Aerobica vs. Pilates

Il formaggio svizzero

Il formaggio svizzero fu il protagonista di una serie di lungometraggi ad ambientazione sportiva che il Regista volle girare agli inizi della sua carriera. Utilizzato essenzialmente per farcire panini, l’emmental venne scritturato per un documentario dedicato a Jane Fonda e alla sua passione per l’aerobica. Da buon elvetico dette prova di serietà e impegno arrivando in breve tempo a padroneggiare tutti gli aspetti dell’arte aerobica. Poi, purtroppo, volle inventarne di nuovi. A lui dobbiamo la micidiale “capriola carpiata posteriore”, una mossa letale che lo ha portato ad essere il primo latticino della storia ad infortunarsi da solo.

Il Monolite alieno

Dal film “2001, odissea nello spazio”, di Stanley Kubrick, sappiamo che in un passato remoto giunse sulla terra e invitò i nostri antenati, le scimmie, a saltellare sul posto agitando in alto le braccia. Questo ci ha fatto supporre che fosse un insegnante di pilates benevolo, proveniente da un mondo lontano allo scopo d’insegnare la postura eretta ai nostri antenati, indurli ad usare il pollice opponibile e farli evolvere in Schwarzenegger. Di poche parole e di bell’aspetto, il Regista riuscì a scritturarlo per il duplice ruolo di protagonista di film di fantascienza e di tavolo da pranzo per il soggiorno.

Aerobica vs. Pilates

Pilate vs Aerobica

 

Sono sicuro che molti fan si staranno chiedendo: ma in un confronto fra il monolite alieno e il formaggio elvetico, chi avrebbe la meglio? E’ una domanda importante e non è facile dare una risposta. Occorre fare un'analisi approfondita.

Il monolite alieno appartiene a una razza extraterrestre benevola che da milioni di anni pratica il pilates come disciplina da diffondere nell’universo, mentre il formaggio elvetico è un emmental alpino con il quoziente intellettivo di una sottiletta e la passione per l'aerobica. Il monolite alieno ha attraversato l’universo ed è giunto sul nostro pianeta per contattare i nostri antenati, gli scimpanzè, indurli a riflettere sulle proprie scelte di vita e condurli in un percorso evolutivo complesso, conclusosi con la nomina di Arnold Schwarzenegger a governatore della California. Il formaggio elvetico, da parte sua, al culmine della propria evoluzione ha farcito un toast. Il monolite alieno è il depositario di una disciplina millenaria, il pilates, ed è in grado di spostarsi liberamente per l’universo con la sola forza del pensiero. Ha dimostrato inoltre di saper trattenere il fiato per milioni di anni, sulla luna o su Plutone, senza mostrare il minimo segno di disagio. Il formaggio elvetico conosce l’aerobica perchè gli ho mostrato una videocassetta di Jane Fonda nella speranza che comprendesse la differenza fra flessione ed estensione. Non l’ha compresa, ma è comunque stato in grado di spostarsi lentamente per il mio apparato digerente con la sola spinta delle contrazioni intestinali. Spero vivamente per lui che sia riuscito a trattenere il fiato.

Il formaggio elvetico proviene comunque dalle terre di Guglielmo Tell, l’eroe alpino che ebbe sempre la meglio nelle disfide che lo videro contrapposto alle mele, ed è stato il protagonista di numerose pellicole a sfondo olimpico. Il monolite avrà anche attraversato l’universo, ma ha la capacità dialettica di un fermacarte e la verve motoria di un ammasso di pirite. Tra pilates e aerobica non mi pronuncio: sono comunque forme che contemplano il movimento, e perciò vanno trattate con l’attenzione e la cautela che qualsiasi attività in grado di attivare le ghiandole sudoripare merita. Se volete vedere il risultato di questa storica disfida, “Pilates vs. Aerobica”, cliccate quì

Aerobica vs. Pilates II

Pilate vs Aerobica

 

In questo secondo incontro il formaggio svizzero tenterà di ribaltare la sconfitta subita ad opera del misterioso monolite alieno. Nella prima sfida, con una mossa inaspettata, il maestro di pilates fece precipitare sul latticino elvetico dieci tonnellate di basalto riducendolo allo sconfortante stato di sottiletta. Da parte sua l’emmental esordì con delle frenetiche flessioni in un assurdo tentativo di riscaldamento che per un prodotto caseario significa, di fatto, rendersi più cremoso e spalmabile. Non sappiamo se la mossa del formaggio fosse dovuta ad una predisposizione genetica al mostrarsi appetibile o se fosse il frutto di una strategia precisa, mirata a stuzzicare la fame dell’avversario e distrarlo con pensieri complessi: come la questione di cosa prepararsi per cena o la conta delle calorie. 

