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King Kong Forever

 King Kong 02

 

Un'equipe di cineasti si reca in Svizzera per realizzare un documentario sulle abitudini di quelle genti. Mentre esplorano delle montagne giungono in una vallata selvaggia, abitata da una tribù di svizzeri primitivi dediti al culto dell'immane Heidi, una pastorella allegrotta alta trenta metri e affetta da un insopportabile ottimismo. Per placare il buonumore della dea ed evitare che se ne vada in giro a saltellare sui campi, gli abitanti di quel cantone inesplorato hanno l’abitudine di sacrificare la gente di passaggio facendola mangiare dal grande Kong, un Emmental enorme con dei disturbi alimentari abbastanza evidenti e una dieta disfunzionale che ne pregiudica la ragionevolezza. I cineasti, però, decidono di appropriarsi del latticino e di portarlo a New York per farlo esibire come fenomeno da baraccone e poi trasformarlo in una fonduta gigante, per un brunch che già da tanto tempo volevano organizzare. Il formaggio, per fortuna, riesce ad evadere dalla cella frigorifera in cui era stato rinchiuso e, come generalmente succede agli svizzeri nel primo viaggio a New York, confonde l’Empire State Building per una montagna e ci si arrampica. Per evitare che faccia troppi danni, nel finale viene abbattuto da alcuni aeroplani.

Questa in sintesi la trama di King Kong Forever, il remake dell’omonimo film che ho voluto girare in omaggio alla grande cinematografia americana. Come protagonista ho scelto il formaggio svizzero, l’unico fra i miei attori ad avere un portamento abbastanza eretto da consentirgli di raggiungere la vetta dell’Empire State Building e rimanerci in bilico per un lasso di tempo ragionevole. Purtroppo, già dai primi istanti avrei dovuto capire che le riprese sarebbero state problematiche: dopo un primo tentativo fallimentare di scalata del grattacielo (clicca qui), il latticino è riuscito a vanificare tutti gli sforzi di avvicinarsi alla vetta incastrandosi fra un piano e l’altro (clicca qui) e ad innervosire l’Empire State Building, che ha deciso di abbandonare la classica posizione neutrale da edificio inanimato per diventare parte attiva delle riprese e sabotare il tentativo di scalata (clicca qui). La cosa è andata avanti per un po’, finché l’edificio non ha esaurito la pazienza e ha deciso di prendere in mano la situazione, proponendosi di riscrivere la trama e adoperandosi per liquidare personalmente il fastidioso intruso (clicca qui).

A vestire i panni della folla terrorizzata ho voluto l’uovo, attore dotato di una mimica facciale impressionante, sempre capace di commuoverci interpretando al meglio l’intera gamma delle espressioni umane (clicca qui). E a rappresentare l'aeronautica americana ho chiamato Invicto - il dominatore dell’aria, il flagello dei cieli - che in alcune scene è riuscito a dare il meglio di sé, producendosi in acrobazie mozzafiato che resteranno per sempre nei nostri cuori e nella storia del cinema (clicca qui). Non so come la pellicola verrà accolta dal grande pubblico, ma personalmente sono cosciente di aver prodotto qualcosa di buono, decisamente al di sopra degli standard cinematografici del mio paese.