Beatrix diventa la prima lampada a scendere sulla luna

76 Beatrix scende sulla luna

 

Nel febbraio del 1969 la NASA chiese a Beatrix di partecipare alla missione di Apollo 11 e di essere la prima lampada da tavolo a scendere sulla luna. Il suo incarico era di controllare che nei piccoli crateri che costellavano la superficie del satellite non si nascondessero minacciose forme di vita aliene o, peggio ancora, piccole spie russe. A quei tempi la corsa allo spazio era appena cominciata e gli americani volevano essere i primi a stabilire buone relazioni con gli extraterrestri. Nel 1959 i russi avevano spedito nella stratosfera una cagnolina, la tenera Laika, e per non essere da meno alla NASA avevano progettato di mettere in orbita un micetto che giocava con un gomitolo di lana, o un mazzo di fiori con dei cioccolatini, o Shirley Temple. Poi era prevalso il realismo e avevano deciso di mandare Armstrong, con la speranza che gli alieni lo confondessero con il più famoso jazzista e ne rimanessero piacevolmente impressionati. Negli anni sessanta, spiega  Beatrix, degli alieni si sapeva poco o nulla: quanti erano? Che idee politiche avevano? Preferivano i Beatles o i Rolling Stones? Il fatto che la luna fosse un posto così spoglio e freddo, faceva pensare che vi avesse trionfato il comunismo e che tutti gli abitanti si fossero nascosti in qualche cratere a stampare opuscoli sovversivi e a tramare per infrangere il sogno americano. Occorreva organizzare una missione per andare a vedere come stavano effettivamente le cose ed intervenire prima che il marxismo trionfasse e che tutti fossimo obbligati a guardare “La corazzata Potemkin” invece del “Mago di Oz”. Per queste ragioni il 20 luglio del 1969 i primi uomini sbarcarono sul satellite; ed una piccola lampada di nome Beatrix era con loro.