Travelers

Il Team e la Via degli Dei

Il Team affronta la Via degli Dei: parte prima

 

Per questa puntata di Travelers ci siamo spinti ai limiti dell’impossibile e abbiamo deciso di affrontare il cammino degli Dei, la camminata transappenninica che unisce Firenze a Bologna. A guidare la spedizione sarà il Formaggio Svizzero che grazie alle proprie origine alpine vanta un sacco di esperienza per quanto riguarda l’arrampicata, il riconoscimento delle feci altrui ed il canto dello Jodel, indispensabile per allietare le notti all’addiaccio e tenere lontani gli animali molesti. La montagna ci è amica, ma non bisogna dimenticare che può diventare ostile se affrontata con arroganza e superficialità, e che la tragedia, anche se sei preparato e di origine Svizzera, è sempre dietro l'angolo. 

 A tale proposito l’emmental racconta che un suo zio, appassionato di trekking, durante un'escursione sulle Alpi venne attaccato e divorato da un lupo affamato. L'animale si rivelò intollerante al lattosio e il poveretto, dopo un transito intestinale insolitamente breve, venne “scoreggiato fuori” e reimmesso nell'atmosfera. Fu una questione di attimi ma per lui, che lo visse in prima persona, il passaggio fu talmente traumatico da lasciargli un segno indelebile nella memoria. Secondo il latticino non si riprese piú dall'esperienza: un po’ per lo spavento preso e un po’ per lo stato gassoso in cui si era ritrovato, entrò in depressione e si suicidò, lasciandosi disperdere da un ventilatore a soffitto. L’unica maniera che avrebbe avuto per salvarsi, afferma il nostro amico, era di approntare un bivacco e accendere un fuoco, rischiando però di svegliarsi la mattina seguente trasformato in fonduta o, peggio ancora, in scamorza affumicata. Come se non bastasse, prosegue il latticino, in montagna ci sono un sacco di insetti: una decina di formiche rosse ben motivate possono spolpare un trancio di emmental in cinque minuti netti e, per via dell'intestino cortissimo e dell’efficienza organizzativa, se intolleranti al lattosio nebularizzarti fuori in meno di tre secondi. Tutti questi racconti di montagna mi hanno traumatizzato. Se fossi un formaggio non uscirei mai di casa e passerei le giornate spalmato sul divano a guardare la televisione, commiserandomi davanti a programmi sadomaso come “Masterchef”, "La prova del cuoco" e “Quattro ristoranti”. Più o meno come faccio adesso.

Con questi presupposti ci siamo avviati sui sentieri che conducono in Emilia Romagna, terra di prosciutti, piadine e belle donne. Purtroppo, giunti sulla sommità della prima collina, per non correre il rischio di essere divorato dalle zanzare, portato allo stato gassoso e “scoreggiato fuori” come successe allo sventurato parente alpino, il nostro leader ha voluto a tutti i costi farsi cospargere di Autan. Non avrei dovuto assecondarlo: in breve la naturale untuosità che lo contraddistingue è diventata insostenibile e nel giro di un secondo mi è scivolato a valle, vanificando tutti gli sforzi fatti fino a quel momento. Dobbiamo ricominciare da capo, ma questa volta senza permettere al latticino di condividere le sue esperienze.