Travelers go to Siena

Non gli avevo dato nessuna indicazione, volevo che la reazione del formaggio alla bellezza di Piazza del Campo fosse la più spontanea possibile. E così è stato. Appena giunto nella piazza ha lanciato uno sguardo appassionato a destra e a sinistra, e poi, sopraffatto dall’incomparabile bellezza, non ha retto all’emozione e ha avuto un malore. Questa è la prima ipotesi. La seconda è che abbia scorto una formaggera sul tavolo del ristorante alla sua sinistra e, sopraffatto dal pensiero di essere scambiato per un tocco di parmigiano, non abbia retto allo spavento e sia crollato a terra. Entrambe le ipotesi sono plausibili e mostrano come il latticino sia una creatura estremamente sensibile e poco avvezzo a mediare le spinte emotive di cui è preda. E questo appare evidente anche in questa occasione, visto che la piazza era piena di piccioni affamati ed in qualità di farcitura per panini non era proprio il caso di rendersi disponibile lasciandosi andare a terra.
Per prepararlo al viaggio avevo passato delle giornate a leggergli brani dal “Viaggio in Italia” di Goethe, scrittore a lui affine per estrazione e radice linguistica. Non sono sicuro che abbia capito bene ciò che gli proponevo, durante la lettura rimaneva impassibile, con quella fissità vacua e un po’ spaventata che assume quando per scherzo accendo la televisione e la sintonizzo su MasterChef (clicca qui). Per finire la giornata abbiamo voluto ricreare le atmosfere deliranti del Palio senese organizzando una competizione all’ultimo sangue fra i membri dello staff dotati per la corsa. Credo di aver avuto una buona idea, è raro vedere spettacoli di qualità come questi (clicca quì).