
Anche Beatrix venne coinvolta nella saga di Star Wars. Uno degli incarichi più impegnativi della sua lunga carriera all’ONU, racconta, si svolse sul pianeta Dagobah, dove venne mandata per rallegrare l’ambiente e fare un po’ di chiarezza sulla questione della Forza. Che cos’era esattamente? Era una fonte di energia rinnovabile? Era pulita e sostenibile? Poteva essere usata per sostituire i carburanti fossili? Si sapeva che un suo uso indiscriminato aveva causato la morte per soffocamento di diversi ammiragli intergalattici. Questi spiacevoli effetti collaterali potevano essere eliminati? E se no, quanti ammiragli intergalattici saremmo stati disposti a sacrificare per salvare il pianeta dal surriscaldamento globale? Per dare una risposta a tutte queste domande, Beatrix aveva fatto amicizia con il maestro Yoda, un abitante di Dagobah che di mestiere faceva il carroattrezzi e sbarcava il lunario liberando i veicoli rimasti impantanati nelle paludi del pianeta. Per svolgere il proprio lavoro, Yoda usava la Forza, e si faceva aiutare da due relitti: Luke Skywalker, uno judoka che si era dimenticato di togliersi il Kimono, ed R2 D2, un frigobar con le rotelle che aveva imparato a fischiare e non riusciva più a smettere. La missione finì in un nulla di fatto perché la Forza, oltre a danneggiare gli ammiragli intergalattici, come effetto collaterale spingeva le persone a parlare come i bigliettini dei Baci, e non si voleva contribuire al degrado culturale della Federazione, nè dare spunti gratuiti ai creativi della Perugina.