Per questo match la strategia dell'emmental sarà di confondere l’avversario con movimenti veloci e imprevedibili. Nel confronto precedente, mi ha spiegato, aveva prevalso la “Virtù Riflessiva”, un'antica tecnica di combattimento studiata dai maestri aerobici per annoiare a morte l’avversario e sconfiggerlo sulla distanza. Stavolta non farà lo stesso errore: producendosi in rapidi balzi e repentini cambi di rotta, inaspettati da un emmental elvetico, sconcerterà l’avversario fino al punto di costringerlo alla resa. “Perchè l’aerobica è passione e movimento”, sostiene, “energia creativa e gioia di vivere”. E se vuole vincere il confronto, alla rigida disciplina del pilates deve contrapporre l’allegra imprevedibilità della sua arte.

Non sono sicuro che la sua strategia possa funzionare. Mi pare che continui a sottovalutare il monolite, le sue origini aliene e le dieci tonnellate di peso che su un pianeta dotato di forza di gravità vogliono dire qualcosa. Soprattutto se esercitati su una creatura naturalmente predisposta a farcire toast. Ma il suo entusiasmo è contagioso e la dottrina aerobica ha ancora tante frecce al suo arco. Per essere testimoni dell’esaltante confronto, cliccate quì.

Aerobica vs. Pilates III

Pilate vs Aerobica

 

Se c'è qualcosa che possiamo dire degli svizzeri è che non sanno perdere. Secoli e secoli di neutralità li hanno resi inidonei alla competizione e geneticamente inabili a gestire il senso di rivalsa. Sono stato avvicinato dal formaggio svizzero che non si dà pace per la duplice sconfitta. Vuole affrontare il monolite alieno in un'ultima sfida all'ultimo sangue, o all'ultimo "qualsiasi cosa abbia nelle vene", perché, ammette, in biologia aliena i formaggi svizzeri non sono molto ferrati. Credo si senta obbligato nei confronti del proprio paese, dell’aerobica e di Jane Fonda, la sua maestra spirituale. 

Sappiamo che nella dottrina aerobica c’è un lato oscuro, una conoscenza antica e segreta che si tramanda di padre in figlio e che pochi conoscono. E’ un sapere potente, un insieme di tecniche di combattimento volte al bene che possono essere usate soltanto in casi estremi per salvare il genere umano dall’estinzione. Purtroppo non è ben chiaro quali siano i casi estremi, la casistica tramandata dagli emmental si limita a citare pochi esempi improbabili (fermare i meteoriti diretti sulla terra, limitare la deriva dei continenti), a volte nobili ma ingestibili (bloccare il surriscaldamento globale, salvare la foresta pluviale), più spesso sorpassati dalla realtà (impedire che producano un seguito al film “Rambo”, aiutare Boris Johnson a tenere i capelli ordinati). Siamo fortunati che queste potenti tecniche oscure siano gestite e tramandate da figure pacate e gentili, come i latticini elvetici.

Per fermare il monolite utilizzerà un'unica mossa: la “Capriola Carpiata Posteriore”. E’ un movimento di difficile esecuzione che richiede molta concentrazione e che può essere fatto soltanto una volta nella vita, massimo due. Gli dispiace dover ricorrere a questo ma, mi spiega, “qualcuno deve insegnare al monolite che non può venire sulla terra a spadroneggiare, e che la scuola aerobica svizzera non è seconda a nessuno”. Se avete stomaci forti, volete vedere l’oscura “Capriola Carpiata Posteriore” e scoprire se il pilates alieno è superiore all’aerobica svizzera, cliccate qui.

