Travelers

Il Team e la Via degli Dei VII

Il Team affronta la Via degli Dei: parte settima

 

Tornato a casa dal trekking sugli Appennini, il Regista durante la notte si sveglia di soprassalto con un dubbio spaventoso: e se gli ultimi giorni fossero stati soltanto un sogno? È possibile che la visita dell’australopiteco, la scomparsa di Trump, e tutto il resto, non siano veramente successi? E se tutta la realtà, come sostengono alcuni medici, fosse un parto della sua mente malata? Per fortuna torna ad apparirgli il pronipote androide per rassicurarlo sulla cosa: “Stai tranquillo”, gli dice, “se fosse stato un inganno, il mio rilevatore di fake news ci avrebbe avvisati! Nel 34° secolo il nostro leader supremo, Carlo Calenda, ha dotato tutte le creature senzienti di un rilevatore di menzogne per aiutarci a riconoscere la verità. È grazie a lui che sappiamo che Montezemolo è stato il più grande imprenditore di tutti i tempi”. “Com'è possibile che Calenda sia ancora vivo nel 34° secolo?”, chiede il Regista. “Nel 3148 un asteroide grande come la luna stava precipitando verso la terra, non sapevamo cosa fare e abbiamo clonato Calenda affinchè ci salvasse”. "Perché proprio Calenda?”. “Ci piacevano le sue politiche del fare e l’aria sbarazzina”, spiega l’androide. ”E vi ha salvato?”. ”No. Le sue politiche del fare hanno impresso un'accelerazione impressionante all'asteroide, che ha colpito la Terra, spaccandola in due metà. La metà in cui viviamo noi è ancora governata da Calenda”. “Beh, poteva andare molto peggio… ”. “Si, l'altra metà é governata da Renzi”. 

“La realtà”, prosegue il pronipote, “è esattamente come te la raffiguri. Il tuo migliore amico è un formaggio svizzero, il tuo tavolo di cucina è un monolite alieno e la scatoletta di tonno che tieni in dispensa è una radicale bolscevica che partecipò alla rivoluzione russa e fu amica di Einstein. Io stesso esisto, vengo dal futuro e sono la creatura più intelligente dell’universo”. “Dici davvero?”. “Certo, altrimenti come farei a sapere che Pupo è stato un grande poeta e che le sue musiche hanno ispirato i Beatles? Adesso devo andare, mi informano che un altro meteorite sta per schiantarsi sulla Terra e dobbiamo clonare il ministro Lollobrigida perché ci suggerisca cosa fare. Addio!”.

Rassicurato sul fatto di non essere pazzo e che il mondo del futuro sarà affidato alle sapienti mani del ministro Lollobrigida, il Regista torna a dormire. In un universo come questo, cosa potrebbe mai andare storto?

Il Team e la Via degli Dei VI

Il Team affronta la Via degli Dei: parte sesta

 

Nella seconda notte passata sugli Appennini, per una questione di compensazione Karmica, o semplicemente perché voleva rompere i coglioni, il Regista riceve la visita di un suo pronipote, un sofisticatissimo androide proveniente dal 34° secolo. Il discendente, felice sintesi tra biologia, robotica ed intelligenza artificiale, gli dice che è stato mandato dal futuro per salvarli dalle grandi piaghe della loro epoca: le fake news e il ritorno degli Oasis. “Vi faranno credere che il concerto della band inglese è un evento importante e sei miliardi di persone si precipiteranno a Wembley per assistervi. Il loro peso farà collassare la struttura e modificherà l’orbita del pianeta. Questo provocherà lo spostamento dell’asse terrestre, ed il polo nord finirà a Busto Arsizio”. “È terribile!”, dice il Regista. “Sì, e Alberto Angela sarà il primo esploratore a cercare di raggiungerlo a piedi. Facendosi trainare da dei cani da slitta arriverà fino a Legnano, ma dei leghisti lo scambieranno per un eschimese clandestino e lo abbatteranno".

“Le fake news”, continua l’androide, “modificheranno la vostra percezione della realtà e accadranno cose orribili: Putin sfonderà le linee ucraine e arriverà fino a Lisbona, poi, per via del troppo impeto e della mancanza di parapetti, cadrà nell’oceano atlantico e rischierà di affogare. Per salvarsi nuoterà fino alla Florida, dove riprenderà fiato per cinque minuti prima di dilagare per tutti gli Stati Uniti. Niente e nessuno potrà fermarlo”. “Nemmeno Calenda?” si informa il Regista. “Le fake news vi faranno credere che come politico vale poco, che è cicciottello e che spara troppe cazzate”. “Non è così?”. “No! Calenda é il più grande statista di tutti i tempi, è alto due metri e venti e assomiglia a Schwarzenegger. Forse è un filino più muscoloso”. 

