L’Impianto Fonico pone dei paletti all’estro artistico del Regista

l'impianto Fonico educa il Regista

 

Il discutibile intervento delle Fate madrine delle Arti creò non pochi problemi al Regista e alla sua famiglia. Invaso dai sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione, ma male informato su quali sponde travasare la propria creatività, al Regista non restò che esplorare i propri talenti, cercando di comprendere su quali valeva la pena focalizzare le proprie energie e su quali era il caso di soprassedere. Secondo l’Impianto Fonico, un microfono per Karaoke che i genitori del Regista regalarono al figlio, era il caso di soprassedere dal bel canto, una pratica artistica che il Regista cercò di approfondire per circa cinque minuti, prima di essere fulminato da una scarica elettrica rilasciata dallo stesso microfono. Le ragioni che spinsero l’impianto ad un gesto del genere non sono ben chiare: forse il suo essere “made in china” non gli fece apprezzare la natura melodica della composizione? Forse la scelta dell’artista di eseguire “San Martino campanaro” in un’inedita versione funk non fu delle più felici? Forse i gorgoglii ed il vago sentore di bruciato che il bambino emetteva dopo ogni scarica elettrica erano più apprezzati dell’accozzaglia di note profuse durante il canto? Difficile dirlo. Fatto sta che il Regista fu costretto ad abbandonare il bel canto ed il mondo perse un indiscutibile talento.