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Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte dodicesima: incutere timore

La Terza Guerra Mondiale ed il Formaggio Svizzero

 

Incutere timore è una cosa che può funzionare purché si sia nella condizione di farlo. Uno come il Formaggio Svizzero, ad esempio, non è nelle condizione di farlo, in qualunque maniera si presenti e qualunque cosa decida di fare. Non importa che abbia lo sguardo truce di un Donald Trump (clicca qui), l’enigmatica imperturbabilità del leader nord coreano Kim Jong- un (clicca qui) o l’impassibile glacialità di un Tajani (clicca qui). In qualunque veste si presenti è condannato a destare simpatia, o disprezzo, o appetito, ma mai timore. E neppure assumere le più spaventose sembianze che l’immaginario umano abbia mai prodotto, servirebbe a qualcosa (clicca qui). Tutto questo ci ha insegnato una regola universale: se volete  sopravvivere alla terza guerra mondiale, non siate il Formaggio Svizzero.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte undicesima: mimetizzarsi nell’ambiente

Il Formaggio Svizzero si mimetizza

 

Mimetizzarsi nell’ambiente circostante è un sistema assolutamente naturale se siete una salamandra. Se non lo siete il rischio di passare da imbecilli è piuttosto elevato ma, in ogni caso, se può servire a sopravvivere vale la pena provarci. La prima cosa da fare è scegliere con cura l’ambiente in cui effettuare la mimetizzazione: talvolta il nemico si attarda e la mimetizzazione può dover durare a lungo, per cui è bene evitare di mimetizzarsi in luoghi insani o dove possano accadere cose terribili, come il bagno di Salvini o la camera da letto di Donald Trump. Mimetizzarsi vicino ad una televisione può essere di aiuto per passare il tempo a patto che il nemico non sia Al Bano, perché se decide di rivedere le proprie performance al festival di Sanremo vi toccherebbe rivederle con lui, e non è detto che riusciate a sopravvivere al trauma. Secondo il Formaggio Svizzero il posto più piacevole dove provare a mimetizzarsi potrebbe essere l’appartamento di Carlo Calenda, un uomo raffinato, svizzero per mentalità e frequentazioni, che certamente potrebbe intrattenerci con squisite dissertazioni sull’attuale stato dell’economia italiana, o sull’opportunità di allearsi o meno con i cinque stelle. Secondo noi sarebbe preferibile mimetizzarsi nella gabbia degli orsi polari allo zoo di Pistoia: sono fotogenici e nessuno di loro ha mai fatto amicizia con Lapo Elkann o preso accordi con Matteo Renzi. Ma è questione di gusti.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte decima: affidarsi alla benevolenza divina

Il Formaggio Svizzero prega

 

Affidarsi alla benevolenza divina è un trucco antico come il mondo e non ha mai funzionato. Milioni di essere umani sono morti sul campo di battaglia invocando il nome del proprio Dio ed il fatto che siano morti non testimonia a favore di quest’ultimo. Probabilmente l’errore di fondo sta nell’abitudine ad affidarsi alla benevolenza del proprio Creatore mentre avrebbe molto più senso affidarsi a quella del Creatore di tutti gli altri. Il nostro Dio sa tutto di noi, ci osserva da quando siamo nati, e se nei nostri confronti gli fosse rimasto un briciolo di stima non ci avrebbe mai cacciati in una guerra mondiale, o ci avrebbe dotato del fisico di uno Schwarzenegger per poter farvi fronte con qualche speranza di sopravvivenza. Il Dio dei nostri avversari, invece, ci conosce ben poco, può ancora illudersi sulle nostre qualità e, in un ottica di marketing, avvertire la necessità di reclutare nuovi adepti piuttosto che spendersi per quelli già fidelizzati. La cosa peggiore che ci potrebbe succedere sarebbe di finire nel paradiso di qualcun altro, essere guardati con sospetto, magari disprezzati, e tenuti a mostrare i documenti ogni qualvolta un’entità superiore lo richieda. Ma in fin dei conti si tratta dell’eternità: alla fine ci faremo l’abitudine.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte nona: fingersi qualcun altro

Il Formaggio Svizzero si traveste

 

