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Aerobica vs. Pilates: la sesta metafora

19 La sesta metafora

 

In questa complessa metafora osserviamo come le diverse anime della sinistra, che già in passato vennero interpretate degnamente dall’Uovo, dal Formaggio Svizzero e dalla Scatoletta di Tonno (clicca qui), siano pronte ad accogliere la novità rappresentata da Elly Schlein, recentemente eletta alla segreteria del PD. Magistralmente interpretata dalla Lampada Bipolare, essa mostrerà loro che una nuova primavera è alle porte e che un mondo migliore, e finanche colorato, è possibile.  

Alle sue spalle il Monolite Alieno, in rappresentanza dell’apparato partitico, attende il ritorno del gregge perduto, confidando nella capacità della nuova segretaria di far rientrare all'ovile quelle anime smarrite e riportare speranza e fiducia laddove regnava diffidenza e disincanto. Riuscirà la Schlein a riunire la sinistra e a sconfiggere quel monolitico intreccio di ambizioni personali e interessi privati che da anni tiene in ostaggio il partito ed il paese? Per comprendere ciò che ti aspetta e farti trovare preparato alle sfide che ti attendono, clicca qui!

Il team affronta la minaccia ecologista ma era meglio se non lo faceva

18 Il team affronta la minaccia ecologista

 

Nella bellissima Piazza del Duomo, a Firenze, un terrorista ambientale si scaglia contro la cattedrale per imbrattarne i marmi e lanciare al mondo il suo perfido messaggio ecologista, ma il coraggioso sindaco di Firenze, Dario Nardella, lo vede arrivare ed interviene prontamente, provvedendo a placcarlo e a consegnarlo alle forze dell’ordine per la giusta punizione. Siccome l’idea di diventare responsabili della comunicazione di Palazzo Vecchio non ci schifa, abbiamo deciso di girare questo breve video da distribuire sui social per esaltare l’immagine del nostro sindaco e rendere evidente la nostra verve creativa. A vestire i panni del terrorista abbiamo chiamato il Formaggio Svizzero che approfitterà della propria natura di untuoso ammasso di colesterolo per scagliarsi contro il monumento ed usare il proprio corpo come strumento di protesta. Come un novello kamikaze si schianterà contro i marmi policromi rendendo ancora più evidente il fanatismo che connota questi esaltati difensori d’alberi e pinguini, e costringendo le autorità a dover ricorrere ad una spatola per riportare nella città ordine e decoro. Come sindaco abbiamo voluto la Scatoletta di Tonno, l’unica del nostro staff ad essere abbastanza cazzuta da effettuare un placcaggio non privo di rischi. Inoltre la sua documentata relazione con i maggiori leader della sinistra italiana (clicca qui), ci ricorda come Nardella provenga dalle file del PD, partito che, seppure in maniera un tantino addomesticata, vanta pur sempre una gloriosa memoria progressista. 

Purtroppo le cose, però, non sono andate come volevamo. La Scatoletta di Tonno, memore del proprio passato movimentista (clicca qui), ha preferito schierarsi col contestatore ed incitarlo al supremo sacrificio intonando canti della rivolta partigiana che con le ragioni della protesta avevano ben poco da spartire. Il contestatore, probabilmente per via dello scarso impeto profuso nella spinta, o per il suo essere un formaggio a pasta dura, non è riuscito nell’intento di spalmarsi sulla cattedrale ed è scivolato sul selciato, mostrando di avere scarsa aderenza sia ai supremi principi della lotta ambientalista che alle superfici marmoree. Ed anche gli "effetti speciali" adoperati per simulare l'ambiente cittadino, che ci erano valsi tanto lavoro e un’intero rotolo di scotch, non si sono dimostrati all'altezza e sono precipitati sul povero ecologista, sommando oltre al danno pure la beffa. Dobbiamo ragionarci sopra e ricominciare.

Il Team va ai mondiali

16A Il Team e i Mondiali

 

Per celebrare i mondiali di calcio abbiamo deciso di mandare il Palloncino Rosso a rappresentare il nostro Team in Qatar. Per risparmiare sui trasporti ho cercato di approfittare della sua intrinseca natura di viaggiatore e l'ho calciato fuori dalla finestra con tutta la potenza di cui disponevo. Purtroppo non ci sono finestre abbastanza grandi in casa mia (o nel mondo) e mancato l'obiettivo di un paio di metri la palla mi è ripiombata in salotto, abbattendo una specchiera e il servizio di piatti della nonna. Per necessità, quindi, siamo stati costretti a ripiegare su un torneo simbolico, una sfida fra le migliori squadre del mio appartamento che non mancherà di entusiasmare gli appassionati. 

 Al calcio d'inizio era presente l'Uovo, che in qualità di padrino dell'iniziativa ha voluto essere testimone dell'esaltante evento. Per la cronaca c'è poco da dire: il goal realizzato dalla piccola palla é stato splendido così come bellissima é stata la parata del Formaggio Svizzero, anche se la contemporaneità dei due fatti ha creato una contraddizione concettuale che non penso sia contemplata dal regolamento della FIFA. Abbiamo discusso a lungo della questione e alla fine abbiamo deciso di considerare regolamentare la rete della palla, assegnandole la coppa e dichiarandola campionessa del mondo da qui all’eternità. Ci dispiace per il Formaggio Svizzero, che per realizzare quella parata ha profuso tutto il suo impegno, ma la piccola sfera ci terrorizza mentre lui no.

 Tutto sommato penso sia stato un buon campionato, probabilmente migliore di quello giocato in Qatar, e sicuramente più sensato. È bello sapere che nel nostro paese c’è ancora chi si dedica a questo gioco con dedizione e passione.

Il Corpo Astrale del Wurstel Esagerato solleva questioni importanti

17 Il Team e i mondiali B

 

Visto il successo della prima partita, abbiamo deciso di giocarne altre. La seconda ha visto contrapposti il Wurstel Esagerato, una confezione di salsicciotti di due chili che a malapena solleva se stesso, ed il suo Corpo Astrale, un'entità spirituale dedita all’alcool e al gioco d’azzardo che a malapena riesce a restare ancorato a questa realtà.