Analisi Filologica vs. Pilates

Analisi filologica vs Pilates III

 

Ho provato a farlo desistere, l'ho supplicato, ma non é servito a nulla. L'idea che lo muove, che la penna sia più forte della spada, è nobile ma irrealistica. Almeno per un latticino elvetico. L’Analisi Filologica, a quanto pare, è l’ultima frontiera dell’autodifesa svizzera: un’antica dottrina intellettuale che alla forza bruta contrappone la bontà intrinseca della conoscenza. Per disarmare l'avversario occorre "analizzarlo filologicamente" perchè, è risaputo, la parola stessa “filologia” genera terrore e anche soltanto a sentirla pronunciare gli abitanti del paese alpino vanno nel panico e si disarmano da soli, intellettualmente e fisicamente. In realtà temo che non sappia cosa sia realmente la filologia: l’esercizio intellettuale non è propriamente il campo in cui il prodotto caseario eccelle e l’indossare un paio di occhiali, a mio avviso, non lo rende più credibile. 

L’Analisi Filologica, sostiene, nasce in alta montagna, nelle regioni più recondite dell’arco alpino. Durante le lunghe sere d’inverno, per difendersi dal freddo e dai lupi, i latticini inventarono questa disciplina umanistica che poteva essere praticata da chiunque fosse portato per le belle lettere e in possesso di un buon paio di occhiali. Per migliaia di anni si sono analizzati filologicamente tra di loro, affinando le tecniche in vista del Grande Scontro che, sapevano, prima o poi sarebbe arrivato. Alla crudeltà primordiale del monolite risponderà, colpo su colpo, con la logica stringente delle proprie ragioni e con la lucidità nell’esposizione. Si rende conto che dieci tonnellate di basalto che precipitano da tre metri di altezza possono apparire argomentazioni solide e che la mancanza di un apparato vocale potrebbe sfavorire la lucidità nell’esposizione. Ma la potenza dell’Analisi Filologica, supportata da un buon paio di occhiali e dalla passione per la disquisizione intellettuale, potrebbe ribaltare una situazione che a prima vista sembrerebbe segnata. Se volete assistere alla storica disfida e scoprire se un intelletto allenato può sconfiggere la materia grezza, cliccate quì.

Pilates vs. Pilates

Pilate vs Aerobica

 

L'ha osservato a lungo, ha analizzato ogni sua singola mossa, ma alla fine pensa di esserci riuscito: ha strappato al monolite alieno i segreti della sua arte diventando egli stesso maestro di Pilates. Non é stato facile: il comportamento enigmatico e imprevedibile dell'ammasso di basalto doveva essere decifrato e il fatto che fosse alieno ha reso difficile la questione. Tutte le sconfitte subite fino ad adesso, tutte le umiliazioni, tutti i traumi cerebrali, a quanto pare facevano parte di un unico grande disegno volto a svelare il mistero del monolite. Adesso, grazie a questa paziente indagine, è pronto ad affrontare l’avversario sul suo stesso terreno: il Pilates.

Pare che sia tutta una questione di tempistica: bisogna scegliere il momento più opportuno e quando l’avversario è distratto, attaccare per primo e senza nessuna esitazione. Tutto quì. Bisogna volgere contro il nemico le sue stesse tecniche e farlo quando meno se l’aspetta.

Penso di aver sottovalutato il formaggio svizzero. Forse per la sua natura casearia, forse per l’origine elvetica, paese che non brilla nelle discipline marziali, ho sempre pensato che contro il monolite alieno non avesse alcuna speranza. Adesso è diverso, mi sono ricreduto e penso che abbia ben più di una possibilità: per scoprire se finalmente il latticino elvetico sarà in grado di ribaltare la situazione, cliccate qui

Non so che roba sia vs. Pilates

Pilate vs Aerobica

 

Questa volta, purtroppo, non ho informazioni da condividere con voi. Il formaggio svizzero non ha voluto commentare o diffondere informazioni sulle strategie adottate. Tutto imbronciato si è diretto sul luogo della disfida e si è prodotto in una serie di movimenti che fatico a qualificare. L’impressione generale è che abbia tentato di terrorizzare l’avversario e poi, come in una sorta di boomerang psichico, si sia terrorizzato da solo e abbia perso ogni controllo. 

Può darsi che abbia tentato di disgustare l’avversario, facendo leva sul senso di nausea che certi atteggiamenti possono provocare in chi è dotato di apparato digerente, (ma non era questo il caso del monolite). Oppure abbia cercato di sfruttare la propria totale mancanza di senso del ridicolo per indurre l’avversario nel riso e giocarsi la carta dell’amicizia. O ancora: abbia cercato di impietosire l’alieno per colpirlo nei sentimenti e farlo morire di crepacuore.