Il Regista è sconcertato: “Io credevo che i grandi problemi del nostro tempo fossero il cambiamento climatico e il rischio di un’apocalisse nucleare”. “Bazzecole! Quando George Clooney diventerà presidente si capirà che erano tutte fake news. Grazie all’innalzamento del livello degli oceani la gente non dovrà più mettersi al volante per andare al mare perché sarà il mare ad andare da loro; e quando grazie alle radiazioni appariranno le prime galline con otto cosce la gente, i galli con troppo testosterone e il signor Amadori, sapranno apprezzare il cambiamento”. “Ci saranno delle mutazioni genetiche?”. “Non ti ho detto che Calenda assomiglia a Schwarzenegger? Adesso scusami ma devo andare, stasera in mondovisione danno “Stato Vaticano’s got talent” e non voglio perderlo”. “Stato Vaticano’s got talent?”, si stupisce il pronipote. “Alla fine è venuto fuori che Papa Francesco era veramente comunista e approfittando di una bella edizione del festival di Sanremo ha invaso un’Italia distratta, annettendola allo stato pontificio e trasformandola in un regime totalitario. E questo è quanto, addio”. 

Il Team e la Via degli Dei IV

Il Team affronta la Via degli Dei: parte quarta

 

Quando ha visto la distesa verde non ha saputo resistere e si è lanciato in una sfrenata danza. Donald Trump, il famoso intrattenitore televisivo, immobiliarista, marito di Ivana e Melanie, presidente degli Stati Uniti e wrestler, è voluto venire con noi sul cammino degli Dei per conoscere meglio la Toscana, immergersi nelle sue meraviglie e decidersi a comprarla. “Credo che la Toscana possa essere un ottimo resort”, ha detto, “con belle ville immerse nel verde, dei campi da golf e qualche grattacielo per accogliere i turisti ed abbellire lo skyline”. “Non nego che possano esserci dei grossi problemi da affrontare: ci sono troppi pisani e Prato non ho capito ancora a cosa serve. Ma col tempo non dubito che riusciremo ad affrontare tutte le questioni e a risolverle. In realtà credo di aver già trovato un possibile acquirente per Grosseto, e il David può interessare a Bill Gates”. 

Poi, per fortuna, come Julie Andrews in “Tutti insieme appassionatamente”, ha visto un prato verde, si è fatto prendere dalla frenesia e ha cominciato a scapicollarsi tra i campi, con un'espressione gioiosa in faccia e l'intenzione di concedersi in un'esibizione canora. Non è la prima volta che Trump ha a che fare con quella pellicola (clicca qui): nel 1965 cercò di avere la parte del protagonista ma venne cacciato dalla produzione perché lanciò un’opzione sull’Austria per smontarla, trasferirla negli Stati Uniti e ricomporla, per farne il proprio stato personale. Sul set conobbe il Formaggio Svizzero, che era stato ingaggiato per interpretare il più piccolo dei figli del comandante. La sua espressività tipicamente alpina piacque a tutti, ma il suo ruolo venne cancellato perché non riusciva a sedersi compostamente per più di cinque secondi (clicca qui). Tutte queste storie di vita e di cinema fanno bene al cuore, sono ottimista su quest’avventura

Il Team e la Via degli Dei V

Il Team affronta la Via degli Dei: parte quinta

 

Trump è morto. Una folata di vento particolarmente forte l’ha sollevato in aria e scagliato verso Bologna, dove potrebbe atterrare in meno di due ore. Comunque vada, anche se dovesse salvarsi planando su qualche ramo, la vedo male per lui: in quella città sono tutti comunisti, o progressisti, o democratici, o qualunque cosa sia diventata la sinistra dopo la caduta del muro di Berlino. Non avrebbe dovuto venire con noi sul cammino degli Dei. Per commemorarne la dipartita abbiamo chiesto all’Uovo di assumere un’atteggiamento triste e di spendere qualche parola in sua memoria. La commemorazione ci ha commosso parecchio e alla fine, quelli di noi dotati di dotti lacrimali, si sono messi a piangere. Sintetizzando, ha detto:

