La Fata madrina delle Arti consacra il Regista ad un futuro come artista

il Regista e la Fata madrina delle Arti

 

Mentre aspettava la nascita del figlio, la madre del Regista ricevette la visita della “Fata madrina delle Arti”, una creatura celeste che aveva il compito di annunciare alle mamme la venuta di un grande artista. Dopo averle dato la lieta notizia, la fata pronunciò la parola “Abracadabra!” e con la bacchetta magica le toccó per tre volte il ventre, profondendo nel pargolo i sacri doni della Sensibilità e dell'Ispirazione. Purtroppo le fate madrine degli anni sessanta non erano preparate come quelle di oggi: il reclutamento era improvvisato, non erano previsti colloqui e nessuno si preoccupava di controllare la fedina penale. Il risultato era che spesso le fate madrine erano impreparate e i tocchi inferti con troppa forza finivano per causare gravi traumi ai piccoli, rendendoli fragili ed insicuri. Probabilmente, sostiene il Regista, se qualcuno si fosse preso la briga di fare un test delle urine alla fata madrina di Jim Morrison, il cantante sarebbe ancora vivo e i Doors suonerebbero ancora insieme. Nel nostro caso uno dei colpi sferrati mancò il bersaglio e parte dei doni della Sensibilità e dell'Ispirazione finirono sulla poltrona, un mobilio di seconda mano che pochi anni dopo, grazie alla svista, venne selezionato come oggetto di scena ed ebbe un discreto successo in una stagione del “Grande Fratello”. Un’altra versione della storia vuole che a fare visita alla madre del Regista non fu la “Fata madrina delle Arti” ma un killer prezzolato, pagato dalla congregazione delle Fate Madrine per privare il bambino di ogni abilità ed evitare di macchiare il buon nome della loro associazione. Ma queste sono soltanto squallide dicerie a cui il Regista non ha mai voluto dar peso.