Il formaggio svizzero fu il protagonista di una serie di lungometraggi ad ambientazione sportiva che il Regista volle girare agli inizi della sua carriera. Utilizzato essenzialmente per farcire panini, l’emmental venne scritturato per un documentario dedicato a Jane Fonda e alla sua passione per l’aerobica. Da buon elvetico dette prova di serietà e impegno arrivando in breve tempo a padroneggiare tutti gli aspetti dell’arte aerobica. Poi, purtroppo, volle inventarne di nuovi. A lui dobbiamo la micidiale “capriola carpiata posteriore”, una mossa letale che lo ha portato ad essere il primo latticino della storia ad infortunarsi da solo.
Il Monolite alieno
Dal film “2001, odissea nello spazio”, di Stanley Kubrick, sappiamo che in un passato remoto giunse sulla terra e invitò i nostri antenati, le scimmie, a saltellare sul posto agitando in alto le braccia. Questo ci ha fatto supporre che fosse un insegnante di pilates benevolo, proveniente da un mondo lontano allo scopo d’insegnare la postura eretta ai nostri antenati, indurli ad usare il pollice opponibile e farli evolvere in Schwarzenegger. Di poche parole e di bell’aspetto, il Regista riuscì a scritturarlo per il duplice ruolo di protagonista di film di fantascienza e di tavolo da pranzo per il soggiorno.
L’atteggiamento inquietante è un'antica forma di autodifesa che le scatolette di tonno “made in China” elaborarono duemila anni fa per sopravvivere alle difficili condizioni di vita dei negozi di alimentari rumeni. Pare che già agli albori della civiltà gli spacci di Bucarest fossero frequentati da persone malvagie denominate "clienti", capaci di scambiare dei pezzi di carta (i “soldi”), per una certa quantità di prigionieri (la “merce”). Ogni giorno molte scatolette di tonno venivano rapite (nel gergo dei bassifondi si diceva “acquistate”) da questi individui privi di scrupoli. Le poche che tornavano risultavano essere orrendamente ammaccate o, addirittura, aperte e private di parte del contenuto. I “clienti”, utilizzando il linguaggio in codice della malavita locale, si lamentavano col gestore parlando di “mal di pancia”, di “diarrea”, di “ricovero ospedaliero” e, senza timore di urtare la sensibilità delle povere vittime, di “data di scadenza” oltrepassata da un pezzo.
Per porre fine alle malversazioni, le più autorevoli fra le scatolette, quelle di marca “Mare Bello”, idearono l’Atteggiamento Inquietante, una forma di autodifesa che consisteva nel manifestare sintomi di squilibrio e un'insana tendenza all’autodistruzione. Aiutate dall’aspetto dimesso e arrugginito, da un’insolita avvertenza impressa sulla confezione (“adatta solo ad un pubblico adulto”) e da alcune incomprensibili modalità di consumo (“solo per uso esterno”), le scatolette compresero che le anomalie comportamentali terrorizzavano gli umani. I “clienti” dai tranci di tonno si aspettavano un atteggiamento dimesso, e non apprezzavano lo spirito d’iniziativa che taluni di loro potevano avere. Una scatoletta, a loro dire, non poteva aprirsi da sola, o rotolare fuori dalla dispensa, o tentare di raggiungere il mare per ricongiungersi con la propria famiglia; ad un trancio di tonno non era dato di brillare nel buio, o ticchettare, o emettere radiazioni nocive per la salute. Come reazione alle angherie subite, i tonni “Mare Bello” si applicarono per coltivare questa propensione all’asocialità. E, devo dire, con molto successo.
Per quattordici anni la scatoletta “Mare Bello” è rimasta nella mia dispensa, senza che avessi il coraggio di prenderla per farcirci un panino, o un'insalata di riso. Talora ne controllavo la data di scadenza che, credo per una questione esoterica, coincideva con la data della morte di Rasputin. Adesso la scatoletta si adopererà per sconfiggere il monolite, una creatura aliena del peso di dieci tonnellate. Per assistere a questo incontro, ben oltre il limite del verosimile, cliccate quì.