  1. Trump è morto
  2. Non l’ho ucciso io
  3. Una folata di vento particolarmente forte l’ha strappato a noi per consegnarlo alla storia, presumibilmente a Bologna
  4. Da oggi Bob Dylan potrebbe cantare: “The Trump, my friend, is blowing in the wind / The Trump is blowing in the wind”, e nessuno potrebbe dirgli niente
  5. Tutti resterebbero commossi e penserebbero: “Com'é vero!” 
  6. Perché la strofa sarebbe corretta, filologicamente inoppugnabile
  7. Se fossi Bob Dylan, comunque, non lo farei
  8. Per una questione di opportunità politica e perché non siamo veramente sicuri che Trump sia morto 
  9. In realtà non eravamo nemmeno sicuri che Trump fosse vivo
  10. Per quello che ne sapevamo quello non era il vero Trump ma una sagoma di cartone messa su una pedana con le ruote
  11. Sembra una cosa folle, chi farebbe mai una cosa del genere? 
  12. Calenda? Renzi? La Harris? I poteri forti? La magistratura politicizzata? 
  13. Mah… 
  14. The answer, my friend, is blowing in the wind. The answer is blowing in the wind
  15. Ho finito
  16. Che si mangia per cena? 
  17. Spero non me
  18. Grazie

Il Team e la Via degli Dei III

Il Team affronta la Via degli Dei: parte terza

 

Durante la prima notte in montagna, commosso dalla bellezza della natura, il Regista tenta di mettersi in contatto telepatico con “Sé stesso bambino”, per condividere la bella esperienza e guardare insieme il cielo stellato. Purtroppo, per via dell’atmosfera rarefatta e del buco dell'ozono, il messaggio telepatico si perde nel tempo e raggiunge un suo lontano progenitore, un australopiteco caratteriale che diversi milioni di anni prima aveva cercato di farsi un panino al mammut ed era rimasto schiacciato dal proprio spuntino. L’ominide è deluso dal pronipote: “Non dovresti essere qui”, gli dice. “Io e tua nonna non siamo scesi dagli alberi per ritrovarti a bazzicare in questi ambienti. Torna subito a casa, metti la testa a posto e vatti a stravaccare sul divano. Alla televisione stasera danno “Italia’s got talent”. Non ti piace “Italia’s got talent”?”. L’artista cerca di spiegarsi: aveva sentito il richiamo della natura e voleva recuperare le proprie radici. “Sento il bisogno di tornare ad una vita sana”, dice. L’australopiteco, un po’ per via che era rimasto ucciso da uno degli ingredienti della propria merenda e un po’ per via della scarsa circonferenza cranica, non riesce a capire. “Ma quale vita sana?”, dice. “La vita è spavento e orrore! Volevo farmi un panino e la sua farcitura mi ha rincorso e ucciso! Tu sei fortunato, hai la coop dietro casa, hai l’esselunga e la conad! Se ti va un mammut puoi fartelo consegnare a casa! E già morto!”. Il Regista a quel punto capisce che quello scontro generazionale è insanabile: le differenze culturali tra loro sono troppe e il fatto di non appartenere alla stessa linea evolutiva non agevola le cose. A malincuore abbandona la comunicazione telepatica, guarda le stelle e s’interroga sul senso della vita, e sulle morti stagioni. Ma il naufragar in quel mare non gli è mai stato dolce.

Il Team e la Via degli Dei II

Il Team affronta la Via degli Dei: parte seconda

 

È voluta a tutti i costi venire con noi sulla Via degli Dei per raggiungere la terra della “buona tavola", la patria dei tortellini e delle lasagne, del prosciutto e del parmigiano. “Ci sono dei doveri inderogabili a cui non possiamo mancare”, ha detto. “Ogni buona forchetta dovrebbe raggiungere Bologna almeno una volta nella vita; così come ogni mussulmano dovrebbe andare alla Mecca, ogni cattolico a San Pietro, ogni fascista a Predappio e ogni renziano dallo psichiatra”. Il discorso non faceva una piega così abbiamo acconsentito, ben consci che il suo essere oggetto inanimato ci poneva non pochi problemi logistici. Per simulare il movimento ed esibire una parvenza di camminata l’abbiamo conficcata nel terreno, lasciando che la sua natura di forchetta psicotica facesse il resto. Seguendo gli insopprimibili istinti che agitano chi è privo di apparato cognitivo e ha scelto di trascorrere la vita dentro e fuori i palati altrui, ha cercato con scarso successo di scagliarsi verso il capoluogo Emiliano, manifestando il proprio sconforto ad ogni fallimento. Ma se c’è una cosa positiva che connota gli psicotici è che non demordono mai; così come i fascisti inseguono i propri sogni nonostante si siano dimostrati essere incubi e i renziani il proprio leader nonostante si sia dimostrato essere Renzi, così la nostra posata ha insistito nel tentativo, lasciandoci il tempo di allontanarci in santa pace. Non dubitiamo che la ritroveremo al nostro ritorno. Ancora conficcata nel terreno a tentare di raggiungere ciò che per lei è irraggiungibile; come Achab con la balena bianca, Ulisse con Ithaca e i renziani con il senso logico, darà tutta sè stessa per avere ciò che per definizione è impossibile abbia. Sei nei nostri cuori Forchetta Psicotica!