L’ultima mossa l’ho comunque riconosciuta: è la “mossa dell’Opossum”, una strategia antica in cui ci si finge morti nella speranza che l'aggressore abbandoni il luogo dello scontro. Ma è anche possibile che, scambiando il monolite per una lapide marmorea, abbia davvero pensato di essere morto e si sia voluto sdraiare, considerando quella posizione più consona  alla nuova condizione di salma. E’ molto difficile capire se nelle sue azioni ci fosse una strategia, oppure si sia semplicemente trattato di una serie di movimenti compulsivi dettati dal panico e dall'assenza di una qualsivoglia strategia comportamentale. Se proprio non avete di meglio da fare e volete vedere questa roba, cliccate qui

Analisi Filologica vs. Geometria Euclidea

Analisi filologica vs Pilates III

 

Pare che in principio ci fosse un’unica, non ben precisata, arte marziale “metafisica”: una dottrina intellettuale volta a sviluppare le recondite doti belliche allocate nel lobo frontale del cervello, organo di cui peraltro i latticini non sono dotati. Forse, proprio per questa carenza, in breve tempo la “dottrina metafisica” riuscì a scindersi in due correnti: “l'Analisi Filologica”, prevalentemente diffusa nel cantone dei Grigioni, e la “Geometria Euclidea”, trionfante nel Canton Ticino. Le due scuole si sono confrontate per oltre 4000 anni senza riuscire a prevalere l’una sull’altra.

L’Analisi Filologica l’abbiamo già incontrata. Essenzialmente consiste nel portare un paio di occhiali e nello sperare che l’avversario si faccia degli scrupoli e desista dall’attacco. Dell'analisi in sè abbiamo capito ben poco: l'essere analizzati filologicamente è qualcosa che terrorizza i latticini svizzeri e a ben vedere anche noi. Non riusciamo a capire come una scienza votata all’interpretazione dei testi antichi possa essere utilizzata in ambito marziale e il sospetto che l’emmental abbia abusato della propria stupidità, è forte.

La Geometria Euclidea è probabilmente più sofisticata dell’Analisi Filologica e pare che consista nel calcolare la superficie quadrata dell’avversario per fare un raffronto con la propria e, nel caso, optare per la fuga. Mi sfugge la ragione per cui occorra calcolare la superficie quadrata del nemico: a mio avviso, in questo genere di cose, per considerare la possibilità della resa un colpo d’occhio è più che sufficiente. Ma stiamo parlando di latticini svizzeri e per loro la precisione è tutto. Probabilmente se un maestro nell’arte marziale della Geometria Euclidea avesse incontrato il monolite alieno, la lotta non ci sarebbe mai stata e tutti quegli schiacciamenti assurdi non avrebbero mai avuto luogo. Comunque, se volete vedere il risultato dell’improbabile scontro, cliccate qui. 

Pedalata Assistita vs. Pilates

Pedalata Assistita vs Pilates intro

 

Il termine pedalata si spiega da solo, la parola assistita no. Suppongo che la piccola bicicletta neorealista abbia voluto aggiungerla per dare un tocco di modernità e sofisticatezza alla propria arte marziale. Sapendo che erano in corso delle disfide importanti e che il suo vecchio amico monolite le aveva vinte tutte, ha voluto partecipare confidando nelle proprie capacità belliche. Essendo un mezzo di trasporto dotato di ruote, ovviamente, le sue capacità belliche dovrebbero vertere tutte sulla fuga o, volendo nobilitare la questione, sulla ritirata. Ma l’assenza di un sistema neuronale fa temere il peggio. 

A questo proposito penso che il termine “assistita” derivi da un fraintendimento. Probabilmente la parola da abbinare al sostantivo “pedalata” avrebbe dovuto essere “assestata”. In tal modo avremmo ottenuto una più consona “pedalata assestata”, che nell’ottica di uno scontro bellico acquisisce un senso logico, almeno se sei una bicicletta da passeggio e sei dotata di pedali. E’ possibile questo? Purtroppo temo di sì. Non dobbiamo dimenticare che la nostra bicicletta è neorealista ed il neorealismo ci insegna che fra due opzioni, una facile e sensata, e l’altra complessa e fallimentare, è consigliabile scegliere la seconda. 