 Il Wurstel Esagerato si è esibito in un tiro abbastanza prevedibile che il suo Corpo Astrale è riuscito a parare e, nel contempo, non è riuscito a parare, creando di fatto un’imbarazzante situazione quantistica che ci ha costretto tutti in penose riflessioni. I piú portati di noi per la metafisica si sono chiesti cosa è la realtà e perché ci crediamo così pervicacemente, mentre gli altri si sono chiesti come fanno i salsicciotti del Corpo Astrale a rimanere nella confezione senza scivolare a terra, e cosa vuol dire pervicacemente. Anche in questo caso abbiamo dovuto fare una riunione per decidere se il goal fosse valido, oppure, come si è chiesto quantisticamente il Formaggio Svizzero, non fosse valido. 

I regolamenti della FIFA non dicono niente in proposito. Nel terzo millennio ancora rimangono ancorati alla fisica dell’ottocento ignorando tutte le scoperte scientifiche che si sono succedute da allora. "È come se per la FIFA il gatto di Schroedinger non fosse mai entrato nella scatola," ho fatto notare. Oppure, mi ha corretto il Formaggio Svizzero, che provenendo dal paese che accolse Albert Einstein pensa di essere l'unico titolato a parlare di queste cose, è come se il gatto di Schroedinger fosse sempre entrato nella scatola. Rendendoci conto che con questi ragionamenti non andavamo da nessuna parte (oppure andavamo da tutte le parti, come ha insistito il Formaggio Svizzero), abbiamo provveduto a riporre l’emmental in frigo e abbiamo discusso della prossima partita. O non abbiamo discusso della prossima partita, come avrebbe suggerito il latticino.

Il Team organizza un raduno rave

15 Il Team Organizza un Rave 2

 

In attesa che la nuova destra di governo ci proponga un contratto miliardario e ci appalti la comunicazione, abbiamo deciso di partecipare al biasimo generale verso i giovani scellerati che partecipano ai raduni rave e occupano abusivamente spazi privati per imbottirsi di decibel e droga. Per dare del nostro meglio e non deludere le aspettative di nessuno, nel ruolo di giovane scellerato abbiamo chiamato l’Uovo, che in quanto embrione di pollo appartiene di diritto alle nuovissime generazioni, e il Formaggio Svizzero, che provenendo dalle montagne che hanno donato al mondo lo Yodel, il ritmo ce l’ha nel sangue. Come droga abbiamo usato la coccoina, una potente colla che se sniffata in dosi massicce ti dona una lieve euforia e ti cementa le narici, costringendoti a respirare con le orecchie. 

Essendo il Formaggio Svizzero privo di apparato respiratorio, ho provveduto personalmente a spalmargli la sostanza stupefacente su ogni centimetro quadrato disponibile ma poi, per una specie di irrefrenabile reazione pavloviana che ancora non mi riesco a spiegare, ho sciaguratamente provveduto a piegarlo a metà e ad unire i lembi, esercitando una leggera ma decisa pressione come da istruzioni allegate. Il risultato è che il formaggio mi si è incollato insieme (clicca qui), in una posizione che potrebbe andare bene per un videocorso sulle pratiche Yoga o per un involtino esageratamente grande, ma certamente non adatta ad un raduno di appassionati di musica Techno.

Per quanto riguarda l’uovo, ci sono volute diciotto ore in sala trucco per fargli assumere l’aspetto da giovane scellerato e renderlo credibile come sballato (clicca qui) ma poi, una volta assunta la sostanza, è entrato subito nel personaggio ed è riuscito, con un passo di danza particolarmente complesso, ad incollarsi da solo al pavimento (clicca qui). Per liberarlo dalla fastidiosa posizione ho dovuto frizionarlo accuratamente con abbondante acqua calda, ottenendo come effetto collaterale di assodarlo. Adesso i miei giovani scellerati non mi parlano più e ho dovuto rimandare la preparazione del video. Peccato, perché lo sento come un dovere prioritario l’essere partecipe del salvataggio di questa povera, scellerata, gioventù.

Il Corpo Astrale del Wurstel Esagerato ne ha piene le palle

13 Il Corpo Astrale ne ha piene le palle

 

Il Wurstel Esagerato, che a dispetto del nome che porta è una creatura estremamente ponderata e riflessiva, non se la sente di esprimere un giudizio frettoloso sulla vittoria delle destre ma preferisce prima consultarsi col suo Corpo Astrale, la sua parte metafisica che vive sul piano astrale in piena simbiosi con l’universo. Sostiene che in quell’ambiente, dove ogni cosa è impregnata di verità e bellezza, non vi sono destra e sinistra, o sopra e sotto, o dentro e fuori, ma tutto convive armoniosamente in un delicato equilibrio che consente di attenuare le asperità della vita e abbracciare amorevolmente l'universo intero.

Il Corpo Astrale del salsicciotto, invece, del piano astrale ne ha piene le palle. Vivere in simbiosi coi corpi astrali di Matteo Salvini, Mario Draghi e Carlo Calenda non fa per lui. Sostiene che la fusione di destra e sinistra in un unico afflato moderato ha portato il piano astrale ad essere governato dai corpi astrali di tecnici insulsi, privi di una visione veramente onnicomprensiva delle cose e interessati solamente a mantenere lo status quo. Che, al di là del giudizio politico, è di una pallosità insopportabile. Quello che il Corpo Astrale vorrebbe veramente è possedere un solido apparato gastrointestinale per poter mangiare una pizza, bere birra e ruttare sonoramente.

Quando il Wurstel Esagerato è in meditazione, in cerca di verità e bellezza, il suo Corpo Astrale abbandona la simbiosi universale per tornare sulla terra a fare quattro chiacchiere con la Scatoletta di Tonno, con cui sente di avere una forte affinità elettiva. La Scatoletta, d'altronde, ha avuto dei trascorsi importanti nella realtà ultraterrena, dove in tempi non sospetti ha cercato di mettere in discussione dogmi ritenuti immutabili (clicca qui), entrando in conflitto, anche fisico, con le massime autorità del sistema (clicca qui). Mi è difficile, quindi, sapere esattamente cosa pensano il Wurstel Esagerato ed il suo Corpo Astrale dell’intera faccenda, ma non dispero di riuscirci un giorno.