Il Team e la Via degli Dei

Il Team affronta la Via degli Dei: parte prima

 

Per questa puntata di Travelers ci siamo spinti ai limiti dell’impossibile e abbiamo deciso di affrontare il cammino degli Dei, la camminata transappenninica che unisce Firenze a Bologna. A guidare la spedizione sarà il Formaggio Svizzero che grazie alle proprie origine alpine vanta un sacco di esperienza per quanto riguarda l’arrampicata, il riconoscimento delle feci altrui ed il canto dello Jodel, indispensabile per allietare le notti all’addiaccio e tenere lontani gli animali molesti. La montagna ci è amica, ma non bisogna dimenticare che può diventare ostile se affrontata con arroganza e superficialità, e che la tragedia, anche se sei preparato e di origine Svizzera, è sempre dietro l'angolo. 

 A tale proposito l’emmental racconta che un suo zio, appassionato di trekking, durante un'escursione sulle Alpi venne attaccato e divorato da un lupo affamato. L'animale si rivelò intollerante al lattosio e il poveretto, dopo un transito intestinale insolitamente breve, venne “scoreggiato fuori” e reimmesso nell'atmosfera. Fu una questione di attimi ma per lui, che lo visse in prima persona, il passaggio fu talmente traumatico da lasciargli un segno indelebile nella memoria. Secondo il latticino non si riprese piú dall'esperienza: un po’ per lo spavento preso e un po’ per lo stato gassoso in cui si era ritrovato, entrò in depressione e si suicidò, lasciandosi disperdere da un ventilatore a soffitto. L’unica maniera che avrebbe avuto per salvarsi, afferma il nostro amico, era di approntare un bivacco e accendere un fuoco, rischiando però di svegliarsi la mattina seguente trasformato in fonduta o, peggio ancora, in scamorza affumicata. Come se non bastasse, prosegue il latticino, in montagna ci sono un sacco di insetti: una decina di formiche rosse ben motivate possono spolpare un trancio di emmental in cinque minuti netti e, per via dell'intestino cortissimo e dell’efficienza organizzativa, se intolleranti al lattosio nebularizzarti fuori in meno di tre secondi. Tutti questi racconti di montagna mi hanno traumatizzato. Se fossi un formaggio non uscirei mai di casa e passerei le giornate spalmato sul divano a guardare la televisione, commiserandomi davanti a programmi sadomaso come “Masterchef”, "La prova del cuoco" e “Quattro ristoranti”. Più o meno come faccio adesso.

Con questi presupposti ci siamo avviati sui sentieri che conducono in Emilia Romagna, terra di prosciutti, piadine e belle donne. Purtroppo, giunti sulla sommità della prima collina, per non correre il rischio di essere divorato dalle zanzare, portato allo stato gassoso e “scoreggiato fuori” come successe allo sventurato parente alpino, il nostro leader ha voluto a tutti i costi farsi cospargere di Autan. Non avrei dovuto assecondarlo: in breve la naturale untuosità che lo contraddistingue è diventata insostenibile e nel giro di un secondo mi è scivolato a valle, vanificando tutti gli sforzi fatti fino a quel momento. Dobbiamo ricominciare da capo, ma questa volta senza permettere al latticino di condividere le sue esperienze.

Travelers go to Genoa VIII

Travelers 28

 

In quest’ultimo episodio di Travelers vogliamo tornare nel 1492 per affrontare la spinosa questione se a scoprire l’America fu Cristoforo Colombo o, come sosteniamo da tempo, una caravella piena di donne nude. A sostegno della prima tesi vi è la consuetudine storiografica e l’imponente mole di documenti, mentre a favore della seconda vi è la possibilità che le donne nude fossero svedesi. Sappiamo che intorno all’anno mille una spedizione di vichinghi guidata da Eric il Rosso sbarcò sulle coste americane, e questo rende abbastanza plausibile che nel 1492 una caravella, carica di mogli stanche di riscaldare la cena, andasse a vedere che fine avessero fatto i mariti. A chi ci accusa che il nostro sia solo uno squallido tentativo per aumentare le visualizzazioni facendo leva sui bassi istinti della gente, vogliamo ricordare che la storia non è una scienza esatta e si procede per ipotesi: lo stesso Colombo, se non avesse messo in dubbio che la terra fosse piatta, non sarebbe arrivato dov'è arrivato. A quanto pare da nessuna parte. 

In attesa che la nostra ipotesi venga suffragata da qualche ritrovamento importante, magari dai resti di qualche crema depilatoria abbandonata fra le rovine di un insediamento a Terranova, vogliamo proporre una versione che accontenti tutti: Colombo fu effettivamente il primo a sbarcare sul suolo americano e le donne nude, arrivate per seconde, una volta accertato che il navigatore non fosse uno dei mariti scomparsi, scelsero di mettersi l’animo in pace e di tornare a casa per occuparsi dei figli e sbrigare le pratiche per il divorzio. 