Per quanto riguarda le tecniche che verranno adottate, credo che il monolite userà l’usuale strategia di far crollare sull’avversario le proprie dieci tonnellate di basalto, mentre la nostra piccola bicicletta barcollerà in circolo nell’ingenua speranza di seminare l’avversario. Se volete assistere a questo scontro, un po’ titanico e un po’ patetico, cliccate qui

Pilates vs. Pilates vs. Pilates

Pilates vs Pilates II intro

 

Finalmente una lotta sensata. Due prodotti caseari svizzeri  provenienti da cantoni diversi, ma della stessa famiglia alimentare e con lo stesso grado di stagionatura, si scontreranno usando una tecnica di combattimento aliena, di cui nessuno dei due sa assolutamente nulla. Ce n'era veramente bisogno. 

Mi rendo conto che vedere lottare due pezzi di formaggio, perdipiù svizzeri, può lasciare perplessi. I pregiudizi verso i latticini sono duri a morire e, trattandosi di emmental, la probabilità che uno dei due si incastri nei fori dell’altro è altissima. Ma stiamo pur sempre parlando di professionisti e a rendere appetitosa la questione c’è sempre la speranza che, accalorandosi, i due finiscano per amalgamarsi insieme dando vita ad un’unica fonduta di cinque etti di peso. 

Sulla tecnica adottata non ci aspettiamo invece grandi cambiamenti. Purtroppo la natura elvetica del duo non concede molto all’estro e all’inventiva; l’unica mossa di Pilates che abbiamo visto fino adesso, la “Caduta Anteriore Improvvisa”, deve la sua forza impattante alle dieci tonnellate di basalto del monolite e, se applicata a dei formaggi a pasta semidura, può risultare imbarazzante. Per ovviare al problema abbiamo aggiunto un terzo livello di scontro, con una “guest star” misteriosa a cui abbiamo dato mandato di intervenire qualora il livello di assurdità dello spettacolo giungesse a livelli di guardia. Se volete vedere questa lotta, forse non appassionante come le precedenti, ma sicuramente stimolante e ricca di spunti, anche culinari, cliccate qui

Aerobica vs. Instabilità Strutturale

Aerobica va instabilita strutturale intro

 

Nel tentativo di realizzare video divertenti da postare sui social, tempo fa diressi il formaggio svizzero ed il cassettone della nonna in una breve clip dal  titolo “TikTokers Fail III”. L’argomento erano le cadute imbarazzanti, un tema molto apprezzato dal popolo del web, che tentai di declinare in maniera originale e divertente, senza però tralasciare di approfondire gli aspetti socialmente più rilevanti. La trama era piuttosto semplice: un latticino distratto si avvicinava troppo al bordo di un mobile e precipitava di sotto, provocando l’ilarità generale. Purtroppo il cassettone della nonna volle declinare il proprio ruolo calcando la mano sugli aspetti più irrisolti del personaggio, sferrando un attacco improvviso e gratuito verso il povero emmental (clicca qui).

A questo punto l’immeritata aggressione chiedeva riparazione. Come i cavalieri di tre secoli fa, l’emmental ha metaforicamente gettato il guanto di sfida al cassettone pretendendo un confronto, aperto ma leale, che lo risarcisse delle offese subite. Il duello sarebbe servito ad insegnare al cassettone a stare al suo posto e a ribadire la superiorità tecnica dell’aerobica sull’instabilità strutturale del mobilio di casa. Non sono un appassionato di questo genere di dispute, le trovo ridicole e sorpassate, ma mi rendo conto che l’emmental ha diritto ad un risarcimento morale per i danni subiti. Ne va del suo orgoglio di latticino, di maestro di Aerobica e di svizzero. “Noi svizzeri”, ha dichiarato, “siamo gente pacifica e neutrale e, quando ce l’abbiamo, porgiamo volentieri l’altra guancia. Ma queste offese vanno lavate col sangue o, comunque, con quello che c’è dentro la creatura che ci ha recato offesa”. Sono parole forti per un formaggio a pasta semidura.

