
Talvolta, quando è particolarmente malinconica, la Lampada Bipolare si sente di partecipare all’illuminazione della Via Lattea, la galassia che ci accoglie. È convinta che le luci delle stelle siano emesse da altre lampade, che da distanze siderali cercano di comunicare l'una con l'altra, e vuole partecipare a questa comunione di spiriti affini. Nei momenti di depressione, quando la disperazione è incontenibile, illumina la notte con brevi lampi blu intervallati da oscurità profonde, più eloquenti di qualunque lamento; nei momenti di euforia, quando sente di voler trasmettere agli altri la propria gioia, emette intensi fasci di luce rossa, accendendosi e spegnendosi come una lucciola in primavera. La consola pensare che, qualunque sia il suo stato d’animo, altrove qualcuno noterà la sua presenza e l’accoglierà in sé, rendendola partecipe del nobile disegno dell’universo. Sul pianeta Tatooile, all’annuale congresso di astronomia, il professor Pzdorf (appartenente ad una specie dotata di ben sedici tentacoli) prese a schiaffi il professor Frooze (appartenente ad una sfortunata specie fornita di dieci guance) mentre litigavano sulla catalogazione della nostra stella: “È una nana rossa!”, sosteneva il professor Pzdorf. “No! È una gigante blu!”, insisteva il professor Frooze.








