
L'amicizia tra Albert Einstein e la Scatoletta di Tonno non dovrebbe stupire nessuno. I due si conobbero nel febbraio del 1903 all'ufficio brevetti di Berna, dove la Scatoletta di Tonno si era presentata per registrare un nuovo sistema di governo che prevedeva l’abolizione della proprietà privata e la dittatura del proletariato. Il giovane Einstein, che lavorava all’ufficio, rimase impressionato dalla perspicacia del piccolo trancio di pesce e volle condividere con lui alcuni dubbi che aveva sullo scorrere del tempo e sulla possibilità che questo potesse variare a seconda delle condizioni. Il tonno era abbastanza d'accordo: anche a lui pareva che il tempo rallentasse ogni qualvolta qualcuno gli parlava di matematica e accelerasse quando gli proponevano una birra. Non è che la scatoletta odiasse la scienza: nel 1663 si era schierata a fianco di Galileo Galilei nel sostenere le tesi dell’eliocentrismo e per questo era stata accusata di eresia e condannata a diventare parte di un panino che il cardinale Bellarmino progettava di farsi con l’arrivo della bella stagione. A salvarla era stata l’apertura a strappo, un'apertura molto avanzata per l’epoca che i tecnici della Santa Inquisizione non riuscirono a forzare, nonostante i ripetuti, anche sofisticati, tentativi (clicca qui). L’esperienza l’aveva però segnata profondamente.