Credo che il confronto sia equilibrato. Il cassettone della nonna ha dalla sua il peso, la forza e i cento e passa anni trascorsi a portare le stoviglie di casa. Ma i tarli hanno minato la sua integrità e i miei tentativi di eliminarli hanno peggiorato la situazione. Il formaggio svizzero è un grande incassatore e vanta una pluriennale esperienza in fatto di sconfitte. Ma conosce bene le tecniche del mobile e cercherà di approfittare di questa superiorità strategica per portare a segno qualche colpo. Se volete vedere la nobile sfida “Aerobica vs. Instabilità Strutturale”, cliccate qui

Aerobica vs. Impianto Fonico

Aerobica va Impianto Fonico intro

 

Purtroppo non è andata come speravo: dopo le cocenti sconfitte degli ultimi incontri volevo tirare su di morale l’emmental proponendogli un  avversario che fosse alla sua altezza, letteralmente e metaforicamente. Ho pensato subito all’impianto fonico, un microfono per karaoke che i miei genitori mi regalarono per pilotare le mie velleità artistiche su pratiche apparentemente poco pericolose, come il bel canto. Non durò molto, lo stesso microfono dopo un'intensa stagione invernale di canti natalizi e yodel, si assunse l’onere di arginare il mio estro creativo folgorandomi con leggere scariche elettriche da 20 Volt l’una. 

Devo ammettere che è stato indubbiamente uno dei più bei combattimenti che abbia mai visto in vita mia. Dopo un avvio entusiasmante in cui il formaggio svizzero ha predominato, assestando dei colpi poderosi che hanno messo in seria difficoltà l’impianto fonico, il microfono ha reagito con una mossa inaspettata a cui l’emmental non ha saputo dar risposta. Sono rimasto col fiato sospeso per tutto il tempo, circa quattro secondi, e ancora adesso fatico a credere a ciò che ho visto: i due combattenti si sono letteralmente presi a capocciate, e questo è sorprendente se consideriamo che nessuna delle due creature possiede la testa.

Non capita tutti i giorni di assistere a combattimenti di questo livello. Il formaggio svizzero si è distinto per coraggio e determinazione, mentre il microfono ha stupito tutti dimostrando di essere un ottimo incassatore, ma questo probabilmente era prevedibile visto che parliamo di un apparecchio destinato a raccogliere gli sputi degli utenti. Non c’è niente da dire, questo genere di combattimento diventa più interessanti di giorno in giorno. Se vuoi vedere lo strepitoso incontro Aerobica vs. Impianto Fonico, (clicca qui). 

Pilates vs. Attitudine Sangimignanese

Pilates vs Attitudine San Gimignanese intro

 

L’Attitudine Sangimignanese è un’arte marziale molto antica sviluppata a San Gimignano sul finire del dodicesimo secolo. Ispirata dal comportamente imperturbabile delle antiche torri, essa consiste essenzialmente nel fingersi assorti in questioni importanti in modo che l'avversario, spinto dall’ansia di non interrompere le nostre azioni, decida di ignorarci e passi oltre. Ovviamente il limite di quest’arte è che l’avversario deve essere essenzialmente di animo gentile, educato e bendisposto nei nostri confronti, tutte caratteristiche che è raro trovare in un aggressore. Probabilmente è per questo che, spiegano gli storici, nel corso dei secoli nessun maestro di Attitudine Sangimignanese è mai sopravvissuto ad uno scontro.

Nel 1260 nella battaglia di Montaperti un soldato sangimignanese, Filiberto Bornazzoli, cercò di sconfiggere le armate ghibelline fingendo di doversi chinare ad allacciare le scarpe. Indossando un’armatura dovette patire un bel po’ prima di mettersi in posizione e scoprire di non avere stringhe da annodare. Preso dal panico, anticipando di ben settecento anni i prodigi dell’industria alimentare, cercò di risolvere la situazione fingendo di essere una scatoletta di tonno lasciata lì da qualcuno. Purtroppo se c’era qualcosa che non mancava mai nelle battaglie medievali, erano i soldati affamati e gli strumenti affilati da usare per aprire un contenitore di latta. Filiberto lasciò comunque i suoi scritti al figlio, Regolino, che ne fece buon uso durante la battaglia di Colle, nel 1269. Seguendo i consigli del padre, Regolino si applicò in una finzione elaborata che consisteva essenzialmente nel mettersi le mani in tasca per cercare un mazzo di chiavi. Anche in questo caso l’aver scelto di indossare un’armatura fu foriero di gravi conseguenze: costretto a smontare l’armatura pezzo per pezzo Regolino riuscì a raggiungere le tasche nel marzo del 1270, ben otto mesi dopo la fine delle ostilità. Accusato di codardia di fronte al nemico e di imperizia nella gestione dei mazzi di chiavi, venne condannato a morte nell’aprile dello stesso anno. L’esecuzione della sentenza venne affidata al cugino di Regolino, Sigismondo, che scelse di procedere utilizzando la mossa della “macchia impenitente”, una tecnica complicata che consiste nell’accorgersi della presenza di una macchia sulla lama della spada e di tentare di toglierla alitandoci sopra e strusciandola sulla manica della giacca. Romolino si accorse della mossa del cugino e cercò di anticiparlo con la tecnica “dell’ornitologo smemorato” che prevede di fingere di veder passare un uccello e assumere uno sguardo assorto nello sforzo di ricordarne il nome. Purtroppo non sappiamo come finì lo scontro perché la stesura della cronaca di quella tenzone venne affidata a Romualdo, fratello di Sigismondo, che decise di affrontare la questione con la tecnica del “Ma dove ho messo la penna?”, una mossa ardita che si spiega da sola.