Fingersi qualcun altro è un sistema abbastanza sicuro per scampare alla guerra. Il nemico non può conoscere tutti i propri avversari e sembrare qualcun altro può aiutare a sopravvivere, o a non essere deportati in qualche campo di concentramento. Ovviamente non fingete di essere Salvini, il nemico potrebbe chiedervi di dimostrare di essere veramente lui e a voi toccherebbe prendere la tessera della Lega, omaggiare il Dio Po e frequentare Calderoli, e il gioco potrebbe non valere la candela. Ugualmente evitate di sembrare Giorgia Meloni: Il nemico potrebbe risparmiarvi la vita per via dei capelli biondi, degli occhi azzurri e della parlata buffa, ma poi vi trovereste a parlare di cose importanti col ministro Locatelli e ad essere imparentati con Lollobrigida, e probabilmente una deportazione in qualche campo di concentramento potrebbe risultare più gratificante. Se volete fingere di essere qualcun altro fatelo pure, ma scegliete con cura il vostro target.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte ottava: trovarsi un rifugio sicuro

Il Formaggio Svizzero si nasconde

 

In caso di terza guerra mondiale cercare un rifugio sicuro è assolutamente la prima cosa da fare. Il primo posto che viene in mente a tutti è di nascondersi sotto il letto, e la cosa potrebbe avere un senso a patto che non si tratti del letto di Giuliano Ferrara. Se per puro caso vi dovreste trovare a nascondervi sotto il letto di Giuliano Ferrara, oltre a chiedervi cosa ci fate nella sua stanza e valutare la possibilità di cambiare stile di vita, schiacciatevi sul pavimento e pregate che non abbia un sonno agitato. Per ovvie ragione evitate anche di nascondervi nel suo gabinetto e, soprattutto, nel suo frigorifero. Tenersi lontani da Giuliano Ferrara è una regola di buon senso che tutti dovrebbero osservare. Anche in tempo di pace. 

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte settima: vendere cara la propria pelle

Il Formaggio Svizzero combatte

 

Ovviamente fra le tecniche utili a sopravvivere alla terza guerra mondiale c’è il combattimento. Il fatto che siate pigri, o alti un metro e cinquanta, o il Papa, non è una buona ragione per non vendere cara la pelle, in battaglia bisogna combattere e c’è poco spazio per la codardia o il buon senso. Tutti possiedono, metaforicamente e talvolta letteralmente, delle frecce al proprio arco: se siete alti un metro e cinquanta potete cercare nemici alti un metro e quaranta, se pesate sessanta chili potete dedicarvi a nemici che ne pesano cinquanta, se non siete particolarmente simpatici potete farvi per nemico Tajani. Se siete nel contempo alti un metro e cinquanta, pesate sessanta chili e non siete particolarmente simpatici, probabilmente siete Brunetta, e per non avere nemici vi basterebbe lasciare la politica. Scegliere il proprio nemico è un vostro diritto, non rinunciatevi!

L’undicesima metafora

Undicesima metafora sulla condizione umana

 

Non sono tempi facili, e per chiarire ulteriormente la situazione proponiamo subito l’undicesima metafora. Il Formaggio Svizzero vestirà ancora i panni di un fronte occidentale, forse sfibrato, forse confuso, forse bucherellato, ma mai domo. Per mostrare al mondo la propria superiorità, morale ed intellettuale, il nostro eroe cercherà di parare i colpi che la Storia, magistralmente interpretata dalla Palla Rossa, cercherà di infliggergli. Riuscirà questo faro dell’umanità, questo prodigioso figlio di Voltaire, a stupire il mondo e ad imporsi per la propria abilità e la propria destrezza? Per avere una risposta definitiva a questo fondamentale quesito, cliccate qui.

Il Regista continua a lasciare la propria impronta nella storia e, secondo molti, anche nella psichiatria

Come diventare un genio visionario

 

Contrariamente a quello che tutti pensano, fare il genio visionario non è tutto rose e fiori. La gente comune nutre grandi aspettative nei tuoi confronti e se non vuoi deluderli devi sfornare innovazioni a getto continuo e migliorare la qualità della loro vita. Come seconda visione geniale, dopo innumerevoli sforzi, abbiamo pensato di inserire un microchip nell’Uovo in modo che, a nostro comando, si zabaioni da solo. Il microchip è fornito anche di una carta sim e di sensori per cui, se dovesse schiudersi e diventare pollo, si potranno seguire i suoi spostamenti e monitorare i suoi dati biometrici. Sapere quali sono i valori della frequenza cardiaca e della temperatura potrebbe risultare utile anche in fase di cottura. Ovviamente, quando si incide sulla vita stessa, si aprono questioni importanti che non possono essere ignorate. È etico incidere in maniera tanto invasiva su un embrione? Secondo l’Uovo no, ma secondo lui è poco etico anche preparare un'insalata russa, entrare in un Kentucky Fried Chicken o desiderare un tiramisù come dessert, per cui possiamo tranquillamente ignorare il suo giudizio. È strano che gente come Elon Musk o Steve Jobs non ci abbiano pensato prima, probabilmente erano talmente presi dall’accumulare miliardi che hanno perso di vista il senso del loro lavoro.  

