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2001, Odissea neorealista

08 Eggs pop

 

Quando il neorealismo italiano incontra il cinema di un regista come Stanley Kubrick non può che nascere un capolavoro. Sto parlando del rifacimento in chiave neorealista dell’intramontabile “2001 odissea nello spazio”, film che il regista inglese girò nel 1968 e che nessuno è mai riuscito a capire. Credo che questa rilettura in chiave neorealista possa aiutare a complicare ulteriormente le cose, aggiungendo profondità alla profondità, introspezione all'introspezione. Il cinema d’essai, d'altronde, non è fatto per divertire. Se cercate divertimento e disimpegno cliccate su questo link.

In questa GIF la piccola bicicletta di Busto Arsizio viene ingaggiata dalla Nasa per andare sulla luna ad indagare su un misterioso monolite apparso sulla superficie. Per i tecnici dell’Ente Aerospaziale essendo essa stessa un mezzo di trasporto e quindi intrinsecamente portata a viaggiare, si potrebbe risparmiare sulle spese di lancio facendola precipitare da un gigantesco trampolino recuperato ad Aspen, nota località sciistica americana. I calcoli balistici saranno affidati ad Hal 9000, un'intelligenza artificiale problematica che, in coerente stile neorealista, risulterà essere affetta da demenza senile. Catapultata per errore su Plutone, la sventurata troverà ugualmente la maniera di contattare un monolite extraterrestre e farci amicizia. L’artefatto alieno, entrato finalmente in contatto con qualcosa di più complesso di un sasso, cercherà di farle acquisire un'intelligenza superiore per indurla ad afferrare un bastone ed agitarlo in aria, come già fece una volta sulla terra dieci milioni di anni prima. Si pensa, infatti, che i monoliti appartengono ad un'antica razza aliena di insegnanti di pilates benevoli, giunti nel nostro sistema solare milioni di anni fa per farci impratichire con quella dottrina e renderci magri e atletici. Essendo però la piccola bicicletta priva di pollice opponibile e di un impianto neuronale decente, il progetto risulterà fuori dalla sua portata e l'alieno finirà per rimandarla sulla terra, facendola rinascere sotto forma di pattino a rotelle.

Con quest’opera ho voluto fare un salto di qualità, dando al mio lavoro una dimensione metafisica che prima mancava. Le domande che affliggono la piccola protagonista sono le stesse che affliggono tutti noi: perché esistono le biciclette? Non é meglio prendere l'automobile? Cosa c’è dopo la rottamazione? Essendo poi neorealista ed italiana, le sue domande avranno un sovrappiù di angoscia: ci sarà traffico su Plutone? Devo portarmi gli spaghetti, o li venderanno anche nei loro supermercati? E i negozi saranno aperti la domenica? Sono tutte questioni importanti che non possono e non devono restare inevase. In un prossimo documentario, dedicato allo stoccaggio delle entità monolitiche aliene, affronterò il vantaggio della forma cubica nella prospettiva dei trasporti interstellari. Intanto potete visionarne un'anteprima cliccando quì. Continuate a seguirmi.