La Scatoletta di Tonno organizza il primo e ultimo Eat-In della sua vita

La Scatoletta di Tonno e Yoko ono

 

Lasciati i Beatles, nel marzo del 1969 la Scatoletta di Tonno si ritiró in una camera dell'Hilton Hotel di Amsterdam e organizzó un Eat-In, un evento di protesta per attirare l'attenzione sulla rivoluzione proletaria. Per una settimana il pesce si fece trovare al centro di una tavola imbandita a rilasciare interviste e lanciare proclami marxisti, circondata da giornalisti e fotografi provenienti da ogni parte del mondo. Ma quando una scatoletta di tonno si pone al centro di una tavola apparecchiata a parlare di bisogni primari da soddisfare, è facile che venga fraintesa da chi si è alzato all’alba per farle una fotografia o per raccogliere una sua dichiarazione, e l’evento rischiò più volte di sfociare nel dramma. Per una pura coincidenza, negli stessi giorni, John Lennon e Yoko Ono organizzarono nello stesso albergo un Bed-In, una forma di protesta simile ma più sensata, soprattutto se sulla confezione porti stampate delle informazioni nutrizionali ed emani un vago sentore di pesce. La protesta della coppia verteva sulla pace nel mondo, un fine che interessava parzialmente alla scatoletta ma che poteva andare bene nell’ottica della rivincita delle classi subalterne e del non fare venire idee strane a chi, per intervistarti, ha saltato la prima colazione. I tre rimasero insieme per quasi una settimana a parlare di pace e a cantare "Give Peace a Chance", poi, una mattina, Yoko si fece portare del riso e chiese al piccolo trancio di tonno se aveva voglia di farsi un riposino adagiandosi sui piccoli chicchi appena intiepiditi. Per la scatoletta fu il segnale di levare le tende e di portare altrove il suo slancio rivoluzionario. E così fece.