Il Regista si propone come genio visionario e lascia la propria impronta nella storia

Il genio visionario italico

 

La fascinazione che la destra italiana ha per Elon Musk, il multimiliardario americano proprietario di Tesla, ci ha convinto a rivedere i nostri progetti e a proporci come geni visionari, intenzionati a lasciare la propria impronta nella storia. La prima visione geniale che abbiamo avuto ci ha suggerito di radiocomandare il Formaggio Svizzero per farlo girare su se stesso e sbatterlo contro una parete di calcestruzzo del peso di otto tonnellate. Siamo ragionevolmente certi che nessuno prima di noi abbia mai pensato di fare una cosa del genere, ma siccome con gli svizzeri non si può mai sapere, abbiamo anche cercato di rivoluzionare il concetto di volo aerospaziale facendolo volteggiare nel nostro bel salotto alla folle altezza di un paio di metri (clicca qui). Il successo dell’operazione ci ha spinto ad andare oltre e, nel pionieristico tentativo di creare una rete satellitare toscana, abbiamo cercato di mettere in orbita l’emmental per mostrare al mondo di che pasta è fatta l’ingegneristica fiorentina (clicca qui). Purtroppo il concetto di orbita spaziale di noi toscani pecca del provincialismo tipico di chi ha scelto di rinunciare al proprio avvenire per specchiarsi nella grandezza del proprio passato e, dopo un paio di giravolte malriuscite, il latticino si è schiantato al suolo, lasciando la propria impronta indelebile non nella storia, ma nell’asfalto di Piazzale Michelangelo. Peccato. Ma se qualcuno pensa che questo possa farci desistere dal cambiare il mondo, possibilmente in meglio, si sbaglia di grosso.

La decima metafora

decima metafora sulla condizione umana

 

La terza guerra mondiale è alle porte e per aiutarvi a comprendere meglio la situazione proponiamo un'altra straordinaria, edificante, metafora. Il Formaggio Svizzero e l’Uovo vestiranno i panni di un fronte occidentale che, conscio della propria superiorità etica e morale, cercherà di governare gli eventi per mostrare al mondo di che pasta è fatta la cultura che ha dato al mondo la pizza all’ananas. Con il suo proverbiale pragmatismo il Formaggio Svizzero cercherà di analizzare la situazione, mentre l'Uovo, con il suo incrollabile ottimismo, terrà alti gli umori infondendo speranza e ragionevolezza. Dal canto suo la Storia, magnificamente interpretata dal Monolite Alieno, farà il suo dovere di giudice imparziale, distribuendo torti e ragioni, talvolta insondabili, ma sempre equi e assennati. Riusciranno i nostri baluardi della ragione a governare gli eventi e a modificare il corso della storia? Per sapere chi avrà la meglio, clicca qui.

Il Monolite Alieno scende in campo

Il Monolite Alieno for President

 

A quanto pare l’Uovo, il Formaggio Svizzero e la Scatoletta di Tonno non sono adatti. Per il Partito Democratico c è sempre qualcosa che non va: o sono troppo di sinistra, o troppo di destra, o troppo Svizzeri, o troppo pesci, e gli hanno preferito la Kamala Harris, l’attuale vicepresidente. Dopo averci attentamente riflettuto abbiamo deciso di viverla come un'offesa personale e per rivalsa ci siamo proposti al Partito Repubblicano. Come possibile alternativa a Trump abbiamo proposto il Monolite Alieno, una creatura extraterrestre proveniente dallo spazio profondo che da milioni di anni opera sul nostro pianeta per farci evolvere in qualcosa di meglio. Come ci raccontò Stanley Kubrick nel suo meraviglioso documentario “2001 Odissea nello spazio”, nel pleistocene convinse degli scimpanzé a mettersi in posizione eretta e a percuotere il suolo con delle ossa. Non pago di averci trasformato in creature senzienti, capaci di accendere un mutuo trentennale e di mandare il generale Vannacci al Parlamento Europeo, in un recente passato ha cercato di migliorare i pisani per renderli idonei al nuovo millennio (clicca qui) e i fiorentini per conformarli al proprio status di ‘sapiens” (clicca qui). Non ci è riuscito ma il compito era improbo. 