La Lampada Bipolare è triste, anzi contenta, anzi triste

12  La Lampada Bipolare e il Fascismo

 

La Lampada Bipolare è preoccupata e triste per la vittoria delle destre perché teme di diventare una perseguitata, visto che la destra non ha mai visto di buon occhio il disagio psichico. Per tirarla su di morale le ho detto di stare tranquilla, perché i disagiati mentali non sono mai piaciuti a nessuno, nemmeno alla sinistra. La cosa, curiosamente, non l’ha tirata su ma l’ha prostrata ulteriormente. Teme che, allora, nessuno la difenderà quando verranno a prenderla per portarla in un manicomio. Le ho detto che non capiterà mai, perché in genere le lampade difettose vengono rottamate e buttate in discarica, e non portate in manicomio. Neppure questa prospettiva l’ha rallegrata e, francamente, non so più cosa dire per tirarla su di morale.

Per compiacere i nuovi potenti ha deciso di organizzare uno spettacolo di luci. Una bellissima luminaria ricca di effetti speciali che scalderanno il cuore dei presenti e li farà tornare bambini. Io gli ho spiegato che far tornare bambino un imbecille, generalmente non aiuta: l’ingenuità non ha mai mitigato gli effetti deleteri di un pesante deficit cognitivo. Ma non ha voluto darmi ascolto. Al termine dello spettacolo, mi ha confidato, avvolgerà gli astanti col suo intenso amore e tutti saranno felici e contenti. Io gli ho detto che essere felici e contenti è un po’ ridondante, visto che i due stati d’animo sono complementari. Non avrebbe più senso amare gli astanti e farli diventare tutti felici e più alti? Oppure, felici e ben odoranti? Nel secondo caso, mi pare, si migliorerebbe la qualità dell’aria, oltre che della vita dei singoli. Dopo averci pensato un po’ mi ha risposto che adesso si ricorda perché da bambino mi detestava.

Il festival si è svolto alla presenza del Re di Fiori, autorevole esponente della nuova destra, che ha accettato di presenziare all’evento perché mostrarsi solidale con le creature problematiche è un dovere regale e può essergli di aiuto per la riconquista del trono. Alla fine devo ammettere che lo spettacolo è risultato stimolante e che l’abbraccio caloroso ha effettivamente contribuito a migliorare la vita di tutti. Per assistere allo spettacolo di luminarie e godere anche tu dell’abbraccio caloroso di una lampada, parecchio, ma proprio parecchio, problematica, clicca qui.

Il Formaggio Svizzero dimostra di avere senso civico

11 Uovo e il contante Immagine

 

Nella speranza che la destra si accorga dell'enorme potenziale della nostra squadra e ci affidi dei lavori importanti, abbiamo girato delle brevi clip in cui i nostri migliori attori interpretano dei felici possessori di contanti (clicca qui). Lo scopo delle animazioni era mostrare che avere una paccata di banconote da portare in giro è una cosa bella e piacevole, mentre i pagamenti elettronici possono risultare dannosi per la salute (clicca qui) e generare delle situazioni spiacevoli (clicca qui). Purtroppo le cose non sono andate per il meglio: appena ha avuto la sua mazzetta di contanti il Formaggio Svizzero ha cercato di dileguarsi, probabilmente per fuggire in Svizzera e nasconderli in qualche conto bancario che deve avere aperto a mia insaputa. Credo che il suo sia stato un riflesso condizionato, una specie di impulso irrefrenabile elvetico a cui non ha saputo resistere e che è scattato appena si è accorto di avere del nero da nascondere al fisco. Per nostra fortuna non è riuscito a raggiungere il confine, neppure dell’appartamento: appena ha mosso il primo passo si è schiantato al suolo, probabilmente schiacciato dal peso del rimorso e della colpa (clicca qui). 

Credo che questi video possano essere molto educativi: dimostrano che l’onestà e il senso civico del nostro popolo (e di quello svizzero) non possano essere messi in discussione e che una volta caricato del peso delle proprie responsabilità, ognuno saprà agire per il meglio gestendo in maniera accorta e ponderata le proprie disponibilità (clicca qui). Non capisco cosa aspetta la destra a chiamarmi.

La Scatoletta di Tonno sfida il potere costituito

 10 Le provocazioni della Scatoletta di Tonno 2

 

Per contestare l’elezione di un cattolico integralista alla presidenza della Camera, la Scatoletta di Tonno ha proposto di girare una serie di video "provocatori", piccole animazioni hard realizzate per farsi beffe della morale corrente e mettere in imbarazzo il potere costituito.

La scatoletta non è nuova a questo genere di esperienze: sempre pronta a schierarsi in prima linea, durante la rivoluzione sessuale si distinse per l’ardore del proprio impegno e il coraggio nel difendere le proprie convinzioni (clicca qui); e quando fu necessario si lanciò, senza alcuna esitazione, in avventure amorose considerate riprovevoli e decisamente “fuori dagli schemi” (clicca qui).

Ma in questo caso si sarebbe trattato di fare pura provocazione, non di ribaltare gli schemi morali di un’epoca per cambiare il “sentire” di un'intera generazione. Sarebbe riuscita a controllarsi? Ce l’avrebbe fatta a non superare i limiti imposti dalla legge e a rimanere nell’ambito del buongusto? Visto che parliamo di sesso spinto fra scatolette di tonno e generi alimentari vari, è molto difficile dirlo: ma secondo me, no (clicca qui).

Non credo di essere un bacchettone, ma a mio avviso quando la provocazione è fine a se stessa si rischia di perdere di vista l’obiettivo, e il messaggio da comunicare può diventare poco chiaro (clicca qui), se non addirittura incomprensibile e controproducente (clicca qui). E ben magra è la consolazione del pensiero che i tuoi attori, perlomeno, si sono divertiti (clicca qui). 

