
Un importante testimonianza sul ruolo dei cassettoni nella storia dell’umanità viene dall’Isola di Pasqua. In questo luogo, milioni di anni fa, un’antica civiltà realizzò delle enormi sculture di pietra, alte anche dieci metri, rappresentanti dei cassettoni. È opinione diffusa fra gli studiosi che questi enormi contenitori, decisamente sovradimensionati, dovessero appartenere a degli isolani molto alti, oppure a degli isolani molto bassi ma problematici, probabilmente affetti da un forte disturbo di accumulo compulsivo ossessivo. Una terza ipotesi, ancora al vaglio degli esperti, è che nei tempi passati sull’isola si fosse evoluta una razza di cassettoni senzienti, una specie abbastanza avanzata da sentire la necessità di costruire oggetti dove riporre la propria roba ma non abbastanza da rendersi conto che costruirli in un altra forma sarebbe stato meglio. Averli modellati del tutto identici a loro dovette essere fonte di grande imbarazzo e generare una sorta di trauma ogni volta che dovevano aprirli per deporvi dentro qualcosa. Tutto questo in tempi abbastanza brevi dovette portarli alla depressione e all’estinzione. Naturalmente queste sono solo supposizioni, può anche darsi che quei monoliti siano semplici estrusioni laviche e che la loro forma sia dovuta all’azione di fenomeni naturali, come il vento e la pioggia. La cosa non dovrebbe stupirci visto che nel corso dei millenni la natura ha provveduto a generare cose ben più strane, come l’ornitorinco, il baobab, o Carlo Calenda.