Dopo averne attentamente discusso, con l’Uovo siamo giunti alla conclusione che i punti essenziali del suo programma potrebbero essere i seguenti:

  1. Convincere gli americani che Taylor Swift non è i “nuovi Beatles” 
  2. Non fargli più mettere l'ananas sulla pizza
  3. Riscrivere l'ultimo Avengers facendo morire Ant Man al posto di Iron Man 
  4. Cosí poi non fa il terzo film e noi risparmiamo i soldi del biglietto
  5. Per via del Guanto dell’Infinito e dello scontro con Thanos, far morire anche Taylor Swift
  6. Così non ci tocca sentire che è i “nuovi Beatles” 
  7. Per giustificare la sua presenza a fianco degli Avengers fargli avere qualche superpotere
  8. Un superpotere plausibile che potrebbe avere è la “super pallosità”
  9. Un superpotere per cui appena si mette a cantare i nemici fuggono
  10. Il suo braccio destro potrebbe essere Calenda
  11. Il superpotere di Calenda potrebbe essere di sparare cazzate a una velocità supersonica
  12. Siccome è Calenda, i superpoteri potrebbe esserseli procurati mordendosi da solo
  13. Anche questo é parecchio plausibile
  14. Mi sa che ci stiamo incartando
  15. Finiamola qui, il programma è già abbastanza complesso

Se il Monolite Alieno riuscisse a portare a casa anche solo il cinquanta per cento di questi proponimenti, il mondo sarebbe un posto migliore. 

E non ci arrenderemo mai!

Il Formaggio Svizzero e la Scatoletta di Tonno non si arrendono

 

Non c’è alcun dubbio che il Formaggio Svizzero sia la miglior candidatura possibile per la Casa Bianca. Ma per quanto possa essere bravo, competente e per l’appunto, svizzero, non può governare da solo. Egli ha bisogno di qualcuno che gli stia accanto, che lo sostenga nei momenti difficili, che lo sostituisca in caso di bisogno e che lo sappia consigliare per il meglio. Per la carica di vicepresidente proponiamo quindi la Scatoletta di Tonno, un trancio di pesce con un trascorso politico importante alle spalle: per alcuni rivoluzionario, come certi documentari d'epoca attestano (clicca qui) e per altri imbarazzante, come alcuni filmati propagandano (clicca qui). 

Grazie a questa candidatura il Formaggio Svizzero potrà contare su un amico fidato e la Scatoletta di Tonno, finalmente, potrà realizzare il suo più grande sogno: portare la rivoluzione proletaria nel cuore del sistema capitalistico mondiale. Non è roba da poco. 

Oggi, finalmente, grazie alla capacità comunicativa del latticino elvetico (clicca qui) e alla dialettica stringente della conserva bolscevica (clicca qui) il partito democratico riuscirà là dove Roosevelt e Kennedy hanno fallito: fare dell’America il caposaldo della rivoluzione comunista! Ad maiora, Formaggio Svizzero! Hasta la victoria siempre, Scatoletta di Tonno! (clicca qui per farti galvanizzare!).

Noi continuiamo a provarci!

il Formaggio Svizzero e la lotta per la Casa Bianca

 

L'attentato a Trump ha cambiato le carte in tavola. Una figura carismatica come l'Uovo, per quanto competente e saggio possa essere, non è più sufficiente a garantire la vittoria. Abbiamo bisogno di un personaggio con le palle, una creatura senza paura che rechi su di sé i segni della lotta e della sofferenza, della passione e della rettitudine morale. Candidiamo quindi il Formaggio Svizzero, l’unico membro del Team che possa vantare, a dispetto del nome, della forma, della fisiologia e delle caratteristiche organolettiche, una solida comunanza con gli ideali americani.

