Il Regista / I primi passi

Il Formaggio Svizzero Trio

 

Diplomato al Liceo Artistico di Firenze, il Regista si avvicina al mondo delle gif quando, per una serie di circostanze fortuite, la moglie gli da di imbecille per sedici volte consecutive. Grazie a questo evento fortunato scopre che la ripetizione di un evento ne muta la percezione, generando una trama alternativa. Questo significa che per girare un film non occorrono grandi produzioni ma bastano pochi secondi di riprese che, reiterate un numero indefinito di volte, danno vita ad una narrazione variabile e complessa. 

Per verificare la propria teoria, e rinsaldare il legame domestico, propone alla moglie di girare una gif porno amatoriale, probabilmente la prima che sia mai stata creata. Per convincerla delle proprie buone intenzioni le spiega che le riprese dovrebbero durare al massimo tre secondi, e che quindi coi tempi usuali ci starebbero abbondantemente: basta non esagerare con i preliminari. La moglie reagisce alle proposte del marito cercando di colpirlo alla testa con un pezzo di emmental, appena tolto dal frigo. Il modo aggraziato con cui il formaggio precipita a terra dopo averlo urtato alla fronte provoca nel Regista una seconda illuminazione, se possibile ancora più devastante della prima. Gli oggetti hanno una personalità propria e, almeno per quanto riguarda i latticini svizzeri, sono pure bravi a fare capriole. Nel giro di poche ore scrive il soggetto per un film ambientato nel mondo dello sport e scrittura il formaggio come protagonista. E’ l’inizio di un sodalizio che durerà una settimana e che avrà termine con la farcitura di un toast al prosciutto.

 Come esperimento propone al pezzo di groviera di eseguire dei piegamenti davanti alla telecamera: è la prima volta che un alimento, nella fattispecie un formaggio svizzero, viene invitato a partecipare a qualcosa di più complesso di un panino. E l’effetto è sorprendente (clicca quì). Col passare delle ore, il Regista e il suo pupillo sperimentano acrobazie sempre più azzardate (clicca quì) fino a un tragico incidente che li obbliga ad una pausa di riflessione (clicca quì). 

A tarda sera il Regista capisce di avere fra le mani qualcosa di straordinario e  la settimana successiva, rotti gli indugi, realizza il suo primo lungometraggio: “Berlino 1936”. Ispirato dall’origine transalpina del formaggio, l’artista realizza un grande affresco sulla Germania nazista e sulle olimpiadi che, nel 1936, videro Jesse Owens trionfare a Berlino (clicca quì). La gif, girata in bianco e nero, ottiene un successo clamoroso e spinge il regista a produrre il  seguito: “Roma 1960”. Ispirato a “La dolce vita” di Fellini, il nuovo lungometraggio viene accolto calorosamente dalla critica che ne apprezza lo stile severo e la ricchezza di citazioni (clicca quì). 

Con il terzo capitolo della saga “Mosca 1980”, nonostante la partecipazione di alcune comparse assunte in veste di “armata rossa” e l’inserimento di una nuova disciplina olimpica difficilmente contemplabile come sport, l’attenzione comincia a scemare (clicca quì). L’ultima gif, “Madrid 1986”, ambientata durante i mondiali di nuoto, si rivela un fiasco clamoroso e neppure la partecipazione di numerose comparse assunte in qualità di pubblico basco ne risolleva il gradimento (clicca quì). La nuova ambientazione sportiva non convince il pubblico più esigente e l’autore, in un momento dì sconforto, cede alla tentazione di prepararsi un toast e compromette in maniera irreparabile la prestanza fisica del protagonista. Quindici anni dopo, per commemorare quei giorni gloriosi, l’artista realizza un inserto per ricordare l’amico scomparso e celebrare gli ultimi momenti di gioia passati insieme (clicca quì).