Movies

Amore a Busto Arsizio

Amore a Busto Arsizio 2

 

Non ce l’ho fatta: ho passato la notte in bianco a pensare al dramma della piccola bicicletta che, condannata ad essere neorealista, passerà tutta la vita in completa solitudine a girare su se stessa. La mattina, appena alzato, ho steso una sceneggiatura che ribaltasse il punto di vista del giorno precedente e infondesse speranza anche agli appassionati della cinematografia italiana degli anni ‘50. Non è stato facile.

Dovevo cercare di rimanere coerente con la storia narrata il giorno precedente, essere fedele ai tratti psicologici della protagonista e creare un finale alternativo che fosse lieto e plausibile. Alla fine mi sono ispirato a una storia vera: l’amore sbocciato fra Donald e Melanie Trump. Ho scelto l’ex presidente degli Stati Uniti perché volevo una figura solida e reale, ma nel contempo frizzante e divertente, per contrappormi alla cupezza del giorno precedente. Non c’era molta scelta: Donald Trump, Boris Johnson o il dittatore nord coreano Kim Jong Un. Alla fine ho optato per Donald Trump, ritenendo che la sua carica di giovialità e ottimismo non potessero che giovare alla trama. E poi i capelli di Boris Johnson sarebbero risultati ingestibili mentre Kim Jong Un avrebbe tentato di uccidermi. Ho contattato Donald Trump che ha accettato di buon grado di fare da testimone a questa storia d’amore. Probabilmente visto che non è più presidente teme di essere dimenticato e se vuole avere qualche chance di tornare presidente nel 2024 non può perdere occasione di far parlare di sé. Per la figura della bicicletta maschile ho voluto aderire ai canoni del neorealismo e dopo un casting molto severo ho rubato una  bicicletta lasciata incustodita da qualcuno nei pressi di casa mia.

La clip l’ho dovuta girare molte volte perché Donald Trump aveva problemi a rimanere fedele al copione che, purtroppo, prevedeva un’intera rotazione del corpo in senso antiorario. Distinguere la destra dalla sinistra non è facile per nessuno e per non sbagliare direzione l’ex presidente era costretto a seguire il movimento delle lancette dell’orologio che teneva al polso, non poteva guardare dove metteva i piedi e finiva per inciampare sulle proprie caviglie, cadendo a terra e facendosi male. Alla fine sono riuscito a sostituirlo con una controfigura digitale, un complesso effetto speciale che tutto sommato dà un tocco di sofisticatezza alla produzione. Quando sono riuscito ad ottenere un’intera rotazione senza incidenti ho deciso di terminare le riprese e mandare tutti a casa. Il risultato finale è una storia d’amore coronata sotto lo sguardo compiaciuto dell’ex presidente degli Stati Uniti. C’è il neorealismo italiano degli anni ‘50, la commedia sentimentale americana degli anni ‘80 e il documentarismo impegnato alla Michael Moore. Penso di aver fatto un ottimo lavoro.