La storia del legame tra il latticino e gli Stati Uniti ha origini antiche. Come tutti sanno, sostiene l'emmental, Cristoforo Colombo era originario del Cantone dei Grigioni. Nato a St. Moritz, fu il primo al mondo ad ipotizzare che la Svizzera non fosse piatta ma sferica, e cercó di dimostrarlo circumnavigando il lago di Ginevra. A quel tempo nessuno aveva ancora sospettato una cosa del genere: fino ad allora gli svizzeri usavano assieparsi sulla sponda est del lago, cercando di non caderci dentro e chiedendosi cosa ci fosse dall'altra parte. “C’è ancora la Svizzera”, ebbe il coraggio di sostenere il navigatore, e partì a nuoto per dimostrarlo. Non è ben chiaro come fece, ma due settimane dopo sbarcò alle Bermuda, dimostrando che non solo la Svizzera, ma il mondo intero, era tondo. Dopo aver battezzato il nuovo continente Heidiland, piantò una bandiera e rivendicò il possesso della terra alla corona elvetica. Siccome non c’era nessuna corona elvetica, la rivendicazione venne considerata nulla e per l’Inghilterra, da sempre ricca di teste coronate, fu un gioco da ragazzi opporre una propria rivendicazione e appropriarsi del nuovo continente.

Per quanto riguarda le ferite d’arma da fuoco, il ramo americano della famiglia del Formaggio vanta un primato invidiabile. Ad un antenato del Formaggio Svizzero, partito in cerca di fortuna per il selvaggio West (clicca qui), furono sufficienti cinque minuti di permanenza a Tucson per vedersi trasformato da banale groviera a rinomato emmental (clicca qui). Non si sa bene cosa fece o cosa disse, ma grazie a lui la stirpe degli emmental raggiunse la fama, assumendo la forma che ancora oggi, orgogliosamente, la contraddistingue. Se questo non basta a farlo sedere alla Casa Bianca, francamente, non sappiamo cos’altro può bastare. Siamo tutti con te, Formaggio Svizzero!

Noi ci proviamo!

L'Uovo si candida per la presidenza degli Stati Uniti

 

Vista la figuraccia fatta da Biden nel confronto con Trump, noi puntiamo sulla gioventù e ci proponiamo per guidare il mondo libero candidando un embrione alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. Al posto del buon vecchio Biden, chiediamo al Partito Democratico di schierare l'Uovo, un prestigioso rappresentante del regno oviparo che tanto ha dato all'umanità, non solo in termini di colesterolo ma anche di salmonellosi. Ai dubbiosi che temono che non possa essere all’altezza del ruolo, ricordiamo che parliamo di una creatura tenera e saggia, capace di stilare un programma elettorale coraggioso, basato su pochi saldi principi che torneranno a rendere grande l’America:

  1. Gli americani devono volersi bene
  2. Se diventerò Presidente farò una legge per obbligare gli americani ad amarsi l’un l’altro, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso e dal credo religioso
  3. Anche Donald Trump dovrà volere bene a Biden e Biden dovrà volere bene a Trump
  4. Biden dovrà sforzarsi molto perché non è facile voler bene Trump
  5. Penso che sia per via del taglio di capelli e del broncio che mette quando gli parlano di cose spiacevoli
  6. Se sarò eletto Presidente avrò un buon taglio di capelli e se metterò il broncio sarà una cosa come questa, cliccate qui
  7. Credo possa essere sopportabile
  8. Se volete vedere il confronto tra il broncio di Trump ed il mio, cliccate qui
  9. Scegliete il broncio che vi piace di più e votatelo
  10. Per fare una cosa veramente democratica vi presento altri bronci interessanti che potrete votare e mandare alla Casa Bianca. Cliccate qui
  11. Io personalmente non ho preferenze, sono tutti ottimi bronci
  12. Scegliete quello che vi piace di più e mettetelo alla presidenza degli Stati Uniti
  13. Avrebbe comunque più senso della scelta tra Biden e Trump
  14. Con il mio programma di politica interna ho concluso
  15. Adesso parliamo di politica estera
  16. Se sarò eletto Presidente degli Stati Uniti d'Italia, tutti gli italiani dovranno voler bene a Calenda
  17. E non potranno mangiare la pizza alla Bismarck
  18. Neanche Calenda
  19. Non posso fare eccezioni solo perché è simpatico e mi somiglia
  20. Non credete che mi somigli?
  21. Cliccate qui e guardate
  22. Visto?
  23. Sembriamo fratelli
  24. Vi voglio bene
  25. Grazie

Grazie a te, Uovo!

