Il mondo non lo capisce e il Regista finisce in Trattamento Sanitario Obbligatorio

Il mondo non lo capisce e il Regista finisce in Trattamento Sanitario Obbligatorio

 

La prima volta che il Regista venne coinvolto in un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) fu nel febbraio del 2002. Qualcuno lo aveva visto parlottare sommessamente con un formaggio nello scomparto frigo del supermercato ed era intervenuta la vigilanza perché si riteneva che stesse compiendo un furto. Fu un colossale fraintendimento: il Regista in realtà non stava prendendo niente, ma era lì per deporre. Voleva che un trancio di emmental di sua conoscenza andasse alla scoperta delle proprie radici e se aveva scelto il comparto frigo di quel supermercato era perché gli ricordava un po’ la Svizzera: tutto costava molto caro, faceva freddo e, se stavi fermo per più di cinque minuti, ti annoiavi. Se il suo amico fosse stato un Camembert, spiegò, lo avrebbe portato nel reparto dei vini a fare amicizia con uno Chardonnay. Quando gli chiesero di svuotare le tasche rinvennero una scatoletta di tonno ed un uovo che, a detta del sospettato, avevano ugualmente diritto alla socializzazione. A salvare il Regista dall’arresto fu il sorriso mal tratteggiato col pennarello sul guscio dell’uovo e alcuni degli ingredienti della conserva che, secondo Wikipedia, se combinati fra di loro sarebbero dovuti esplodere, radendo al suolo il comparto frigo e rendendo l’intero supermercato infrequentabile per almeno duemila anni. Il poveretto venne comunque denunciato all’autorità e invitato a non tornare: fu un momento molto difficile nella sua vita. E anche in quella del Formaggio Svizzero, dell’Uovo e della Scatoletta di tonno.