Cycle Surfer

Non ho resistito, preso dall’eccitazione del momento ho accantonato Superketchup e ho girato la prima GIF neorealista ambientata nel fantastico mondo dei supereroi. L’idea mi è venuta mentre spronavo la bottiglietta di ketchup a gettarsi nel vuoto dal davanzale della finestra. Avevo avuto un'idea magnifica per una scena: la salsa si sarebbe lanciata a volo radente per impedire ad una gang di piccioni di banchettare con una famiglia di povere briciole di pane che, incautamente, si era inoltrata nel loro territorio. In questa breve scena c’era tutto il pathos del grande cinema hollywoodiano: il disagio giovanile, i legami famigliari e il senso del dovere della salsa aliena. Le briciole di pane erano semplici comparse che avevo raccattato dal tavolo di cucina e cosparso nel cortile, ed il primo piccione si era presentato all’audizione appena era terminata la distribuzione. Senza che dicessi niente si era ingoiato un paio di loro, con una spontaneità tale che avrei potuto benissimo decidere di dare un taglio documentaristico all’intero progetto e vendere la GIF al National Geographic. Mentre mostravo il copione al ketchup per spiegargli che non c’erano alternative e doveva lanciarsi al salvataggio delle briciole superstiti, ho visto un giovane passare con lo skateboard e ho avuto l’intuizione del secolo. Rilanciare il personaggio di Silver Surfer, producendo la prima GIF di supereroi in chiave neorealista.
Non capisco perchè registi come Visconti o Rossellini non ci abbiano pensato prima. Personaggi conflittuali come l’Uomo Ragno, o amareggiati come Wolverine, o visibilmente disagiati come l’incredibile Hulk, avrebbero potuto arricchire di spunti narrativi la nostra cinematografia mentre, nell'ottica di una proficua contaminazione, l’introspezione italiana avrebbe potuto allargare gli orizzonti a Capitan America, acculturare Hulk e consentire a Occhio di Falco di sindacalizzare il proprio ruolo negli Avengers. Con Iron Man e l’Uomo Ragno a pattugliare le città, nessuno avrebbe rubato biciclette o sparato alla schiena di Anna Magnani, mentre Fellini avrebbe potuto trarre ispirazione dalle tette di Wonder Woman e dare il giusto risalto al cappello di Thor, facendolo indossare da un vero attore come Alberto Sordi.
Il protagonista sarà Silver Surfer, l’attempato hippie che da oltre cinquant’anni vaga per l’universo su una pittoresca tavola da surf. Ad interpretarlo ci sarà la piccola bicicletta neorealista, che recentemente ho rimesso a nuovo dopo averla recuperata dalle acque del lago di Bilancino. Preso dall’entusiasmo ho lasciato la salsa di pomodoro sul davanzale affinché guardasse il piccione banchettare con la famiglia e facesse pratica con i sentimenti di rivalsa, e mi sono precipitato in garage per recuperare la barca usata come transatlantico per le riprese della versione neorealista di “Titanic”. La poveretta non è messa molto bene: l’iceberg che gli ho scagliato contro per affondarla durante le riprese di “Titanic” l’ha colpita duramente - soprattutto nell’orgoglio visto che si trattava di un cubetto di ghiaccio - e avrà bisogno di un aggiustata. Il fatto che non sia mai stata nello spazio potrebbe creare dei problemi, ma confido che la totale assenza di gravità possa giocare a suo favore e funzionare come incentivo al galleggiamento.
La trama è semplice: Galactus, il divoratore di mondi, ha mandato sulla terra il suo araldo Cycle Surfer per avvisare gli abitanti che presto saranno la portata principale del suo pasto. Preoccupato per l’eccesso di colesterolo, ingrediente principale nella dieta nordamericana, vuole che gli abitanti aderiscono in massa al programma Weight Watchers e prendano Jane Fonda a modello per una vita sana ed equilibrata. Ma l’anima neorealista della nostro eroina ha la meglio: giunta sulla terra si commuove e ispirata dal comportamento di Anna Magnani in “Roma città aperta”, si mette ad inseguire per tutta la Via Lattea l’astronave del delinquente galattico. Non essendoci ancora soldati tedeschi in grado di respirare nel vuoto siderale e sparare all'inseguitrice, l’astronave di Galactus è costretta ad allontanarsi giurando che non tornerà mai più. In un finale alternativo, più fedele allo spirito neorealista, Galactus divora il pianeta e trasforma l’araldo e il suo fedele surf in una pasticca di alka seltzer di trecento chili.