
“Uovo santificabile con aureola, zampirone e candela votiva” è un quadro che il Regista dipinse pochi giorni dopo aver dipinto “Uovo papabile con mitra e zampirone”. Deluso per la mancata nomina dell'Uovo al soglio pontificio, il Regista contestò la decisione del conclave e lo propose per la beatificazione, rendendolo di fatto il primo embrione di pollo destinato ad ascendere al paradiso e ad essere indicato come esempio di rettitudine e morigeratezza. Per renderlo idoneo alla carica, l'artista lo sottopose al martirio non cuocendolo alla coque, come sarebbe stato sensato fare, ma incollando sul guscio alcuni stuzzicadenti e dotandolo di un'aureola, ausilio indispensabile per essere accettati come santi e vedere il proprio nome stampato sui calendari. In realtà di tutto questo non ci sarebbe stato bisogno: nella cucina del Regista la deplorevole pratica del martirio era da sempre portata avanti e non solo verso le uova, ma verso qualunque cosa potesse vagamente risultare commestibile; le testimonianze raccolte nel corso degli anni, purtroppo, non lasciano adito a dubbi ( clicca qui ). Il dipinto, per quanto realistico e ben eseguito, non sortì l'effetto sperato. Forse perché il Vaticano non voleva creare un pericoloso precedente, forse perché non si riteneva l'Uovo all'altezza del ruolo, forse perché l'embrione di pollo non risultava essere abbastanza morto ma nemmeno abbastanza vivo, fatto sta che il sogno del Regista di vedere un membro del proprio team ai vertici dello Stato Vaticano rimase lettera morta.