Il senso civico del Formaggio Svizzero si scontra con la realtà

Il Formaggio Svizzero e le elezioni comunali

 

Ogni volta che si avvicina la data delle elezioni il Formaggio Svizzero viene assalito dal senso civico e si sconforta: ancora non ha deciso cosa votare e ha paura di non riuscire a dare il suo contributo alla crescita della società. Per tirarlo su di morale gli dico che nessuno ha grandi aspettative nei suoi confronti e che a parte Alessandro Borghese e Benedetta Parodi, in Italia nessuno nutre tanta considerazione per il proprio pasto. Quando poi ha scoperto che Abramo Lincoln era uno dei candidati, non ha retto all'emozione ed è crollato a terra. Lincoln, mi ha spiegato, è il più grande svizzero di tutti i tempi, sia come centimetri d’altezza che come fama. La gente crede che fosse americano per via dei vestiti eleganti che amava indossare al posto dei classici pantaloncini alla zuava tenuti su con le bretelle, ma in realtà era nato a Lugano e cresciuto nel Canton Ticino. Quando il vento dell'illuminismo soffiò in Svizzera - forse perchè era il luganese più alto di tutti o perché il cappello a cilindro che indossava gli volava a terra al minimo refolo - fu il primo ad intercettarlo e a sentire il bisogno di fare qualcosa per i più sventurati. In una infuocata conferenza stampa dichiarò che la situazione era insostenibile e propose di abolire la schiavitù in tutto il territorio della federazione, anche a costo di far scoppiare una guerra civile. Siccome la schiavitù non la prevedeva nessuno, si calcolò che la guerra sarebbe durata cinque minuti e che gli eserciti partiti per il fronte non sarebbero arrivati da nessuna parte, creando delle situazioni logistiche difficili da sbrogliare. Essendo un popolo pragmatico, gli svizzeri si risolsero a rendere l’asservimento legale, individuando delle classi inferiori da sottomettere per poi, in un secondo momento, liberare. Per far le cose per bene venne indetto un referendum e il popolo venne invitato a pronunciarsi su chi dovesse essere considerato inferiore e ridotto in catene, e chi, in quanto superiore, lasciato libero di fare quello che gli pareva. I risultati furono abbastanza sorprendenti: al primo posto tra la gente da soggiogare si piazzarono “Gli abitanti dei grigioni” con un buon 36%, poi seguirono “I luganesi” con il 28%, “Quelli che fanno lo Jodel” con il 16%, “Heidi” con il 2% e “Le caprette che ci fanno ciao” con l’un per cento. I restanti voti andarono ai “Non so” (8%) e ai “Lo so ma non te lo dico” (6%). Poi venne fuori che “Le caprette che ci fanno ciao” le aveva votate solo l'Heidi, che in quanto minorenne non avrebbe neanche dovuto presentarsi ai seggi, e il referendum venne invalidato. A questo punto ci si accorse che, stanco di aspettare, Lincoln aveva lasciato il paese ed era andato oltreoceano per soddisfare la propria sete di giustizia e trovare qualcuno in grado di apprezzare il suo vestiario.

 Anche questa volta non so quanto di vero ci possa essere nei racconti del latticino. Se non mi avesse giurato sulla testa di George Washington, il più grande ginevrino di tutti i tempi, che le cose erano andate realmente così, probabilmente non avrei riportato le sue parole e saremmo restati a parlare di Renzi o Salvini, o uno qualunque di quei personaggi abbastanza realistici e altrettanto assurdi.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte sesta: andare a zig zag

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte sesta: andare a zig zag

 

Il sesto consiglio che ci sentiamo di dare a chi vuole sopravvivere alla terza guerra mondiale è di muoversi a zig zag. A casa, sul lavoro, sbrigando le faccenda domestiche o guardando la televisione, evitate di restare fermi e ondeggiate, svoltando a destra e sinistra. Non abbiate paura di infilarvi nella porta sbagliata o di sbattere contro un palo, è sempre meglio che essere raggiunti da una pallottola vagante, da una chiamata alla leva o da un commento motivazionale di Paolo Mieli. La Piccola Bicicletta Neorealista, che in questo campo vanta una grande esperienza, ci spiega che per muoversi a zig zag in maniera appropriata occorre alternare improvvisi cambi di rotta: prima a destra e poi a sinistra, oppure, se ci viene più facile, prima a sinistra e poi a destra. Se girassimo esclusivamente in un senso, sostiene, finiremo per muoverci in cerchio ottenendo il cosiddetto “auto-accerchiamento” (clicca qui), una tecnica assurda, utilizzata quotidianamente da Matteo Renzi per ridursi nello stato in cui si è ridotto. Ovviamente, così come ci si può muovere a destra e a sinistra, così si può andare in su e giù, alternando brusche salite a precipitose discese secondo uno schema consolidato che la Piccola Bicicletta ci illustra in questa breve clip (clicca qui). Questo sinuoso movimento, che in natura ritroviamo nell’andatura aggraziata degli stambecchi altoatesini, nell’indice di gradimento di Al Bano e nel mio tasso glicemico, può condurvi lontano ed aiutarvi a sopravvivere a questo tragico periodo storico.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte quinta: eccellere in qualcosa