Il video che abbiamo prodotto è quindi una sintesi felice fra le diverse tesi storiografiche: quelle ufficiali che vogliono Colombo come il più grande navigatore di tutti i tempi, e quelle più recenti, che lo dipingono come il pirla che guardò una caravella carica di svedesi insoddisfatte tornare in Europa senza fare niente per fermarla. Se verremo a conoscenza di altre interessanti ipotesi storiografiche, ve lo faremo sapere.

Travelers go to Genoa VII

Travelers 27

 

In un precedente episodio di Travelers abbiamo ipotizzato che a scoprire l’America non fosse stato Cristoforo Colombo, ma una caravella piena di donne nude. Questa ipotesi è suffragata dal fatto che a Donald Trump è piaciuta molto, che potrebbe farci ottenere migliaia di visualizzazioni e che, se confermata, attirerebbe in città frotte di turisti allupati, desiderosi di vedere con i propri occhi le ricostruzioni storiche delle belle navigatrici. Per accontentare i puristi della storiografia e rendere plausibile la nostra congettura, abbiamo ipotizzato che anche Cristoforo Colombo fosse una donna nuda, e l’abbiamo messa sull'imbarcazione a capitanare l’impresa. D’altronde, se è ancora incerto il luogo di nascita dell’esploratore, altrettanto incerto può risultare il sesso o il modo con cui amasse abbigliarsi, o disabbigliarsi, nelle occasioni pubbliche.

A chi obietta che questa potrebbe essere soltanto una squallida operazione commerciale, faccio presente che attualmente, in tutto il mondo, per ragioni puramente commerciali che niente hanno a che vedere con il diritto internazionale, si realizzano guerre che producono milioni e milioni di morti. Noi, almeno, con i nostri filmati non facciamo del male a nessuno, a parte infartare Corrado Augias e tutti quelli che, come lui, potrebbero non trovarsi a proprio agio con certi aspetti della storiografia moderna. 

Per rendere più realistica l’operazione abbiamo provveduto ad aggiungere, a navigare fra i perigliosi flutti della fontana di Piazza De Ferrari, altri due mezzi di trasporto: Golia, le cui piccole dimensioni ben si addicono ad un natante denominato Niña, e la Piccola Bicicletta Neorealista, nel ruolo che fu della Pinta, una barca il cui nome evoca grosse bevute che possono giustificare l’andamento sconclusionato e vagamente caracollante. Il tutto si è svolto sotto gli occhi benevoli e smaliziati di Donald Trump, il magnate americano che ha promesso di non svuotare il Mar Ligure di tutta l’acqua per farne una buca facile per il suo campo da golf, se gli faremo fare un giro sulla Santa Maria con Colombo e l'equipaggio. Mi sembra un compromesso accettabile.

Travelers go to Florence VIII

Travellers 23 Copertina No Logo

 

Nel tentativo di compiacere la nuova destra di governo, abbiamo deciso di compiere una svolta ideologica e di cambiare il collocamento politico della nostra squadra. Senza alcuna remora abbiamo gettato al vento mezzo secolo di passioni, letture e frequentazioni di sinistra, per abbracciare un'ideologia che soltanto fino a una settimana fa ritenevamo sciocca, crudele e fuori dal tempo. 

Per la nuova  puntata di Travelers, abbiamo quindi scritto una trama appassionata in cui una squadra di estroversi picchiatori fascisti circondano un ignaro passante e lo massacrano di botte per convincerlo della bontà del loro progetto politico (clicca qui). Per il formaggio svizzero non è stato facile perché provenendo da uno stato da sempre neutrale non riusciva ad identificarsi nella mentalità di un aggressore. Per aiutarlo ad immedesimarsi nel personaggio abbiamo adottato il metodo stanislavskij e per tre mesi lo abbiamo fatto picchiare dalla Scatoletta di Tonno (clicca qui), ottenendo dei risultati pregevoli dal punto di vista artistico, ma confusi per quanto riguarda il piano narrativo (clicca qui). Con la piccola bicicletta neorealista è stato molto più facile: facendo conto sulla sua natura neorealista abbiamo semplicemente aspettato che si picchiasse da sola. Il risultato finale è stato sopra le aspettative: il latticino ha aggredito il passante facinoroso con un realismo tale da spaventarlo a morte, mentre la piccola bicicletta riusciva a circondarlo precludendogli ogni via di fuga. Purtroppo il malcapitato si è dimostrato più furbo del previsto ed è riuscito ad approfittare della sua condizione di mezzo di trasporto incustodito per salirci sopra e dileguarsi.

