
Con l’ausilio di alcuni manichini siamo riusciti a ricostruire il famoso “Rigore del ‘74”, che il Regista ebbe modo di calciare nell’aprile di quell’anno e con il quale riuscì a imporsi all’attenzione del mondo intero. La tecnica del Regista fu da manuale: dopo aver osservato attentamente la piccola palla, come se cercasse di decifrarne l’intrinseca natura per fondersi con essa e piegarla ai propri voleri, la colpì con un movimento semplice ma preciso, indirizzandola verso la porta avversa. La palla, però, fraintendendo le intenzioni del Regista, e in un senso più generale le leggi della fisica ed il galateo del gioco del calcio, optò per una piccola variante e colpì in pieno volto il giocatore stesso. Il rigore riuscì comunque a mettere in seria difficoltà la squadra avversaria, al cui portiere occorsero ben sette ore e un'intera confezione di Valium per riuscire a smettere di ridere. L’incidente del 1974 ricorda molto da vicino il fatidico “Palleggio del ‘76”, un momento topico nella vita del Regista e nella storia dell’umanità in cui, per la prima volta, un artefatto umano si ribellava agli ordini del suo creatore e agiva con volontà propria, dimostrando un’insospettabile verve creativa (clicca qui).








