Il Regista incontra il proprio scheletro e s’interroga sulla vita e sulla morte

74 Il Regista incontra il proprio scheletro

 

Come tutti sanno, le tecniche telepatiche sono difficili da controllare e talvolta può capitare che, per un sovraccarico alla linea o per un qualsiasi rallentamento nei flussi neuronali, il messaggio arrivi in ritardo o alla persona sbagliata. Al Regista, ad esempio, una volta capitò di convocare sé stesso bambino - per darsi qualche lezione di vita e rendersi migliore come persona - e di trovarsi a fare i conti col “sé stesso morto e sepolto”, una versione ancora più deteriorata e, se possibile, assurda dell’originale. Quando questo accadde, dopo qualche minuto di comprensibile imbarazzo, nel Regista subentrò la curiosità e alle domande scontate (Dio c'è? Siamo finiti in Paradiso?), seguirono quelle meno ovvie (Abbiamo chiesto l’autografo a Gandhi? Dove ce le infiliamo le supposte?) ed altre decisamente complesse (Farci le radiografie dev’essere facile, il ticket ce lo fanno pagare lo stesso?). La domanda più importante (Come siamo morti?), rimase sospesa nell’aria. Il Regista non la pose perché era convinto di conoscere già la risposta, e non voleva avere conferme ad ipotesi che lo spaventavano. Secondo un calcolo probabilistico, abbastanza plausibile, il modo in cui lascerà questo mondo dovrebbe essere uno dei seguenti: 1) Occlusione arteriosa 2) Intossicazione alimentare 3) Picchiato da Calenda 4) Picchiato dai Pooh 5) Picchiato da uno svizzero 6) Picchiato dal formaggio di uno svizzero 7) Picchiato dal "sé stesso morto e sepolto” se non la smette di fare considerazioni stupide.