Il Regista gira “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche” e supera se stesso

La Forchetta Psicotica si vede con le amiche

 

Due giorni dopo aver girato “La Forchetta Psicotica e lo spirito dei passati passati” il Regista decise che era il momento di girare pagina e di tornare a indagare sul tema più caro al neo-neo-neo-neorealismo italiano: come poter aggiungere un nuovo “neo” al già cospicuo patrimonio di prefissi, senza apparire maniacale e affetto da accumulo compulsiva. In breve tempo gira “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, un'opera complessa che narra del disincanto, della morte, della povertà, dell'amicizia, del tradimento, del malessere, della malattia e, infine, del futuro distopico, tema aggiunto all'ultimo momento per apparire più sofisticato e strizzare l'occhio al pubblico giovanile. Girato interamente a colori, secondo il Regista il film si distingue dagli altri per la profusione di mezzi impiegati, e cioè per le 30 monete da un euro piazzate sulla scena a rappresentare l'accumulazione capitalista, ma anche la disponibilità dell'autore a corrompere chiunque pur di ottenere quanto desiderato. “La Forchetta Psicotica si vede con le amiche”, ci ricorda il Regista, è un film che vuol essere leggero ma anche pesante, profondo ma anche superficiale, drammatico ma anche divertente, a colori ma anche in bianco e nero, bello ma anche brutto, alto ma anche basso, bagnato ma anche asciutto, su ma anche giù. Se un film come questo non merita un ulteriore prefisso “neo” da aggiungere alla già nutrita schiera di prefissi che connotano il neo-neo-neo-neorealismo italiano, allora non sappiamo proprio cosa lo può meritare.