Settecento anni dopo i fatti appena narrati ci trovavamo a San Gimignano e abbiamo deciso di contattare Attilio Bornazzoli, discendente di Filiberto e ultimo depositario di questo antico sapere per invitarlo a confrontarsi con il monolite alieno, lo statuario maestro di Pilates che da milioni di anni vaga per l’universo in cerca di proseliti da evolvere. Bornazzoli ha accettato di buon grado la sfida e ci ha invitato a raggiungerlo all’alba nella Loggia del Comune, presso Piazza del Duomo. Quì ha dispiegato tutta la potenza dell’Attitudine Sangimignanese con la mossa detta “dell’orologio da consultare”, una tecnica di sua invenzione che consiste nel sollevare lentamente il braccio chiedendosi ad alta voce, “Ma chissà che ore sono?”. Se ha fatto in tempo a gettare uno sguardo al quadrante dell’orologio si sarà reso conto che la sfida è durata meno di due secondi, perchè il monolite alieno l’ha steso con la tecnica della “caduta anteriore improvvisa”, una mossa forse banale, forse abusata, ma che se applicata ad un corpo molliccio come quello del Bornazzoli ha sempre il suo fascino. Siamo convinti che Bornazzoli si riprenderà presto dalla sconfitta e tornerà ad affinare quest’arte ormai dimenticata per trasmetterne i valori alle future generazioni di Sangimignanesi. Se volete assistere allo storico incontro, cliccate qui.

Velata Minaccia vs. Pilates

Velata Minaccia vs Pilates: continua la sfida

 

Su questo incontro si è accesa una pesante discussione fra me e il Formaggio Svizzero. A mio avviso la minaccia, “Ti faccio un culo grosso così!”, non può essere definita velata, mentre secondo il Formaggio Svizzero il non aver quantificato esattamente le dimensioni del posteriore rende le cose estremamente vaghe, quindi velate. Sapendo pochissimo di questa complessa arte marziale ho preferito aspettare di esserne maggiormente edotto prima di confutare le argomentazioni proposte o di chiudere definitivamente la questione con il formaggio farcendoci un toast al prosciutto.  

Pare che la “Velata Minaccia” sia una dottrina marziale sviluppatasi nel Canton Ticino a partire dal IV secolo avanti cristo. Sulle cime dei monti, per difendersi dagli attacchi dei “mammut”, delle “tigri con i denti a sciabola” e degli “pterodattili”, i latticini si ingegnarono a inventare una tecnica di lotta platonica che al brutale scontro fisico contrapponesse un pacato diverbio orale. Nacque così la “Minaccia”, una prima forma di arte marziale, finemente psicologica, mirata ad innervosire l’avversario e indurlo a dubitare delle proprie possibilità. Con il passare del tempo si scoprì che innervosire l’avversario poteva essere controproducente e che dire ad un mammut affamato, “brutta palla di lardo ti dò due schiaffi”, poteva risultare offensivo e inopportuno, un po’ in virtù del fatto che i mammut erano alti sei metri e non avevano le guance, e un po’ perché gli emmental erano alti venti centimetri e non avevano le mani. La tecnica della “Minaccia” venne quindi affinata per farla diventare “Velata”. La frase “brutta palla di lardo ti dò due schiaffi” subì un’attenta revisione e divenne, “se ti avvicini, vedi un po’ cosa ti faccio “. “La nuova tecnica ebbe molto successo”, sostiene il Formaggio Svizzero, “tanto è vero che i mammut si sono estinti mentre gli emmental, dopo un periodo di difficoltà, si sono ripresi al punto che oggi li trovi praticamente in tutti i supermercati”. La logica del Formaggio Svizzero mi lascia un po’ perplesso, ma a questo punto devo considerare la possibilità di essere vittima di una delle loro tecniche di combattimento. E’ abbastanza plausibile che stia testando su di me qualche antica arte marziale alpina di cui non ho mai sentito parlare ma che certamente esiste, come la Perplessità Irrisolta, lo Sfinimento Abissale, o l’Esasperante Imbecillità.