A questo punto abbiamo una piccola bicicletta che, in perfetta aderenza allo stile neorealista, è stata rubata e portata chissà dove, ed un latticino elvetico conservatore che passa le giornate a cantare “giovinezza” e a tentare di fare il saluto romano al passaggio di chiunque (clicca qui). Niente male per dei neofiti della nuova destra.

Travelers go to Genoa VI

Travellers 22 A2

 

Ho passato le ultime notti a ripensare al filmato erotico che ho avuto il piacere di girare. Non sono dispiaciuto del lavoro, perché credo di aver creato un prodotto di altissimo livello infuso di un'atmosfera erotica tanto raffinata quanto rara (clicca qui), ma non vorrei essere tacciato di maschilismo. Purtroppo l’esibizione gratuita del corpo femminile ha monopolizzato la comunicazione e se voglio combattere questa terribile deriva non posso che agire di conseguenza, provvedendo a produrre un'esibizione gratuita del corpo maschile che pareggi il conto e calmi le acque.

Malauguratamente gli emmental svizzeri difettano pure di organi genitali, e la visione dell’apparato sessuale maschile ha turbato parecchio il mio amico, impedendo ogni proficua collaborazione. Non che i latticini elvetici siano bacchettoni, ci ha tenuto a precisare, anche loro sanno apprezzare la bellezza di un corpo ben tornito e indulgere in quel sano e cameratesco spirito triviale che stempera i momenti di tensione e rallegra le serate fra amici: in caso di necessità goliardiche, mi ha spiegato, gli emmental hanno già pronte delle divertentissime barzellette sconce, tutte incentrate sul concetto di "buchi" di cui, come tutti sanno, sono tra i più forniti e tra i massimi esperti a livello mondiale. Per farmi capire che non scherzava e che era in grado di discettare senza imbarazzo di qualsiasi argomento, ha voluto mimare un erezione che ebbe alcuni anni fa e che ancora oggi ricorda con nostalgia (clicca qui). 

Questa esibizione dell’immaginario erotico svizzero ha però turbato me, soprattutto per la seconda parte, quella col piegamenti laterali e la caduta all'indietro, che non riesco a collocare fra le diverse fasi del’amplesso di cui sono a conoscenza. Suppongo si tratti di una fase tipica delle zone alpine e che qualificherei come “dis-erezione”, o "anti-erezione", tanto per sottolineare l'effetto che il solo guardarla produce su di un essere umano. Comunque sia, mi rendo conto di stare camminando su un terreno minato che può creare disagio e tensione fra il pubblico, quindi devo stare molto attento a come procedere.

Travelers go to Genoa V

Travelers 21B 4

 

Questa volta per non fare altri danni ho deciso di riscrivere la storia in maniera audace e innovativa, ipotizzando che a toccare per prima il suolo americano fosse una caravella piena di donne nude. Probabilmente ai più severi cultori della storia la cosa potrebbe non piacere, potrebbero considerarla una lettura inopportuna e fuorviante, ma io credo che il compito della storiografia sia di dare una soluzione alle necessità del presente, e in questo momento la necessità più impellente è di compiacere Donald Trump che per vendicarsi dell’incidente con Titanic ha deciso di demolire Genova per farci un campo da golf.

Anche al Formaggio Svizzero l’idea non é piaciuta particolarmente, non aveva mai visto una donna nuda e la cosa l’ha messo a disagio. Soprattutto per la faccenda dei seni: in Svizzera, mi ha spiegato, gli emmental non li adoperano. Maschi e femmine vivono bene senza e sono educati fin da piccoli a non distinguere un sesso dall’altro riuscendo così ad evitare discriminazioni, e a passare buona parte della propria esistenza davanti alle porte dei gabinetti pubblici, indecisi in quale entrare. Davanti agli ingressi degli edifici si formano code chilometriche di latticini cavallereschi che si sentono in dovere di dare la precedenza a un gentil sesso che non sanno definire e sugli autobus, quando un emmental si avvicina, è considerata buona educazione ipotizzare che sia femmina ed alzarsi per cedergli il posto; ma poi ci si aspetta che il nuovo arrivato, preso dagli stessi scrupoli, si rialzi per restituirlo, procedendo così a scambiarsi gentilezze finchè non si arriva a destinazione, o finchè uno scontro frontale con un tir non ponga fine all’imbarazzante situazione. E pare che la secolare neutralità della Svizzera sia dovuta al fatto che nessuno capisce chi è tenuto a presentarsi alla chiamata alla leva e chi può rimanere a casa.

