
In questa potente animazione, ricca di metafore e di simbolismi, il Trenino delle Meraviglie, l’impavido difensore dei diseredati, compie il proprio dovere scagliandosi contro un treno pieno di signori, magnificamente interpretato da un Frecciargento in sosta. Colpisce l’impegno profuso dai due treni che in pochi fotogrammi riescono a comunicare agli spettatori le emozioni provate: la rabbia incontrollata della locomotiva, il terrore cieco del Frecciargento, la consapevolezza di entrambi che la fine è ormai vicina. Colpisce anche come il Regista, incapace di leggere il tabellone delle partenze e troppo stupido per rendersene conto, abbia piazzato la locomotiva sul binario sbagliato, consentendole di instradarsi verso Bergamo senza fare nulla per fermarla. Azzeccatissimo quindi il titolo, che con il suo sfacciato realismo gli consente di spacciarsi come innovatore, proponendosi come fondatore di un nuovo genere: il neo-neo-neorealismo italiano.