Il Fascismo spiegato all’Uovo

09 La destra spiegata al Uovo 1

 

Ho chiesto al Wurstel Esagerato di spiegare cosa è stato il Fascismo e perché un suo eventuale ritorno possa destare tanto timore fra gli abitanti del nostro paese. Il salsicciotto ha accettato di buon grado di mettere le proprie conoscenze al servizio del popolo e, grazie all’estrema capacità di sintesi di cui è dotato, ha affrontato la questione in maniera chiara ed esaustiva, aiutando l’Uovo e il Formaggio Svizzero a schiarirsi le idee (clicca qui).

Tutto sommato potevo sentirmi soddisfatto, l’analisi storica del Wurstel era stata precisa e dettagliata, ed aveva contribuito a fare chiarezza sui rischi di una memoria storica mal coltivata. Ma l’uovo, che in quanto embrione di pollo non brilla per acutezza, mi ha chiesto di approfondire l'argomento, perché certi risvolti non gli erano ben chiari. Ancora una volta il salsicciotto è intervenuto in mio aiuto, ed eletto il Formaggio Svizzero come rappresentante del corpo sociale, ha magnificamente illustrato le fasi salienti del ventennio riuscendo a sintetizzare, in pochi secondi, la deriva storica di un intero secolo (clicca qui).

A questo punto l’Uovo avrebbe potuto dirsi contento e il latticino avrebbe potuto riprendersi dalle spiegazioni avute, ma all’embrione, mai sazio di conoscenza, è venuta spontanea la domanda: “Ma se alle ultime elezioni avesse vinto la sinistra governista, cosa ne sarebbe stato del corpo sociale?” E su questo punto l’analisi del Wurstel è stata più complessa e articolata ma, a mio avviso, ugualmente incisiva e degna di nota (clicca qui).

Aerobica vs. Pilates: la metafora

Aerobica vs Pilates intro 2

 

Per aiutare gli italiani a comprendere le ragioni di una sconfitta, il Formaggio Svizzero e il Monolite Alieno hanno, più o meno volontariamente, accettato di partecipare ad un altro epico combattimento di Pilates vs. Aerobica. Abbandonato l’agonismo, i due Maestri cercheranno di utilizzare la propria arte per aiutarci a metabolizzare l’accaduto e schiarirci, una volta per tutte, le idee.

Il Formaggio Svizzero sosterrà le ragioni del campo progressista, cercando di farle prevalere anche a fronte di previsioni sfavorevoli e di una preponderante disparità delle forze in campo. La sua tecnica consisterà nel riflettere a lungo su quale strategia adottare e alla fine, grazie alla lucidità della propria classe dirigente, tentare un poderoso scarto a sinistra per ribadire la propria appartenenza e mandare in frantumi i sogni egemonici della destra. Il Monolite Alieno, invece, rappresenterà lo schieramento reazionario al massimo della sua forma. Dalla sua parte avrà dieci tonnellate di roccia basaltica e l'incrollabile fede nei propri principi, generalmente bocciati dalla storia, dalla logica e dal comune buonsenso. Se volete comprendere l’accaduto e siete pronti ad indagare a fondo sulle motivazioni di una sconfitta, cliccate qui.

Ma era possibile fare altrimenti? Grazie all’impegno dei nostri tecnici abbiamo potuto registrare un secondo incontro, una differente versione in cui il leader progressista, ignorate le sirene della sinistra massimalista, si getta senza remore fra le sicure braccia del fronte moderato. Sarebbe stato sufficiente a ribaltare l’esito delle elezioni? Il paese si sarebbe salvato dalla marea nera? Per scoprirlo, cliccate qui.

Aerobica vs. Pilates: la metafora II

04 JPEG Alleanza elettorale vs Pilates

 

In questa interessante metafora, tre differenti anime della sinistra si confrontano per giungere ad un’accordo che gli consenta di affrontare in maniera unitaria la minaccia incombente, degnamente rappresentata dal Monolite Alieno e dalla sua incommensurabile tecnica di combattimento: il Pilates. A rappresentare la sinistra governista abbiamo chiamato il Formaggio Svizzero che, forte della propria dialettica e di un buon paio di occhiali, rivendicherà il comando di una coalizione divisa, confusa sia negli obiettivi che nelle movenze (clicca qui). La sinistra massimalista verrà interpretata dalla Scatoletta di Tonno, che reca sulla propria pelle anni e anni di lotte contro le ingiustizie. Più o meno sempre schierata dalla parte degli ultimi, utilizzerà il proprio glorioso passato movimentista (clicca qui) per trovare una collocazione all’interno della coalizione e far valere le proprie indomite convinzioni. E per finire abbiamo l’Uovo, a rappresentare le istanze di chi, fiducioso della propria fede politica, segue con trepidazione il dibattito interno reputandolo stimolante e accettando di buon grado qualunque decisione venga presa (clicca qui).

Riusciranno i nostri intrepidi rappresentanti a giungere ad una sintesi unitaria per arrivare compatti al confronto col nemico e portare a casa la vittoria? Per scoprirlo, clicca qui.

Il Trenino delle Meraviglie non si arrenderà mai

06 JPEG Il Trenino delle Meraviglie non si arrendera mai A

 

Al Trenino delle Meraviglie non va bene che i fascisti abbiano vinto le elezioni. Come discendente diretto della locomotiva cantata da Francesco Guccini, che nei primi anni del secolo scorso si scagliò contro i ricchi ed i potenti, ha promesso che non troverà pace fino a che non riuscirà a raggiungere i responsabili di questo tracollo elettorale e ad esplodere contro il cielo eruttando lapilli e lava. Dato che parliamo di un trenino di legno che corre in circolo su dei binari di plastica, la cosa potrebbe andare per le lunghe.

Per calmare la sua ira e mostrarle che il male non è mai brutto come lo dipingono, ho chiesto al Re di Fiori di parlare con lui per esporre le ragioni di una destra moderna, che guarda al futuro con spirito costruttivo e all’opposizione con bontà d’animo. Il Re, che da sincero democratico accetta sempre di buon grado di parlare ai propri sudditi, ha cercato di tranquillizzarlo (clicca qui) promettendogli che con loro al governo le cose andranno meglio: ci saranno ordine e disciplina, una strenua difesa del suolo patrio ed i treni arriveranno sempre in orario. Anche perchè, quelli che non lo faranno, saranno passati per le armi. Il Trenino delle Meraviglie ha meditato sulle parole del sovrano e poi, con una capacità di sintesi rara in un giocattolo di legno del secolo scorso, ha obiettato “Non passerete!” e ha cercato di spianarlo, impresa ardua se indirizzata ad una carta da gioco dello spessore di 0.2 millimetri. 