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte quinta: eccellere in qualcosa

 

Quando si parla di prima, seconda o terza guerra mondiale non si può prescindere dall’esperienza di Invicto. Passato indenne dalla prima e dalla seconda, l’impavido aeroplanino può insegnarci a sopravvivere alla terza e, se l’Europa decidesse di affidarsi alla lungimiranza politica di Macron, pure alla quarta, alla quinta e alla sesta. Il trucco è compiere delle impressionanti acrobazie aeree, oppure, se non siamo dei provetti piloti, eccellere nelle cose che sappiamo fare meglio. Così come nessuno farebbe del male ad una creatura coccolosa o ad uno svizzero, nessuno si libererebbe di un professionista affermato, in qualunque campo esso eserciti. Per quanto mi riguarda, ancora non mi è ben chiaro cosa se ne farebbe il nemico di toscani inconcludenti, di parlatori a vanvera o d’imbonitori da stadio, ma nel caso ci fosse bisogno di figure professionali di questo tipo io probabilmente mi salverei. Poi mi toccherebbe condividere l’ufficio con Renzi, ma questo è un problema che affronterei in seguito.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte quarta: prenderla con filosofia

 Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte quarta: l'Uovo la prende con filosofia

 

Talvolta non è proprio possibile sopravvivere alla terza guerra mondiale. Se la vostra casa dovesse trovarsi sulla traiettoria di un missile o se siete in età di leva, è probabile che non abbiate alcuna possibilità di scampare al disastro. In tal caso vi suggeriamo di prenderla con filosofia, cercando di far buon viso a cattivo gioco. Secondo l’Uovo, e non abbiamo alcuna ragione per dubitare della sua saggezza, ci sono destini ben peggiori della morte. E questi sono: 

  1. Essere Maurizio Gasparri
  2. Essere stritolati da un anaconda
  3. Essere intervistati da Bruno Vespa
  4. Essere Maurizio Gasparri ed essere stritolato da un anaconda
  5. Essere l’anaconda a cui tocca stritolare Maurizio Gasparri
  6. Essere l’anaconda a cui tocca stritolare Gasparri ed essere intervistato da Bruno Vespa che ti chiede se sei un anaconda di sinistra 
  7. Ammettere che effettivamente sei un anaconda di sinistra ma non hai la più pallida idea del perchè stai stritolando Maurizio Gasparri
  8. È una cosa che ti è venuta così
  9. Probabilmente se al posto di Gasparri passava Michele Santoro avresti stritolato lui
  10. Non è una questione ideologica
  11. Il fatto è che Gasparri somiglia vagamente ad un tapiro mentre Santoro non somiglia a niente  
  12. I tapiri mi piacciono
  13. Peccato che siano stritolati dalle anaconde
  14. Se fossi un anaconda sarei vegetariano e invece di stritolare tapiri passerei le giornate a stritolare tofu
  15. Probabilmente le altre anaconde mi prenderebbero in giro ma per i tapiri sarei un eroe
  16. Sui loro francobolli ci sarebbe la mia faccia, la giungla amazzonica sarebbe piena di statue di me a cavallo e le tapire femmine mi lancerebbero i loro reggiseni
  17. Speriamo che siano reggiseni di taglia piccola perché se mi prendono mentre sono a cavallo cado di sotto e mi si rompe il guscio
  18. Come siamo arrivati a parlare di reggiseni di tapiri?
  19. Sono rimasto in tema?

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte terza: siate svizzeri

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte terza: siate svizzeri

 

Da sempre neutrale, la Svizzera potrebbe essere il paese ideale in cui riparare per evitare la guerra. Purtroppo le piccole dimensioni del paese e l’alto costo della vita non consentono un facile trasferimento, e per chi dispone di un basso reddito le speranze di ottenere un passaporto elvetico sono limitate. Per chi è condannato a vivere in Italia resta comunque la possibilità di diventare svizzeri nel cuore, assumendo un atteggiamento alpino che confonda il nemico e lo spinga ad aprire un conto corrente invece che a spararvi o farvi prigionieri. 