Apprezzo molto le confidenze del formaggio e trovo che sia importante avere un rapporto cordiale con gli ingredienti delle proprie pietanze, ma sarei altrettanto felice se me le risparmiasse. Se ho deciso di abbassarmi ad un espediente come questo è per salvare la città dai progetti trumpiani e perché spero di avere abbastanza visualizzazioni per giustificare la mia presenza da queste parti. Purtroppo l'esibizione del corpo femminile è utile a vendere e per rendersene conto basta cogliere la tensione erotica presente in alcune delle mie migliori riprese (clicca qui) e la reazione entusiasta dei genovesi (clicca qui). Per quanto riguarda Trump, ha accolto piuttosto bene l’innovativa rilettura della storia e ha deciso di abbandonare l’idea del campo da golf per convertire Genova in un topless bar. Non sono convinto di aver fatto un passo in avanti.

Travelers go to Genoa

Travellers 22 A2

 

Per fare una buona impressione sui genovesi ho chiesto a Titanic, la barca viareggina, di aggirarsi per i vicoli della città vecchia cercando di sembrare una caravella in cerca del continente americano. Mi pare che stia facendo un ottimo lavoro: la sua natura lignea e le movenze da natante alla deriva la rendono abbastanza credibile come barca e il fatto che esca dal lato destro dell’inquadratura per rientrare dopo poco dal lato sinistro, ci restituisce un approccio scientificamente corretto all’annosa questione della sfericità del pianeta. Credo che sia importante, in quest’epoca di terrapiattisti e negazionisti, rimanere ancorati ai valori fondanti della nostra cultura.

Per rendere più realistico l’insieme, ho messo il Formaggio Svizzero sulla tolda della nave a scrutare con portamento fiero l’orizzonte in cerca del continente americano. Disgraziatamente il concetto di fierezza dei latticini svizzeri è differente dal nostro, e per assicurarsi una visuale migliore si è messo a saltellare sul ponte finché una folata di vento non ha provveduto a sollevarlo ulteriormente, consentendogli di scrutare più lontano ma facendolo precipitare sul selciato. A questo punto l’emmental si è fatto prendere dal panico e ha cominciato ad inseguire la nave che, senza una guida informata, è riuscita a perdersi nei vicoli di Genova rischiando di ritardare a tempo indeterminato il suo appuntamento con la storia. L’insieme delle riprese, oltre ad essere poco aderenti alla realtà storica, sono risultate abbastanza patetiche e a conti fatti poco adatte a rilanciare l’immagine di questa splendida città detta, a ragion veduta, “la superba" (clicca qui).

Per rimediare agli errori ho riscritto il copione invitando il mio amico Donald Trump a partecipare alle riprese in veste di tribù autoctona haitiana. Piazzato idealmente su una spiaggia, l’ex-presidente ha aspettato pazientemente l’arrivo della caravella per accoglierla come si conviene fra persone di un certo rilievo, destinate a entrare nella storia. Ma, vuoi per l’emozione, vuoi per la scarsa dimestichezza con i protocolli internazionali, vuoi per tener fede al proprio nome - Titanic - la barca ha preso male le misure e in un colpo solo ha abbattuto Trump e le mie speranze di produrre un filmato decente. Alla fine è venuta fuori un'ottima metafora della scoperta dell’America e del declino dell’immagine presidenziale, ma di scarso valore commerciale e promozionale (clicca qui). Spero di far meglio la prossima volta.

Travelers go to Florence

Travelers 10

 

Lascio a voi il giudizio: siete sui lungarni fiorentini e state ammirando una delle più belle viste che esistano al mondo, un giovane emmental vi avvicina e gentilmente chiede, “Signore, per favore, mi aiuta ad arrivare al parapetto che vorrei vedere anch’io Ponte Vecchio?”. Vi basterebbe allungare la mano per afferrarlo (come avete fatto chissà quante volte al supermercato), evitare di mangiarlo e posarlo sul muretto. Una cosa semplicissima. Ecco, voi che fareste? 

Questo filmato dà la misura dell’ignoranza dei miei concittadini. Il signore poteva benissimo chinarsi ad aiutarlo, non gli ci voleva niente. E’ vero, il formaggio in questione è svizzero e quando parla, se parla, all’ottanta per cento lo fa in tedesco, e per dissertare di caprette, tassi d’interesse ed orologi. Ma in una situazione come questa le parole non servano, la necessità è più che evidente. E anche se, per una sorta di ritrosia, si scegliesse d’ignorare la richiesta di aiuto, come si fa a non commuoversi di fronte a scene toccanti come questa (clicca quì)? Mi rendo conto che dialogare con un pezzo di formaggio non è facile: l’atto in sè è considerato socialmente riprovevole e gli argomenti di conversazione sono veramente pochi. Il fatto poi che il nostro organismo reagisca alla loro presenza secernendo saliva e succhi gastrici, rende tutto più difficile. 