Tutto sommato il dibattito è stato interessante, roba che è raro vedere in televisione e mai, comunque, nelle fasce protette. Mi pare che si aprano spiragli di discussione fra le forze in campo: nemici che soltanto fino a poco tempo fa si rivolgevano la parola soltanto per ingiuriarsi, adesso si confrontano fornendoci spunti di riflessione importanti che abbiamo il dovere di cogliere. Se anche tu vuoi cogliere l’importante spunto di riflessione, clicca qui.

Aerobica vs. Pilates: le metafore III e IV

 08 Metafora

 

Con la terza metafora, di cui andiamo particolarmente orgogliosi, analizzeremo nel dettaglio gli avvenimenti per svelare le ragioni profonde, quantunque metaforiche, che hanno portato a questo importante risultato. Siamo grati al Monolite Alieno che ancora una volta ha accettato di interpretare la destra italiana, e abbastanza grati al Formaggio Svizzero per il modo con cui, senza alcun timore di mettersi in gioco, ha accettato di vestire i panni di una sinistra, forse incerta, forse stanca, forse logora, ma mai doma. Se non avete paura della verità e volete una sintesi esaustiva di come sono andate le cose, cliccate qui.

Per coloro che invece sono stufi delle sottigliezze di un sinistrorso che non ha niente di meglio da fare e vogliono vedere un breve riassunto dei fatti, spogliato da ogni velleità intellettuale e privato di ogni retorica, abbiamo chiesto a Flashback di dare il suo contributo. Come memoria dei tempi andati, il giovane triciclo ci mostrerà le fasi salienti del percorso che ha portato la sinistra a questo storico risultato e ci mostrerà, in maniera chiara ed esauriente, le ragioni di una sconfitta. Per affrontare la realtà con spirito pratico, cliccate qui

All'uovo va bene ogni cosa

05 Uovo e Calenda

 

L'uovo è contento che la destra abbia vinto  le elezioni, ma sarebbe stato contento anche se le avesse vinte la sinistra, o il partito repubblicano americano, o Boris Johnson, o Kim jong sung, o chiunque altro. L'importante, mi spiega, è volersi bene e sostenersi a vicenda, perché la vita è troppo breve e non possiamo avvelenarla con l’odio e la malvagità. Devo ammettere che ha ragione: la vita è veramente breve, soprattutto se sei un uovo e risiedi nel mio frigorifero.

Se fosse un politico sostituirebbe le elezioni con un abbraccio collettivo. Il suo programma, mirato alla fratellanza universale, sarebbe di pochi punti essenziali:

  1. Bisogna volersi bene
  2. Bisogna voler bene anche a Calenda
  3. Bisogna voler bene anche a Calenda perchè non è colpa sua se è così
  4. Probabilmente la colpa è della mamma di Calenda che non l’ha covato abbastanza
  5. Anche la mamma di Renzi non ha fatto un buon lavoro
  6. Se le mamme di Calenda e Renzi si fossero sedute più a lungo sui propri figlioli, l’Italia sarebbe stato un paese migliore 
  7. Non voglio cambiare discorso, ma spero che stasera non ti vada di farti una frittata 
  8. Mangiati un panino, magari senza maionese
  9. E se vuoi concludere la giornata facendo un'opera buona, invece di guardare la televisione vatti a sedere su Calenda

In effetti il suo programma è essenziale e se fosse applicato alla lettera il mondo sarebbe un posto migliore ed io non avrei problemi di colesterolo. Suppongo che nel suo piccolo cerchi di fare la cosa migliore e se dedica tante attenzioni a Calenda è perché, in qualche modo, si identifica con quel personaggio. Immagino che sia per la forma ovale, o per la scarsa lucidità di pensiero, o perché entrambi hanno passato poco tempo a Strasburgo. Anche se, bisogna dire, l’ex ministro era stato eletto come eurodeputato, mentre l’Uovo no. Se l’Uovo fosse stato eletto come eurodeputato il suo programma sarebbe stato il seguente:

  1. Gli europei devono volersi bene
  2. Gli europei devono voler bene anche a Calenda
  3. Gli europei, per dimostrargli il loro amore, devono sedersi su Calenda
  4. Magari non tutti insieme
  5. Possono fare i turni, e qualcuno può sedersi su Renzi
  6. Siccome gli europei sono tanti, qualcuno potrebbe sedersi anche su Salvini e qualcuno sulla Meloni
  7. Nessuno dovrebbe sedersi su Berlusconi perché potrebbe piacergli, ma nella maniera sbagliata e alla sua età potrebbe essere pericoloso
  8. Non mangiate omelette a cena
  9. Vi voglio bene

Credo che potrei votarlo.

Aerobica vs. Pilates: la quinta metafora

02 La Scatoletta Meloni immagine

 

Sono ormai tanti anni che la sinistra, stufa di essere condannata dalla storia, da Stefano Folli e da se stessa, è giunta alla conclusione che per sconfiggere l’avversario sia necessario vestire i panni della destra e adottare le sue politiche. È veramente possibile che, abbandonando definitivamente i propri trascorsi e facendo proprie le strategie della parte avversa, il campo progressista possa riuscire ad imporsi nel panorama politico nazionale e conquistare l'agognato governo? Con questa quinta ed ultima metafora cercheremo di rispondere a questo importante quesito: cliccate qui.

Il Formaggio Svizzero è scettico

03 Il Formaggio Svizzero Urna elettorale

 

Il Formaggio Svizzero è scettico su questa faccenda delle elezioni. “La democrazia svizzera è la più antica del mondo”, mi ha spiegato. “Tutto ha avuto origine nel mesozoico, quando ancora esistevano i dinosauri e bisognava eleggere una vittima sacrificale per placare la loro ira. A quel tempo noi latticini eravamo pochi e ci conoscevamo tutti, e quindi era facile individuare l’emmental più antipatico e gravarlo del peso della responsabilità”. Ma col passare dei secoli le cose sono diventate più complesse e sono cominciati i problemi. 