Secondo il Formaggio Svizzero, che discende da un'antica famiglia di latticini montani, la cosa potrebbe essere alla portata di tutti perché, essenzialmente, la Svizzera non è un luogo geografico ma un luogo della mente. Essa si trova in ognuno di noi e non è necessario indossare dei pantaloncini alla zuava, esibire un orologio al polso o gorgheggiare uno yodel per farla venire alla luce. Per essere svizzeri, nell'anima prima che nel corpo, non bisogna percorrere grandi distanze, arrampicarsi su vette inaccessibili o spendere un botto per bere un caffè, ma bisogna sedersi nella posizione del loto e svuotare la mente di ogni pensiero. L’obiettivo è concentrarsi abbastanza per raggiungere la pace interiore e permettere all’essenza svizzera infusa in ognuno di noi di manifestarsi. Quando con gli occhi della mente vedremo una guardia con l’alabarda tenere d’occhio il Papa, o un tizio in calzamaglia scura scagliare frecce su una mela posata sulla testa di un bambino, o una ragazzina iperattiva scambiare convenevoli con delle caprette, l’avremo trovata. Volete sopravvivere alla terza guerra mondiale? Siate svizzeri!

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte seconda: siate coccolosi

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Parte seconda: siate coccolosi

 

Il secondo sistema che suggeriamo per sopravvivere alla terza guerra mondiale è mostrarsi coccolosi. Nessun avversario, per quanto possa essere malvagio o determinato all'annientamento del nemico, farebbe del male di proposito ad un panda, ad un pinguino o ad un Carlo Calenda. Sono creature tenere, che la natura ha dotato di un aspetto ciccioso e inoffensivo proprio per consentirgli di sopravvivere negli ambienti più strani, come il Polo Sud, le foreste del Sichuan o il Parlamento Europeo. Ovviamente la coccolosità è un dono della natura, e chi non ne è dotato difficilmente diventerà protagonista di un documentario del National Geographics o verrà invitato nei talk show per dare la propria buffa opinione sui fatti del giorno. Ma chiunque, praticandola quotidianamente, può cercare di migliorare le proprie performance e mirare a diventare protagonista di un film Disney, o accordarsi con Matteo Renzi per ridurre ulteriormente le proprie chance di contare qualcosa. 

Se siete Bruno Vespa la coccolosità non fa per voi: per quanto le vostre guance possano risultare pienotte, e il vostro sguardo smarrito e vuoto, non riuscirete mai a raggiungere il grado di coccolosità necessario per far passare ai vostri detrattori la voglia di mettervi le mani addosso.

Come sopravvivere alla terza guerra mondiale. Capitolo primo: fingersi morti

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La terza guerra mondiale sta per scoppiare e per sopravvivere ad un evento del genere occorre prepararsi adeguatamente. Come agenzia di comunicazione sentiamo il dovere di fornirvi dei consigli e rendervi edotti sulle più comprovate tecniche di sopravvivenza. La prima che ci sentiamo di suggerirvi è di fingervi morti. Questa tecnica, detta “Strategia dell’Opossum”, consiste nel gettarsi a terra al primo cenno di pericolo ed assumere una posa da cadavere, sperando che l’avversario provi abbastanza repulsione da allontanarsi senza neppure verificare il vostro effettivo stato di salute. 

Il nemico è alle porte? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; il postino deve consegnarvi una cartolina del distretto militare? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; Zelenskij e Putin alzano i toni dello scontro? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; in un'intervista Calenda ribadisce la necessità di non cedere al nemico? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; La Gruber chiede a Italo Bocchino che ne pensa? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; Lucio Caracciolo è preoccupato? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti; Mentana annuncia una maratona notturna per parlare della situazione? Sdraiatevi a terra e fingetevi morti. 

Talvolta non c’è neppure la necessità di sdraiarsi per fingersi morti: se il nemico vi sorprende in poltrona, basta reclinare il capo e far ciondolare la lingua fuori dalla bocca per risultare credibili. Se poi siete Bruno Vespa potete stare tranquilli: per ottenere un risultato decente vi basterà comportarvi come al solito, senza chinare la testa, chiudere gli occhi o smettere di parlare. Io sono trent’anni che appena il giornalista appare in televisione perdo i sensi, cambio canale o fuggo dalla stanza. E senza neppure sentire la necessità di interrogarmi sul perché.