltati fuori dei blocchi intestinali e si sono dovuti lasciare. Mi dispiace distoglierlo dalla sua placida routine, ma se voglio portare a termine il film devo assolutamente fargli capitare qualcosa d'interessante. 

Alla base della trama potrebbe esserci una storia d’amore, e per svilupparne una decente sono dovuto andare al supermercato dove l'avevo comprato per indagare su quali potrebbero essere le sue preferenze sessuali: purtroppo questo genere d’informazioni sono considerate ridondanti e sulle confezioni non le scrivono mai. L’addetto al reparto gastronomia è stato molto sgarbato e mi ha suggerito di scoprirlo da solo, magari infilandomelo nel luogo che il migliore amico dell’uovo, lo yogurt probiotico, aveva da poco provveduto a sbloccare. 

Alla fine ho lasciato perdere la storia d’amore e mi sono concentrato sul tema portante della pellicola: il miglioramento dell’individuo. Nel film con Bill Murray il protagonista riesce a uscire dal loop quando comprende che il tempo è troppo prezioso per sprecarlo e sceglie di utilizzarlo per migliorarsi, ad esempio imparando a suonare il piano. La mancanza di arti prensili mi ha costretto ad improvvisare studi più consoni alla sua natura di embrione di pollo, per cui l’ho portato al parco ed ho tentato di insegnargli a volare. Purtroppo, appena l’ho posato su una panchina, è stato afferrato da un cane estroverso che ha tentato di insegnargli a comportarsi da palla. Sono riuscito a salvarlo e l’ho riportato a casa, ritenendo che per quel giorno di shock ne avesse avuti abbastanza. Ha scoperto di non poter avere una vita sessuale soddisfacente, che anche i pastori tedeschi possono soffrire di alitosi e che il suo migliore amico, lo yogurt probiotico, ha lasciato questo mondo con delle bruttissime immagini nella mente. Mi dispiace, ma devo rimandare la pellicola a giorni migliori. Comunque tutta la faccenda sta prendendo la piega impegnata che speravo.