 I primi si sono manifestati nel medioevo, quando alcuni latticini, nella fretta di depositare il proprio voto nelle urne, si sbilanciavano troppo e ci cadevano dentro, rimanendo intrappolati. Non sapendo bene cosa fare, gli emmental presenti si inventarono la consuetudine che i latticini incastrati volessero nel loro profondo votare per se stessi e che i voti dovessero considerarsi validi. Questo generò il problema che nelle cariche pubbliche importanti venissero spesso eletti latticini imbecilli, formaggi immaturi incapaci di comprendere il semplice meccanismo del voto e pronti ad infilarsi dentro l’urna al posto della scheda. Per ovviare al problema, si decise di abolire le urne e di procedere per “alzata di mano”, che in pratica significava saltellare sul posto per manifestare la propria disponibilità ad essere eletto. Uno “scrutatore”, scelto fra i formaggi più saggi e dotati di occhiali, avrebbe osservato attentamente la procedura per individuare l’emmental con il salto più potente e proclamarlo vincitore (un interessante documentario d’epoca ci mostra una tipica giornata in un seggio elettorale nel Cantone dei Grigioni, clicca qui). Questo però generò il problema che nelle cariche pubbliche importanti venissero eletti solamente latticini atletici e non quelli più competenti. Per risolvere la questione si tornò al sistema delle urne (ma gli emmental più distratti ricominciarono a farsi intrappolare), e quindi ci si risolse a rispolverare il sistema dell’alzata di mano (ma nessuno aveva risolto il problema dell’impreparazione dei candidati atletici e con l’avvento degli steroidi si ricominciò ad eleggere gli emmental più imbecilli) … E così via fino ai giorni nostri. A questo punto ho interrotto il suo racconto e ho cercato di riportare la sua attenzione sui risultati elettorali e sulla vittoria di Fratelli d’Italia. 
 
Fratelli di chi? Mi ha chiesto.

L’importanza di chiamarsi Invicto

14  Importanza di chiamarsi Invicto Immagine

 

Si chiama Invicto perché non ha mai perso una battaglia. Da tempo immemore combatte la sua personale guerra contro le ingiustizie e non si è mai arreso. Non ha mai chinato il capo, non ha mai ceduto alla paura, e quando c’era bisogno del suo aiuto non si è mai tirato indietro. I malvagi lo detestano, i potenti lo temono, i ricchi lo fuggono, i buoni lo acclamano e noi, che lo frequentiamo da una vita, lo sopportiamo abbastanza.

Sulla vittoria delle destre non si pronuncia, in parte perché non dispone di un impianto vocale funzionante e in parte perché preferisce che a parlare siano i fatti. E per ricordare ai nuovi potenti che dall’alto dei cieli qualcuno li sorveglia ha preparato un’esibizione ardita, un filmato coraggioso in cui mostrerà al potere costituito che con la giustizia e l’amore universale non si scherza. Insieme all’Uovo, che dell’amore incondizionato si è fatto portavoce, si esibirà in una serie di acrobazie spericolate, al limite dell’impossibile e, secondo alcuni, del ragionevole. Se pensavate che con la serie degli Avengers avevate visto tutto, eravate nel torto. Come Ant-man e The Wasp, più di Batman e Robin, meglio di Renzi e Calenda, il dinamico duo di Piccole Animazioni ci mostrerà che se tutti facessimo la nostra parte, impegnandoci al nostro meglio, un mondo migliore sarebbe possibile. 

Il risultato è un’animazione potente, un messaggio di pace e amore che scalderà i cuori, perché quando ci si innalza oltre le meschinità della vita non c’è mai sconfitta. Per trovare conforto e ricordarti che anche nei momenti più bui c’è chi lotta per te, clicca qui.

La Scatoletta di Tonno non l’ha presa bene

02 La Scatoletta Meloni immagine

 

Come era facile immaginare, la Scatoletta di Tonno si è molto arrabbiata per il risultato delle elezioni. D'altronde era facile prevederlo: originaria della Cina, ma cresciuta a Bucarest, la scatoletta non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra. Sappiamo che partecipò attivamente alla rivoluzione d’Ottobre e che fu in prima linea durante la presa del Palazzo d’Inverno, come possiamo vedere da questo prezioso documentario d’epoca (clicca qui). Amica fraterna di Lenin, non mancò mai alle sue manifestazioni (clicca qui) sostenendolo nei momenti di crisi e non facendogli mancare mai i suoi preziosi consigli (clicca qui).

Per una come lei, reduce da mille battaglie per i diritti del proletariato, la vittoria di Fratelli d’Italia è stato un colpo inaspettato e duro, che l’ha fatta arrabbiare oltre ogni limite (clicca qui). Per tirarla su di morale e farle comprendere che un mondo migliore è ancora possibile, le ho mostrato la foto del leader della coalizione avversa, l’uomo che ci traghetterà verso un futuro radioso, ma questo, stranamente, non l’ha tranquillizzata (clicca qui). A questo punto, per comprendere meglio le sue aspettative politiche e circoscrivere il suo immaginario, le ho fatto vedere una serie di fotografie e ho cercato di capire dal suo comportamento cosa potesse essere di suo gradimento e su quale leader eventualmente puntare per avere il suo appoggio. Il risultato è stato molto interessante, anche se di scarso aiuto per la definizione di una chiara strategia d’opposizione (clicca qui). Devo lavorarci.

Le Carte Perdute sono contente

Le Carte Perdute sono contente

 

Le Carte Perdute sono contente di come sono andate le elezioni. Secondo il Re di Fiori questo paese ha bisogno di essere governato con il pugno di ferro e non possono certamente essere dei mollaccioni radical chic a tirarci fuori dal pantano in cui il malgoverno repubblicano ci ha condotti. Gli dispiace per me, perché pensa che presto verrò impiccato a testa in giù - come è usanza fare da dove viene e come effettivamente mi merito - ma se verrà restaurata la monarchia, e diventerà sovrano, allora intercederà per me e chiederà di impiccarmi a testa in su, come le bislacche usanze di questo paese suggeriscono. In attesa di essere richiamato a compiere il proprio dovere, cerca di compiacere la nuova maggioranza mostrandosi pronto alle sfide che l’attendono (clicca qui). 