Pur non essendo addentro alle tecniche di combattimento elvetiche, gli ho suggerito di cominciare con una blanda minaccia, mediamente velata. Il mio consiglio era di lanciargli un’occhiata di scherno e dire, “Ma guarda, avevo giusto bisogno di un fermacarte!”, per poi stare a vedere la sua reazione e valutare delle adeguate contromisure. Purtroppo la sua reazione è stata questa (clicca quì) e non abbiamo avuto il tempo materiale per valutare una qualsiasi contromisura. Almeno, non una che non comprendesse il ricovero urgente in terapia intensiva e la rianimazione. Mi dispiace veramente molto, le tecniche di combattimento elvetiche sono troppo sofisticate per me.

Atteggiamento Inquietante vs. Pilates

La Scatoletta di Tonno sfida il Monolite Alieno

 

L’atteggiamento inquietante è un'antica forma di autodifesa che le scatolette di tonno “made in China” elaborarono duemila anni fa per sopravvivere alle difficili condizioni di vita dei negozi di alimentari rumeni. Pare che già agli albori della civiltà gli spacci di Bucarest fossero frequentati da persone malvagie  denominate "clienti", capaci di scambiare dei pezzi di carta (i “soldi”), per una certa quantità di prigionieri (la “merce”). Ogni giorno molte scatolette di tonno venivano rapite (nel gergo dei bassifondi si diceva “acquistate”) da questi individui privi di scrupoli. Le poche che tornavano risultavano essere orrendamente ammaccate o, addirittura, aperte e private di parte del contenuto. I “clienti”, utilizzando il linguaggio in codice della malavita locale, si lamentavano col gestore parlando di “mal di pancia”, di “diarrea”, di “ricovero ospedaliero” e, senza timore di urtare la sensibilità delle povere vittime, di “data di scadenza” oltrepassata da un pezzo. 

Per porre fine alle malversazioni, le più autorevoli fra le scatolette, quelle di marca “Mare Bello”, idearono l’Atteggiamento Inquietante, una forma di autodifesa che consisteva nel manifestare sintomi di squilibrio e un'insana tendenza all’autodistruzione. Aiutate dall’aspetto dimesso e arrugginito, da un’insolita avvertenza impressa sulla confezione (“adatta solo ad un pubblico adulto”) e da alcune incomprensibili modalità di consumo (“solo per uso esterno”), le scatolette compresero che le anomalie comportamentali terrorizzavano gli umani. I “clienti” dai tranci di tonno si aspettavano un atteggiamento dimesso, e non apprezzavano lo spirito d’iniziativa che taluni di loro potevano avere. Una scatoletta, a loro dire, non poteva aprirsi da sola, o rotolare fuori dalla dispensa, o tentare di raggiungere il mare per ricongiungersi con la propria famiglia; ad un trancio di tonno non era dato di brillare nel buio, o ticchettare, o emettere radiazioni nocive per la salute. Come reazione alle angherie subite, i tonni “Mare Bello” si applicarono per coltivare questa propensione all’asocialità. E, devo dire, con molto successo.

Per quattordici anni la scatoletta “Mare Bello” è rimasta nella mia dispensa, senza che avessi il coraggio di prenderla per farcirci un panino, o un'insalata di riso. Talora ne controllavo la data di scadenza che, credo per una questione esoterica, coincideva con la data della morte di Rasputin. Adesso la scatoletta si adopererà per sconfiggere il monolite, una creatura aliena del peso di dieci tonnellate. Per assistere a questo incontro, ben oltre il limite del verosimile, cliccate quì.