Ma questo non giustifica l’atteggiamento del mio concittadino. Il malcelato disprezzo che nutriamo nei confronti dei nostri corregionali in realtà lo proviamo verso chiunque provenga da oltre i confini comunali. Ci facciamo grandi del nostro passato come se noi stessi avessimo contribuito a costruire quel patrimonio, mentre invece stiamo contribuendo al suo disfacimento, con le strade ridotte a mulattiere, i rifiuti mal gestiti e gli interminabili cantieri. Personalmente in oltre cinquant’anni di vita sono riuscito a mal arredare un appartamento di sessanta metri quadri e a convincere un emmental a passeggiare sotto il corridoio vasariano. Non mi sembra un grande risultato.

Travelers go to Pisa

Travelers 05

 

Nel tentativo di far evolvere i pisani in qualcosa di più sofisticato, ho piazzato il Monolite Alieno di “2001 Odissea nello spazio” in Piazza dei Miracoli. Speravo che, come gli scimpanzè nel film di Stanley Kubrick, i pisani accorressero in massa per farsi ispirare dall’entità aliena ed evolversi in qualcosa di più consono all’era che stiamo vivendo. Non occorreva neanche un grande sforzo visto che il pollice opponibile già ce l’hanno e la postura è abbastanza eretta. Purtroppo nessuno degli abitanti di quella meravigliosa città ha voluto farsi ispirare e, a parte qualche turista tedesco che ha scambiato il monolite per la torre e si è detto deluso della scarsa inclinazione, nessuno ha preso minimamente in considerazione l’ospite alieno. Per invogliare gli abitanti ho chiesto al Formaggio Svizzero di comportarsi come le scimmie del film e agitarsi in maniera sguaiata, come se ci tenesse ad evolversi in qualcosa di complesso ma non sapesse bene in cosa. Come al suo solito ha fatto un’ottima interpretazione, tanto che il Monolite Alieno si è spaventato per l’improvvisa verve del collega e l’ha abbattuto con un colpo secco, facendolo evolvere in una sottiletta.

Sono veramente dispiaciuto di aver dato uno spettacolo simile in una delle piazze più belle del mondo. Forse l’errore è stato pensare che i pisani avessero bisogno di migliorarsi, o forse ho voluto accelerare troppo i tempi, mentre sarebbe stato opportuno aspettare qualche altro migliaio di anni prima di proporre loro un salto evolutivo che fosse alla loro portata. E’ difficile dirlo. Penso comunque che sia importante intervenire per aiutare il prossimo a migliorare se stesso e da buon fiorentino non posso esimermi dal farlo, a cominciare dai miei concittadini. Penso che per la città che si è scelta Matteo Renzi come sindaco, e ha mandato Nardella a rappresentarci in Europa, possano esserci enormi margini di miglioramento. E anche se il compito appare improbo non dubito che il Monolite Alieno riuscirà nell'intento.

Travelers go to Siena

 Travelers 02A

 

Non gli avevo dato nessuna indicazione, volevo che la reazione del formaggio alla bellezza di Piazza del Campo fosse la più spontanea possibile. E così è stato. Appena giunto nella piazza ha lanciato uno sguardo appassionato a destra e a sinistra, e poi, sopraffatto dall’incomparabile bellezza, non ha retto all’emozione e ha avuto un malore. Questa è la prima ipotesi. La seconda è che abbia scorto una formaggera sul tavolo del ristorante alla sua sinistra e, sopraffatto dal pensiero di essere scambiato per un tocco di parmigiano, non abbia retto allo spavento e sia crollato a terra. Entrambe le ipotesi sono plausibili e mostrano come il latticino sia una creatura estremamente sensibile e poco avvezzo a mediare le spinte emotive di cui è preda. E questo appare evidente anche in questa occasione, visto che la piazza era piena di piccioni affamati ed in qualità di farcitura per panini non era proprio il caso di rendersi disponibile lasciandosi andare a terra.

Per prepararlo al viaggio avevo passato delle giornate a leggergli brani dal “Viaggio in Italia” di Goethe, scrittore a lui affine per estrazione e radice linguistica. Non sono sicuro che abbia capito bene ciò che gli proponevo, durante la lettura rimaneva impassibile, con quella fissità vacua e un po’ spaventata che assume quando per scherzo accendo la televisione e la sintonizzo su MasterChef (clicca qui). Per finire la giornata abbiamo voluto ricreare le atmosfere deliranti del Palio senese organizzando una competizione all’ultimo sangue fra i membri dello staff dotati per la corsa. Credo di aver avuto una buona idea, è raro vedere spettacoli di qualità come questi (clicca quì).