Per il Fante di Picche non ha importanza chi governa il regno, perché la sua spada sarà comunque al servizio dei deboli e degli innocenti, e finchè ci saranno donzelle in pericolo lui sarà in prima linea a fare il suo dovere. Sempre che il sovrano non gli chieda di fare altro, perché in tal caso sarà da un’altra parte a fare chissà quale altro dovere, visto che la lealtà alla corona viene prima di tutto. Nel frattempo, per non rimanere disoccupato, cerca di impressionare i vincitori sfoderando tutto il fascino guerriero di cui dispone (clicca qui).
 
La Regina di Cuori, affranta per la scomparsa di Elisabetta, aspetta a pronunciarsi. Ma in cuor suo ritiene che i tempi siano maturi affinchè sia una regina, e non un re, a sedersi sul trono italico. In attesa che si plachino le acque, affina le proprie doti comunicative lavorando indefessamente sulla propria immagine (clicca qui).
 
Il Re di Fiori, preoccupato che la strategia della Regina di Cuori possa funzionare, decide di seguire le sue orme e cerca di attrarre l’attenzione del pubblico femminile lavorando sul proprio indiscutibile fascino (clicca qui). Aggiornato da me sull’evolversi dei gusti, accetta di rivedere la propria strategia e - seguendo i miei consigli altamente informati - modifica la propria immagine per aderire allo spirito dei tempi (clicca qui).
 
La Regina di Cuori, cosciente che l’avere un bel corpo non è sufficiente, ma deve essere sostenuto da un cervello pronto e capace, affina il proprio messaggio rendendolo abbastanza complesso, ma piuttosto insostenibile dal punto di vista comunicativo (clicca qui), quindi lo affina ulteriormente, cercando nel contempo di ammiccare agli sconfitti, perché gli assetti di potere possono cambiare, ma la corona deve restare (clicca qui).
 
Il Re di Fiori tenta di fare lo stesso, ma era meglio se non lo faceva (clicca qui).

Il Regista

Insieme cam 1

 

Si racconta che il Regista abbia realizzato 18.264 produzioni, piccoli film animati elaborati per raccontare il proprio mondo e ottenere fama e gloria. Delle ragioni profonde che lo spinsero ad un tale dispendio di energia si è molto parlato, soprattutto fra i medici che l’hanno avuto in cura, ma non si è mai venuto a capo di nulla, anche perchè visionare 18.264 filmati era un compito improbo e nessuno dei luminari interpellati è mai riuscito a portarlo a termine. In famiglia si racconta di un professore ucraino che riuscì a esaminarne 1.273 prima di essere internato in una casa di cura, ma la cosa non è certa. In Spagna il professor Luis Hernandez, dell’Universidad de Sevilla (clicca qui), nel tentativo di comprenderne i significati reconditi si propose di visionare a tempo indeterminato una delle animazioni più riuscite del Regista, una gif complessa ispirata al cinema di Michelangelo Antonioni che affrontava il problema dell’incomunicabilità e tentava di risolverlo, proponendo soluzioni ardite e innovative (clicca qui). Purtroppo, dopo 72 ore consecutive di studio, ebbe un crollo emotivo e finì per identificarsi col protagonista: perse il lavoro, la casa, la famiglia e si ritrovó su un marciapiede a chiedere l'elemosina (clicca qui). E pare che negli Stati Uniti, in una base segreta nel deserto del Nevada, un team di scienziati abbia costretto delle cavie da laboratorio a prendere visione dell’intera opera. A salvare i poveri animali fu uno dei criceti che, preso dalla disperazione, riuscì ad evolversi abbastanza da scardinare la serratura, fuggire dalla gabbia e chiamare la stampa per denunciare l’intera faccenda. Il governo americano dovette intervenire per insabbiare tutto, e la cosa finì lì. Per comprendere il Regista e la sua opera, quindi, bisogna armarsi di coraggio, di una buona dose di Maalox e sistemarsi in poltrona col telecomando in una mano e il telefono per le emergenze nell’altra.

Per afferrare il senso dell’opera basta studiare con attenzione uno dei primi film. Era vagamente autobiografico, s’intitolava “Il buio dentro” e raccontava con dovizia di particolari dello stato depressivo di un formaggio svizzero (clicca qui), delle ore vissute nella solitudine e nell’angoscia esistenziale (clicca qui) e degli incubi terribili che lo tenevano sveglio la notte (clicca qui). Nel seguito “Il buio dentro: ancora peggio” si raccontava dei tentativi del suo migliore amico, l’uovo, per tirarlo su di morale (clicca qui), del suo fallimento (clicca qui) e dei cupi presagi di morte di cui a sua volta divenne vittima (clicca qui). Nel terzo film “Il buio dentro: la rinascita” si parlava del provvidenziale intervento del Regista stesso, che riusciva a trarre in salvo i due amici rinsaldando il loro legame e rendendoli, sotto molti punti di vista, migliori di prima (clicca qui). Queste tre pellicole sono un ottimo esempio dello stile dell’artista e di come, con poche essenziali pennellate, cercasse di ravvivare una realtà scomoda, rendendola a suo modo gradevole e sopportabile.  

Si racconta che per realizzare le proprie produzione abbia trasformato il proprio appartamento in una sala di posa, utilizzando l’arredamento per improbabili scenografie:  come ad esempio il remake di “King Kong”, in una discutibile versione dove un emmental del peso di tre etti scarsi cercava di arrampicarsi su un artigianale Empire State Building (clicca qui) per gettare il panico su un’atterrita New York (clicca qui). Ma per un allenato occhio critico neppure il dispendio di scene ad alto contenuto adrenalinico bastavano a rendere la pellicola valida e degna di attenzione (clicca qui). Di quel periodo soltanto alcuni film storici risultavano avere un qualche valore artistico, come la pellicola “Gli ultimi giorni del Fuhrer”, remake di “Der Untergang” film tedesco del 2004, in cui si raccontava degli ultimi giorni di Hitler e dell’implacabile morsa che lo costrinse nel suo bunker di Berlino (clicca qui). Il film non era bello in sé, ma apprezzabile per il coraggio intellettuale e per l’elevato valore morale contenuto in alcune memorabili riprese (clicca qui).

