Le Fate madrine delle Arti non concordano sulle qualità del Regista e litigano di brutto

 Le Fate madrine delle Arti litigano per il Regista

 

Alla riunione del Consiglio di Amministrazione delle Fate madrine delle Arti si discusse a lungo sulla possibilità di profondere nel Regista i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione. Secondo alcuni report il candidato non era idoneo a riceverli: la sua instabilità emotiva non avrebbe retto all’impatto di una creatività senza confini e le sue elaborazioni artistiche, col passare degli anni, sarebbero diventate sempre più assurde, minacciando l’equilibrio cosmico e portando l’universo sull’orlo del collasso. Per limitare al minimo i rischi bisognava circoscrivergli le abilità, forzandolo a dedicarsi ad arti minori quali l’origami, l’arte di costruire casette con gli stuzzicadenti, l’arte di accatastare il purè nel piatto per farlo sembrare la faccia della zia Ada. Secondo altri report, invece, il Regista sarebbe stato un faro per l’umanità, e le sue elaborazioni avrebbero contribuito a risvegliare le coscienze rendendo evidenti alcune verità, scomode ma indiscutibili: Calenda non è un grande politico, Taylor Swift è insopportabile, la reunion gli Oasis dovrebbero farla nella cucina di casa loro, con tanti coltelli in giro e senza neppure la mamma a fare da paciere. I diversi punti di vista accesero interminabili scontri che durarono millenni e portarono comunque l’universo sull’orlo del collasso. Alla fine prevalse il buon senso ed al Regista vennero accordati i sacri doni della Sensibilità e dell’Ispirazione, seppure circoscritti ad ambiti ben definiti. Quali furono questi ambiti non venne mai rivelato. Neppure al Regista.