Beatrix scende sulla luna e trova un alieno. Ma era solo la Scatoletta di Tonno

Beatrix scende sulla luna e trova un alieno. Ma era solo la Scatoletta di Tonno

 

Nel luglio del 1969 Beatrix, incaricata dall’Onu di indagare sulla possibile presenza di alieni sulla superficie lunare, venne aggregata alla missione Apollo 11 e scese sul satellite per dare il suo necessario contributo. Dopo un breve ricerca trovò, appartata in una cratere, una piccola “scatoletta di tonno rumena, dichiaratamente bolscevica”, un’insolita forma di vita che, secondo la scienza ufficiale, non sarebbe dovuta esistere nemmeno sulla terra. La scatoletta sembrava essere in buona salute e a parte l’incongrua avvertenza: “Solo per uso esterno, evitare il contatto con gli occhi”, stampata sull’etichetta, non presentava alcuna anomalia. A quanto raccontò, nel 1961 si era offerta volontaria per partecipare alla missione di Yuri Gagarin e diventare la prima scatoletta di tonno comunista a raggiungere lo spazio, Poco dopo la partenza, però, si era verificata un’insolita anomalia non prevista dai protocolli, né dai piani di volo: Gagarin aveva comunicato, “mi farò uno spuntino”, e aveva cercato di mangiarla. Presa dal panico, la conserva era riuscita a farsi espellere dalla navicella e, dopo un volo durato appena cinque giorni, era finita sulla  luna. Dopo una breve consultazione con Cape Canaveral, il tonno venne messo agli arresti e rinchiuso nella dispensa dell’Apollo finché, il 24 luglio del 1969, non ammarò nell’Oceano Pacifico insieme al resto dell’equipaggio. Durante la manovra di trasbordo, però, riuscì a divincolarsi dalle mani dell’ufficiale incaricato delle indagini e si tuffò in mare. Dato che, in quanto pesce, era nel suo ambiente naturale, nessuno pensò a seguirla. Di lei, per molti anni, non si ebbero notizie.