Sappiamo che una volta scrisse una lettera a Steven Spielberg esordendo con un “Gentile collega” e terminando con un “In attesa di una Sua risposta le porgo i più cordiali saluti, a Lei, alla sua Signora e a tutta la sua Progenie”. Nella missiva, peraltro estremamente gentile, si proponeva per una collaborazione stimolante: uno spin-off di “Jurassic Park” dove un improbabile Ovosaurus Rex di trenta tonnellate si aggirava per Genova allo scopo di ribaltare la catena alimentare e terrorizzare la popolazione (clicca qui). La mancata risposta del regista americano gettava nello sconforto il nostro autore che rinunciava al progetto per tornare a dedicarsi al tema dell’incomunicabilità, nel segno di un cinema di indubbio valore artistico ma di scarso appeal per il grande pubblico (clicca qui). La crisi durò circa otto anni e secondo alcuni esperti la sua produzione di questo periodo non fu del tutto negativa, ma ebbe i suoi alti e i suoi bassi. Secondo altri, più prosaicamente portati a vedere il bicchiere mezzo vuoto, ebbe invece soltanto “bassi e più bassi ancora”, o “bassi e ultramega bassissimi “, o, volendo ingentilire la questione, “molto bassi e diversamenti alti”. La faccenda non è ancora risolta anche perché, per risolverla, bisognerebbe visionare l’intero materiale prodotto in quel periodo e rischiare di fare la fine del professore spagnolo. Professore che, vogliamo ricordare, pare che sia tornato ad insegnare alla Universidad de Sevilla senza però essersi ripreso del tutto (clicca qui).

Si racconta che per un certo periodo la moglie abbia tentato di frenare le velleità artistiche del marito, nascondendogli l’attrezzatura fotografica in luoghi dove non sarebbe mai andato a mettere il naso, come la vasca da bagno o il cassetto della biancheria pulita. Il Regista non si perse d’animo e allestì un palcoscenico in soggiorno per dirigere i propri attori più dotati nel sequel di “Aspettando Godot” (clicca qui), una drammatica piece teatrale dove al pubblico, in attesa da quasi settant’anni, si svelava finalmente l’identità del misterioso Godot (clicca qui). Esasperata dal comportamento del marito e provata dalla complessità delle tematiche proposte, la moglie cercò di farlo ragionare colpendolo alla testa con un emmental di tre etti scarsi appena tirato fuori dal frigorifero. L’improvvisata terapia non sortì gli effetti sperati: il marito, impressionato dalla prestanza atletica del latticino, lo sottopose ad alcuni provini e lo introdusse all’arte dell’aerobica. Dopo appena tre mesi la moglie chiese il divorzio e il Regista, per la prima volta in vita sua, restò completamente solo. Ma grazie a questa drammatica svolta, il mondo finalmente ebbe questo (clicca qui).

Trovandosi in completa solitudine, il Regista si rinchiuse ancor più in se stesso limitando i contatti con il mondo esterno a sporadiche incursioni al supermercato, indispensabili per rimpolpare di provviste la propria dispensa e integrare le troupe per le sue sempre più complesse produzioni. Ed era proprio nei kolossal del periodo, nell’espressione conciliante del sopravvissuto all’ecatombe zombie nel formidabile remake di “La notte dei morti viventi”, ad esempio, che ad un occhio attento alcuni vaghi segnali di malessere psichico potevano risultare evidenti (clicca qui). Col passare degli anni le apparizioni pubbliche si diradarono, o si fecero imbarazzanti (clicca qui), fino a che, sul finire del 2020, cessarono del tutto. A partire dal nuovo decennio il Regista rifiutò di avere contatti coi propri simili, se per propri simili si intendono mammiferi dotati di pollice opponibile, connessioni neuronali complesse e capibranco inadeguati (clicca qui). Ad oggi nessuno sa che fine abbia fatto: è ancora chiuso nel proprio appartamento a realizzare capolavori? Si è ritirato a vita privata? È stato divorato dal proprio pranzo? È un mistero: di lui ci restano soltanto i capolavori che ha prodotto, e il bellissimo ricordo. 

Si racconta che fosse nato con la telecamera in mano e che questo rese particolarmente sgradevole il parto alla madre, all’infermiera e all’ostetrica che, per paura di dover rimborsare l’attrezzatura, dovette fare molta attenzione nel dare il colpetto richiesto alla schiena del nascituro. Non sappiamo se questo è vero, certo è che fra le 18.264 produzioni del Regista ne spicca una intitolata “La mia nascita” che il Regista girò il giorno stesso della sua venuta al mondo (clicca qui). Comunque siano andate le cose si tratta di un documento eccezionale, sia per la qualità del lavoro svolto che per l’impressionante numero di inesattezze scientifiche concentrate in cinque secondi di riprese. Un ultimo pensiero corre all’ostetrica, la donna di animo gentile che, pur avendone l’occasione, non lasciò la presa del neonato mentre lo teneva a testa in giù per le caviglie. Di lei ci resta soltanto un misero fotogramma, estratto dalla pellicola appena citata (clicca qui). 

Si racconta che una volta il Regista si presentò dal proprio medico con una colonscopia artigianale realizzata con l’ausilio, ebbe a giurare, di una minuscola telecamera e di un po’ di spago. Ci tenne a precisare che si trattava della prima colonscopia neorealista mai girata in Italia e che voleva essere un chiaro omaggio al cinema di Rossellini e De Sica, che tanto avevano dato al nostro paese e al mondo intero (clicca qui). Poi chiese al povero medico un giudizio “spassionato” sulla qualità dell’opera, sull’effettivo valore artistico delle riprese e, per finire, se vi fossero patologie di cui preoccuparsi. Il Regista, in effetti, tendeva a confondere la realtà dalla finzione, ritenendo che la prima non fosse altro che una finzione condivisa, mentre la seconda era una una finzione, certamente, ma ancora da condividere. E questo per il Regista non era una differenza da poco.