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Nella psiche di una forchetta

La forchetta

 

Per aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche cinematografiche, ho realizzato una breve clip per mostrare quanto può essere psicotica una forchetta assassina. Per riuscire a mostrare al mondo il vero volto di quella posata ho dovuto nascondere una telecamera dentro una presina da cucina che conoscevo da tempo, e che ha accettato di buon grado di prestarsi all’esperimento. In fin dei conti per una presina, abituata a muoversi tra fornelli e manici di pentola arroventati, il rischio che le chiedevo di correre era minimo. E poi in quanto attrezzo di cucina inanimato non aveva scelta.

Per diverse ore la forchetta ha cercato di dissimulare le proprie turbe con un comportamento freddo e distaccato, da posata normale. Poi in un attimo tutto è cambiato: all’improvviso c’è stata un’esplosione di rabbia incontrollata, assolutamente sorprendente per un oggetto privo di corteccia cerebrale e incapace di produrre adrenalina. Credo che sia la prima volta che assistiamo ad un fenomeno simile. In passato c’era stato un famoso scienziato israeliano, Uri Geller, che era riuscito a riprendere un cucchiaio in depressione mentre si ripiegava su se stesso, ma non è la stessa cosa. 

Qui devo aprire una parentesi per ricordare quel cucchiaio. E’ doveroso ricordarlo perché, mentre lo scienziato Uri Geller è diventato ricco e famoso, di quella posata non si ricorda più nessuno. Eppure c’era anche lei in quei giorni gloriosi in cui si scrivevano pagine importanti nella storia della scienza. Se volete sapere che fine ha fatto, se non volete distogliere lo sguardo e dimenticare, cliccate quì. Adesso non resta che salutarlo: addio, piccolo cucchiaio, ti saremo sempre grati.

Per tornare alla nostra forchetta, c’è da chiedersi cosa l’ha ridotta così. Quale trauma può avere scatenato i suoi istinti omicidi? Purtroppo della sua origine sappiamo ben poco. Dalla sua confezione scopriamo che è stata prodotta in Cina e che è bene tenerla lontano dalla portata dei bambini. Questo ultimo consiglio ci allarma: i cinesi sapevano della sua pericolosità e non hanno detto niente? Temo proprio di sì: non può essere una semplice coincidenza che quel popolo preferisca usare le bacchette per portarsi il cibo alla bocca. Non mi piace fare dietrologia, ma su queste cose bisognerà pure riflettere.