Movies

Ombre rosse

Ombre Rosse

 

Per prima cosa vorrei tranquillizzare gli animi. Le frecce che vedete sull’uovo non sono reali, sono un effetto speciale realizzato con degli stuzzicadenti e un po’ di vinavil. E neanche le ombre minacciose sono realmente pericolose, a parte forse la forchetta psicotica che ho dovuto inserire per fare numero e che, in ogni caso, essendo celata alla vista e indistinguibile dalle altre non può trasmettere la sua carica di tensione e delirio. 

Le contorsioni del protagonista invece sono reali: l’uovo non ha abbastanza corteccia cerebrale da distinguere la realtà dalla finzione. Appena ha visto le forchette, gli archi e le frecce, ha pensato di essere attaccato dai pellerossa e ha temuto per il proprio scalpo. E questo nonostante sapesse di essere privo di capelli. Conoscendo il suo carattere, il giorno prima delle riprese ho pensato di somministrargli di nascosto del valium, ma l’assenza di un qualsivoglia orifizio visibile ha reso penosa, e quantomeno imbarazzante, la questione. Innervosito, ho cercato nell’armadietto dei medicinali qualcosa che potesse andare bene e alla fine ho trovato un tubetto di Voltaren Gel che ho provveduto a spalmargli sul guscio. Pensavo che la sua azione decontratturante potesse avere un blando effetto sedativo, ma tutto quello che ho ottenuto è di renderlo unto e di farlo scivolare dallo scompartimento delle uova a quello della frutta. L’idea di essere scambiato per un arancia ed essere spremuto l’ha mandato nel panico ed ha finito per passare la notte in bianco. Sono un fautore del metodo Stanislavskij, ma il fatto che l’uovo abbia trascorso le ultime otto ore ad immedesimarsi in un agrume non gioca a mio favore.

La trama della GIF è, come al mio solito, abbastanza semplice. Un uovo avventuroso decide di cambiare vita e parte per il selvaggio west in cerca di fortuna. Per il semplice fatto di essere stato partorito da una gallina ritiene di essere in grado di gestire un ranch, in quanto “i ricordi atavici non si cancellano”. Giunto in zona incontra una tribù di forchette benevole che, non avendo mai visto un uovo da vicino, lo scambiano per qualcos’altro e lo invitano a fumare il calumet della pace. In un primo momento tutto sembra andar bene, ma quando si accorgono che l’uovo, completamente privo di apparato polmonare, invece di aspirare ed espirare, tergiversa, cominciano ad innervosirsi e decidono di cuocerlo. Sottoposto al rito tribale dei “due salti in padella”, al secondo salto viene colto al volo da un'aquila reale che da lontano lo aveva scambiato per un proprio figlio, perso tre anni prima in circostanze poco chiare. Portato sulla cima della Monument Valley, il povero uovo, con l’aiuto fondamentale della forza di gravità, riesce a scivolare fuori dal nido e a rotolare giù dal monte. Spinto dal vento giunge alla città di Laredo dove, scambiato per un celebre ladro di cavalli, viene condannato a morte per impiccagione. La scelta di questo metodo per l’esecuzione non è delle più felici: il basso peso specifico e la mancanza di un collo lo faranno penzolare per diciotto giorni, al termine dei quali verrà liberato e affidato alle cure della maestrina del paese. La giovane istitutrice, da poco giunta in città, si farà carico della sua educazione e lo accoglierà in casa propria con la benevola qualifica di “colazione”.

I più accorti del pubblico si accorgeranno che questo è in realtà un finale aperto. Il termine colazione, infatti, può definire diverse possibilità: alla prima colazione si può essere invitati in qualità di ospite, oppure partecipare in veste di pietanza. Se consideriamo il fatto che la maestrina è inglese, sia di origine che di abitudini culinarie, e che il nostro eroe ai suoi occhi è un uovo, tutte le strade sono aperte. Penso che ci sarà un seguito, restate connessi.